SCENARIECONOMICI – La Russia è il secondo fornitore di Gas Naturale Liquefatto all’Europa (nonostante le sanzioni)

Notizia dell’ultima ora: La Russia è il secondo fornitore di Gas Naturale Liquefatto all’Europa (nonostante le sanzioni)


31 AGOSTO 2023FONTEUFFICIALEBREAKING NEWS – Nonostante le sanzioni imposte dall’Unione Europea, la Russia si conferma come il secondo principale fornitore di Gas Naturale Liquefatto (GNL) per l’Europa. Secondo quanto riportato dal Financial Times, citando dati dell’ONG Global Witness, quest’anno l’UE importerà grandi volumi record di GNL russo, nonostante l’obiettivo del blocco di ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili russi entro il 2027.

Nei primi sette mesi di quest’anno, il Belgio e la Spagna si sono posizionati al secondo e terzo posto come maggiori acquirenti di GNL russo, subito dopo la Cina. Questo fatto si verifica nonostante i governi di questi paesi abbiano una posizione filo-ucraina. Nel complesso, le importazioni di GNL dell’UE sono aumentate del 40% tra gennaio e luglio di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2021, prima dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia.

È interessante notare che attualmente la Russia è il secondo fornitore di GNL per l’UE, nonostante le sanzioni in atto e gli impegni della Commissione europea di abbandonare tutti i prodotti energetici russi. Questo tentativo, evidentemente, sta fallendo.

L’analisi condotta dall’ONG si basa sui dati della società di analisi industriale Kpler, che mostrano un aumento del 1,7% delle importazioni di GNL russo da parte dell’UE rispetto al livello record dell’anno scorso.

La spiegazione di questo fenomeno è semplice: fino a quando i gasdotti funzionavano, l’UE, con la Germania in testa, si è approvvigionata di gas russo a basso costo. Con il conflitto in corso, per motivi politici, è stato necessario rinunciare a questa fonte di approvvigionamento, e quindi ecco la soluzione: il Gas Naturale Liquefatto, inizialmente proveniente dagli Stati Uniti, ma successivamente anche dalla Russia. La Russia ha sviluppato impianti di liquefazione e il suo prodotto risulta più conveniente rispetto a quello del Qatar, ed è presente sul mercato in grande abbondanza.

In realtà, tutte queste sanzioni rappresentano una grande, enorme ipocrisia: anche se l’UE eliminasse il GNL russo, questo prodotto verrebbe acquistato da altri paesi, come Cina, Giappone o Pakistan, solo per citarne alcuni, che rinuncerebbero al GNL del Golfo o degli Stati Uniti, che a quel punto verrebbe destinato all’Europa. Il danno economico per la Russia sarebbe minimo, ed è per questo che Mosca sta investendo nello sviluppo delle tecnologie di liquefazione, al fine di liberarsi dai vincoli di fornitura e accedere a un mercato libero.

È evidente che la dipendenza dell’Europa dal gas russo è un tema complesso, influenzato da fattori politici, economici e strategici. Nonostante le sanzioni, la Russia continua ad essere un attore chiave nel settore energetico europeo, e il suo ruolo sembra destinato a perdurare anche in futuro.

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