WIRED – SU WHATSAPP CI SARANNO I CONTATTI PREFERITI

Due interessanti novità sono in fase di test sulle versioni beta di WhatsApp: i contatti preferiti e una maggiore sicurezza trasversale su tutti i dispositivi collegati

Due interessanti novità sono in fase di test sulle versioni beta di WhatsApp: i contatti preferiti e una maggiore sicurezza trasversale su tutti i dispositivi collegati.

I contatti preferiti permetteranno di filtrare chat e contenuti in modo più preciso e semplice, creando una sorta di area dedicata alle persone più importanti per l’utente. La funzione è stata avvistata nelle versioni beta per iOS e WhatsApp Web, e si presume che permetterà di aggiungere i numeri preferiti facendo tap su un apposito pulsante nel menu “Preferiti”. I contenuti di questi contatti saranno poi raggruppati in un’area dedicata, evidenziata rispetto al resto.

L’altra novità riguarda la sicurezza: WhatsApp starebbe lavorando per rendere le chat protette ovunque, su tutti i dispositivi collegati alla stessa utenza. In questo modo, i messaggi, foto e documenti inviati in una conversazione privata saranno accessibili solo su quell’ dispositivo, e non su altri device collegati come computer o tablet.

Non c’è ancora una data ufficiale per il rilascio di queste due novità, ma è probabile che verranno implementate nelle prossime settimane con gli aggiornamenti dell’app.

Le nuove funzioni promettono di migliorare l’esperienza utente di WhatsApp, offrendo maggiore personalizzazione e sicurezza. La possibilità di avere una sezione dedicata ai contatti preferiti è particolarmente interessante per chi utilizza l’app per comunicare frequentemente con un ristretto gruppo di persone. L’aumento della sicurezza, invece, è un passo avanti importante per la privacy degli utenti.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
ILSOLE24ORE – ELON MUSK VUOLE PORTARE STARLINK IN ITALIA

Secondo “Il Sole 24 Ore”, Elon Musk di Tesla sta esplorando l’opportunità di partecipare all’espansione della banda ultralarga in Italia attraverso il servizio di connessione satellitare Starlink, al fine di ridurre il divario digitale nella Penisola. Musk avrebbe avviato trattative con le autorità italiane e si sarebbe messo in contatto con Open Fiber, coinvolta nel progetto nazionale per la connessione ad alta velocità. Open Fiber, insieme a Tim, è impegnata nel progetto “Italia a 1 Giga” per fornire connessioni anche nelle aree attualmente mal servite. Questi presunti passi di Musk riflettono il suo interesse nell’espandersi nel settore delle telecomunicazioni in Italia. I rapporti tra Musk e il governo italiano sembrano consolidati, come evidenziato dalla sua partecipazione a un evento di Fratelli d’Italia a dicembre ad Atreju.

WIRED – IL DIGITAL SERVICES ACT (DSA) DIVENTA LEGGE PER TUTTI: COSA SIGNIFICA

Il 17 febbraio segna un cambiamento significativo per tutti gli operatori online, poiché il Digital Services Act (DSA), il pacchetto di regole europee sui servizi digitali, diventa legge per tutti. Questo impatta fornitori di cloud, hosting, motori di ricerca, e-commerce e servizi online, imponendo norme riguardanti la trasparenza degli algoritmi, la pubblicità, la lotta alla violenza online, la protezione dei minori e la profilazione degli utenti. Fino ad ora, solo 22 multinazionali del settore, inclusi Google, Meta (Instagram e Facebook), Bing, Twitter, Snapchat, Pinterest, LinkedIn, Amazon, Booking, Wikipedia, Apple App Store, TikTok, Alibaba Express e Zalando, hanno dovuto adeguarsi al DSA. Recenti aggiunte comprendono siti pornografici come Pornhub, XVideos e Stripchat. Ora, tutti gli operatori online devono rispettare le nuove regole. Tuttavia, molti sono cauti nell’approcciare questo cambiamento, data la possibilità di multe fino al 6% del fatturato annuale e fino al 5% dei ricavi medi giornalieri per ogni giorno di ritardo nell’applicazione delle misure richieste. Vinted ha semplificato i suoi termini e condizioni, riducendo del 25% il numero di pagine, mentre Italiaonline ha implementato avvisi automatici 30 giorni prima della scadenza annuale per i servizi a pagamento su Libero e Virgilio
L’implementazione del DSA richiede agli operatori di fornire trasparenza sulle loro operazioni, moderare i contenuti in modo chiaro, rispondere ai reclami degli utenti, e proteggere la privacy degli utenti. Inoltre, devono essere istituiti punti di contatto per la comunicazione con le autorità locali e deve essere garantita la leggibilità dei termini e delle condizioni dei servizi offerti.

BYOBLU – LA RUSSIA CHIUDE WIKIPEDIA.RU E APRE “RUVIKI”

Le autorità russe hanno annunciato la chiusura di Wikimedia.ru, l’organizzazione responsabile delle pagine di Wikipedia in Russia, accusandola di essere un “agente straniero di disinformazione”. La mossa fa seguito alle critiche del direttore esecutivo di Wikimedia.ru, Stanislav Kozlovsky, accusato di essere un agente segreto di Paesi stranieri. Kozlovsky ha dichiarato che stanno preparando i documenti per la liquidazione dell’organizzazione. Contemporaneamente, la Russia ha presentato Ruviki, l’alternativa nazionale a Wikipedia. Con il lancio della versione beta il 15 gennaio e la versione completa prevista nel 2024, Ruviki conterà già 2 milioni di articoli in lingua russa. L’interfaccia è tradotta in 20 lingue dei popoli russi, offrendo una vasta gamma di contenuti culturali. Il Servizio federale russo per la supervisione sulle telecomunicazioni ha multato la Wikimedia Foundation per 22,4 milioni di rubli nel 2023, sostenendo che Wikipedia ha rifiutato di rimuovere materiale illegale. Wikipedia, secondo il dipartimento, ha fallito nel cancellare informazioni false su operazioni militari e materiali estremisti. La chiusura di Wikipedia riflette le crescenti tensioni tra la Russia e le piattaforme online globali. Valery Fadeev, consigliere di Putin, ha criticato Wikipedia come ideologicamente permeata, sottolineando la necessità di un’alternativa russa. La Grande Enciclopedia Russa è indicata come tale alternativa in crescita, con l’obiettivo di sostituire gradualmente Wikipedia. La mossa riflette la volontà russa di controllare la narrazione e fornire una “visione del mondo” nazionale attraverso le risorse online.

OPENAI

WIRED – IL GARANTE DELLA PRIVACY DENUNCIA (DI NUOVO) CHATGPT

Il Garante della privacy italiano ha denunciato OpenAI, lo sviluppatore di ChatGPT, per violazione delle regole europee in materia di protezione dei dati personali. La denuncia arriva a valle dell’indagine condotta dall’autorità dopo che alla fine di marzo 2023 aveva imposto una limitazione temporanea dell’uso dei dati, perché in contrasto con le previsioni del Gdpr, il regolamento europeo in materia. Il Garante contesta a OpenAI una serie di illeciti, tra cui: la base giuridica del trattamento dei dati personali, che non sarebbe stata sufficientemente chiara; la questione delle “allucinazioni”, ossia le risposte inesatte prodotte dal chatbot che possono condurre a una gestione impropria delle informazioni; la trasparenza, in particolare per quanto riguarda le modalità di raccolta e utilizzo dei dati;
altre questioni minori. OpenAI ha 30 giorni per fornire le proprie contro-deduzioni e difendersi dalle accuse.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
ILPOST – OPENAI STA TRATTANDO PER ADDESTRARE I SUOI SISTEMI DI IA CON I CONTENUTI DI ALCUNI EDITORI

OpenAI sta negoziando con diversi editori per utilizzare i loro contenuti nella formazione dei suoi sistemi di intelligenza artificiale. L’azienda, famosa per la creazione di ChatGPT, software in grado di rispondere a domande tramite IA, sta cercando accordi chiave per garantire a ChatGPT la capacità di fornire informazioni accurate e aggiornate. Recentemente, ha concluso accordi con editori come Axel Springer, editore di Politico e Bild, e con Associated Press, con accordi che hanno implicato pagamenti sostanziali, come “decine di milioni di dollari”. Tuttavia, non sono mancate controversie: a dicembre, il New York Times ha intentato una causa contro OpenAI, accusandola di utilizzare illegalmente i suoi articoli protetti da copyright per l’addestramento dell’IA. Situazioni simili si sono verificate con autori di romanzi come George R.R. Martin, John Grisham e Jonathan Franzen, oltre a diversi autori di saggi, che hanno avviato cause legali simili a causa dell’uso improprio dei loro contenuti.

WIRED – OPENAI CONCEDE L’USO DI CHATGPT PER SCOPI MILITARI

OpenAI ha apportato modifiche significative alle sue politiche d’uso, eliminando la restrizione sull’utilizzo di ChatGPT per scopi militari. Prima del 10 gennaio, la compagnia vietava esplicitamente l’uso della sua tecnologia per scopi bellici, inclusa la creazione di armi. Tuttavia, l’aggiornamento conserva il divieto generale di utilizzare il servizio per danneggiare se stessi o altri. Questa modifica ha suscitato l’attenzione degli esperti, soprattutto in un contesto in cui cresce l’interesse delle agenzie militari sull’uso dell’intelligenza artificiale. OpenAI afferma di non possedere una tecnologia per uso letale, ma riconosce l’ampio raggio di attività in cui ChatGPT potrebbe essere coinvolto per scopi discutibili. La società chiarisce che l’uso di ChatGPT per sviluppare o utilizzare armi, causare danni, distruggere proprietà o impegnarsi in attività non autorizzate non è consentito. L’aggiornamento mira a offrire chiarezza, permettendo nel contempo un utilizzo dell’intelligenza artificiale per casi legati alla sicurezza nazionale in linea con la missione di OpenAI. La collaborazione recente con DARPA per la sicurezza informatica ne è un esempio, concentrato su strumenti per proteggere le infrastrutture critiche.

APPLE

LASTAMPA – UE VUOLE MULTARE APPLE PER 500 MILIONI DI EURO

L’Unione Europea è pronta a infliggere una multa di circa 500 milioni di euro ad Apple, secondo quanto riportato dal Financial Times. L’azienda sarebbe accusata di aver nascosto agli utenti iPhone alternative più convenienti per gli abbonamenti musicali, violando le normative antitrust dell’UE. L’indagine condotta dall’antitrust europeo fa seguito a un reclamo presentato nel 2019 da Spotify, che accusava Apple di favorire i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti sfruttando la sua piattaforma. Se confermata, questa multa rappresenterebbe la prima sanzione dell’UE contro Apple. L’accusa principale è quella di abuso di posizione dominante e prassi commerciali anticoncorrenziali. La decisione di Bruxelles potrebbe portare ad una conferma delle violazioni delle regole europee sulla concorrenza nel mercato unico. In passato, Apple è stata multata anche dalla Francia per comportamenti anticoncorrenziali, anche se la cifra è stata ridotta dopo un ricorso. Anche in questo caso, il colosso tecnologico potrebbe decidere di appellarsi alla decisione dell’UE. Apple, però, ha risposto sottolineando il contributo dato da App Store allo sviluppo di Spotify e ha espresso speranza che la Commissione europea metta fine a ciò che considera un reclamo privo di fondamento. Al momento, non sono stati rilasciati commenti ufficiali dalla società sulla questione.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
CORRIERE – SUGLI IPHONE SI POTRANNO INSTALLARE APP STORE DIVERSI DA QUELLO UFFICIALE

Giovedì, Apple ha annunciato un cambiamento epocale per gli utenti europei di iPhone: con l’aggiornamento del sistema operativo iOS 17.4, sarà possibile installare app store diversi da quello ufficiale dell’azienda. Questa decisione è stata presa in risposta al Digital Markets Act (DMA) dell’Unione Europea, una normativa che regola il mercato di internet. Apple aveva tempo fino al 6 marzo per conformarsi alle nuove disposizioni. finora, sugli iPhone era possibile utilizzare solo l’app store ufficiale di Apple, ma con l’arrivo dell’aggiornamento, gli utenti potranno sfruttare il cosiddetto “sideloading”, ovvero scaricare app da store alternativi. Questa pratica, già comune su altri sistemi operativi come Android, consentirà agli sviluppatori di creare app store conformi a determinati standard di sicurezza e privacy. Gli utenti potranno scaricare app che potrebbero essere escluse dall’app store ufficiale per violazione delle linee guida di Apple. Inoltre, sarà possibile impostare un app store alternativo come predefinito sul dispositivo. Gli sviluppatori avranno la libertà di modificare le transazioni in-app, offrendo alternative ai metodi di pagamento predefiniti di Apple. Non ci saranno commissioni su app installate da store diversi da quello ufficiale, ma gli sviluppatori dovranno pagare una tassa chiamata Core Technology Fee (CTF) di 50 centesimi di euro per ogni nuova installazione dopo il primo milione. Il DMA è una serie di leggi finalizzate a limitare il monopolio delle grandi piattaforme digitali. Apple è una delle sei aziende “gatekeeper” soggette a regolamentazioni più severe, insieme a Alphabet (Google), Amazon, Microsoft, Meta (Facebook, Instagram, WhatsApp) e ByteDance (TikTok). Queste regole mirano a promuovere la concorrenza e a garantire una maggiore equità nel mercato digitale.

META

WIRED – CONSUMER REPORTS: FACEBOOK POTREBBE RACCOGLIERE DATI PERSONALI DA 48MILA AZIENDE DIVERSE

Un recente studio di Consumer Reports rivela che Facebook acquisisce dati da una media di 2.230 aziende per utente, con un picco in un caso di quasi 48.000 aziende coinvolte. Il dato emerge dall’analisi di 709 volontari che hanno condiviso i loro archivi dati di Facebook, svelando che complessivamente 186.892 aziende hanno inviato informazioni alla piattaforma. La scoperta più rilevante è il tracciamento server-to-server, una pratica in cui i dati personali degli utenti vengono trasferiti direttamente dai server di un’azienda a quelli di Meta (ex Facebook). Questa forma di tracciamento solitamente nascosta ha sollevato preoccupazioni sulla trasparenza e sulla gestione dei dati personali. Nonostante la difesa di Facebook tramite il portavoce Emil Vázquez, che sottolinea l’offerta di strumenti di trasparenza, Consumer Reports esprime dubbi sulla chiarezza delle aziende coinvolte. Oltre a giganti come Amazon e Walmart, più di 7.000 aziende sono identificate con denominazioni oscure, alcune caratterizzate da sequenze di numeri illeggibili. Ciò solleva preoccupazioni sulla possibilità che Facebook raccolga dati da fonti poco chiare, senza il consenso degli utenti e con potenziali rischi per la privacy.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
WIRED – META ACCUSATA DI VIOLARE LE LEGGI UE CHIEDENDO AGLI UTENTI DI PAGARE PER NON ESSERE TRACCIATI

Meta, la società proprietaria di Facebook e Instagram, è stata accusata di violare le leggi europee sulla privacy. L’organizzazione Noyb, che si occupa della difesa dei diritti digitali, ha denunciato che la società rende difficile agli utenti europei ritirare il consenso al tracciamento per scopi pubblicitari. Attualmente, Meta richiede agli utenti che vogliono evitare di essere tracciati di sottoscrivere un abbonamento mensile al costo di 251,88 euro all’anno. Questa pratica, secondo Noyb, viola l’articolo 7 del Gdpr, che prevede che il consenso al trattamento dei dati personali possa essere revocato in qualsiasi momento con la stessa facilità con cui è stato prestato. “La legge è chiara – ha commentato Massimiliano Gelmi, avvocato specializzato nella protezione dei dati presso Noyb -. È dolorosamente ovvio che pagare 251,88 euro all’anno per revocare il consenso non è così facile come cliccare su un pulsante ‘Ok’ per accettare il tracciamento”. Meta rischia pesanti sanzioni per questa violazione. Il Gdpr prevede che le sanzioni per le violazioni accertate possano arrivare fino al 4% del fatturato annuo globale di un’azienda. Nel caso di Meta, questo significherebbe una sanzione di oltre 15 miliardi di euro. Oltre alle sanzioni pecuniarie, Meta potrebbe essere costretta a modificare la sua politica di tracciamento degli utenti europei. Se ciò dovesse accadere, la società potrebbe perdere una parte significativa delle sue entrate pubblicitarie, che in Europa ammontano a circa il 10% del totale.

CORRIERE – WHATSAPP CONSENTIRA’ DI RICEVERE E INVIARE MESSAGGI ANCHE DA ALTRE PIATTAFORME (COME SIGNAL, TELEGRAM E IMESSAGE)

A partire dal 7 marzo 2024, in ottemperanza al Digital Markets Act (DMA) europeo, gli utenti di WhatsApp (oltre 2 miliardi nel mondo) potranno comunicare con utenti di altre app come Signal, iMessage, Messenger e Telegram. L’interoperabilità permetterà di inviare e ricevere messaggi, immagini, video e file senza dover cambiare app, garantendo comunque la crittografia end-to-end per la privacy e la sicurezza degli utenti. L’utente avrà la scelta di aderire o meno al sistema interoperabile. I messaggi delle altre app saranno visualizzati in una sezione separata nella parte superiore dei messaggi in arrivo. L’obiettivo è di facilitare la comunicazione tra persone che utilizzano diverse app di messaggistica, eliminando le barriere e creando un sistema più aperto e interconnesso, simile a quanto avviene con la posta elettronica.

WIRED – FACEBOOK HA UNA CRONOLOGIA DEI LINK CHE HAI CLICCATO

Facebook ha lanciato una nuova funzione che permette di creare un archivio speciale di tutti i link su cui si fa click direttamente dall’app mobile del social. La funzione è attiva per impostazione predefinita, ma può essere disabilitata a discrezione degli utenti. I dati raccolti dalla cronologia dei link sono poi utilizzati dalla piattaforma per ottimizzare le campagne pubblicitarie degli inserzionisti, profilando annunci ben mirati per il loro pubblico. Proprio per questo, il rilascio della nuova funzione ha lasciato perplessi gli esperti di sicurezza. In un momento storico in cui le Big Tech si stanno impegnando a regolamentare i propri prodotti per tutelare la privacy degli utenti, Meta sembra fare esattamente l’opposto, incrementando gli strumenti per la raccolta dei dati. La piattaforma tiene traccia dei link visitati dagli utenti praticamente da sempre, e ora non sta facendo altro che chiedere l’autorizzazione per farlo. Quello che lascia perplessi, però, è come lo sta facendo. La “cronologia dei link” stabilisce impostazioni sulla privacy che vengono applicate solo ed esclusivamente all’app di Facebook, il che significa che non è possibile visualizzare questo archivio speciale da un computer o da un browser mobile. Inoltre, la piattaforma ha già un’impostazione simile – chiamata “Gestisci l’attività futura” -, che consente di gestire la raccolta dei propri dati di navigazione al di fuori dei prodotti di Meta. Questo significa che ora Facebook ha non solo due sezione separate in cui memorizza i dettagli sui siti web visitati, ma anche due impostazioni simili che consentono agli utenti di gestire la raccolta di questi dati. Entrambe difficili da trovare e da interpretare in modo corretto.

WIRED – META INVESTE MILIARDI PER CREARE UN’INTELLIGENZA ARTIFICIALE GENERALE OPEN SOURCE

Meta, l’azienda guidata da Mark Zuckerberg, ha annunciato un imponente investimento per sviluppare un’intelligenza artificiale generale (IAG) a lungo termine. L’obiettivo è costruire un sistema open source responsabile e ampiamente accessibile. Zuckerberg ha dichiarato che la missione è garantire che tutti possano beneficiare dell’intelligenza generale. Meta sta costruendo la sua infrastruttura potenziata da circa 350.000 Gpu H100 fornite da Nvidia entro la fine del 2024, raggiungendo complessivamente circa 600.000 unità di elaborazione grafica con l’apporto di altri fornitori. Questo sistema diventerebbe uno dei più grandi nel settore tecnologico. Nonostante non siano stati rivelati tutti i fornitori, si sa che AMD è coinvolta. L’azienda ha intensificato gli sforzi nell’intelligenza artificiale, vitale per lo sviluppo del metaverso. Integrando il team di ricerca Fair con il team di intelligenza artificiale generativa, Meta cerca di consolidare il suo arsenale informatico. L’iniziativa risponde anche alla necessità di migliorare l’integrazione della tecnologia nei prodotti di social media, hardware di realtà aumentata e virtuale. Le azioni già intraprese da Meta includono la versione commerciale del modello linguistico Llama, strumenti pubblicitari capaci di generare immagini da istruzioni di testo e il chatbot “Meta AI” accessibile attraverso gli occhiali intelligenti Ray-Ban. Questo impegno massiccio riflette la crescente importanza dell’IAG nel panorama tecnologico e il desiderio di Meta di rimanere un attore chiave in questo settore.

TIKTOK

WIRED – TIKTOK TESTA I VIDEO DA 30 MINUTI E SFIDA YOUTUBE

TikTok sta testando la possibilità di caricare video fino a 30 minuti di durata. La novità, individuata in fase di test da alcuni analisti, non è ancora ufficiale, ma è molto probabile che venga introdotta in futuro. L’estensione del limite massimo di caricamento dei video è un segnale importante della volontà di TikTok di diversificare la propria offerta di contenuti e attirare nuovi creator e utenti. La piattaforma, infatti, è nota per i suoi video brevi, ma la possibilità di caricare video più lunghi consentirebbe a TikTok di ospitare contenuti più articolati e coinvolgenti, come documentari, approfondimenti, anteprime di film e altro ancora. L’introduzione dei video da 30 minuti potrebbe inoltre consentire a TikTok di competere con YouTube, che è il leader indiscusso del mercato dei video online. YouTube, infatti, consente di caricare video fino a 12 ore di durata. Se TikTok deciderà di introdurre ufficialmente i video da 30 minuti, è probabile che la novità venga introdotta gradualmente, prima per un gruppo selezionato di utenti e poi per tutti.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
WIRED – OPENAI HA SOSPESO L’ACCOUNT DI BYTEDANCE (TIK TOK)

OpenAI, la società di ricerca sull’intelligenza artificiale fondata da Elon Musk, ha sospeso l’account di ByteDance, la società madre di TikTok. La decisione è stata presa dopo che un rapporto pubblicato da The Verge ha rivelato che ByteDance stava utilizzando la tecnologia di OpenAI per sviluppare il proprio modello linguistico di grandi dimensioni (LLM). I termini di servizio di OpenAI vietano l’utilizzo del suo output per sviluppare modelli di intelligenza artificiale che competono con quelli della società. Nonostante ciò, i documenti interni di ByteDance rivelano che la società ha utilizzato l’API di OpenAI per sviluppare il proprio modello “Project Seed” in ogni singola fase della sua progettazione. Il rapporto di The Verge fa anche notare che i dipendenti di ByteDance erano consapevoli dell’uso illecito che la compagnia stava facendo della tecnologia di OpenAI. Alcune comunicazioni su Lark, la piattaforma interna della società cinese, riportano informazioni ben dettagliate su come “cancellare” le prove attraverso la “desensibilizzazione dei dati”. Solo quando le autorità di regolamentazione cinesi hanno approvato Doubao, il chatbot di proprietà di ByteDance, la società ha invitato i suoi dipendenti a smettere di utilizzare l’API di OpenAI. Tuttavia, la società ha negato qualsiasi illecito e ha dichiarato di aver ricevuto da Microsoft la licenza di utilizzare l’API Gpt “per alimentare prodotti e funzionalità nei mercati non cinesi”.

GOOGLE

WIRED – GOOGLE AMMETTE DI TRACCIARE GLI UTENTI ANCHE NELLA NAVIGAZIONE IN INCOGNITO

Google sembra aver implicitamente riconosciuto il tracciamento degli utenti anche quando utilizzano la modalità di navigazione in incognito di Chrome. Recentemente, il gigante tecnologico ha apportato modifiche significative al disclaimer visualizzato dagli utenti nella versione sperimentale Canary di Chrome. Il nuovo messaggio afferma: “Gli altri che utilizzano questo dispositivo non vedranno la tua attività, quindi potrai navigare in modo più privato”, ma specifica che ciò non cambierà il modo in cui i dati vengono raccolti dai siti web e dai servizi, inclusi quelli di Google. La modifica è rilevante poiché il browser Chrome ora restituisce un messaggio diverso quando si attiva la modalità incognito, rispetto al passato. L’aggiornamento del disclaimer sembra essere attivo attualmente su Canary su Android e Windows, oltre alla versione di Chrome per Mac. Sebbene sia in fase di test, è probabile che Google lo implementerà globalmente a breve. Questa modifica segue un accordo in una causa collettiva del 2020, in cui Google era accusato di tracciare gli utenti in modalità incognito senza il loro consenso. Dopo il patteggiamento, Google ha aggiornato i termini di trattamento dati degli utenti, evidenziando l’attenzione crescente sulle pratiche di privacy e la trasparenza nell’uso dei dati.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
WIRED – YOUTUBE UTILIZZA SISTEMI PER DISINCENTIVARE L’UTILIZZO DI ADBLOCK

YouTube sta adottando nuove misure per disincentivare l’utilizzo di adblock e altre estensioni da browser che eliminano le pubblicità. Come segnalato da alcuni utenti su Reddit e dal sito 9to5Google, il portale sta sperimentando un rallentamento della riproduzione dei video per chi utilizza l’adblock. Il fenomeno non riguarda tutti gli utenti, ma solo una parte di loro, e sembra essere in fase di test. Al momento, il rallentamento è di circa 10 secondi, ma potrebbe aumentare in futuro. In più, YouTube sta riscontrando alcuni malfunzionamenti collaterali, come la necessità di aggiornare la pagina quando si vuole aprire il video a schermo intero o con la modalità cinema. Queste misure sono volte a dissuadere gli utenti dall’utilizzo di adblock, che inficia i ricavi di YouTube. Il portale si sostiene in larga parte proprio sui ricavi pubblicitari, e la fetta di utenti che utilizza adblock è stimata in milioni di persone. L’obiettivo di YouTube è quello di spingere gradualmente sempre più utenti al piano Premium, che elimina gli annunci pubblicitari nei video in modo lecito e che apre a funzioni extra. Il costo è di 11,99 euro al mese in Italia, ma la fetta di abbonati è ancora piuttosto bassa.

ANSA – CORTE UE CONFERMA LA MULTA DA 2,4 MILIARDI A GOOGLE

L’avvocato generale Juliane Kokott ha proposto alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di confermare l’ammenda di 2,4 miliardi di euro inflitta a Google per aver favorito il proprio servizio di comparazione di prodotti. La Commissione Europea aveva stabilito che Google avesse sfruttato la sua posizione dominante nei servizi di ricerca per favorire il suo comparatore di prodotti, posizionando i suoi risultati in modo preferenziale rispetto ai concorrenti. Secondo la Corte, ciò ha portato a una deviazione del traffico dalla pagina dei risultati generali di Google, non dovuta a una migliore qualità del servizio, ma all’autofavoritismo. Google ha risposto affermando di esaminare l’opinione dell’avvocato generale, continuando a investire nei rimedi e a collaborare con la Commissione Europea.

CORRIERE – GOOGLE PATTEGGIA IN UNA CAUSA DA 5 MILIARDI DI DOLLARI PER AVER TRACCIATO GLI UTENTI IN MODALITA’ INCOGNITO

Google ha accettato di patteggiare una causa da 5 miliardi di dollari per aver violato la privacy degli utenti del suo browser Chrome. La causa, intentata nel 2020, sostiene che Google abbia continuato a tracciare i dati di navigazione degli utenti anche quando questi si trovavano in modalità incognito, una modalità del browser che promette di garantire la privacy. I querelanti sostengono che Google abbia raccolto una “quantità incontrollabile di informazioni” sugli utenti, comprese “cose potenzialmente imbarazzanti”, che potrebbero essere utilizzate per vendere annunci pubblicitari. Google ha sempre sostenuto che la modalità incognito non impedisce ai siti web di raccogliere dati sulla navigazione degli utenti, ma che questi dati non vengono salvati sul dispositivo dell’utente. L’accordo tra Google e i querelanti non è ancora stato reso noto, ma si prevede che venga presentato al tribunale per l’approvazione entro il 24 febbraio. La notizia del patteggiamento è un duro colpo per Google, che ha sempre fatto della privacy una delle sue priorità. L’azienda è ora sotto la lente d’ingrandimento delle autorità di regolamentazione di tutto il mondo, che stanno indagando sulle sue pratiche di privacy.

MICROSOFT

ILSOLE24ORE – MICROSOFT SUPERA APPLE E DIVENTA LA SOCIETA’ CON IL PIU’ ALTO VALORE IN BORSA

Giovedì scorso, Microsoft ha conquistato il titolo di società con il più alto valore di borsa a livello globale, superando la rivale Apple. La capitalizzazione di Microsoft, ovvero il valore complessivo delle sue azioni, ha toccato quasi i 2.870 miliardi di dollari, mentre Apple ha visto un calo nelle azioni, portando la sua capitalizzazione sotto quella di Microsoft. Sebbene Apple fosse stata la prima a raggiungere i 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione nel 2023, recentemente ha mostrato risultati economici deludenti, specialmente nelle vendite di iPhone. Al contrario, Microsoft ha goduto di una costante crescita grazie al successo nei servizi cloud e agli investimenti nell’intelligenza artificiale. Gli analisti suggeriscono che questo sorpasso potrebbe riflettere una trasformazione più strutturale nelle dinamiche di mercato.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
SCENARIECONOMICI – ANTITRUST STA ESAMINANDO LA PARTNERSHIP MULTIMIARDARIA TRA OPENAI E MICROSOFT

Le autorità di regolamentazione della concorrenza nel Regno Unito e negli Stati Uniti stanno esaminando la partnership multimiliardaria di Microsoft con OpenAI, uno dei legami più redditizi dell’industria tecnologica. L’autorità britannica per la concorrenza e i mercati (CMA) ha dichiarato di aver avviato un “processo di raccolta di informazioni”, necessario per un’indagine formale che probabilmente inizierà l’anno prossimo. La CMA è la prima autorità di vigilanza sulla concorrenza a lanciare un’indagine ufficiale su Microsoft e OpenAI. L’indagine è stata avviata dopo lo sconvolgimento del mese scorso che ha portato l’amministratore delegato Sam Altman a essere estromesso dal consiglio di amministrazione e poi riassunto pochi giorni dopo. Microsoft, che insieme ad altri investitori aveva spinto per il reintegro di Altman, ha finito per assumere un posto di osservatore senza diritto di voto nel consiglio di amministrazione di OpenAI in seguito al fallimento. La CMA ha dichiarato di aver chiesto alle due società, nonché a “qualsiasi parte interessata” come concorrenti e clienti, se “la partnership tra Microsoft e OpenAI, compresi i recenti sviluppi, abbia dato luogo a una situazione di concentrazione rilevante”. Se la CMA stabilirà che l’accordo viola le leggi antitrust, potrebbe imporre a Microsoft di vendere parte della sua partecipazione in OpenAI o imporre altre misure per ridurre la sua influenza sulla società. Un’indagine negativa potrebbe anche avere un impatto negativo sul mercato dell’intelligenza artificiale, rendendo più difficile per le aziende collaborare e condividere le risorse.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

REPUBBLICA – VIA LIBERA DEI PAESI EUROPEI ALL’AI ACT (LE NORME SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE)

Il Consiglio europeo ha approvato all’unanimità l’Ai Act, il pacchetto di norme sull’intelligenza artificiale proposto dalla Commissione europea tre anni fa. Si tratta di un passo avanti fondamentale verso la creazione di uno standard globale per questa tecnologia. Le norme dell’Ai Act si applicano a tutti i sistemi di intelligenza artificiale sviluppati, venduti o utilizzati nell’Unione Europea. L’obiettivo è di garantire che l’IA sia sviluppata e utilizzata in modo sicuro, responsabile ed etico. Il testo approvato dal Consiglio europeo è in linea con l’accordo politico raggiunto a dicembre. Le norme stabiliscono diversi livelli di rischio per i sistemi di IA, a seconda del loro potenziale impatto sulla società. I sistemi ad alto rischio, come quelli utilizzati per la sorveglianza o la valutazione del credito, saranno soggetti a requisiti più severi. L’Ai Act vieta l’uso di sistemi di IA per scopi di sorveglianza di massa, di punteggio sociale e di manipolazione subliminale. Inoltre, introduce norme rigorose per l’utilizzo dell’IA in ambito militare, criminale e di sicurezza. L’Ai Act dovrà ora essere approvato dal Parlamento europeo e dalle commissioni parlamentari competenti. Tuttavia, è molto probabile che la legge entrerà in vigore prima dell’estate e che si applicherà dal 2026.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
SCENARIECONOMICI – REGNO UNITO: TESTATO IL PRIMO ROBOT CHE AGGIUSTA LE BUCHE DA SOLO

Un robot in grado di riparare le buche nelle strade da solo è stato testato per la prima volta nel Regno Unito. Il robot, denominato ARRES Prevent, è stato sviluppato dall’azienda tecnologica Robotiz3d e dagli accademici dell’Università di Liverpool. ARRES Prevent utilizza l’intelligenza artificiale per rilevare le crepe e le buche stradali. Una volta individuate, il robot le riempie autonomamente con un materiale speciale che impedisce la formazione di nuove buche. Secondo i suoi sviluppatori, ARRES Prevent potrebbe rivoluzionare la manutenzione stradale. Il robot è in grado di lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e può riparare le buche in modo rapido ed efficiente, con un notevole risparmio di costi per le amministrazioni locali. Il primo test di ARRES Prevent è stato condotto in una strada residenziale dell’Hertfordshire. Il robot ha riparato con successo diverse buche in pochi minuti. Se i test continueranno a dare esito positivo, ARRES Prevent potrebbe essere utilizzato in tutto il Regno Unito e nel mondo. Il robot potrebbe contribuire a rendere le strade più sicure e a migliorare la qualità della vita degli automobilisti.

AGI – NEURALINK INSTALLA IL PRIMO IMPIANTO CEREBRALE IN UN ESSERE UMANO

L’imprenditore Elon Musk ha dichiarato che Neuralink, la sua azienda specializzata in impianti cerebrali collegati ai computer, ha effettuato con successo il primo impianto su un essere umano. Mentre i dettagli sull’operazione sono scarsi, Musk ha indicato che è avvenuta domenica, con il paziente che si sta riprendendo con risultati iniziali promettenti, anche se i dati completi richiederanno mesi. Neuralink, operativa dal 2016, ha ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti a maggio 2023 per condurre test sugli esseri umani. L’impianto rientra nei test clinici autorizzati dalla FDA e sarà soggetto a controlli approfonditi. Se dimostrati sicuri ed efficaci, Neuralink potrebbe richiedere l’approvazione per la commercializzazione. L’azienda mira a sviluppare interfacce neurali per collegare il cervello ai dispositivi esterni, come computer. Inizialmente, l’obiettivo è consentire a pazienti con paralisi di controllare il cursore di un computer con la mente, migliorando la comunicazione e le funzionalità quotidiane. Neuralink si distingue per elettrodi di minuscole dimensioni, impiantabili con un procedimento meno invasivo grazie a un sistema robotizzato preciso. Questi elettrodi più flessibili riducono il rischio di danni durante l’impianto. Le precedenti sperimentazioni riguardavano animali, ma la recente attenzione è stata attirata dalle indagini sulle morti di alcune scimmie nei laboratori di Neuralink. Musk ha negato il coinvolgimento della società, ma le autorità sanitarie statunitensi indagano su circostanze complesse. Il successo di questa fase sperimentale potrebbe aprire la strada a trattamenti per le paralisi, mentre Neuralink ha visioni più ambiziose, aspirando a potenziare le capacità cerebrali umane.

WIRED – L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE HA IL 5% DI POSSIBILITA’ DI CAUSARE L’ESTENZIONE UMANA

Un recente studio condotto da ricercatori delle università di Oxford e Berkeley ha sollevato preoccupazioni riguardo al futuro dell’intelligenza artificiale (AI). Secondo il documento, basato su interviste a 2778 esperti del settore tech, esiste una probabilità del 5% che l’AI diventi così incontrollabile da portare all’estinzione umana. Sebbene la percentuale possa sembrare bassa, ha attirato grande attenzione. Gli esperti, tuttavia, hanno evidenziato anche possibili impatti positivi dell’AI, come la creazione di hit pop mondiali o la produzione di bestseller letterari. Pur sottolineando l’importanza delle previsioni degli esperti, i ricercatori hanno ribadito la necessità di non sottovalutare i rischi associati allo sviluppo dell’AI. L’80% dei professionisti intervistati ha espresso preoccupazione per l’impiego dell’AI nella diffusione della disinformazione, il controllo delle popolazioni da parte di governi autoritari e la creazione di nuovi virus. Nonostante ciò, le grandi compagnie del settore, come OpenAI e Anthropic, stanno lavorando per garantire la sicurezza degli utenti e migliorare la funzionalità dei modelli AI. Il rapporto prevede che entro il 2033 l’AI potrà assemblare mattoncini Lego e sviluppare videogiochi, mentre tra circa quarant’anni potrebbe persino sostituire un chirurgo in sala operatoria. Nonostante le possibili minacce, gli sforzi nel settore mirano a bilanciare la sicurezza con l’avanzamento tecnologico.

SKYTG24 – FMI: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE POTREBBE SOSTITUIRE IL 60% DEI POSTI DI LAVORO

L’intelligenza artificiale (IA) avrà un impatto significativo sull’occupazione nelle economie avanzate, sostituendo fino al 60% dei posti di lavoro, secondo un nuovo rapporto del Fondo monetario internazionale (FMI). Il rapporto, intitolato “L’intelligenza artificiale e il futuro del lavoro”, afferma che l’IA è destinata a trasformare il modo in cui lavoriamo, con un impatto significativo sui posti di lavoro, le competenze e la distribuzione del reddito. “Siamo sull’orlo di una rivoluzione tecnologica che potrebbe far ripartire la produttività, stimolare la crescita globale e aumentare i redditi in tutto il mondo”, ha affermato la direttrice generale del FMI, Kristalina Georgieva. “Tuttavia, l’IA potrebbe anche sostituire i posti di lavoro e approfondire le disuguaglianze”. Il rapporto del FMI identifica tre principali canali attraverso i quali l’IA potrebbe avere un impatto sull’occupazione: Automatizzazione: l’IA potrebbe automatizzare attività che attualmente vengono svolte dagli esseri umani, come la produzione, la logistica e i servizi. Disintermediazione: l’IA potrebbe sostituire intermediari umani, come agenti di viaggio o consulenti finanziari. Nuova domanda: l’IA potrebbe creare nuovi posti di lavoro in settori come la tecnologia, l’assistenza sanitaria e l’istruzione. Il rapporto rileva che l’impatto dell’IA sull’occupazione varierà a seconda del settore e delle competenze. I settori più a rischio di automazione includono la produzione, la logistica e i servizi amministrativi. I settori meno a rischio includono l’assistenza sanitaria, l’istruzione e la creatività. Il rapporto del FMI conclude che le politiche pubbliche sono necessarie per garantire che l’IA benefici tutti. Queste politiche dovrebbero concentrarsi su: Istruzione e formazione: per aiutare le persone a sviluppare le competenze necessarie per lavorare nell’economia dell’IA. Riprotezione sociale: per fornire un sostegno alle persone che perdono il lavoro a causa dell’IA. Regolamentazione: per garantire che l’IA sia utilizzata in modo responsabile e sostenibile.

ILSOLE24ORE – COLLOQUI SEGRETI TRA USA E CINA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Secondo il Financial Times, Cina e Stati Uniti hanno tenuto colloqui segretissimi a Ginevra per trovare un accordo sull’intelligenza artificiale. L’incontro, organizzato dal Gruppo Shaikh, ha coinvolto eminenti scienziati e politici delle due superpotenze, con il benestare delle rispettive intelligence. L’obiettivo degli incontri era sviluppare in sicurezza tecnologie AI più avanzate, affrontando le sfide legate alla diffusione di disinformazione e alle minacce alla coesione sociale. Il Gruppo Shaikh, noto per la mediazione in regioni di conflitto, ha facilitato il dialogo. Salman Shaikh, CEO del gruppo, ha sottolineato l’importanza di evidenziare le vulnerabilità e gli opportunità legate all’ampia diffusione di modelli di intelligenza artificiale. Sebbene non siano emersi dettagli specifici sull’accordo, sembra che le due nazioni abbiano trovato terreno comune su questioni cruciali, nonostante le divergenze su altri fronti.

WIRED – UN MODELLO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE E’ RIUSCITA A IMITARE LA CAPACITA’ DI ASTRAZIONE UMANA

Un gruppo di ricercatori della New York University e dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona ha sviluppato un modello di intelligenza artificiale (AI) capace di generalizzazione sistematica, ovvero di capire e produrre nuove combinazioni linguistiche a partire da componenti note. La generalizzazione sistematica è una capacità fondamentale del linguaggio umano, che ci permette di comprendere e utilizzare parole e frasi in contesti nuovi, anche se non le abbiamo mai sentite prima. Ad esempio, se impariamo cosa significa “saltare”, possiamo intuire facilmente anche cosa vuol dire “saltare all’indietro” o “saltare due volte attorno a un cono”. I modelli di AI attuali, invece, hanno bisogno di un altissimo numero di esempi per poter imparare come applicare concetti in contesti nuovi. Questo rende difficile l’utilizzo di queste tecnologie in applicazioni reali, come la traduzione automatica o la generazione di testi creativi. Il modello sviluppato dai ricercatori di New York e Barcellona, invece, è in grado di generalizzare sistematica già dopo aver appreso un numero relativamente piccolo di esempi. Questo risultato è stato ottenuto grazie a un nuovo approccio al training delle AI, chiamato “meta-learning for compositionality” (Mlc). Nel corso di questa procedura, la rete neurale apprende una nuova parola (per esempio, “salta”) e successivamente viene istruita a utilizzarla per generare nuove combinazioni con altre parole già conosciute, come ‘salta due volte’ o ‘salta due volte a destra’. Questo processo si ripete con altre parole, perfezionando progressivamente la sua abilità nella creazione di composizioni. I ricercatori hanno sottoposto il loro modello a un test insieme a venticinque soggetti umani per confrontare le diverse capacità cognitive di comprensione del linguaggio tra uomo e macchina. L’esperimento ha utilizzato uno pseudo-linguaggio, un insieme costruito di parole inventate, in modo che i partecipanti stessero veramente imparando questi termini per la prima volta. I risultati dell’esperimento hanno dimostrato che il modello di AI è in grado di generalizzare sistematica con una precisione simile a quella degli esseri umani. Questo risultato è importante perché dimostra che le AI possono essere in grado di imitare le capacità cognitive del cervello umano, e apre la strada allo sviluppo di sistemi di AI più avanzati ed efficienti.

ANSA – NEI PROSSIMI 3 ANNI SARANNO COMMERCIALIZZATI UN MILIARDO DI SMARPHONE CON INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Counterpoint Research prevede l’arrivo sul mercato di oltre 1 miliardo di smartphone, dal 2024 al 2027, con intelligenza artificiale generativa simile a ChatGPT. Nel 2024 si stima la distribuzione di oltre 100 milioni di dispositivi GenAI, con previsioni di crescita annuale dell’83%, raggiungendo 522 milioni di unità entro il 2027. Questi smartphone, definiti come utilizzatori di intelligenza artificiale generativa per creare contenuti originali, superano i tradizionali assistenti per offrire personalizzazione, immagini create al momento e traduzioni istantanee. Samsung e Qualcomm saranno le aziende leader iniziali, secondo Counterpoint. Peter Richardson di Counterpoint afferma che gli smartphone GenAI rappresentano un cambiamento radicale: “Non sarà più l’utente a doversi adattare al dispositivo, ma il contrario”. Questa nuova era potenzialmente trasforma l’interazione tra utente e smartphone.

WIRED – L’ONU PUBBLICA LE LINEE GUIDA SULLA GESTIONE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il comitato dell’ONU sull’intelligenza artificiale ha presentato le prime direttive per la gestione responsabile delle tecnologie IA. Il rapporto preliminare arriva due mesi dopo la formazione del comitato, invitando contributi esterni fino al 31 marzo 2024 tramite il sito ufficiale. La versione finale, considerando questi feedback, sarà presentata nel settembre 2024 durante il Vertice del Futuro. Basate sui principi dell’ONU, come la Carta e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, le linee guida puntano all’allineamento tra norme e sviluppo dell’IA. Cinque principi-guida guidano il rapporto, incluso l’accesso equo, la tutela dell’interesse pubblico, la sicurezza dei dati e la partecipazione globale nelle norme di regolamentazione. Il documento evidenzia sette funzioni chiave per gli organi che gestiranno l’IA, delineando l’armonizzazione degli standard di sicurezza, la collaborazione internazionale e l’identificazione dei pericoli. L’istituzione di controllo finale sarà proposta nel rapporto conclusivo, che attualmente non vincola le raccomandazioni preliminari.

WIRED – L’UE STA COSTRUENDO UNA RETE DI SUPERCOMPUTER

L’Unione europea sta accelerando la sua strategia per il supercalcolo, con l’obiettivo di colmare il ritardo rispetto agli Stati Uniti, al Giappone e alla Cina. La strategia prevede la costruzione di una rete di supercomputer exascale, capaci di eseguire un miliardo di miliardi di operazioni al secondo. Il primo supercomputer exascale europeo, Jupiter, sarà inaugurato in Germania entro la fine del 2024. Inoltre, l’Unione europea sta investendo nella produzione di processori europei per supercomputer. Il primo supercomputer exascale europeo completamente basato su processori europei, Jules Verne, sarà inaugurato in Francia nel 2025. La strategia per il supercalcolo è fondamentale per la ricerca scientifica e industriale europea. I supercomputer sono infatti utilizzati per simulare processi complessi, come il clima, la formazione di nuove molecole o il comportamento dei mercati finanziari. In particolare, i supercomputer sono fondamentali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’addestramento di grandi modelli di intelligenza artificiale richiede infatti grandi quantità di dati e di calcoli, che possono essere eseguiti solo su supercomputer.

CYBER SICUREZZA

SCENARIECONOMICI – LA CINA VITTIMA DI ATTACCHI HACKER DALL’INDIA

La Cina è stata recentemente oggetto di una serie di cyberattacchi provenienti dall’India, contrariamente alla narrativa occidentale che spesso si concentra sui cyberattacchi cinesi. Rapporti di aziende cinesi di cybersicurezza evidenziano attacchi che hanno preso di mira la Cina e il Pakistan. Non ci sono dichiarazioni ufficiali dai ministeri degli esteri cinese e pachistano al momento. Un attacco informatico alle forze armate cinesi, intercettato da un’organizzazione di cybersicurezza cinese a dicembre, è stato attribuito a un gruppo di hacker indiani noto come “Bitter”, attivo almeno dal novembre 2013. L’attacco presentava somiglianze con quelli precedenti, suggerendo il coinvolgimento del medesimo gruppo. Gli analisti ritengono che Bitter abbia origini in India, forse con il supporto dello Stato, basandosi su indirizzi IP e modelli linguistici osservati negli attacchi. Il gruppo è stato associato ad altri gruppi sospettati di provenire dall’India. Bitter utilizza due principali strategie di attacco: lo spear phishing e gli attacchi watering hole. Lo spear phishing coinvolge l’invio mirato di documenti o link ingannevoli tramite e-mail, mentre gli attacchi watering hole compromettono siti web legittimi per distribuire file dannosi. Le attività di Bitter, focalizzate sulla raccolta di informazioni, possono sembrare non distruttive in superficie ma possono portare a violazioni significative delle informazioni. Nel 2022 ci sono stati sette attacchi collegati a Bitter, e otto nel 2023, mirati a Pakistan, Bangladesh, Mongolia e Cina. Gli attacchi hanno variato dal farsi passare per l’ambasciata del Kirghizistan all’invio di e-mail all’industria nucleare cinese. Bitter ha anche simulato appaltatori militari per offrire sistemi anti-drone all’aeronautica del Bangladesh e ha sfruttato account di posta elettronica compromessi per diffondere file dannosi. Le aziende di cybersicurezza ritengono che molte operazioni di hacking potrebbero non essere ancora state individuate, evidenziando la possibilità che questi operatori abbiano già infiltrato strutture statali senza essere rilevati. La complessa relazione tra Cina e India, segnata da dispute di confine e aumento del commercio bilaterale, rende il contesto di questi attacchi particolarmente significativo.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
WIRED – ARCHIVIO DI 12 TERABYTE DIFFUSO IN RETE: IL PIU’ GRANDE FURTO DI DATI DELLA STORIA

Un archivio di 12 terabyte contenente 26 miliardi di dati è trapelato in rete, diventando la più grande fuga di dati della storia. Il set di dati, soprannominato “MOAB” (Mother of all breaches), includerebbe informazioni personali di utenti di tutto il mondo, tra cui nomi, indirizzi, numeri di telefono, credenziali di accesso e dati finanziari. I dati sembrerebbero essere stati raccolti da un’ampia gamma di fonti, tra cui piattaforme di social media, servizi di messaggistica, aziende tecnologiche e organizzazioni governative. La fuga di dati è particolarmente preoccupante per il fatto che includerebbe anche dati sensibili di organizzazioni governative. Gli esperti di sicurezza hanno avvertito che i dati trapelati potrebbero essere utilizzati per una serie di attacchi, tra cui furti di identità, phishing, attacchi informatici mirati e accesso non autorizzato ad account personali e sensibili.

ANSA – CYBER ATTACCHI: IN ITALIA 4 VOLTE DI PIU’ CHE NEL RESTO DEL MONDO

Un’allarmante escalation degli attacchi cyber si è verificata in Italia, con un aumento del 40% nei primi sei mesi del 2023 rispetto all’anno precedente, quattro volte superiore alla media globale (+11%). Secondo il rapporto del Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, le vittime italiane rappresentano il 9,6% del totale nel periodo da gennaio a giugno. La ricerca evidenzia anche che in contesti di conflitti internazionali, l’Italia è stata bersagliata dal 37% degli attacchi con finalità di ‘hacktivism’ (unione delle parole hacker e attivismo), diretti contro organizzazioni italiane. La situazione richiede una rafforzata vigilanza e protezione digitale.

L'informazione è di parte! Ci sono giornali progressisti e giornali conservatori. La stessa notizia ti viene raccontata in modo diverso. Se cerchi un sito che ti spieghi le cose con semplicità, e soprattutto con imparzialità, allora questo è il posto giusto per te. Cerchiamo notizie e fatti social del momento e li rimettiamo in circolo, senza giri di parole e senza influenzarti con le nostre opinioni.

FONTEUFFICIALE.it riassume le notizie pubblicate dalle agenzie di stampa e da altri media autorevoli (come Ansa, Agi, AdnKronos, Corriere della Sera, ecc..), quindi non è direttamente responsabile di inesattezze. Se, però, ritieni che un nostro articolo debba essere modificato o eliminato puoi farne richiesta [ scrivendo qui ].

Per ricevere i nostri aggiornamenti e restare informato ti invitiamo a seguirci sul nostro profilo ufficiale di Google News.
Potrebbero interessarti anche questi articoli: