Cosa non fare con i soldi contanti?

Negli ultimi anni il tetto all’uso del contante è cambiato più volte. Si tenta, quindi, di limitarne l’uso

Cosa non fare con i soldi contanti?
Cosa non fare con i soldi contanti. Negli ultimi anni il tetto all’uso del contante è cambiato più volte. Si tenta, quindi, di limitarne l’uso per scovare illeciti e operazioni sospette.

Cosa non fare con i soldi contanti?

Versamenti sul conto corrente

Evitare i versamenti sul conto corrente quando la provenienza del denaro non può essere dimostrata con una prova documentale avente data certa.

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Questo perché il “Testo unico sulle imposte sui redditi” stabilisce una “presunzione” a favore dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia delle Entrate non ha bisogno di prove per dimostrare l’evasione fiscale del contribuente tutte le volte che il denaro versato sul conto corrente non sia anche riportato nella sua dichiarazione dei redditi e questi non ne riesca a dimostrare la fonte. Quindi, se il contribuente ha come dimostrare i contanti, può versarli sul conto, altrimenti è bene tenerli a casa o versarli in una cassetta di sicurezza bancaria.

Spese da non fare in contanti

L’Agenzia delle Entrate può controllare tutte le spese che superano il 20% del reddito dichiarato. Quindi, se i contanti eccedono di poco la dichiarazione dei redditi non c’è di che preoccuparsi.

In tutti gli altri casi, invece, bisognerà evitare:
  • Acquisti di beni di lusso (come case e auto);
  • Acquisti di beni per i quali viene richiesto il codice fiscale dell’acquirente (come contratti di affitto, polizze assicurative, ricariche telefoniche, utenze domestiche, viaggi, spese fatturate, spese mediche, ecc.) perché sono operazioni che vengono comunicate all’Agenzia delle Entrate. Invece, tutte le spese a fronte delle quali viene emesso il semplice scontrino non possono essere oggetto di controllo (lo scontrino è anonimo).

Bisogna, quindi, evitare di utilizzare i contanti per mantenere un tenore di vita superiore alle proprie possibilità, perché potrebbe scattare un accertamento fiscale tramite redditometro.

Pagamenti per prestazioni mediche private

Per usufruire delle detrazioni fiscali del 19% sulle spese mediche bisogna pagare con carta di credito, bancomat o assegno (non è vietato pagare il contanti, ma si perdono i benefici fiscali).

I contanti sono ammessi per l’acquisto di:
  • Medicine in farmacia o parafarmacia;
  • Dispositivi medici in farmacia o parafarmacia;
  • Medicinali da banco (come antipiretici o antidolorifici) o medicinali omeopatici;
  • Prestazioni mediche rese da strutture convenzionate.
Ristrutturazioni a casa

Le spese eseguite per le ristrutturazioni a casa (sia per l’acquisto dei materiali che per le fatture emesse dalla ditta di lavori edili) vanno pagate con bonifico parlante per ottenere le detrazioni fiscali.

Donazioni, prestiti e pagamenti superiori al tetto di contanti
La legge sull’antiriciclaggio ha fissato dei limiti all’uso dei contanti:
  • Dal luglio 2020 al 31 dicembre 2021, il tetto all’uso di contanti è pari a 1.999,99 euro. Non si possono fare in contanti: pagamenti, prestiti, donazioni (neanche tra familiari conviventi) a partire da 2.000 euro in su.
  • Dal gennaio 2022, il tetto all’uso di contanti scenderà a 1.000 euro.

Per le violazioni, si rischiano multe da 2.000 a 50mila euro a seconda dell’importo trasferito.

Prelievi dal conto corrente
Al contrario dei versamenti, i prelievi sono liberi. Tuttavia, a partire da 10mila euro di prelievo di contanti nell’arco del mese, la banca può inviare una segnalazione alla Uif (Unità di informazione finanziaria) che poi deciderà se inviare una comunicazione alla Procura della Repubblica. Devono, però, sussistere indizi di un reato grave (come il riciclaggio di denaro sporco, il traffico o il contrabbando, la criminalità organizzata, ecc.).
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