Maestra licenziata per un video hard. E’ revenge porn?

La nostra opinione sulla vicenda della maestra licenziata, dopo che l’ex ha fatto girare un video hard della ragazza

Maestra licenziata per un video hard. E' revenge porn?
Una ragazza (che lavora come insegnante in un asilo) manda un video hot al fidanzato. Quando i due si lasciano, l’ex fa girare quel video hot in un gruppo WhatsApp agli amici del calcetto. Poi quel video viene visto dalla moglie di uno degli amici del ragazzo. Il video arriva all’attenzione della dirigente scolastica. Alla fine l’insegnante viene licenziata.

Cosa si sa

Non sapendo come davvero si sono svolti i fatti, non è possibile dare per certe le cose scritte sui giornali. Purtroppo, come si sa, i giornali possono supporre cose che in realtà non esistono, o, addirittura, inventare di sana pianta tutta la storia per qualche visualizzazione in più. Non è la prima volta e non sarà l’ultima.

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Inoltre, i giornali, quando si tratta di affrontare determinate tematiche, non sono per nulla neutrali. Esistono, infatti, giornali cosiddetti progressisti e giornali cosiddetti conservatori. I primi hanno un determinato modo di raccontare la realtà e i secondi un modo diametralmente opposto. Insomma, la stessa notizia viene raccontata infarcendola di considerazioni, ipotesi, e giri di parole per sostenere una tesi.

Per i giornali progressisti si tratta di revenge porn. L’insegnante è la vittima. L’ex ha sbagliato e va punito. La dirigente ha sbagliato e va punita. I giornali conservatori, invece, ridimensionano la cosa e dicono “chi è causa del suo mal pianga se stesso“. Se fai un video hot e lo mandi al primo che capita, poi devi assumerti le tue responsabilità. Le 2 tesi possono coesistere? Sì.

La nostra opinione

Che sia o meno revenge porn, è sicuramente una violazione della privacy far girare un video senza autorizzazione. Quindi, l’ex ha sbagliato? Sì. E anche la dirigente ha sbagliato a licenziarla? Questo lo stabilirà la magistratura.

Anche se alcuni giornali, alcuni media, alcuni personaggi noti, ecc., cercano in tutti i modi di fare il lavaggio del cervello (insultando e denigrando chiunque la pensi diversamente, senza il minimo rispetto per le opinioni diverse dalla propria), in realtà, la società, quella vera, è fatta di persone che si scandalizzano quando scoprono certi fatti. Per la gente comune, queste cose fanno scandalo. Hanno ancora (per fortuna) il senso del pudore. Bisogna considerare, inoltre, che la maggior parte della popolazione non è giovane, ma anziana. Persone, per così dire, di un’altra epoca. Dove era scandalo mostrare un ginocchio. Figuriamoci un video hot.

Proviamo a ipotizzare la situazione

Un’insegnante di un asilo fa un video hot. Questo video hot inizia a girare per la scuola. Lo vengono a sapere la dirigente e i genitori dei bambini.

Cosa accadrà? La nostra ipotesi

I genitori non vorranno che i loro bambini abbiano come insegnante una ragazza che ha fatto un video hot (non penseranno minimamente ne al contesto, ne alla difesa dei diritti delle donne, ne tanto meno al revenge porn, che non sanno manco cos’è). Le madri, inoltre, non vorranno che l’insegnante abbia nulla a che fare con i loro mariti (la gelosia, una brutta gatta da pelare). Gli altri insegnanti inizieranno a parlare del video e ad isolare la maestra. Cosa farà la dirigente? Quello che ha fatto e cioè chiedere all’insegnante di prendersi un periodo di pausa.

Nel mondo delle favole, la dirigente avrebbe dovuto difendere la maestra e dire agli altri insegnanti di non spettegolare. Nel mondo reale, invece, ai genitori è venuto lo schifo, gli insegnanti l’hanno etichettata come una poco di buono, e la dirigente scolastica per far contenti tutti ha allontanato la maestra.

Un dirigente scolastico può licenziare l’insegnante? La riposta è sì. Lo spiega bene un articolo di La Legge per Tutti. Bisogna, però, capire se il motivo per cui è stata licenziata rientra tra quelli previsti.

Perché è anche colpa di chi ha mandato il video?

Parliamo, adesso, del video. Quando due persone hanno una relazione seria e poi questa termina, si presume che nessuno dei due manderebbe foto e video della propria ex ad altre persone. Per un ovvio motivo chiamato amore (se poi sono esibizionisti e di comune accordo decidono di mostrarsi ad altri, allora la situazione cambia).

L’ex in questione, invece, ha mostrato foto e video come se non fosse la sua ex fidanzata, ma una delle tante con cui è andato a letto (sbagliando ugualmente).

Quindi, perché la ragazza ha sbagliato a mandare il video? Perché l’ha mandato ad una persona con cui aveva presumibilmente una relazione superficiale. Se mandi foto e video al primo che capita, può succedere di trovare dall’altra parte un idiota senza cervello e senza rispetto che, senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni, distrugge la dignità di un’altra persona.

Bisogna essere responsabili. Non bisogna far passare il messaggio che tutto è lecito. Tutto si può fare in funzione della libertà. Ed è sempre colpa degli altri. Bisogna assumersi le proprie responsabilità. E questo non vuol dire sminuire la situazione o dare la colpa alla ragazza. La colpa è tutta dell’ex. Ma il video non l’ha rubato l’ex dal cell della ragazza. La ragazza non è stata costretta con la forza a girarlo e mandarlo.

Abbiamo letto cose stupide del tipo: ognuno è libero di vivere il sesso come meglio crede. Ma certo, ognuno è libero di fare quello che gli pare della propria vita. Ma è sbagliato aspettarsi che tutte le persone siano corrette. Ed è sbagliato ideologizzare la questione e etichettare chiunque la pensi diversamente come un idiota maschilista. L’ideologia serve a dare un’opinione a chi non sa pensare con la propria testa.

Riassumendo, il ragazzo ha arrecato un danno alla dignità della ragazza? Sì. La ragazza è stata irresponsabile? Sì. La dirigente ha sbagliato? Non sappiamo il motivo per cui l’ha fatto, quindi lo stabilirà la magistratura.

Tutte le opinioni vanno rispettate? Sì. C’è un articolo della costituzione che lo stabilisce. Ma non dovrebbe essere necessario l’articolo. Basterebbe usare una parola chiamata rispetto. Purtroppo, siamo costretti a specifiche queste cose perché a quanto pare, anche se viviamo in una democrazia, ci sono persone che non lo sanno e cercano in tutti i modi di soffocare chi la pensa in un’altra maniera.


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