Come sarebbe il mondo senza petrolio?

Cos’è il petrolio, in quali prodotti si trova e perché è uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento ambientale e dell’effetto serra

Come sarebbe il mondo senza petrolio?
Come sarebbe il mondo senza petrolio. Il petrolio è una miscela liquida di vari idrocarburi (in prevalenza “alcani”) che si trova in giacimenti negli strati superiori della crosta terrestre. E’ una fonte primaria energetica.

Il termine “petrolio” deriva dal latino “petroleum“, ed composto dalla parola “petra” (che significa “roccia”) e dalla parola “oleum” (che significa “olio”). La traduzione completa è “olio di roccia“.

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Chiamato anche “oro nero“, è un liquido viscoso e infiammabile. Il colore può variare dal nero al marrone scuro, passando dal verdognolo fino all’arancione. È detto “greggio” (oppure “grezzo”) il petrolio che viene estratto dai giacimenti, prima di subire qualsiasi trattamento per trasformarlo in prodotto lavorato.

Breve storia del petrolio

Il 27 agosto del 1859 fu trivellato in modo industriale il primo pozzo di petrolio. Accadde a Titusville, in Pennsylvania (USA). Dopo circa 2 anni i pozzi petroliferi, negli Stati Uniti, erano già 340. Poi, nel 1870, per iniziativa di J.D. Rockfeller, nacque la prima grande compagnia petrolifera al mondo, la “Standard Oil” (che oggi si chiama “Esso”).

Alcuni storici sostengono che la vittoria degli Alleati (e dell’America) nella Prima Guerra Mondiale fu quella del petrolio contro il carbone. Questo perché mentre gli americani usavano moderni carri armati alimentati a benzina quelli dei tedeschi utilizzavano ancora il carbone (che arrivava ai battaglioni sparpagliati in Europa molto lentamente, spesso con navi dalla Germania).

Il petrolio è una fonte d’energia indispensabile?

Il petrolio, da un punto di vista produttivo è la migliore fonte energetica. Infatti, questa materia prima ha la più alta concentrazione di energia di qualsiasi altro combustibile fossile (a differenza di carbone, gas) e si estrae in forma liquida, cosa che lo rende facilmente trasportabile e immagazzinabile.

Il petrolio, però, a differenza delle altre fonti energetiche (come quella solare, eolica o altre fonti di energia rinnovabile), è destinato ad esaurirsi. E’ la teoria del “picco di Hubbert“. Una teoria scientifica proposta nel 1956 dal geofisico statunitense Marion King Hubbert, che modella l’evoluzione temporale della produzione di una qualsiasi risorsa mineraria o fonte fossile esauribile o fisicamente limitata come una curva. In particolare, è applicata ai tassi di produzione petrolifera.

Secondo questa teoria il 2014 è stato l’anno in cui è stata raggiunta la massima quantità di produzione possibile di petrolio. Dopo questa data è diminuita l’estrazione (perché tutti i giacimenti sono stati scoperti). Di questa teoria si contesta solo l’anno di accadimento, ma non il fondamento scientifico. Infatti, il petrolio continuerà a esserci, ma la sua estrazione e trasporto diventeranno più difficili e troppo costosi, perché i pozzi si troveranno in zone difficili da raggiungere.

Quali sono i derivati del petrolio?

Tra i prodotti raffinati di notevole importanza ha la produzione di sostanze chimiche per la realizzazione di materie plastiche ed altri materiali. Poiché il petrolio contiene una quantità variabile di “zolfo“, tramite raffinerie è possibile ricavare anche quest’ultimo. Inoltre, è possibile ricavare “idrogeno” e “carbonio“.

Prodotti creati dalla raffinazione del petrolio:
  • Plastica;
  • Asfalto;
  • Gasolio;
  • Oli combustibili;
  • Benzina;
  • Cherosene;
  • Gas petrolio liquefatto (GPL);
  • Oli lubrificanti;
  • Paraffina;
  • Catrame.
Altri prodotti:
  • Carburanti gassosi (come il propano) immagazzinato e distribuito in forma liquida.
  • Carburanti liquidi misti (come le benzine speciali o il cherosene per aerei), distribuiti agli utenti finali tramite oleodotti, treni, chiatte o autocisterne.
  • Lubrificanti per autovettura, olio motore e grasso tramite aggiunta di stabilizzatori di viscosità quando necessario.
  • Paraffina, usata come componente della cera per candele e altri usi).
  • Zolfo (o acido solforico), prodotto dalla desolforazione dei carburanti.
  • Asfalto, usato come aggregante nella produzione di conglomerati bituminosi per manti stradali.
  • Coke da petrolio, utilizzato come combustibile solido e per la preparazione di elettrodi.
  • Prodotti di base per l’industria petrolchimica, inviati alle industrie specializzate per la produzione di concimi chimici, materie plastiche, elastomeri.
Quali forme di inquinamento sono causate dal petrolio?
Inquinamento marino

L’inquinamento da petrolio può essere accidentale o sistematico. Nel primo caso è prodotto da ingenti quantità di petrolio che si riversano in mare per incidenti di navigazione (naufragi, incendi, collisioni, ecc) e ciò provoca danni consistenti agli ecosistemi marini e litorali. Tuttavia, solo il 10% degli idrocarburi che contaminano il mare proviene da riversamenti accidentali. L’altro 90% proviene da infiltrazioni naturali, perdite di raffinerie o di impianti di trivellazione su piattaforme in mare aperto, e soprattutto, lo scarico in mare di acque contaminate nel corso di operazioni di lavaggio delle cisterne.

Il petrolio ha degli effetti tossici sul plancton e di conseguenza su tutta la catena alimentare:

  • I molluschi, filtrando l’acqua accumulano e concentrano nei tessuti le sostanze tossiche determinando fenomeni di biomagnificazione.
  • Il contatto del petrolio con il piumaggio degli uccelli marini causa la perdita delle proprietà idrorepellenti, del potere isolante e delle capacità di volo per l’incollamento delle piume.
  • I mammiferi marini presentano spesso infiammazioni cutanee, lesioni agli occhi e cerebrali.
Inquinamento del suolo

I giacimenti di petrolio su terraferma possono causare gravi danni all’ambiente: le fuoriuscite sono prevalentemente il frutto di una cattiva progettazione, gestione e manutenzione degli impianti.

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