CORRIERE – Troppo esercizio fisico può far male al cuore

Un eccesso di esercizio fisico può portare a una delle più comuni aritmie cardiache, causando un battito irregolare dovuto alla perdita di efficienza contrattile degli atri. Un sondaggio internazionale online, rivolto ad atleti con un’età media di 52 anni e prevalentemente di sesso maschile (84%), ha rivelato che gli atleti di resistenza veterani che sviluppano fibrillazione atriale possono avere un rischio maggiore di ictus.

Secondo Gianfranco Beltrami, specialista in Medicina dello Sport e Cardiologia e vicepresidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, intense sedute di attività fisica a elevata intensità, soprattutto in età avanzata, possono causare più danni che benefici. Tuttavia, ciò non significa che non si debba fare esercizio. Chi soffre di fibrillazione può comunque allenarsi, ma con attività a ritmo blando come camminare o andare in bicicletta, previo parere del cardiologo o del medico dello sport. L’attività fisica può infatti ridurre la frequenza e la gravità degli episodi di fibrillazione, abbassare la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca a riposo.

Il corpo invia segnali quando si esagera con l’allenamento. Tra i sintomi principali vi sono: calo del rendimento, frequenza cardiaca più elevata del normale o palpitazioni, stanchezza persistente anche dopo il riposo, difficoltà a dormire o sonno irregolare, indolenzimento muscolare persistente, cambiamenti di umore, ansia, e maggiore suscettibilità alle malattie da raffreddamento.

Il rischio di ictus è legato alla perdita della contrattilità degli atri dovuta all’aritmia, che provoca una stasi del sangue e la possibile formazione di coaguli (trombi). Questi possono frammentarsi in emboli che raggiungono il circolo cerebrale, causando ictus cardioembolico. Questo tipo di ictus è responsabile di circa il 20-30% di tutti gli ictus ischemici e di circa il 10% di quelli definiti “criptogenetici”, ossia senza una causa evidente dopo l’iter diagnostico.

La fibrillazione atriale, con una prevalenza del 2-4%, tende a verificarsi maggiormente negli uomini e aumenta con l’età. È considerata una vera e propria “epidemia”: a partire dai 55 anni, una persona su tre nella popolazione europea rischia di sviluppare fibrillazione atriale nel corso della vita. In Italia, interessa un milione di persone con 120mila nuovi casi ogni anno.

https://www.corriere.it/salute/cardiologia/23_giugno_19/troppo-esercizio-male-cuore-afc1201c-0b8e-11ee-a43e-f9c625e8ed19.shtml