Pandora Papers, i “tesori” nei paradisi fiscali di 35 capi di Stato

Pandora Papers, ecco i tesori nei paradisi fiscali di 35 capi di Stato e di governo e migliaia di vip

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Pandora Papers, i “tesori” nei paradisi fiscali di 35 capi di Stato. Una nuova inchiesta giornalistica dell’International Consortium of Investigative Journalists, nata da quello che viene definito “il più massiccio leak di documenti riservati della storia” e pubblicata da diverse testate internazionali (Guardian, BBC, Washington Post e in Italia dall’Espresso) ha rivelato le presunte ricchezze segrete e le transazioni di decine di leader mondiali, politici e miliardari. L’indagine, denominata “Pandora Papers“, riguarda 35 ex leader politici nel mondo e oltre 300 tra imprenditori e personalità pubbliche.

Le carte di cui il consorzio è venuto in possesso sono 12 milioni di documenti, ottenuti da 14 compagnie di servizi finanziari (in Paesi come le isole Vergini britanniche, Panama, Belize, Cipro, Emirati Arabi Uniti, Singapore e Svizzera).

Nella maggior parte dei casi i documenti dimostrerebbero l’utilizzo di società segrete per acquistare beni (anche in modo legale) di nascosto, nel Regno Unito e altrove. Sarebbero 95 mila le società offshore dietro questi acquisti.

Secondo quanto riferito dalle testate aderenti al consorzio, tra le personalità coinvolte figurerebbero:
  • Il re di Giordania Abdallah II: avrebbe oltre 80 milioni di euro in proprietà nel Regno Unito e negli Stati Uniti (tra cui ville a Malibu), acquistate tramite offshore personali, mentre il suo governo riceveva miliardi dagli Usa per combattere il terrorismo ed evitare una rivoluzione araba in un paese alleato.
  • L’ex premier britannico Tony Blair: con la moglie Cherie avrebbe risparmiato oltre 350 mila euro in imposte di bollo nell’acquisto di un ufficio a Londra.
  • Vladimir Putin: il suo nome non appare nelle carte, ma ci sono uomini e donne a lui vicini. Svetlana Krivonogikh, nel giro di pochi anni, a partire dalla fine degli anni ’90, divenne incredibilmente ricca, acquistando yacht, appartamenti e case a Mosca e San Pietroburgo (per un valore stimato di almeno 100 milioni di dollari). Krivonogikh sarebbe diventata l’amante di Putin, da cui avrebbe anche avuto una figlia. Poche settimane dopo la nascita della bambina, Krivonogikh sarebbe diventata la beneficiaria di una società offshore che ha comprato per 3 milioni e 600 mila dollari una residenza affacciata sul mare nel Principato di Monaco. Un affare gestito dagli stessi fiduciari che lavorano per gli oligarchi più vicini al presidente Putin.
  • Il premier ceco Andrej Babis: in campagna elettorale non avrebbe dichiarato un investimento offshore effettuato per acquistare una villa da oltre 20 milioni di sterline nel sud della Francia.
  • Il premier del Libano Najib Mikati, il suo predecessore Hassan Diab, e il governatore della Banca centrale libanese Riad Salameh.
  • Il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev e la sua famiglia: sarebbero coinvolti in contratti di proprietà nel Regno Unito per un valore di oltre 450 milioni di euro.
  • Il presidente del Kenya Uhuru Kenyatta: avrebbe messo al riparo 30 milioni di dollari in una fondazione di Panama.
  • Il premier pakistano Imran Khan.
  • Il presidente cipriota Nicos Anastasiades.
  • Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: sarebbe azionista di una società con base nelle Isole Vergini che controlla imprese di produzione e distribuzione cinematografica. Prima dell’elezione, aveva annunciato che avrebbe rinunciato agli affari.
Tra i vip:
  • La modella tedesca Claudia Schiffer;
  • Shakira;
  • Elton John;
  • Julio Iglesias.

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