Cos’è un vulcano?

Il vulcano è una spaccatura della crosta terrestre dalla quale fuoriesce, in modo discontinuo nel tempo, materiale solido, liquido, gassoso

Cos’è un vulcano?

Cos’è un vulcano? Nel mondo, 1 persona su 20 vive in zone limitrofe a un vulcano in attività. Esistono, però, non solo vulcani terrestri ma anche sottomarini, che con la loro attività danno origine a nuove isole.

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Cos’è un vulcano?

I vulcani sono sono spaccature della crosta terrestre dalla quale fuoriesce, in modo discontinuo nel tempo, materiale solido, liquido, gassoso. La fuoriuscita di questi materiali dipende dai movimenti che avvengono sotto la superficie terrestre. In pratica, quando una zolla (detta “placca”, l’elemento base che costituisce la crosta terrestre) si scontra con un’altra zolla, crea del magma, che tenderà a salire.

La crosta terrestre è lo strato solido e più esterno della Terra. La crosta forma, insieme alla parte superiore del mantello sottostante, la “litosfera” (l’involucro rigido del pianeta, frammentato in più “tasselli”, chiamati “placche” o “olle tettoniche”).

Le placche “galleggiano” sulla parte più fluida e viscosa del mantello, “l’astenosfera“. Quindi, siccome queste placche non sono “ferme” (compiono movimenti impercettibili in orizzontale), le zone di confine tra loro sono le più instabili (dal punto di vista geologico).

La roccia fusa (il magma) approfitta dei punti di debolezza in corrispondenza delle fratture per risalire in superficie. Quando raggiunge l’aria aperta erutta, sotto forma di lava, e poi solidifica in nuova roccia. I punti in cui il magma esce allo scoperto sono i vulcani.

Perché un vulcano erutta?

Le eruzioni vulcaniche sono causate dalla pressione del gas disciolto all’interno del magma. Quando la pressione oltrepassa il limite che la crosta può sopportare, il vulcano erutta.

I prodotti solidi dell’attività vulcanica sono chiamati “materiali piroclastici” (sono frammenti di roccia strappati dal condotto vulcanico e scagliati con violenza verso l’esterno). In base allo spessore, si distinguono in: ceneri (le più fini), lapilli (da 2 a 6 mm di diametro) e bombe vulcaniche (grossi massi roventi di forma arrotondata che esplodono quando toccano terra).

Quando i “piroclasti” si uniscono a gas o acqua danno origine rispettivamente alle “nubi ardenti” (o flussi piroclastici), e ai “lahar” (sono colate di fango formato da acqua e cenere vulcanica, e si verificano dall’incontro tra un’eruzione vulcanica e un ghiacciaio).

Dai crateri vulcanici, inoltre, fuoriescono anche vapore acqueo, anidride carbonica e altri gas tossici (come composti di zolfo, cloro e azoto).

Prima di eruttare, il magma si accumula sotto il vulcano nella “camera magmatica” (un bacino situato a qualche km di profondità), prima che la pressione lo incanali in un condotto (o “camino vulcanico”), che porta al cratere (quello principale o quelli secondari). Quando per la violenza dell’eruzione, la parte superiore di un vulcano crolla, si forma una grande depressione detta “caldera“.

Quali sono le conseguenze di un eruzione vulcanica?

Le nubi vulcaniche create dall’eruzione rimangono per un po’ in atmosfera e possono: avvelenare l’aria che si respira, dare origine alle piogge acide, bloccare il traffico aereo (le ceneri possono danneggiare le turbine dei motori).

Dal punto di vista climatico, le eruzioni vulcaniche possono scagliare in atmosfera grandi quantità di particelle che, schermando la luce del Sole, favoriscono un raffreddamento del clima.

Ovviamente, chi si trova nelle vicinanze di un eruzione può venire sommerso dalla lava, può venire colpito dai detriti o esalare i gas tossici che fuoriescono.

I tipi di vulcano

A seconda del suo stato, un vulcano si dice “attivo” (quando erutta regolarmente), “dormiente” (quando apparentemente è calmo, ma potrebbe eruttare di nuovo), e “estinto” (quando è calmo da molto tempo).

A seconda della loro struttura esterna, i vulcani possono essere suddivisi in “vulcani a cono” (come il Vesuvio e l’Etna), e “vulcani a scudo” (come il Mauna Loa alle isole Hawaii).

Vulcani a cono

Il vulcano a cono è tale quando le lave sono acide. Il magma è molto viscoso e trova difficoltà nel risalire, solidificando velocemente una volta fuori. Alle emissione laviche si alternano emissioni di piroclastiti (materiale solido che viene sparato fuori e che, alternandosi con le colate, forma gli strati dell’edificio). Eruzioni di questo tipo possono essere molto violente, poiché il magma tende ad ostruire il camino vulcanico creando un “tappo”. Quando le pressioni interne sono sufficienti a superare l’ostruzione l’eruzione riprende, ma nei casi estremi ci può essere un’esplosione che può arrivare a distruggere l’intero vulcano.

Vulcani a scudo

Il vulcano a scudo presenta fianchi con pendenza moderata, ed è costruito dall’eruzione di lava fluida. La lava tende a costruire enormi coni a bassa pendenza in quanto la sua scarsa viscosità le consente di scorrere agilmente sul terreno o sotto di esso, nei tubi di lava, fino ad arrivare a molti km di distanza senza consistente raffreddamento. I maggiori vulcani del pianeta sono vulcani a scudo.

In base al tipo di eruzioni a cui danno luogo, i vulcani si possono suddividere in: hawaiano, stromboliano, vulcaniano e peleano.

Hawaiano

I vulcani di questo tipo sono caratteristici del territorio delle Hawaii. Hanno colate di lava molto fluide, abbondanti e lente, tranquille e senza “scoppi”. I vulcani di questo tipo hanno versanti dolcemente inclinati e una base larga, e sono chiamati “vulcani a scudo“.

Stromboliano

Le eruzioni stromboliane (come quelle del vulcano Stromboli, alle Isole Eolie) emettono un magma fluido che si cristallizza mentre risale, e forma “tappi” temporanei che vengono regolarmente fatti saltare. In genere, questi vulcani alternano colate di lava a scoppi poco violenti, che scagliano in aria piroclasti. Si formano per la progressiva solidificazione di colate laviche e materiali piroclastici, e sono detti anche “stratovulcani“.

Vulcaniano

Le eruzioni vulcaniane (che prendono il nome dall’isola di Vulcano, nelle Eolie) sono eventi esplosivi molto violenti, con un magma molto viscoso e grandi quantità di gas. Questo materiale solidifica molto facilmente e va ad ostruire il condotto vulcanico. Quando “esplode“, nell’eruzione successiva, le scorie solide e le nubi di cenere vengono scagliate in atmosfera. Il Vesuvio ha un’attività eruttiva di questo tipo.

Peleano

I vulcani peleani (che prendono il nome dal vulcano Pelée, in Martinica) hanno eruzioni di tipo esplosivo molto violente. La lava fuoriesce da una spaccatura al di sotto del “tappo” di magma, in orizzontale.

Supervulcani

Sono dei vulcani dormienti che eruttano ogni qualche migliaio di anni e possono espellere anche 1000 volte la quantità di materiale di una grande eruzione vulcanica. Uno di questi è lo Yellowstone, proprio dove si trova il parco naturale negli Stati Uniti, visitato per i suoi geyser (fuoriuscite d’acqua calda, alimentate da fenomeni geologici).

Quanti vulcani attivi esistono nel mondo?

Sulla Terra esistono circa 700 vulcani attivi subaerei (di cui il 60% concentrato attorno al Pacifico a formare la cosiddetta “cintura di fuoco”). Sono quasi tutti caratterizzati da attività esplosiva (108 in Indonesia, 2 nel Caucaso, 8 nelle Antille e 4 nel Mediterraneo).

I vulcani in Italia

I vulcani italiani attivi sono quelli siciliani (Isole Eolie, Etna e Canale di Sicilia) e quelli campani (Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia).

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