Diego Armando Maradona, vita privata e carriera del calciatore

Diego Armando Maradona è stato un calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo argentino. Vita privata, cose che non sapevi, altezza, foto e video

Diego Armando Maradona, vita privata e carriera del calciatore
Diego Armando Maradona è nato il 30 ottobre 1960 a Lanús, Buenos Aires (Argentina). E’ stato un calciatore (ruolo centrocampista), allenatore di calcio, dirigente sportivo argentino, campione del mondo nel 1986 e vicecampione del mondo nel 1990 con la nazionale argentina.

Scheda
  • Segno zodiacale: Scoprione
  • Altezza: 165 cm
  • Professione: Calciatore, Allenatore, Dirigente sportivo
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Vita privata

Diego Armando Maradona è nato il 30 ottobre del 1960 a Lanùs, Buenos Aires (Argentina). I genitori sono Diego Maradona Senior (di etnia guaraní) e Dalma Salvora Franco (di origini italiane). Aveva anche origini croate (da parte di parenti lontani).

I reportage dall'Italia e dal Mondo

E’ il quinto di 8 figli. Ha 4 sorelle (Maria Rosa, Rita, Elsa, Ana Maria e Claudia). 2 fratelli (Hugo e Raúl) sono stati anch’essi calciatori.

Viveva nel quartiere di Villa Fiorito (una delle periferie più pericolose) e giocava a pallone tutto il giorno. Usava passanti, oggetti di strada e macchine come ostacoli da dribblare. A Maradona il pallone non si staccava mai dal piede. Sui campetti di calcio (quelli abbandonati e degradati del suo quartiere) era idolatrato dai suoi amici (che lo chiamavano “El pibe de oro”, il ragazzo d’oro).

Lo stipendio di Don Diego, il padre di Maradona, non bastava per mantenere la famiglia, così i 7 fratelli del “pibe de oro” lavoravano anche loro. I fratelli maggiori aiutavano il padre con la macinazione di grano. Invece, Diego, si è subito buttato a capofitto nel calcio, diventando la fortuna della famiglia.

Gli amori

E’ stato sposato con Claudia Villafene dal 1984 al 2003. Dopo il divorzio ha avuto molte storie (con ragazze più giovani che gli hanno procurato diversi problemi).

Ha 5 figli: Dalma Nerea (1987) e Gianinna Dinorah (1989) nate dal matrimonio con Claudia Villafañe. Diego Sinagra (1986) nato dalla relazione con Cristiana Sinagra. Jana (1996), nato dalla relazione con Valeria Sabalaín. Diego Fernando (2013), nato dalla relazione con Veronica Ojeda.

Diego Sinagra ha seguito la strada del padre (giocando nel Beach Soccer).

Nel 2009 è diventato nonno per la prima volta a seguito della nascita di Benjamin, figlio del genero Sergio Agüero (anche lui calciatore) e della figlia Gianinna.

I nipoti Diego Hernán Valeri, Nicolás e Santiago Villafañe sono calciatori.

Caratteristiche tecniche

Maradona era un trequartista dotato di grande carisma e personalità estroversa. Non raggiungeva i 170 cm di altezza, ma era dotato di una struttura fisica compatta e, grazie alle sue gambe forti e al baricentro basso, era in grado di resistere efficacemente alla pressione fisica degli avversari durante le sue azioni in velocità con il pallone tra i piedi.

Mancino, era rinomato per la visione di gioco, il controllo di palla, la precisione nei passaggi e l’eccezionale abilità nel dribbling. Alle eccellenti doti tecniche univa un notevole spirito di sacrificio che gli permetteva di contribuire con profitto alla fase difensiva della propria squadra.

Dotato di grande fantasia e intelligenza tattica, specialista della rabona, era un ottimo finalizzatore, uomo-assist, e un abilissimo esecutore di calci piazzati (in carriera ha messo a segno 62 calci di punizione e 49 rigori su 52 calciati nel periodo in cui ha militato nelle squadre europee). Sapeva imprimere alla palla curvature estreme, riuscendo a segnare direttamente da calcio d’angolo o dal dischetto di centrocampo appena dopo il fischio d’inizio.

La carriera

Grazie al suo talento, passa il provino per l’Argentinos Juniors, e in un solo anno dimostra di essere superiore al livello di categoria. Con 136 risultati utili consecutivi, porta le giovanili tra le più forti del paese. Così, a soli 16 anni, entra in prima squadra, e ci resta fino ai 20 anni. Durante i 4 anni con l’Argentinos Juniors è sempre titolare, è 2 volte capocannoniere del torneo, e vince il pallone d’oro sud americano.

Nell’81 si trasferisce nella realtà più grande del Sud America: il Boca Juniors, di cui è tifoso. Il primo mese è fermo per un infortunio, ma quando torna in campo trascina la squadra al titolo, con 28 goal in 30 partite.

Alla fine della stagione arriva la proposta del Barcellona: la squadra che ogni ragazzino sogna. Diego sarebbe voluto rimanere nel suo Paese, ma quella sarebbe stata la strada verso la Storia, quindi accetta. In Spagna, però, si infortuna spesso e non riesce a dimostrare il suo reale valore. Infatti, in 36 partite segna solo 22 reti. Col Barcellona vince la Liga, ma alla fine del ’83 decide di andare via.

Sceglie il Napoli e in un’intervista dice: “Voglio diventare l’idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires“. Col Napoli vince 2 scudetti (nel ’87 e nel ’90), una Coppa Uefa (89’) e una Supercoppa italiana. Furono gli anni magici del Napoli. A Napoli viene considerato un Dio, tanto che nel maggio dell’87, sul muro del cimitero della città, qualcuno scrisse: “Che vi siete persi“. Il Napoli, poi, ritirerà la maglia numero 10.

Ha, purtroppo, diversi problemi con la droga che mettono a repentaglio il finale di una carriera leggendaria. Decide, così, di tornare al Boca Juniors per 2 stagioni, e nel 95’ vince il Pallone d’Oro alla carriera.

Gioca la sua ultima gara il 25 ottobre del 1997, contro il River Plate.

La nazionale

Ha esordito nella nazionale argentina il 3 aprile del ’77, a soli 16 anni.

Poi, nel Mondiale in Messico (nel 1986) diventa Campione del Mondo con l’Argentina. Durante quel mondiale realizza, 2 dei goal più importanti della sua carriera. Sono, anche, considerati i più belli del calcio: entrambi nei quarti di finale contro l’Inghilterra. Il primo, è la famosa “mano di Dios” (Maradona riesce ad eludere la terna arbitrale segnando con la mano sopra la testa). Il secondo, è il “gol del secolo” (salta tutta la squadra avversaria, portiere incluso, fino alla rete).

Ha giocato altri 2 mondiali: il primo in Italia (nel 1990), arriva in finale dopo aver battuto in seminale l’Italia (giocata al San Paolo), ma perde contro la Germania. Il secondo negli USA (nel 1994), dove, però, risulta positivo al doping e viene escluso dalla competizione.

Allenatore

Da allenatore, non ha ottenuto gli stessi risultati. Infatti, non è stato mai decisivo.

E’ stato allenatore delle nazionali di Messico e Argentina. Poi un’avventura negli Emirati Arabi. Infine, il ritorno a casa con i Gimnasia La Plata.

La morte

Il 2 novembre 2020, a pochi giorni dal suo 60esimo compleanno, viene portato d’urgenza in una clinica di La Plata a causa di un crollo emotivo. Il 4 novembre, a Buenos Aires, subisce una delicata operazione al cervello per la rimozione di un ematoma subdurale di origine traumatica. Torna nella sua casa di Tigre per il periodo di convalescenza e di riabilitazione. Muore improvvisamente il 25 novembre per un edema polmonare acuto conseguente a insufficienza cardiaca. I funerali vengono tenuti 2 giorni dopo, e Maradona viene sepolto accanto ai genitori nel cimitero Jardin Bella Vista di Buenos Aires.

L’improvvisa morte suscita grande commozione in tutto il mondo. In particolare, in Argentina e a Napoli. In Argentina, il presidente Alberto Fernández dichiara 3 giorni di lutto nazionale. Il sindaco di Napoli annuncia la decisione di intitolare lo stadio San Paolo a Maradona, in concomitanza con la decisione della Federazione calcistica dell’Argentina di intitolargli la neonata Copa de la Liga Profesional.

Altre commemorazioni in suo onore sono state predisposte da UEFA e FIGC che hanno deciso per il lutto al braccio, un minuto di silenzio prima delle gare di Champions League, Europa League e Serie A, e una pausa al 10′ minuto di gioco.

Il ricordo dei campioni

Maradona non è stato solo il più grande calciatore, ma anche il più onesto. Era un modello di buon comportamento in campo. Rispettava tutti, dai top-player ai calciatori ‘normali’. Era sempre tartassato dai falli e non si lamentava mai, non come alcuni attaccanti di oggi“, ha detto Paolo Maldini.

Diego era capace di cose che nessuno avrebbe potuto eguagliare. Le cose che io potrei fare con un pallone, lui potrebbe farle con un’arancia“, ha detto Michel Platini.

Maradona era un giocatore sublime, di un altro pianeta“, ha detto Arrigo Sacchi.

È il calcio, è il pallone, come se ci fosse la sua faccia su quella sfera che gira“, ha detto Francesco Totti.

Quando ti guardavo, sognavo“, ha detto Cristiano Ronaldo.

Cos’ha vinto
  • 1 Mondiale;
  • 2 Serie A;
  • 1 Coppa Italia;
  • 1 Supercoppa italiana;
  • 1 Coppa spagnola;
  • 1 Supercoppa spagnola;
  • 1 Coppa Uefa;
  • 1 campionato argentino;
  • 1 Coppa di Lega.
Le curiosità

E’ alto 165 cm ed è del segno zodiacale dello scorpione.

Ha raccontato di essere stato un marito infedele, ma ha definito l’ex moglie come il più grande amore della sua vita.

Maradona ha partecipato come ospite a diverse trasmissioni televisive, tra cui Ballando con le stelle e Amici.

Ha spesso mostrato simpatia per ideologie di sinistra, sostenendo, nel tempo, diversi politici. Il primo fu il peronista di sinistra Carlos Saúl Menem, seguito dal leader cubano Fidel Castro, con cui diventò un grande amico. A questi, si aggiungono il sostegno verso il presidente venezuelano Hugo Chávez, e quello verso Cristina Fernández de Kirchner e Ernesto ‘Che’ Guevara. Provava una grande avversione per George W. Bush, da lui definito “un assassino“. Nel 2008, a seguito dell’elezione di Barack Obama, espresse ammirazione verso il nuovo presidente.

Ha il tatuaggio di un ritratto di Castro sulla gamba sinistra e un tatuaggio di ‘Che’ Guevara, sul braccio destro.

Il 5 luglio 2017 ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Napoli.

Dalla vittoria del Mondiale 1986, gli argentini usano il nome di Maradona per farsi riconoscere come suoi compatrioti in tutte le parti del mondo.

In Argentina e a Napoli è indicato come simbolo ed eroe dello sport (in quanto pone le sue basi nella gente comune). Si schierò contro i “poteri forti“: in particolar modo con i napoletani che lo videro come un rappresentante degli “oppressi” del Sud Italia che lottava contro lo “strapotere” delle squadre del Nord. Ancora oggi, per i napoletani, Maradona rappresenta un idolo ed un simbolo che ha unito tante generazioni appassionate di calcio.

A Rosario (Argentina), i suoi tifosi fondarono nel 1998 la “Iglesia Maradoniana” (Chiesa di Maradona), dove il calendario si calcola contando gli anni dalla sua nascita. I fedeli raccolti (anche tramite il sito ufficiale) hanno raggiunto gli 80.000 (tra cui alcuni giocatori come Michael Owen, Ronaldinho e Juan Román Riquelme).

Ha un monumento situato nel museo del Boca Juniors (all’interno della Bombonera), una statua nella cittadina di Bahía Blanca e numerose altre sculture in diverse parti del mondo.

A Napoli, in una via pubblica, gli fu dedicato un altarino con una foto nella quale indossa la maglia del Napoli e un suo capello in una teca, dove i tifosi si recavano prima delle partite a chiedere la “grazia calcistica“.

Il 15 agosto 2005 ha debuttato come conduttore televisivo nel programma argentino “La Noche del 10” (durato una sola stagione, ma che ricevette un consistente successo).

Maradona è stato citato in numerosi libri, fumetti e film, oltre ad aver recitato in diversi camei in serie televisive.

Gli sono state dedicate diverse canzoni da artisti più o meno famosi: Rodrigo Bueno interpretò La mano de Dios; Mano Negra con Santa Maradona; Charly García con Maradona blues; i Teflon Brothers con Maradona (kesä ’86); gli Attaque 77 con Francotirador; Manu Chao con La vida tombola; Pino Daniele con Tango della buena suerte; Thegiornalisti con Maradona y Pelé.

Ha giocato in numerose squadre: Argentinos Juniors, Boca Juniors, Barcellona, Napoli, Siviglia e Newell’s Old Boys. Tuttavia è con il Napoli che si è distinto.

Maradona è stato accusato di evasione fiscale negli ultimi suoi 2 anni di permanenza a Napoli, e nel 2005 la Corte di Cassazione lo ha condannato al pagamento di circa 31 milioni di euro.

Con la nazionale argentina ha partecipato a ben quattro Mondiali (1982, 1986, 1990 e 1994). Menotti, l’allenatore d’allora, non lo convocò per i mondiali del 1978, ritenendolo troppo giovane.

I suoi 91 match e 34 reti con la Nazionale argentina costituirono un record, tant’è che la Federazione calcistica dell’Argentina (AFA) gli ha assegnato il titolo di Miglior Calciatore Argentino di sempre, nel 1993.

Ad inizio anni ’90, cominciarono le prime controversie ed i primi scandali che “macchiarono” la reputazione del campione. Maradona, infatti, risultò per 2 volte positivo al test antidoping: prima nel 1991 per uso di cocaina e poi nel 1994 per uso di efredina. A causa della sua dipendenza da sostanze stupefacenti si è sottoposto varie volte a trattamenti e ricoveri per disintossicarsi.

Alla fine del 2000 è stato eletto da un sondaggio popolare indetto dalla FIFA, come miglior calciatore di tutti i tempi.

Nel 2000 ha presentato la propria autobiografia, intitolata “Yo soy el Diego“.

Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei: per questo motivo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti:

  • condivide con Pelé il premio ufficiale FIFA come Miglior giocatore del XX secolo;
  • nel 1993 è stato insignito del titolo di miglior calciatore argentino di sempre;
  • nel 2002 è stato inserito nella FIFA World Cup Dream Team (selezione formata dai migliori undici giocatori della storia dei Mondiali, ottenendo tra gli 11 della squadra ideale, il maggior numero di voti);
  • nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100 (la lista dei 125 migliori calciatori viventi, stilata in occasione del centenario della federazione);
  • nel 2012 è stato premiato come Miglior Calciatore del Secolo ai Globe Soccer Awards;
  • nel 2014 è entrato a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i giocatori stranieri.

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