ILSOLE24ORE – NATALITA’ IN ITALIA TOCCA NUOVO MINIMO STORICO: 380 MILA NASCITE NEL 2023

La natalità in Italia tocca un nuovo minimo storico: il 2023 si è chiuso con circa 380 mila nuovi nati (è un ulteriore calo rispetto ai 393mila nati del 2022)

L’Italia si confronta con un nuovo minimo storico di nascite: a marzo l’Istat annuncerà un dato consolidato di circa 380mila nuovi nati nel 2023, in calo rispetto alle 393mila del 2022. A lanciare l’allarme è la prima tappa degli Stati Generali della Natalità, un tour che attraversa l’Italia per discutere la grave crisi demografica del paese.

Il calo delle nascite è drastico: dal 2020 al 2022, una culla su tre è rimasta vuota (-29,3%) rispetto al triennio 2008-2010. Il fenomeno colpisce quasi tutte le regioni, con l’eccezione del Trentino Alto Adige (-14,8%). Le flessioni più marcate si registrano in Valle d’Aosta (-40,4%), Sardegna (-40,4%), Marche (-36,2%), Lombardia (-32,9%), Lazio (-32,9%) e Puglia (-30,2%).

Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI, sottolinea la gravità della situazione: “La denatalità è un problema decisivo che richiede di affrontare diverse questioni: dalla casa all’assistenza agli anziani, fino alla questione femminile. Serve un piano che dia fiducia e speranza di trasmettere la vita.”

Il ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella, evidenzia gli sforzi del Governo: “Dobbiamo agire attraverso la leva economica, con misure classiche che sostengono la famiglia e la conciliazione lavoro-vita.” Le risorse stanziate ammontano a 16 miliardi di euro per il 2024.

PROTESTA AGRICOLTORI:

REPUBBLICA – IL GOVERNO REINTRODURRA’ L’ESENZIONE PARZIALE DELL’IRPEF PER GLI AGRICOLTORI

Il governo ha deciso di reintrodurre parzialmente l’esenzione dell’IRPEF per gli agricoltori, rispondendo alle proteste che hanno scosso il settore in Italia ed Europa. L’emendamento proposto al decreto-legge “Milleproroghe” sarà in vigore solo nel 2024 e si applicherà ai redditi fondiari inferiori a 10.000 euro. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato questa decisione, contraddicendo una scelta precedente presa nella legge di bilancio per il 2024. L’esenzione dell’IRPEF sarà limitata ai redditi agricoli e fondiari, a differenza degli anni precedenti in cui era estesa anche a redditi più elevati. L’esenzione dell’IRPEF agricola era stata introdotta nel 2016 sotto il governo Renzi, ma è stata revocata lo scorso autunno. La decisione di ripristinarla è stata motivata da Meloni come una risposta alle esigenze del settore agricolo, soprattutto delle piccole imprese. Tuttavia, la reintroduzione dell’esenzione ha sollevato polemiche politiche all’interno della coalizione di destra, con critiche da parte di alcuni membri del governo. Meloni ha difeso la mossa sostenendo che l’obiettivo è sostenere le piccole imprese agricole anziché favorire le grandi aziende con estese proprietà di terreni.

Altre notizie:

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RAINEWS – ROMA: ANNULLATA LA MANIFESTAZIONE DEGLI AGRICOLTORI

Il coordinamento nazionale “Riscatto Agricolo” ha deciso di annullare la manifestazione prevista per venerdì a piazza San Giovanni a Roma. Invece, sarà presente solo una delegazione di dieci trattori come simbolo della protesta. La decisione è stata presa per evitare ulteriori disagi alla circolazione stradale, considerando i recenti blocchi in molte zone d’Italia. Nonostante l’annullamento della manifestazione principale, il coordinamento manterrà i presidi fuori Roma, dove sono presenti diverse decine di trattori. Le proteste degli agricoltori sono state organizzate da vari gruppi indipendenti, tutti uniti nelle critiche alle politiche agricole europee, considerate poco favorevoli ai lavoratori e troppo orientate all’ambientalismo. Chiedono anche al governo italiano di mantenere agevolazioni fiscali per gli imprenditori agricoli, colpiti dall’aumento dei costi di produzione. Il coordinamento “Riscatto Agricolo” è tra i principali organizzatori delle proteste e ha gestito varie manifestazioni degli agricoltori negli ultimi giorni, rimanendo fedele alle richieste comuni del settore.

ANSA – IL CORTEO DEGLI AGRICOLTORI E’ A ROMA

Decine di trattori hanno raggiunto Roma nel tardo pomeriggio di lunedì, provenienti da Foiano della Chiana (Arezzo) in Toscana, dando vita a una delle tante mobilitazioni degli agricoltori italiani in corso da oltre una settimana. Le proteste, organizzate da gruppi di attivisti e piccole associazioni, contestano le politiche agricole europee considerate troppo ambientaliste e poco attente ai lavoratori. Inoltre, gli agricoltori chiedono al governo italiano di mantenere alcune agevolazioni fiscali a causa dell’aumento dei costi di produzione e si oppongono ai “cibi sintetici”. Il corteo partito dalla Toscana, con circa 250 mezzi secondo l’ANSA, ha raggiunto la via Nomentana a Roma intorno alle 17:00, mentre altri trattori si sono radunati in altre zone della città. Danilo Calvani, leader del movimento “Cra Agricoltori traditi” e già noto per aver guidato i Forconi nel 2013, ha annunciato una mobilitazione a Roma da giovedì e una grande manifestazione con circa 2mila trattori la prossima settimana. Un rappresentante degli agricoltori salirà anche sul palco del Festival di Sanremo per annunciare la data della manifestazione. Lunedì, presidi degli agricoltori si sono svolti anche a Valmontone, Civitavecchia, Torrimpietra, Orte, Torino, Palermo e in altre città. In Campania, alcuni agricoltori hanno lanciato frutta e verdura per protesta durante un presidio a Santa Maria Capua Vetere. In Sardegna, la mobilitazione di pastori e agricoltori va avanti da martedì scorso con l’occupazione del porto di Cagliari. A Milano, una quarantina di trattori hanno raggiunto la sede della Regione Lombardia e poi la Coldiretti.

CORRIERE – GLI AGRICOLTORI ANNUNCIANO UNA GRANDE MANIFESTAZIONE A ROMA

Prosegue la protesta degli agricoltori in Italia, con centinaia di trattori che ieri hanno bloccato caselli autostradali e strade in diverse zone del paese. Al centro delle proteste il caro gasolio, la reintroduzione dell’Irpef sui terreni agricoli e gli obblighi della Politica Agricola Comune (PAC). “Dobbiamo fare quello per cui siamo arrivati qui”, ha detto Antonio Monfeli, portavoce degli agricoltori a Orte (Viterbo), dove oltre 120 mezzi agricoli hanno bloccato l’ingresso dell’A1. “La manifestazione si farà”, ha annunciato Danilo Calvani, leader degli agricoltori, dopo un incontro in questura a Roma. “Ci sono altri sopralluoghi da fare, ma si farà. La data la comunicheremo lunedì sera dopo le 5.” La premier Meloni ha annunciato che i fondi del Pnrr destinati al comparto agricolo saranno aumentati da 5 a 8 miliardi di euro. La mossa più probabile è la proroga della sospensione dell’Irpef sui terreni agricoli, con criteri di modularità. In alcuni casi la protesta ha avuto momenti di tensione con le forze dell’ordine. A Orte, gli agricoltori hanno bloccato l’autostrada per diverse ore, scontrandosi con la polizia che cercava di liberare la carreggiata. Gli agricoltori chiedono al governo una serie di misure per contrastare il caro bollette, l’aumento dei prezzi dei carburanti e la burocrazia. Inoltre, chiedono una revisione della PAC, considerata troppo onerosa per le piccole e medie aziende agricole. La mobilitazione degli agricoltori è destinata a proseguire nei prossimi giorni. Lunedì sera sarà annunciata la data della manifestazione a Roma, che si preannuncia come un evento di grande portata.

RAINEWS – LE PROTESTE DEGLI AGRICOLTORI SONO INIZIATE ANCHE IN ITALIA

Le proteste degli agricoltori, che da settimane stanno infiammando l’Europa, hanno raggiunto anche l’Italia. Nel fine settimana si sono registrate diverse iniziative in diverse regioni del paese, con una partecipazione che è andata crescendo nel corso dei giorni. La protesta più partecipata e riuscita è avvenuta sabato a Orte, in provincia di Viterbo. Un centinaio di trattori ha occupato la rotonda all’ingresso dell’autostrada A1, causando disagi per due ore in entrata e in uscita. Il casello è stato chiuso e il traffico è stato deviato. A Pescara, invece, un altro centinaio di trattori ha semplicemente sfilato per il lungomare, senza però causare disagi particolari. Altre iniziative, meno partecipate, si sono svolte in Sicilia a Enna, in Molise a Campobasso, su una strada statale calabrese e anche a Venezia. A Venezia, alcune decine di trattori hanno occupato temporaneamente un parcheggio vicino alla stazione di Porto Marghera. Negli scorsi giorni si erano visti trattori sfilare anche in Umbria, vicino a Perugia. Domenica sono state bloccate diverse strade in Piemonte, anche se i disagi sono stati trascurabili. Le proteste degli agricoltori sono rivolte contro l’aumento dei costi di produzione, la concorrenza dei prodotti stranieri e le politiche agricole dell’Unione Europea. Gli agricoltori chiedono misure concrete per sostenere il loro settore, che sta attraversando una profonda crisi.

ITALIA:

BYOBLU – LA SPERIMENTAZIONE DI CONTROLLO SOCIAL “MARVEL” ARRIVA ALLA CORTE DEI CORTI

La sperimentazione di controllo sociale “Marvel”, con telecamere e microfoni nel centro storico di Trento, si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. Il Movimento Uniamoci, dopo la multa del Garante della Privacy al Comune, ha deciso di rivolgersi alla Corte dei Conti. Il progetto Marvel, finanziato da fondi europei e provinciali, prevedeva la registrazione di immagini e audio in città, con l’obiettivo di contrastare la criminalità. Un obiettivo che, secondo il Movimento Uniamoci, non giustifica l’invasione della privacy dei cittadini, soprattutto in una città come Trento dove la criminalità è già molto bassa. L’amministrazione comunale aveva garantito l’anonimizzazione dei dati e la regolarità del progetto, ma il Garante della Privacy ha rilevato diverse criticità. La multa inflitta al Comune ha acceso un faro sulle possibili violazioni della privacy e sui rischi di un sistema di controllo sociale così pervasivo. Il caso approda ora alla Corte dei Conti, che dovrà valutare l’operato del Comune e della Fondazione Bruno Kessler (FBK), ente strumentale della Provincia autonoma di Trento. La FBK ha sviluppato la tecnologia utilizzata nel progetto Marvel e, secondo il Movimento Uniamoci, non ha adottato le misure necessarie per tutelare la privacy dei cittadini.

Altre notizie:

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ANSA – APERTA INDAGINE SU UN SISTEMA DI CORRUZIONE ALL’INTERNO DEL CARCERE DI CATANZARO: DETENUTI AVREBBERO RICEVUTO UN TRATTAMENTO DI FAVORE DA AGENTI E FUNZIONARI

La procura di Catanzaro ha avviato un’indagine su un presunto sistema di corruzione all’interno del carcere “Ugo Caridi” nella stessa città. Secondo le indagini, agenti e funzionari avrebbero concesso favori ai detenuti, consentendo l’ingresso di droga e telefoni e talvolta permettendo la liberazione di detenuti senza l’autorizzazione necessaria. L’obiettivo di questo presunto sistema sarebbe stato facilitare i contatti tra i detenuti e le organizzazioni criminali esterne, alimentando così le attività illegali. Finora, 76 persone sono coinvolte nell’indagine, di cui 38 sono state sottoposte a misure cautelari. Tra coloro colpiti dalle misure cautelari, 16 sono stati arrestati, 10 sono agli arresti domiciliari, 5 devono presentarsi regolarmente alla polizia giudiziaria e 7 sono stati sospesi dal loro incarico. Tra gli arrestati figurano l’ex direttrice del carcere di Catanzaro, Angela Paravati, insieme alla comandante e all’assistente capo della polizia penitenziaria, Simona Poli e Franco Cerminara, accusati anche di aver agevolato l’evasione di un detenuto.

ANSA – INVITALIA CHIEDE L’AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA PER L’EX ILVA

Invitalia ha chiesto l’amministrazione straordinaria per Acciaierie d’Italia, la società che gestisce l’ex ILVA di Taranto. La decisione arriva dopo il fallimento delle trattative con ArcelorMittal, socio di maggioranza con il 68% delle quote, che da tempo non vuole più investire negli impianti. L’amministrazione straordinaria è una procedura che permette alle aziende in crisi di restare operative concordando con un tribunale un piano di risanamento dei debiti. ArcelorMittal si oppone a questa soluzione e ha chiesto il concordato preventivo con riserva, un’altra procedura per evitare il fallimento. ArcelorMittal ha acquisito lo stabilimento nel 2018, promettendo di risanarlo, ma ha fatto pochi investimenti. Il governo italiano è preoccupato per il futuro dell’acciaieria, strategica per il settore siderurgico, e per i posti di lavoro a rischio. Le due opzioni sul tavolo sono la separazione consensuale, con lo Stato che acquisisce le quote di ArcelorMittal, o l’amministrazione straordinaria. La prima soluzione sembrava la più conveniente, ma non è stato trovato un accordo. L’amministrazione straordinaria potrebbe tenere aperta l’azienda, ma rischierebbe di aprire un contenzioso legale tra le due parti. Un contenzioso che renderebbe ancora più incerto il futuro dell’ex ILVA e porterebbe a un blocco dei pagamenti dei fornitori, con gravi conseguenze per l’occupazione.

LASTAMPA – INCIDENTE FRECCE TRICOLORI: “NON FU BIRD STRIKE”

Esclusa l’ipotesi del “bird strike” come causa dell’incidente del velivolo delle Frecce Tricolori che il 16 settembre 2023 causò la morte della piccola Laura Origliasso, 5 anni. Lo confermano gli accertamenti della squadra scientifica dei carabinieri che non hanno trovato “tracce di volatili” sull’esterno del motore dell’Aermacchi “Pony 4”. Scongiurata la pista iniziale, si rafforza l’ipotesi di un guasto meccanico del velivolo. L’inchiesta della Procura di Ivrea potrebbe essere a una svolta. Al vaglio la responsabilità del pilota Oscar Del Do, attualmente accusato di disastro aereo e omicidio colposo.

CORRIERE – CAIVANO: 254 CASE OCCUPATE ABUSIVAMENTE SARAANNO SGOMBERATE

Le autorità hanno iniziato a notificare il provvedimento di sgombero per 254 case occupate abusivamente a Caivano, nell’area metropolitana di Napoli. Il quartiere, noto come Parco Verde, è stato al centro dell’attenzione a seguito di un grave caso di stupro lo scorso luglio. Costruito dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980, il Parco Verde è diventato permanente nonostante fosse destinato ad essere temporaneo. Le abitazioni abusive ospitano centinaia di persone che non pagano affitti né utenze, contribuendo a problemi di sicurezza e criminalità. La notifica degli sgomberi è stata emessa dopo provvedimenti della procura di Napoli Nord, sequestrando le case occupate. L’autorità ha dichiarato che le abitazioni devono essere liberate entro un mese, altrimenti verranno sgomberate con l’assistenza delle forze dell’ordine. Durante le notifiche, si sono verificate tensioni tra gli abitanti e le forze dell’ordine. Don Maurizio Patriciello, prete del quartiere sotto scorta per minacce della camorra, ha sottolineato la necessità di una soluzione politica per evitare una crisi umanitaria. Ha evidenziato l’assenza di alternative per le centinaia di persone coinvolte, soprattutto per le famiglie con bambini.

WIRED – SOLO 1 SCUOLA SU 5 HA ATTIVATO IL LICEO DEL MADE IN ITALY

Il nuovo liceo del Made in Italy, fortemente voluto dal governo Meloni, ha preso il via in sordina: solo 92 scuole su quasi 900 hanno scelto di attivare il nuovo indirizzo di studi. Le 92 scuole che hanno attivato il liceo del Made in Italy si trovano in 16 regioni italiane: 17 in Sicilia; 12 in Lombardia e Lazio; 9 in Puglia; 8 nelle Marche e Calabria; 6 in Abruzzo; 5 in Toscana; 3 in Liguria, Piemonte e Veneto; 2 in Molise; 1 in Basilicata, Emilia Romagna, Sardegna e Umbria. Altre 22 scuole in Campania hanno presentato domanda, ma la Regione non ha ancora dato l’autorizzazione, mentre ad altre 6 è stato negato l’accesso perché prive dei requisiti necessari. Le iscrizioni al liceo del Made in Italy sono aperte fino al 10 febbraio 2024. I corsi dovrebbero partire a settembre 2024. Bisognerà aspettare l’autunno per capire se il nuovo liceo del Made in Italy avrà successo. Il numero di iscritti e l’effettiva implementazione del programma saranno i primi indicatori del suo futuro.

ILGIORNALE – SOLO UNA PICCOLA PERCENTUALE DI GENITORI HA SCELTO IL DOPPIO COGNOME PER I FIGLI

La Commissione Giustizia del Senato inizierà a esaminare a gennaio dei disegni di legge per permettere il doppio cognome o il cognome della madre ai neonati, rispecchiando una sentenza della Corte Costituzionale del 2022. Nonostante questo, l’uso del cognome materno resta limitato. La Consulta ha stabilito che il cognome non deriva automaticamente da quello del padre, bensì si decide con un accordo tra genitori. In caso di disaccordo, si opta per il doppio cognome, e se la controversia persiste, il giudice stabilisce l’ordine. Queste sentenze hanno valore di legge da un anno e mezzo, ma la sinistra politica non ha ottenuto grande impatto. Il Ministero dell’Interno ha invitato i sindaci a seguire questa normativa. Fino a novembre, solo 36 neonati a Roma hanno il cognome materno, mentre a Milano solo l’11% lo ha scelto, preferendo spesso il cognome paterno o il doppio cognome. La battaglia per una maggiore equità nei cognomi non ha ancora preso piede.

REPUBBLICA – POLIZIOTTI SOTTO INCHIESTA E PERQUISIZIONI PER TROVARE L’AGENZA ROSSA DI BORSELLINO

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio. Quattro poliziotti della squadra del questore Arnaldo La Barbera sono sotto inchiesta per falsa testimonianza, coinvolgimento nella creazione del finto pentito Vincenzo Scarantino, strumento chiave nel depistaggio. Al contempo, la Procura di Caltanissetta indaga la moglie e una figlia di La Barbera per presunta ricettazione aggravata, legata al presunto nascondimento dell’agenda rossa di Paolo Borsellino, rubata da mani istituzionali. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di documenti, ma l’agenda non è stata trovata. Il procuratore e il sostituto si preparano a chiedere il processo per i quattro poliziotti, evidenziando condotte contraddittorie emerse in sentenza.

MIGRANTI:

ILFATTOQUOTIDIANO – NAUFRAGIO DI CUTRO: CONDANNATO A 20 ANNI DI CARCERE UN 29ENNE TURCO

Il tribunale di Crotone ha emesso una sentenza riguardante il naufragio di Cutro avvenuto il 26 febbraio 2023. Gun Ufuk, un 29enne turco, è stato condannato a 20 anni di carcere e a una multa di 3 milioni di euro. È la prima condanna emessa in relazione a questo tragico evento, che ha causato la morte di 94 persone, inclusi 35 minori. Ufuk è stato riconosciuto colpevole di vari reati, tra cui favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, naufragio colposo e omicidio come conseguenza di altro delitto. Sebbene avesse negato di aver guidato l’imbarcazione, dichiarando di essere stato ingaggiato come meccanico, il tribunale ha respinto le sue argomentazioni. Durante il processo, Ufuk ha indicato un compagno di viaggio, Gulem Byram, come il responsabile della navigazione, sottolineando che quest’ultimo era deceduto nel naufragio. Tuttavia, le autorità non hanno riconosciuto alcuna attenuante per Ufuk, aumentando la multa da 2,1 milioni di euro a 3 milioni.

Altre notizie:

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ANSA – PROTESTE E DISORDINI NEL CPR DI PONTE GALERIA (ROMA) DOPO LA MORTE DI UN 22ENNE DELLA GUINEA

Un 22enne originario della Guinea si è tolto la vita la notte scorsa nel CPR di Ponte Galeria, alla periferia di Roma. Il giovane si è impiccato all’inferriata esterna del suo settore, lasciando un messaggio straziante sul muro: “Se morissi vorrei che il mio corpo fosse portato in Africa, mia madre ne sarebbe lieta”. Il suicidio ha scatenato la rivolta degli altri ospiti del centro, che hanno lanciato sassi contro le guardie, tentato di incendiare un’auto e sfondare una porta. Due carabinieri e un militare dell’esercito sono rimasti feriti. La rivolta è stata sedata dalle forze dell’ordine con l’utilizzo di lacrimogeni. La morte del 22enne è l’ennesima tragedia che si verifica in un CPR italiano. Dall’inizio dell’anno sono 15 i suicidi avvenuti nelle carceri italiane, migranti esclusi. L’opposizione chiede la chiusura del CPR di Ponte Galeria, da tempo al centro di polemiche per le condizioni in cui versa. “Non c’è bisogno di aspettare le indagini per poter dire che luoghi come Ponte Galeria sono totalmente disumani. Non c’era bisogno di aspettare la morte di un giovane ragazzo per dire che questi posti vanno chiusi”, ha affermato la garante dei detenuti di Roma, Valentina Calderone.

L’INDIPENDENTE – LE INDAGINI PER MALTRATTAMENTI E SEDAZIONI FORZATE NEL CPR DI POTENZA

Un ispettore di polizia, i rappresentanti legali della cooperativa che gestiva il CPR fino pochi mesi fa, Engel Italia srl, oltre che del medico della struttura, sono stati indagati per maltrattamenti, sedazioni forzate e altri reati. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Potenza, è partita dopo la trasmissione di un video da parte di Striscia la Notizia, in cui si vede un poliziotto costringere un recluso ad assumere psicofarmaci di cui non aveva bisogno contro la sua volontà. Sono stati 35 i casi di maltrattamenti ai danni delle persone ristrette nel CPR potentino accertati nell’ambito dell’inchiesta. L’ispettore della Polizia Rosario Olivieri è accusato di violenza privata pluriaggravata, falso ideologico, calunnia e truffa aggravata ai danni dello Stato. Ai gestori del centro e di un medico (accusato di maltrattamenti, falso ideologico e violenza privata pluriaggravata) è stato invece disposto il divieto per un anno ad esercitare imprese o uffici direttivi operanti in rapporti con la pubblica amministrazione. L’indagine si riferisce a fatti accaduti tra il 2018 e il 2022. Oltre ai maltrattamenti, si indaga anche sulle nomine dei difensori dei trattenuti, che sarebbero state pilotate sempre ai soliti uffici in cambio di favori o regali. «Era un inferno là dentro, e solo chi si trovava a viverlo di persona lo può capire», ha detto un’infermiera in servizio nel CPR. Le accuse sono gravissime e mettono nuovamente in discussione il sistema dei CPR, che sono stati accusati di essere luoghi di detenzione inumane e degradanti. «I CPR – denuncia anche il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito – sono frutto di una politica migratoria che guarda esclusivamente a operazioni di controllo e contenimento e non alla gestione del fenomeno migratorio, ai diritti e alla necessità di guardare alle persone che arrivano come nuovi europei e pezzi già esistenti della nostra società».

ANSA – MIGRANTI: NEL 2023 ARRIVI AUMENTATI DEL 50%

Il flusso migratorio verso le coste italiane nel 2023 registra un aumento significativo del 50% rispetto all’anno precedente, con 155.754 persone giunte nel Paese, di cui oltre 17.000 minori non accompagnati. Le cifre, comunicate dal Viminale, evidenziano un incremento rispetto alle 103.846 arrivate nel 2022, con un picco di 25.673 sbarchi in agosto. La crisi in Tunisia ha accentuato questo fenomeno, diventando la principale rotta di fuga dall’Africa. L’impiego dei mercenari della Wagner per esasperare il flusso migratorio è stato denunciato anche dal governo italiano. Il Patto su migranti in Europa, mirante a una distribuzione equa dei richiedenti asilo, potrebbe mitigare questo impatto nel 2024. Le recenti arrivate includono 244 persone a Bari, provenienti da Eritrea, Sudan, Bangladesh, Pakistan e Siria, con due donne incinte e minori non accompagnati. A Lampedusa, 79 persone sono state salvate da una motovedetta di Frontex, mentre 13 tunisini sono giunti nella Sardegna meridionale. La Open Arms con sessanta migranti è attesa a Genova, mentre la Geo Barents con 336 migranti arriverà a Ravenna.

ANSA – FRONTEX: 331 MILA ARRIVI DI MIGRANTI IN UE

Frontex rivela un aumento del 18% negli attraversamenti irregolari delle frontiere UE nei primi dieci mesi del 2023, raggiungendo il picco di 331.600 arrivi, il più alto dal 2015. L’Africa occidentale segna un notevole incremento, con 27.000 arrivi, quasi il doppio dell’anno precedente. Il Mediterraneo centrale resta la rotta più trafficata, con oltre 143.600 individui rilevati dalle autorità nazionali nel 2023. Questi dati indicano una tendenza in crescita degli arrivi irregolari, mettendo in evidenza le sfide dell’UE nel gestire il flusso migratorio attraverso le sue frontiere esterne.

L’INDIPENDENTE – OIM: NEL 2023 SONO MORTI 2271 PERSONE ATTRAVERSANDO IL MEDITERRANEO

Secondo l’OIM, almeno 2.271 persone sono morte attraversando il Mediterraneo Centrale nel 2023, un aumento del 60% rispetto al 2022. Le cifre sono ancora provvisorie, ma la tendenza è chiara: il numero di morti in mare è in aumento, nonostante le politiche anti-migratorie messe in atto da molti governi europei. Nel corso del 2023, ci sono stati 188.510 tentativi di attraversamento nella rotta centrale del Mediterraneo, di cui il 71% non è riuscito. In Italia, sono arrivate via mare 153.531 persone, il numero più alto degli ultimi nove anni. La maggior parte dei migranti che arrivano in Italia sono siriani, bengalesi, tunisini ed egiziani. Le politiche migratorie messe in atto dal governo italiano, come il decreto in contrasto alle ONG, non hanno avuto l’effetto sperato di ridurre gli arrivi e le partenze. Al contrario, hanno contribuito all’aumento dei morti in mare. L’Unione Europea ha recentemente trovato un nuovo accordo sul Patto Migranti, che obbliga i Paesi membri alla solidarietà verso i luoghi di primo approdo. L’accordo è stato criticato da varie ONG, che ne denunciano il processo di esternalizzazione, volto più che a una reale gestione dei migranti, a una loro “criminalizzazione”.

DATI E STUDI:

REPUBBLICA – UN SUICIDIO OGNI DUE GIORNI NELLE CARCERI ITALIANE

Il 2024 è già iniziato con un bilancio drammatico per le carceri italiane. Nei primi 30 giorni dell’anno, si sono registrati 13 suicidi, il numero più alto negli ultimi 10 anni. Secondo le associazioni per i diritti dei detenuti, uno dei principali fattori di disagio che contribuiscono a questi numeri è l’alto tasso di sovraffollamento degli istituti, che a gennaio ha raggiunto il 127,54%. A questo si aggiungono le scarse condizioni in cui versano i carcerati, spesso privati di spazi sociali, adeguata formazione e addirittura di prime necessità come l’acqua calda. Dei 13 suicidi registrati a gennaio, 12 si sono verificati per impiccagione e 1 è avvenuto a causa di uno sciopero della fame. A questi, poi, vanno aggiunti altri 19 decessi per “altre cause”, come quelle naturali, che sommati ai suicidi restituiscono un totale di 32 morti, più di uno al giorno. L’ultima ricerca del Garante Nazionale dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale mostra come degli 85 suicidi registrati nel 2022, “34 riguardano persone riconosciute con fragilità personali o sociali” quali individui “senza fissa dimora” o “con disagi psichici”. Di questi 80 erano uomini e 5 erano donne. Molti dei suicidi si sono verificati anche in tempi molto brevi dalla detenzione: 50 persone su 85, il 65% del totale, si sono tolte la vita nei primi 6 mesi di carcere, di cui 21 nei primi tre mesi, 15 nei primi 10 giorni e addirittura 9 nelle prime 24 ore. Il Governo Meloni ha annunciato l’intenzione di aumentare il numero di agenti di polizia penitenziaria, ma non ha ancora presentato alcun piano concreto per migliorare le condizioni dei carcerati.

Altre notizie:

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REPUBBLICA – SEXTORTION: I RICATTI SESSUALI ONLINE DILAGANO TRA I MINORENNI

Il fenomeno della sextortion, il ricatto sessuale online, sta colpendo sempre più i minorenni, con un notevole aumento registrato nel 2023, secondo la Polizia postale. I casi trattati hanno coinvolto principalmente ragazzi tra i 14 e i 17 anni, con 137 segnalazioni nel solo anno scorso. La dirigente Maria Rosaria Romano ha sottolineato che l’accesso alla sessualità online rende i giovani più vulnerabili, soprattutto le ragazze, e la condivisione di materiale intimo può avere conseguenze devastanti. Molti ragazzi, sopraffatti dalla vergogna e dalla paura, non si rivolgono ai genitori e rischiano gravi disturbi emotivi. Le denunce di sextortion rappresentano solo la punta dell’iceberg, con molti casi non segnalati. Tuttavia, quando il ricatto coinvolge coetanei, spesso è più gestibile perché il rapporto è noto e si può intervenire tempestivamente. La situazione diventa più grave quando i minorenni cadono vittime di adulti o organizzazioni criminali, che possono diffondere materiale compromettente sui social o su piattaforme estere difficili da controllare. Si segnalano anche i “predatori sentimentali”, professionisti che sfruttano siti di incontri come Tinder per ingannare ragazze sempre più giovani, manipolando le loro emozioni e ottenendo materiale intimo tramite l’inganno e la coercizione.

AGERSIR – NEL 2023 IN ITALIA SONO MORTE 415 PERSONE SEWNZA FISSA DIMORA

Un rapporto pubblicato dalla fio.PSD ha rivelato che nel 2023 sono decedute 415 persone senza fissa dimora in Italia. La tragedia colpisce in particolare durante i mesi invernali, con oltre 130 decessi registrati. Tuttavia, la Federazione ha sottolineato che questa “strage di invisibili” si verifica tutto l’anno, coinvolgendo 215 comuni italiani. La Lombardia e il Lazio hanno registrato il maggior numero di morti, rispettivamente il 21% e il 18%, seguite dall’Emilia Romagna, Campania e Veneto. Le città più colpite includono Roma, Milano, e Bergamo. Le vittime sono principalmente uomini (93%) di nazionalità straniera (58%), con un’età media di 47.3 anni. Le cause dei decessi sono varie: il 40% per problemi fisici e ipotermia, il 42% per eventi traumatici come aggressioni e cadute. I corpi vengono trovati per strada (33% dei casi), lungo corsi d’acqua, negli ospedali e nelle carceri. La presidente della Federazione, Cristina Avonto, ha sottolineato la necessità di un cambiamento politico e culturale. Le risorse disponibili devono essere utilizzate per implementare politiche abitative che forniscono una base stabile e sicura per chi è senza casa.

ILFATTOQUOTIDIANO – AUTO E SUV SEMPRE PIU’ GRANDI: SI ALLARGANO DI 1 CM OGNI 2 ANNI

Le nuove auto immatricolate in Europa sono sempre più grandi. Secondo uno studio realizzato dall’organizzazione Transport & Environment, si allargano mediamente di 1 centimetro ogni due anni. La tendenza è destinata a continuare, anche per l’aumento delle vendite di SUV, che rappresentano il 54% delle automobili acquistate in Italia. Il risultato è che, già ora, “circa la metà delle auto nuove vendute sono troppo larghe per lo spazio minimo di parcheggio su strada”, ha affermato il direttore di Transport & Environment, Julia Poliscanova. Secondo l’analisi, la larghezza media delle auto nuove è aumentata a 180,3 cm nella prima metà del 2023, in confronto ai 177,8 cm del 2018. Questa tendenza ha diversi risvolti negativi, tra cui: Difficoltà di parcheggio: le auto più grandi occupano più spazio, rendendo più difficile parcheggiare nelle strade strette e nei parcheggi sotterranei. Inquinamento: le auto più grandi consumano più carburante e quindi producono più emissioni di gas serra. Sicurezza stradale: le auto più grandi sono più difficili da controllare e quindi aumentano il rischio di incidenti. Transport & Environment ha invitato i governi europei a prendere provvedimenti per ridurre le dimensioni delle auto nuove, ad esempio attraverso misure fiscali o regolamentari.

ANSA – DROGA: 2 GIOVANI SU 3 IN CURA PER DIPENDENZE DA CANNABIS

Secondo il “Rapporto tossicodipendenze 2022″, elaborato dal Ministero della Salute, nel corso del 2022 i servizi pubblici per le dipendenze hanno offerto supporto a 129.259 individui affetti da dipendenza da sostanze. Tra questi, il 13,5%, pari a 17.497 persone, rappresentano nuovi utenti del servizio. Il rapporto evidenzia un cambiamento nel tipo di sostanze maggiormente responsabili della dipendenza. L’eroina, che era la causa principale della dipendenza per circa il 65% dei pazienti precedenti, cede il passo alla cocaina, che attualmente risulta essere la sostanza primaria d’abuso nel 38,5% dei casi. Tra i giovani, la dipendenza dalla cannabis prevale in due casi su tre. Nel 2022, i nuovi utenti in trattamento sono principalmente legati alla cocaina, coinvolgendo 6.718 persone, seguita dall’eroina (5.652 persone) e dai cannabinoidi (4.336). Tuttavia, le sostanze d’abuso più frequenti variano in base all’età del paziente. Tra i giovani (under 25), la cannabis rappresenta oltre il 70% dei casi di dipendenza trattati. Gli individui oltre i 55 anni, invece, mostrano una prevalenza di dipendenza dagli oppiacei. Nel 2022, si sono verificati 16.779 ricoveri per diagnosi correlate all’uso di sostanze, per un totale di quasi 200.000 giornate di degenza. Gli accessi al Pronto Soccorso sono stati 8.152; in circa il 12,4% dei casi, è stato necessario un ricovero, richiesto principalmente per psicosi indotta da droghe”, coinvolgendo tre pazienti su quattro. Secondo il rapporto, in Italia operano attualmente 573 Servizi Pubblici per le Dipendenze (Ser.D), che impiegano un totale di 6.397 professionisti. Di questi, il 31,5% sono infermieri, il 20,7% medici, il 14,7% psicologi, il 13,5% assistenti sociali, il 10,3% educatori professionali, il 2,1% operatori tecnici dell’assistenza e operatori socio-sanitari.

ISTAT: IN ITALIA UN BIMBO OGNI 5 ANZIANI. MATRIMONI E UNIONI CIVILI IN CRESCITA

Secondo il censimento dell’Istat, l’Italia mostra un profilo demografico in evoluzione: la popolazione diminuisce e invecchia. Al 31 dicembre 2022, il numero degli italiani si attestava a 58.997.201, in calo rispetto agli anni precedenti. Nonostante la presenza degli stranieri, la popolazione complessiva declina. Le donne superano gli uomini del 51,2% e l’età media è di 46,4 anni. La natalità registra un forte declino: nel 2022 sono nati solamente 393.000 bambini, mostrando una diminuzione del 31,8% rispetto al 2008. Questo tende a posizionare gli anziani in rapporto ai bambini con un rapporto di più di 5 a 1. In controtendenza, i matrimoni aumentano. Nel 2022 ne sono stati celebrati 189.140, con un incremento del 4,8% rispetto al 2021, ma dati provvisori indicano un calo nei primi otto mesi del 2023. Si è registrato un significativo incremento delle unioni civili tra persone dello stesso sesso: nel 2021 ne sono state celebrate 2.813, segnando un aumento del 31% rispetto all’anno precedente e superando addirittura i dati del 2016, anno di entrata in vigore della legge. Il rito civile guadagna terreno: nel 2022 il 56,4% dei matrimoni è stato celebrato senza funzione religiosa, in crescita rispetto al 54,1% del 2021. Questo trend coinvolge sia seconde nozze (95%) sia matrimoni con almeno uno sposo straniero, ma si sta diffondendo anche tra i primi matrimoni, arrivando al 45,1%.

ANSA – ISTAT: POPOLAZIONE ITALIANA SCESA SOTTO I 59 MILIONI

L’Istat ha confermato che al 31 dicembre 2022 la popolazione italiana è scesa a 58.997.201 residenti. Il censimento evidenzia una diminuzione della popolazione, con un’età media sempre più avanzata nonostante il contributo degli stranieri. Le donne costituiscono il 51,2%, mentre il 48,8% sono uomini. Il rapporto generazionale continua a sbilanciarsi: per ogni bambino sotto i 6 anni, si contano oltre 5 anziani, precisamente il 5,6%. L’indice di vecchiaia è notevolmente cambiato: se nel 1971 c’erano 46 anziani ogni 100 giovani, ora ne troviamo 193. La natalità conferma un trend negativo, registrando nel 2022 393.000 nati, circa 7.000 in meno rispetto al 2021 (-1,7%), segnando un nuovo record basso.

CORRIERE – NEGLI ULTIMI 10 ANNI 3 VITTIME DI INCIDENTI PROVOCATI DA GUIDA SENZA PATENTE O REVOCATA

In dieci anni, quasi 3000 vittime per incidenti provocati da chi guida senza patente o con essa revocata, una cifra equivalente all’intera popolazione di un piccolo comune italiano. Oltre 53.000 feriti, equiparabile al totale dei residenti di Siena o Agrigento. Non avere la patente e causare gravi incidenti è un’aggravante dal 2016, ma le sanzioni sembrano non bastare. Nel 2020, 342 morti e 7.568 feriti, un aumento significativo rispetto al 2019, riflettendo un fenomeno in crescita nonostante le pene più severe. Una ricerca rivela che il 10% dei guidatori filma con il cellulare mentre guida, con trasgressori principalmente tra i 24 e i 44 anni, senza distinzione di genere.

ANSA – CENSIS: NEL 2040 SOLO 1 COPPIA SU 4 AVRA’ FIGLI

Il 57esimo rapporto del Censis, presentato oggi, delinea uno scenario preoccupante per l’Italia del futuro. Secondo le previsioni, nel 2040 solo il 25,8% delle famiglie sarà composto da coppie con figli. Questo significa che una coppia su quattro non avrà figli. Nel frattempo, gli italiani sembrano sempre più preoccupati per il futuro del paese. Le principali paure riguardano il cambiamento climatico, le crisi economiche e le guerre. In particolare, l’84% degli italiani teme un cambiamento climatico fuori controllo. Il 73,4% è preoccupato per una possibile crisi economica e sociale, con diffusa povertà e violenza. Il 73% dubita che l’Italia sarà in grado di gestire l’arrivo di milioni di persone fuggite da guerre o impatti climatici. Nel contesto sociale, emerge un sostegno significativo a tematiche progressiste. Il 74% degli italiani si dichiara favorevole all’eutanasia, il 70% approva l’adozione da parte dei single, e il 54% sostiene l’adozione da parte di coppie omogenitoriali.

TGCOM24 – IN ITALIA OLTRE 3,1 MILIONI DI PERSONE CHIEDE AIUTO PER MANGIARE

In Italia, la richiesta di sostegno alimentare è esplosa, superando i 3,1 milioni di individui che si affidano a mense per i bisognosi o a pacchi di viveri. Secondo le stime della Coldiretti, questa allarmante cifra è stata rilevata attraverso i dati del Fondo per l’Aiuto Europeo agli Indigenti (Fead), in concomitanza con la Giornata Mondiale dei Poveri promossa dal Papa. La situazione, basata su dati ufficiali, sottolinea una crisi crescente che impatta pesantemente sulla sicurezza alimentare di un numero sempre maggiore di cittadini italiani.

ILSOLE24ORE – TRA IL 2010 E IL 2022 SONO CRESCIUTI DEL 15,34% I REATI COMMESSI DA MINORI

Il recente rapporto “Criminalità minorile in Italia 2010-2022” del Servizio Analisi Criminale rivela un aumento del 15,34% delle segnalazioni di minori tra i 14 e i 17 anni. Nel 2022, sono state segnalate 32.522 violazioni, simili al picco del 2015 (32.566). Le segnalazioni per minori di 16-17 anni crescono dell’8,99%, raggiungendo il picco nel 2015 con 21.886 segnalazioni. Nel 2022 (20.719), scendono del 5,37%. Le segnalazioni per minori di 14-15 anni aumentano del 28,46%, raggiungendo il picco nel 2022 con 11.812 segnalazioni. Furto diminuisce dell’11,9%, ma le rapine crescono del +65,62%. Lesioni aumentano del 58,4%, mentre minacce e risse registrano significativi incrementi. Le segnalazioni per violenza sessuale hanno un aumento del 6,5% dal 2010 al 2022, raggiungendo 291 nel 2022.

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