Cosa si può modificare sull’auto?

In gergo, si chiama “tuning” e consiste nella modifica estetica o meccanica di un veicolo, adeguandolo ai propri gusti personali

Cosa si può modificare sull’auto?
Cosa si può modificare sull’auto? In gergo, si chiama “tuning” e consiste nella modifica estetica o meccanica di un veicolo, adeguandolo ai propri gusti personali. Si tratta di una pratica nata negli Stati Uniti (negli anni ’60). Poi è ritornata in auge grazie al successo della saga cinematografica “Fast&Furious“.

Non tutte è modifiche (anche se tecnicamente possibili) sono lecite per legge. Inoltre, il più delle volte, le modifiche all’auto vanno comunicate alla Motorizzazione che deve provvedere alla loro omologazione. Chi non lo fa, rischia una sanzione amministrativa o il ritiro della carta di circolazione.

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Si può cambiare colore all’auto?

È possibile cambiare il colore all’auto senza autorizzazioni o particolari procedure burocratiche. Il colore non è un dato essenziale per individuare il veicolo e non è riportato sul libretto di circolazione. Infatti, se una multa, nel descrivere il mezzo su cui è avvenuta l’infrazione, indica per errore un colore diverso da quello effettivo, il verbale è comunque valido. Basta la targa a identificare il veicolo in modo univoco.

È quindi possibile modificare il colore dell’auto utilizzando qualsiasi gradazione. Se ne possono usare di svariati sullo stesso mezzo, a patto che non si imiti l’auto della polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale, forestale o di altre autorità pubbliche. E’ anche possibile fare dei disegni sul veicolo.

Si possono aggiungere accessori non di serie all’esterno dell’auto?

C’è una distinzione importante da fare tra il “tuning estetico” (che riguarda la carrozzeria) e “tuning meccanico” (che comprende le parti del motore, compresa la marmitta).

E’ possibile apportare all’auto tutte le modifiche che si vuole solo se la si usa per competizioni in aree chiuse. Se, invece, la si adopera per circolare sulle comuni strade ed autostrade è necessario mantenere inalterate le caratteristiche indicate sul libretto di circolazione e sul certificato di conformità del veicolo. Le modifiche di tuning non consentite o non autorizzate costano una multa di 430 euro più il ritiro del libretto.

In questo caso si parla di “Omologazione del veicolo“: si tratta di un’approvazione predefinita che ciascun modello, predisposto dalle case costruttrici, deve rispettare per circolare su strada (una Ferrari di Formula 1 non può camminare su una comune via del centro urbano, non essendo tale modello omologato per questo tipo di circolazione).

Tuning meccanico

Non è possibile rimuovere il Fap (filtro antiparticolato), modificare la centralina o i sistemi di frenatura, montare gomme eccedenti i limiti riportati sul libretto, sostituire il motore con uno più potente o ad alimentazione diversa (tranne che la modifica dell’impianto sia effettuata nelle officine autorizzate, riportando la variazione sul libretto). E’ quindi sempre necessario un passaggio dalla Motorizzazione che deve procedere all’omologazione delle modifiche.

Le modifiche all’impianto di scarico rientrano nel “tuning meccanico“. E’ possibile cambiare i componenti con altri più potenti e “sportivi” nello scarico a condizione di utilizzare prodotti compatibili con l’omologazione del modello e sempre aggiornando la carta di circolazione.

E’ possibile modificare le marmitte sostituendole con altre più grandi e potenti, soltanto se si rientra nei limiti di rumorosità stabiliti dalla normativa (ad esempio, è necessario evitare quelle non filtrate e non silenziate, che sono valide solo per le macchine da competizione e non per quelle che circolano sulle strade).

Tuning estetico

E’ possibile cambiare gli specchietti, i paraurti e le luci, annotando sulla carta di circolazione i cambiamenti fatti se i nuovi pezzi montati hanno caratteristiche diverse da quelle di serie (ad esempio, i fari devono avere dei requisiti minimi di visibilità che non è possibile superare né in difetto né in eccesso. Le luci, inoltre, sono ammesse solo negli appositi spazi previsti per quel veicolo).

Si possono modificare gli interni dell’auto?

Le modifiche agli interni dell’auto sono un po’ più libere di quelle esterne, ma non del tutto: ci sono dei vincoli da rispettare, primo fra tutti quello di non modificare le caratteristiche funzionali della vettura (ad esempio, chi vuole rimuovere i sedili posteriori per creare più spazio nell’abitacolo può farlo solo temporaneamente, come nel caso di un trasloco, altrimenti il veicolo cambierebbe classe da trasporto di persone a trasporto di cose).

I nuovi modelli dei sedili scelti non devono compromettere la visibilità interna per il guidatore e la sua capacità di manovrare i comandi della macchina. Chi vuol mettere la cosiddetta “barra protettrice“, deve preoccuparsi di farlo con un modello già omologato e non con un prodotto di costruzione artigianale. Per installare la “roll cage” a bordo dell’auto, si deve avere il nulla osta della propria Motorizzazione provinciale, che verificherà le caratteristiche ed anche l’imbullonatura o saldatura, per preservare la sicurezza degli occupanti del veicolo.

Si possono oscurare i vetri?

In Italia non è consentito circolare con cristalli che oscurino del tutto l’interno dell’abitacolo. Inoltre, i vetri che interessano la visuale del conducente per 180 gradi (parabrezza, finestrini laterali anteriori) non possono essere né oscurati, né coperti. Quindi, i vetri oscurati sono ammessi se consentano di vedere all’interno dell’auto.

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