Cos’è la festa di Ognissanti?

L’1 novembre è il giorno di Ognissanti. Questa festa celebra tutti i santi della tradizione religiosa cristiana (compresi apostoli, martiri e confessori)

Cos'è la festa di Ognissanti?
Cos’è la festa di Ognissanti? L’1 novembre è il giorno di Ognissanti, conosciuto anche come “Tutti i Santi”. Questa festa celebra tutti i santi della tradizione religiosa cristiana, compresi gli apostoli, i martiri e i confessori. Papa Gregorio IV, nel 835, scelse questa data per onorare le personalità beatificate, e nel 1475, Sisto IV rese Ognissanti un obbligo per tutta la cristianità.

La scelta del 1º novembre potrebbe derivare dalla pratica di celebrare feste pagane già esistenti in questa data, che segnava il letargo della natura e l’inizio della stagione fredda. Tra i Celti, questo periodo rappresentava il momento di massimo contatto tra il mondo dei vivi e dei morti, e il 2 novembre era dedicato al ricordo dei defunti. Da queste radici culturali nacque anche la festa di Halloween, il cui nome significa “la vigilia di tutti i santi” e riflette l’influenza delle tradizioni pagane sulla cristianità.

Qual è il significato della festa di Ognissanti?

Il significato di celebrare tutti i santi è guardare a coloro che già hanno raggiunto l’eredità della gloria eterna. Questi individui hanno vissuto alla luce della grazia di essere figli adottivi di Dio, permettendo alla misericordia del Padre di permeare ogni istante delle loro vite e ogni parte dei loro cuori. I santi vedono il volto di Dio e si rallegrano pienamente in questa visione. Vengono presentati come modelli dalla Chiesa, essendo anch’essi peccatori come tutti noi, ma hanno scelto di incontrare Gesù attraverso i loro desideri, le loro fragilità, le loro sofferenze e persino le loro tristezze.

Questa beatitudine, che permette loro di condividere la stessa vita della Santa Trinità in questo momento, è un frutto abbondante del sacrificio di Cristo. Nonostante le difficoltà, attraverso un continuo processo di purificazione richiesto dall’amore autentico, e talvolta anche oltre ogni speranza umana, tutti questi individui hanno scelto di essere consumati dall’amore, permettendo a Gesù di diventare gradualmente tutto per loro.

È stata Maria, la Regina di tutti i Santi, a guidarli incessantemente su questa strada di umiltà, insegnando loro a ricevere tutto come un dono gratuito dal Figlio. È con lei che vivono ora, nascosti nel mistero del Padre.

Cos’è la comunione dei Santi?

La Comunione dei Santi implica partecipare alla vita divina di Cristo, una grazia che non è esclusiva e non diventa mai tale, ma diventa più intensa quanto più è condivisa. La comunione delle cose sacre diventa naturalmente e necessariamente la Comunione dei Santi. Se la grazia divina si comunica solo aprendo l’uomo a una comunione universale, ne consegue che quanto più l’uomo partecipa a questi doni divini, tanto più comunica con gli altri uomini, vivendo una comunione di amore con tutti coloro che condividono gli stessi doni. Grazie all’amore di Dio, l’uomo non si apre solo a Dio, non entra in comunione solo con la divinità, ma diventa trasparente in modo tale da poter comunicare con tutte le altre anime, creando un legame d’amore con tutti i fratelli.

Il peccato ci ha divisi, ha creato divisioni e separazioni tra noi, ha reso i nostri cuori opachi e chiusi all’amore; ma la grazia ci dona questa nuova trasparenza, questa nuova capacità di comunione e amore. L’effetto della grazia divina è proprio questo: viviamo la vita di tutti e tutti vivono della nostra stessa vita; non c’è più nulla che sia solo nostro, ma diventa di tutti. Più condividiamo i nostri beni, più ci arricchiamo dei beni altrui. Un santo è tanto più santo quanto meno difende il suo amore, quanto meno è chiuso nel suo tesoro.

Cosa dice il catechismo della Chiesa Cattolica sulla Comunione dei Santi?

Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che la Comunione dei Santi è la stessa Chiesa. Essendo tutti i credenti parte di un unico corpo, il bene di alcuni viene condiviso con gli altri. Esiste una condivisione di beni all’interno della Chiesa e il membro più significativo è Cristo, essendo il suo Capo. Questo implica che il bene di Cristo viene comunicato a tutti i membri tramite i sacramenti della Chiesa.

L’unità dello Spirito, che anima e guida la Chiesa, fa sì che tutto ciò che essa possiede sia comune a tutti coloro che vi appartengono.

Il concetto di “comunione dei santi” ha 2 significati interconnessi: la condivisione delle cose sacre (sancta) e la comunione tra le persone sante (sancti).

Nelle liturgie orientali, spesso si proclama “Sancta sanctis!” (le cose sante ai santi) al momento dell’elevazione dei santi Doni, prima della distribuzione della Comunione. I fedeli (sancti) si nutrono del Corpo e del Sangue di Cristo (sancta) per crescere nella comunione dello Spirito Santo e diffonderla nel mondo.

Origini della festa di Ognissanti

Le celebrazioni dei martiri, che coinvolgevano diverse Chiese, iniziarono nel IV secolo. A Antiochia, si hanno i primi riferimenti di una celebrazione generale, avvenuta la domenica dopo la Pentecoste. Questa tradizione è menzionata nell’omelia 74esima di Giovanni Crisostomo del 407 ed è ancora osservata dalle Chiese orientali. Anche Sant’Efrem il Siro, nel 373, parla di questa festa, fissandola al 13 maggio.

Nella Chiesa occidentale, la commemorazione potrebbe derivare dalla festa romana della Dedicatio Sanctae Mariae ad Martyres, il cui anniversario segna la trasformazione del Pantheon in una chiesa dedicata alla Vergine e a tutti i martiri. Questo evento avvenne il 13 maggio 609 o 610 sotto papa Bonifacio IV, che coincide con la data menzionata da Sant’Efrem.

Successivamente, papa Gregorio III (731-741) ha designato il 1º novembre come l’anniversario della consacrazione di un oratorio all’interno della vecchia basilica di San Pietro in onore del Salvatore e della Vergine Maria. Questo oratorio conteneva le reliquie di apostoli, martiri, confessori e di tutti i giusti che riposavano in pace in tutto il mondo, come descritto nel Liber Pontificalis.

L’1 novembre è stato poi dichiarato giorno di festa da parte del re franco Luigi il Pio nell’835, su richiesta del papa Gregorio IV e con il consenso dei vescovi. Durante il pontificato di papa Sisto IV, la festa si è arricchita di una solenne ottava, coincidendo con la crociata per la liberazione di Otranto. La solennità di Tutti i Santi ha preso il posto dell’antica celebrazione romana dedicata a San Cesario di Terracina, patrono degli imperatori romani, che cadeva proprio l’1 novembre. In questo giorno, una processione solenne partiva dalla Basilica dei Santi Cosma e Damiano per arrivare al Palatino in onore di San Cesario e degli imperatori. Papa Gregorio IV decise di eliminare questo culto idolatrico, poiché ricordava agli imperiali sul Palatino, con la festa di San Cesario, le loro pratiche che mescolavano elementi pagani e cristiani.

L’antropologo James Frazer, notando che la festa di Tutti i Santi, prima di diventare obbligatoria, veniva già celebrata in Inghilterra il 1º novembre, ha ipotizzato che la Chiesa abbia scelto quella data per collegarsi alla festa celtica del nuovo anno, Samhain, secondo le teorie dello storico Rhŷs. Questo, presumibilmente, in risposta alle richieste provenienti dal mondo monastico irlandese. Frazer e altri studiosi sostenevano che, secondo le credenze celtiche, durante Samhain i defunti avrebbero potuto tornare nei luoghi che frequentavano quando erano vivi, con celebrazioni gioiose in loro onore. Questo legame con il passato e il futuro era importante per le tribù celtiche. Anche con l’avvento del cristianesimo, la celebrazione dei defunti il 2 novembre non avrebbe eliminato del tutto questo aspetto della festa.

Lo storico inglese Ronald Hutton ha criticato queste teorie, notando che la festa in onore di tutti i santi veniva celebrata da secoli in date diverse in vari Paesi: il 13 maggio per la Chiesa di Roma, il 20 aprile in Irlanda (di cultura celtica) e l’1 novembre in Inghilterra e Germania (di cultura germanica). Hutton ha anche evidenziato che non ci sono prove concrete del legame di Samhain con i defunti e che la commemorazione dei defunti è iniziata solo nel 998.

Tradizioni

Le tradizioni legate alla commemorazione dei defunti variano da paese a paese in Europa e America.

In alcuni paesi europei come Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, parti della Germania di fede cattolica, Italia, Lituania, Macedonia, Moldavia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Serbia, Svezia e Ungheria è comune accendere candele e recarsi nei cimiteri dove riposano i propri cari defunti durante il giorno di Ognissanti, il 1º novembre.

In Austria e Baviera, invece, c’è la consuetudine per i padrini di regalare ai loro figliocci una treccia di pasta lievitata chiamata Allerheiligenstriezel in occasione del giorno di Ognissanti.

In Francia e nei paesi francofoni, il giorno di Ognissanti è noto come “La Toussaint“. Si collocano fiori, specialmente crisantemi, o ghirlande chiamate “couronnes de toussaints” su ogni tomba. Il giorno seguente è chiamato “Le jour des morts“. In Belgio, Toussaint è un giorno festivo e le persone visitano i cimiteri per adornare le tombe dei loro defunti con crisantemi, poiché il giorno successivo non è festivo.

In Portogallo, il Dia de Todos os Santos è una festa nazionale durante la quale le famiglie commemorano i propri cari defunti con cerimonie religiose e visite al cimitero. I bambini partecipano alla tradizione del Pão-por-Deus (anche chiamato santorinho, bolinho o fiéis de Deus) andando di casa in casa per ricevere dolci, noci, melograni e caramelle.

In Spagna, el Día de Todos los Santos è una festa nazionale e tradizionalmente si rappresenta l’opera teatrale Don Juan Tenorio.

Nell’America Latina, paesi come Argentina, Brasile, Bolivia, Cile, Ecuador, Perù, Porto Rico, Uruguay e nello stato della Louisiana, le persone portano fiori sulle tombe dei loro cari defunti in occasione del giorno di Ognissanti.

In Messico, il giorno di Ognissanti coincide con l’inizio della celebrazione del “Giorno dei Morti” (Día de Muertos). Durante questo periodo si commemorano prima i bambini morti (Dia de los Inocentes) e poi tutti gli adulti deceduti.

In Guatemala, il giorno di Ognissanti è una festa nazionale. Le persone preparano un pasto speciale chiamato “fiambre“, a base di salumi e verdure, che viene lasciato sui cimiteri per i propri defunti. Un’altra consuetudine è far volare aquiloni come simbolo di connessione tra i vivi e i morti.

Negli Stati Uniti e in Canada, la celebrazione di Halloween, in occasione del giorno di Ognissanti, avviene principalmente il 31 ottobre. Nel corso del tempo, questa festa ha assunto un carattere più secolare, sebbene alcuni gruppi cristiani conservino le radici religiose, mentre altri, in particolare gruppi protestanti, ne rifiutino la celebrazione. Durante la notte di Halloween, i bambini si vestono con costumi e vanno di casa in casa per chiedere dolci con l’espressione “dolcetto o scherzetto”. Gli adulti possono organizzare feste in costume e ci sono varie tradizioni associate a Halloween, come intagliare zucche (Jack-o’-lantern) e “apple bobbing“. Tuttavia, né negli Stati Uniti né in Canada, Halloween è considerato un giorno festivo.

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