Legge marziale: cos’è e perché si dice così

Con l’espressione “legge marziale” viene indicata una tipologia di governo instaurato dal potere militare

Legge marziale: cos'è e perché si dice così
Legge marziale: cos’è e perché si dice così. Con l’espressione “legge marziale” viene indicata una tipologia di governo instaurato dal potere militare. Le leggi in vigore all’interno di un territorio (il cosiddetto “ordinamento giuridico”) vengono sospese e la giustizia viene amministrata da tribunali militari.

Perché si chiama “Marziale”

Il termine “Marziale” viene dal latino “Martialis” (che deriva da Marte, dio della guerra secondo la mitologia romana).

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Cos’è la legge marziale

La legge marziale è quell’insieme di norme che si applicano in un Paese in guerra (o per altre esigenze eccezionali di ordine pubblico). È una sorta di ordinamento giuridico separato che prende il posto di quello normalmente vigente. Tra le conseguenze più importanti c’è la sospensione di alcuni diritti fondamentali e leggi ordinarie in vigore in uno Stato, e il controllo della normale amministrazione della giustizia passa ai tribunali militari.

Quando si applica la legge marziale

La legge marziale può essere introdotta quando lo Stato si trova in guerra, o per altri stati di emergenza (come una catastrofe naturale, un tentativo di rivoluzione, o come reazione ad un colpo di Stato interno).

Cosa prevede la legge marziale

L’entrata in vigore della legge marziale sospende molte delle norme che vigono normalmente in tempo di pace (tra cui quello alla libera circolazione o alla riservatezza). Può anche comportare l’inasprimento delle pene previste per i reati e anche l’applicazione della pena di morte.

I tribunali militari prendono il controllo della normale amministrazione della giustizia, estendendo la loro giurisdizione anche alle materie che spetterebbero alla giurisdizione ordinaria.

Dove e quando è stata applicata la legge marziale

La legge marziale è stata applicata durante le 2 guerre mondiali, e riguardava principalmente disertori, renitenti alla leva e spie, con l’istituzione di corti marziali apposite.

Più recentemente, è stata applicata: tra il 1981 e il 1983 in Polonia (il governo comunista la istituì nel tentativo di schiacciare l’opposizione guidata dal movimento di Solidarnosc); nel 1989 in Cina durante le proteste di Piazza Tienanmen; nel 2014 in Thailandia dopo il colpo di stato militare; nel 2018 in Ucraina durante le tensioni con la Russia nello stretto di Kerch; in Myanmar dopo l’insorgere di proteste successive al colpo di stato militare che ha destituito Aung San Suu Kyi.

La legge marziale si applica in Italia?

La legge marziale è prevista anche in Italia, ma poiché il territorio italiano non è stato coinvolto da alcun conflitto bellico da quando è in vigore la Costituzione, non è mai stata applicata alcuna legge marziale.

L’applicazione è, inoltre, solo una lontana eventualità, perché la Costituzione stabilisce espressamente che la nostra Repubblica ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

In Italia esistono dei codici militari (nello specifico, il Codice penale militare in tempo di guerra e quello in tempo di pace), ma riguardano la responsabilità penale dei militari. Quindi, non esiste ufficialmente una legge marziale da applicare nel caso in cui l’Italia dovesse affrontare un conflitto bellico. In tale eventualità, però, potrebbero essere adottati provvedimenti straordinari che andrebbero a formare una sorta di legge marziale (un insieme di norme da applicarsi in deroga a quelle già vigenti).

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