Cos’è la Sindrome di Stoccolma

La sindrome di Stoccolma spinge rapporti affettivi tra le vittime di sequestro e i loro rapitori. E’ il caso di Silvia Romano?

Cos'è la Sindrome di Stoccolma
Cos’è la Sindrome di Stoccolma. Questa sindrome spinge ad avere rapporti affettivi tra le vittime di sequestro di persona e i loro rapitori. E’ una sorta di risposta inconscia al trauma di diventare ostaggio e coinvolge sia i sequestrati, sia i se sequestratori.

Si dive in tre fasi
  • Sentimenti positivi degli ostaggi nei confronti dei sequestratori;
  • Sentimenti negativi degli ostaggi contro polizia e autorità governative;
  • Reciprocità di sentimenti positivi da parte dei sequestratori.
Quando è nato il termine

Il termine Sindrome di Stoccolma è stato usato la prima volta dall’agente speciale dell’FBI Conrad Hassel in seguito ad un famoso rapimento accaduto in Svezia tra il 25 agosto 1973 e il 28 agosto 1973.

I reportage dall'Italia e dal Mondo
Il fatto

2 rapinatori tennero in ostaggio per 131 ore 4 impiegati (3 donne ed 1 uomo) nella camera di sicurezza della Sveriges Kreditbank di Stoccolma. Durante il periodo di prigionia, nonostante la loro vita fosse in pericolo, le vittime temevano più la polizia che i rapitori. Una delle vittime sviluppò un forte legame sentimentale con uno dei rapitori. Il legame durò anche dopo la fine del sequestro. Dopo il rilascio i sequestrati chiesero clemenza per i sequestratori e durante il processo alcuni degli ostaggi testimoniarono in favore dei rapitori.

Perché se ne parla nel caso di Silvia Romano

Se ne parla anche per il caso di Silvia Romano da quando è emersa la notizia, confermata dalla stessa ragazza liberata il 9 maggio in Somalia, della conversione all’Islam.

Fonti investigative non escludono possa “trattarsi di una situazione psicologica legata al contesto in cui la ragazza ha vissuto in questi 18 mesi, non necessariamente destinata a durare nel tempo“.

Il criminologo e psicologo Nils Bejerot (colui che coniò il termine nel primo caso di Sindrome), ha detto che questa Sindrome è più comune nelle persone che sono state vittime di un qualche tipo di abuso (ostaggi, membri di una setta, abuso psicologico dei bambini, prigionieri di guerra, prostitute, prigionieri nei campi di concentramento, vittime di incesto e violenza domestica). E’ più facile, però, quando la detenzione non è associata a violenza e stupro. La perdita di controllo che subisce l’ostaggio è difficile da gestire, ma diventa “sopportabile” quando la vittima s’identifica con i motivi del colpevole.

Sindrome da stress post-traumatico

Oggi la Sindrome di Stoccolma viene associata alla Sindrome da stress post-traumatico e di conseguenza trattata con psicoterapia e farmaci. Può durare anni e lasciare delle “cicatrici” come: disturbi del sonno, incubi, fobie, trasalimenti improvvisi, flashback e depressione.

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