Chi è la Befana?

La Befana è quella vecchietta che, volando sopra una scopa, porta calze piene di dolci e regali, nella notte del 6 gennaio


Chi è la Befana? La Befana è quella vecchietta che, volando sopra una scopa, porta calze piene di dolci e regali, nella notte del 6 gennaio. “La Befana” è una ricorrenza tipicamente italiana legata al culto del raccolto e al passaggio dall’anno vecchio al nuovo. Questo personaggio del folclore italiano sarebbe, infatti, probabilmente nato in seno ad antichi riti propiziatori pagani, poi ereditati dai Romani.

Le origini della Befana

Gli studiosi non concordano sul momento esatto in cui nacque la tradizione della Befana (sono troppo poche le fonti disponibili). Alcuni ricercatori datano la sua origine al X secolo a.C., ma è solo un’ipotesi.

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Gli studiosi concordano, invece, sul fatto che nel corso del VI secolo a.C. entrò stabilmente all’interno dei riti propiziatori pagani, rappresentando una sorta di personificazione della natura, o dell’avvicendamento delle stagioni. La si celebrava nella speranza che l’inverno fosse seguito da raccolti abbondanti.

Nelle 12 notti successive al solstizio d’inverno, in un periodo dedicato alle celebrazioni per la rinascita della natura, si credeva che misteriose figure femminili volassero sui campi per propiziare i futuri raccolti, guidate da Diana (la dea lunare della caccia e della vegetazione) o da Sàtia (una divinità minore legata al concetto di sazietà). Il mito della “donna volante” sul manico di scopa sarebbe nato da qui.

La figura della vecchietta vestita di stracci rappresenterebbe, invece, il concetto di “anno vecchio“, o della “natura invernale“. Ha questa accezione il personaggio di Perchta (o Berchta), un’anziana donna con i capelli scarmigliati, gli abiti consunti e i piedi giganti celebrata in alcune aree di Austria e Germania.

Un momento cruciale, nella storia della Befana, arrivò quando venne in contatto con gli antichi Romani, che integrarono i riti pagani preesistenti all’interno del proprio pantheon politeista. Infatti, secondo studiosi la “Befana” deriverebbe da “Bastrina“, la dea a cui si regalavano le strenne (i doni di fine anno) per favorire la fortuna dell’anno nuovo. Bastrina sarebbe l’erede della dea Strenia, celebrata all’inizio dell’anno, quando i romani si scambiavano le “strenne” di buon auspicio per il nuovo anno.

Con l’avvento del Cristianesimo “la Befana” fu osteggiata e bollata come frutto di influenze sataniche, cosa che probabilmente condusse all’idea che fosse una strega. Allo stesso tempo, però, però, ci fu chi si batté per abbandonare la condanna e spingersi verso un’assimilazione, previa ripulitura di alcuni elementi pagani e favolistici. Una delle voci più autorevoli fu quella di Epifanio di Salamina (310-403 d.C. circa). Quando la posizione di Epifanio ebbe la meglio, la Befana fu inserita nella ricorrenza dell’Epifania.

Alcuni studiosi la identificano come la vecchietta incontrata dai Re Magi a cui chiesero indicazioni sulla strada da seguire per raggiungere Betlemme. Al momento la vecchietta non volle aiutarli, ma il giorno dopo si pentì. Da allora, ogni anno, la notte del 6 gennaio, porta lei i regali ai bambini di tutto il mondo (come i Re magi fecero con Gesù donando oro, incenso e mirra). Per altri studiosi, invece, il termine “Befana” deriva dal greco “Epiphaneia” (che tradotto significa “manifestazione”): indica il giorno in cui Gesù si manifestò ai re Magi. Il 6 gennaio, inoltre, sarebbe anche il giorno in cui San Giovanni Battista battezzò Gesù e anche quello del suo primo miracolo (quando trasformò l’acqua in vino).

La scopa, infine, sarebbe stata probabilmente aggiunta nel Basso Medioevo, in riferimento all’idea della pulizia e in senso più ampio della purificazione in vista della nuova stagione.

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