Chi ha inventato il Panettone?

È il dolce natalizio per eccellenza (insieme al pandoro). Esistono 3 leggende sulla nascita del Panettone

Chi ha inventato il Panettone?
Chi ha inventato il Panettone. Si inizia ad avere traccia dell’esistenza del Panettone nella Milano del XV secolo (ai tempi di Ludovico il Moro). Il Pandono fu inventato 150 anni (nel 1884). Quindi, il Panettone sarebbe nato nel medioevo e sarebbe legato alla tradizione dell’epoca di preparare in occasione del Natale dei pani molto ricchi, che venivano serviti dal capofamiglia ai commensali.

Per gli storici le prime prove documentali sull’esistenza del Panettone risalgono al 1606. Infatti, in quel periodo il Dizionario milanese-italiano parla del “panaton de danedaa“. A quell’epoca era molto basso e non lievitato (simile al pandolce di Genova). Nell’800 la ricetta venne perfezionata e il dolce prese il nome di “panattón” o “panatton de Natal“.

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La forma attuale del Panettone venne ideata negli anni ’20, da Angelo Motta: prese ispirazione dal kulic (un dolce ortodosso che si mangia a Pasqua), a cui decise di aggiungere anche il burro e di avvolgere il dolce nella carta paglia.

Esistono, però, 3 leggende sulla nascita del Panettone. Ognuna delle quali attribuisce ad un inventore diverso la paternità di questo pane dolce.

  • Ugo (il falconiere di Ludovico il Moro);
  • Toni (il salvatore del Natale);
  • Suor Ughetta.
Prima leggenda: Ugo (il falconiere di Ludovico il Moro)

Ugo, un falconiere di Ludovico il Moro, divenne garzone nella bottega del pane di Toni, padre di Adalgisa, la fidanzata di Ugo.

Ugo, dopo aver rubato e rivenduto alcuni falchi a Ludovico il Moro, con il ricavato comprò una grossa quantità di burro. Una notte aggiunse il burro al pane che stava impastando. Il pane di Toni divenne famosissimo in città e considerato il migliore di Milano.

Nei giorni successivi, all’impasto venne aggiunto lo zucchero e, sotto le feste di Natale, la ricetta venne arricchita con uova, pezzetti di cedro candito e uva sultanina. Fu un successo: sulla tavola, a Natale, non c’era milanese che non avesse il “Pangrande” o il “Pan del Toni” (da cui la parola Panettone).

Toni divenne ricco e i genitori di Adalgisa acconsentirono al matrimonio tra i 2 giovani.

Seconda leggenda: Toni (il salvatore del Natale)

Un famoso cuoco al servizio di Ludovico il Moro, aveva creato l’impasto di un dolce straordinario (la cui ricetta segreta si tramandava di padre in figlio, da secoli, all’interno della sua famiglia). Non tutto, però, andò per il verso giusto e il cuoco dimenticò di togliere per tempo il dolce dal forno, bruciandolo.

Un servo di nome Toni aveva tenuto per sé un po’ dell’impasto del dolce a cui aveva aggiunto un po’ di frutta candita, uova, zucchero e uvetta. Voleva cuocerlo al termine del proprio lavoro per avere qualcosa di buono da mangiare. Il cuoco, scoperto l’impasto avanzato, decise di dargli forma di pane e portarlo alla tavola del principe.

Fu un successo: non solo il pan del Toni piacque a Ludovico e ai suoi commensali, ma il cuoco fu obbligato a servirlo a tutti i banchetti natalizi degli anni successivi, e l’usanza si diffuse fra tutta la popolazione.

Terza leggenda: Il panettone di Suor Ughetta

Suor Ughetta, cuoca di un convento milanese, per Natale, pensò di fare un dolce per le altre consorelle usando i pochi ingredienti disponibili nella dispensa del monastero.

Al solito impasto del pane aggiunse uova e zucchero, canditi e uvette. Poi, per benedire quel pane natalizio vi tracciò sopra, con il coltello, una croce. Le suore apprezzarono, e a Milano il passaparola fu incredibilmente veloce: i milanesi cominciarono a fare offerte al convento per portare a casa un po’ di quel pane speciale.

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