Cosa temono gli adolescenti quando navigano su Internet?

Un report elaborato da Telefono Azzurro e presentato all’Università Cattolica di Milano ha analizzato le paure degli adolescenti quando navigano su Internet

Cosa temono gli adolescenti quando navigano su Internet?
Cosa temono gli adolescenti quando navigano su Internet? Il rapporto “Tra realtà e Metaverso. Adolescenti e genitori nel mondo digitale“, elaborato da Telefono Azzurro e Doxa kids, mostra che più del 70% dei giovani tra i 12 e i 18 anni teme che i loro dati online vengano utilizzati senza il loro consenso.

La ricerca, basata su un campione di 804 genitori e 815 giovani, esplora le percezioni dei giovani e dei loro genitori sul rapporto con il mondo digitale, mettendo in luce problematiche come gaming, salute mentale, privacy e condivisione dei dati. Il rapporto evidenzia un aumento delle preoccupazioni sia da parte dei genitori che degli adolescenti riguardo agli effetti negativi di un’esposizione eccessiva agli schermi digitali.

Cosa dicono i dati

Il report ha mostrato che il 65% dei giovani intervistati teme di essere contattati da estranei adulti, seguito dal bullismo (57%) e dalla condivisione eccessiva di dati personali (54%).

Circa la metà dei ragazzi ha incontrato contenuti inappropriati online, con il 68% dei casi riguardanti contenuti violenti.

I genitori risultano essere un punto di riferimento per i figli in caso di eventi spiacevoli accaduti online, con il 19% che ha già accolto le confidenze dei propri figli e il 49% che pensa che i propri figli parlerebbero in famiglia.

L’age verification sui social network, app e siti web è in media di 15 anni per gli adolescenti e 16 per i genitori, un anno in più rispetto al discrimine di 14 anni stabilito dalla normativa europea per il consenso al trattamento dei dati.

La verifica dell’età

Il report evidenzia l’importanza della verifica dell’età per i giovani utenti e per i loro genitori. Per il 70% degli adolescenti, la verifica dell’età è molto utile per evitare situazioni rischiose e per impedire l’adozione di azioni non pensate. Il 27% dei giovani intervistati sente ansia o agitazione senza l’uso dei social, un aumento del 10% rispetto al 2018. Inoltre, la metà dei ragazzi ha provato sentimenti negativi come invidia, inadeguatezza, diversità e solitudine.

Il mondo del gaming

Il rapporto tra il gaming e la vita degli adolescenti è presentato come complesso.

Da un lato, il 35% degli intervistati vede il gaming come un’opportunità per creare un clima positivo tra i compagni e il 27% come strumento utile per l’apprendimento scolastico o sportivo. Il 25% pensa che possa aiutare nella gestione dei problemi psicologici e il 15% lo considera importante per la salute mentale. Il gaming ha anche una componente sociale, con il 36% degli intervistati che ha fatto nuove amicizie giocando.

D’altra parte, ci sono anche episodi di discriminazione e esclusione nel mondo del gaming, con l’11% degli adolescenti che dice di essere stato preso in giro o escluso. La sensazione più comune tra i giocatori è di sentirsi capaci (32%), ma il 13% si sente capito dagli altri giocatori e l’11% si sente protetto dal mondo esterno. Tuttavia, il gioco può anche isolare l’adolescente, con il 32% che perde la cognizione del tempo e il 13% che teme di essere dipendente.

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