In Italia 1 adolescente su 5 è schiavo del porno

Ci sono madri che trovano nella cronologia di cellulari e pc decine di URL di video hot e ci sono ragazzini finiti in chat dove si scambiano foto e video

In Italia 1 adolescente su 5 è schiavo del porno
In Italia 1 adolescente su 5 è schiavo del porno. In Italia, Pornhub ha 20 milioni di frequentatori. Il servizio “114 – Emergenza Infanzia“, nel 2019 ha ricevuto 2.798 segnalazioni relative a contenuti pedopornografici (erano state 1.087 nel 2018 e 1.250 nel 2017). Al 66% dei preadolescenti e degli adolescenti è accaduto di vedere storie inaspettate online (nel 23% dei casi erano immagini sessualmente esplicite). Tra la popolazione giovanile il 26% ha conosciuto il sexting (l’invio di messaggi hard), il 21% dei 12enni ha messo online immagini proprie senza rifletterci.

Lo psicoanalista Luigi Cancrini ha detto: “Vedo troppi adolescenti che del sesso pensano di sapere tutto e sono, invece, digiuni nell’alfabeto delle emozioni. L’accesso precoce alla pornografia online ha creato in questa generazione un divario enorme tra sentimento e sessualità“.

Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha detto: “Troppi colleghi pensano che la pornografia sia liberatoria, invece è un’automobile in mano ai bambini. Vanno fatti scendere, se no si schiantano“.

Il professor Ernesto Caffo, fondatore di Telefono Azzurro, ha detto: “I ragazzi accedono alle piattaforme senza controllo dell’età, i genitori scoprono il problema per caso. La pornografia adolescenziale è un’emergenza di cui si parla poco. Non lo fa la scuola e gli adulti non hanno consapevolezza dei comportamenti dei figli“. Il porno ai tempi d’oggi è ultraviolento e necessariamente maschilista: le donne acconsentono a qualsiasi perversione chiesta e imposta. “Abbiamo certificato gruppi di ragazzi che aggredivano una compagna dopo aver condiviso materiale porno“. Altri guadagnano token (gettoni traducibili in soldi) “dall’esposizione del proprio corpo e delle attività sessuali con coetanei. […] Dietro certi comportamenti suicidari ci sono storie che i ragazzi non riescono a cancellare dai social“. Il genitore “deve parlare con il figlio, limitare i danni, aiutarlo a elaborare il sicuro senso di colpa che presto proverà“.

2 storie
Gabriella, madre di Giovanni, 12 anni

A Telefono Azzurro Gabriella rivela, agitata: “Ieri ho guardato la cronologia di internet dal pc che usiamo in casa, mi è crollato il mondo addosso“. Decine e decine di url di siti pornografici. Per un istante, mamma Gabriella, pensa siano connessi al marito, ma è fuori per lavoro.

Giovanni, il figlio, ha solo 12 anni: “È davvero possibile sia stato lui?” È un ragazzino tranquillo. “Vedo che sta spesso al pc“, dice la madre all’operatore del 19696, “e quando gli chiedo cosa sta facendo mi risponde che gioca con gli amici. Forse avrei dovuto controllarlo di più, ma come?

Negli ultimi mesi, ora che mamma fa mente locale, aveva notato un cambiamento nell’atteggiamento: “Stava sempre chiuso in stanza e anche quando scendeva per cenare aveva con sé il cellulare. Era costantemente connesso a una realtà parallela“.

La signora Gabriella, l’altra mattina, era turbata: “Gli ho subito parlato e Giovanni ha reagito con rabbia: ‘Hai violato il mio spazio, tu non puoi capire’. Guardando quant’era lungo quell’elenco, ho pensato a quanti pomeriggi ci aveva trascorso sopra“.

Susanna, madre di Federico, 13 anni

Mio figlio“, questa è Susanna, madre di Federico, 13 anni, “ha fatto parte di un gruppo Telegram all’interno del quale veniva scambiato materiale pornografico e pedopornografico“.

Federico si è aperto con la mamma: “Ero curioso“, le ha detto. “I miei amici lo facevano, sono entrato nel gruppo e ho chiesto un video porno con persone della mia età. Mi hanno inviato un file e io ho scaricato un filmato di un uomo con una bambina. Ce l’ho ancora qui, sul cellulare“.

Federico è rimasto scalfito dalla visione, nei giorni successivi ha faticato a dormire, ha avuto incubi. Non era finita: “Su quella chat, mamma, ho conversato con un utente che mi ha offerto il video di una ragazza, ma prima voleva vederne uno mio. Mi sono spaventato e mi ha fatto schifo. Pensavo fosse una cosa normale, tutti alla mia età lo fanno, ma è stato orribile“.

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