Sacha Chang, il 21enne accusato di aver ucciso il padre e un amico di famiglia

Sacha Chang è un giovane di 21 anni accusato di aver ucciso il padre 65enne e un amico di famiglia, Lambertus Ter Horst, a Montaldo Mondovì, in provincia di Cuneo

Sacha Chang, il 21enne accusato di aver ucciso il padre e un amico di famiglia
Sacha Chang, il 21enne accusato di aver ucciso il padre e un amico di famiglia. Sacha Chang è un giovane di 21 anni accusato di aver ucciso il padre 65enne e un amico di famiglia, Lambertus Ter Horst, a Montaldo Mondovì, in provincia di Cuneo. Considerato “pericoloso” dalle forze dell’ordine, è alto circa 175 centimetri ed era vestito con una t-shirt bianca e pantaloncini al momento della fuga.

Dopo 2 giorni di ricerche, venerdì mattina i carabinieri hanno rintracciato e arrestato Sacha Chang. Decine di carabinieri sono stati mobilitati per cercare Sacha Chang. Dopo gli omicidi Chang era fuggito a piedi nei boschi circostanti, dove era rimasto nascosto. Nel corso delle ricerche, le forze dell’ordine avevano invitato la popolazione a non andare nei boschi e a limitarsi a segnalare ogni eventuale avvistamento o informazione utile ai carabinieri.

L’omicidio è avvenuto nel piccolo comune di Montaldo Mondovì, situato tra Piemonte e Liguria. Sacha Chang è accusato di aver commesso l’omicidio attraverso coltellate, poi è fuggito nei boschi della provincia di Cuneo, dove le forze dell’ordine stanno concentrando gli sforzi per trovarlo.

Il giovane 21enne è di origine olandese e avrebbe problemi psichiatrici. Era spesso a Montaldo di Mondovì, talvolta da solo e talvolta in compagnia della sua famiglia. Era in grado di capire l’italiano e farsi comprendere. Un ex sindaco del paese, Angelo Dho, ricorda di averlo visto di recente in paese insieme a un amico.

Chi è Sacha Chang e perché avrebbe ucciso il padre e un amico di famiglia
Identikit del sospetto

I carabinieri del nucleo investigativo di Cuneo avevano avviato una ricerca per individuare un giovane uomo biondo, alto circa 1 metro e 75 centimetri, indossante una maglietta grigia macchiata di sangue e pantaloncini corti. Era considerato estremamente pericoloso, e le autorità invitavano la massima cautela a Montaldo e nelle località circostanti. Le operazioni di ricerca si erano rivelate complesse a causa del vasto territorio boschivo attorno a Montaldo Mondovì, caratterizzato da zone intricate e difficili da esplorare. La caccia all’uomo si era estesa anche ai paesi vicini come Roburent, Monastero Vasco, San Giacomo di Roburent e la zona del santuario di Vicoforte.

Profilo di Sacha Chang e il Delitto

Sacha Chang, un giovane di 21 anni di origini cino-olandesi, era ospite insieme al padre in una casa a Montaldo, nei pressi di Mondovì. Entrambi erano in Italia in vacanza. Tuttavia, Sacha aveva problemi psichiatrici che rendevano la situazione ancora più complessa. Il duplice omicidio si sarebbe consumato nella casa in cui la famiglia Chang era ospitata. Nel pomeriggio del giorno precedente, si era verificato uno scontro, i dettagli dei quali non erano ancora chiari. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Cuneo, Sacha Chang aveva afferrato un coltello in cucina e aveva colpito mortalmente il padre. Un amico di famiglia, Lambertus Ter Horst, olandese di 59 anni e proprietario della casa, era intervenuto per cercare di porre fine alla situazione e anch’egli era stato colpito, riportando ferite gravi.

Ricostruzione dei Fatti

Le autorità erano impegnate nel ricostruire gli eventi accaduti intorno alle 16 del giorno precedente. Una lite aveva avuto luogo nella casa, ma i motivi erano ancora oscuri. Secondo la prima ricostruzione delle forze dell’ordine, Sacha Chang aveva afferrato un coltello all’interno della casa e aveva colpito prima il padre, Haring Chainfa, e poi Lambertus Ter Horst, il proprietario della casa. Ter Horst era ancora in vita quando i vicini avevano dato l’allarme, ma purtroppo era deceduto durante il trasporto in ospedale.

Ricerche del fuggitivo

I carabinieri avevano interrogato alcuni testimoni per ottenere una visione più chiara degli avvenimenti. Le operazioni di ricerca si erano svolte sia a terra che con l’uso di un elicottero. Sacha Chang era alto circa 1 metro e 75 centimetri e al momento della fuga indossava una maglietta bianca e pantaloncini. Era noto che soffrisse di problemi psichici, il che lo rendeva una minaccia pericolosa. Di conseguenza, le autorità avevano invitato i residenti di Montaldo e delle zone circostanti a prestare attenzione nel caso in cui avessero avvistato l’uomo. Non c’erano state notizie dell’autore del duplice omicidio fino a quel momento. Le ricerche erano difficili anche a causa dell’ampio territorio boschivo circostante.

Caccia al fuggitivo

I carabinieri avevano continuato a interrogare testimoni per ricostruire i fatti. Le operazioni di ricerca erano condotte dai carabinieri sia a piedi che con l’ausilio di un elicottero. L’area di pattugliamento era focalizzata nella zona boschiva intorno a Val Corsaglia e si era estesa anche ai paesi vicini come Roburent, Monastero Vasco, San Giacomo di Roburent e la zona del santuario di Vicoforte. Poiché Sacha Chang era considerato pericoloso, le autorità avevano esortato i residenti di Montaldo e delle zone limitrofe a mantenere la prudenza nel caso lo avessero avvistato.

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