Quanti sono i morti di Covid in Italia? 130 mila oppure 3.783?

Secondo il rapporto dell’Iss, il Covid ha ucciso oltre 130 mila persone, la cui quasi totalità aveva altre patologie

Quanti sono i morti di Covid in Italia? 130 mila o 3.783?
Secondo il rapporto del 19 ottobre dell’Istituto superiore di sanità (ISS) sulle “caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 in Italia“, al 5 ottobre risultavano 130.468 decessi tra uomini e donne positive al coronavirus dall’inizio della pandemia. L’Istituto Superiore della Sanità ha, poi, segnalato il numero medio di patologie osservate (tramite le cartelle cliniche) prendendo in esame un campione di 7.910 deceduti. Tra questi, non risultavano affetti da patologie pregresse 230 pazienti, pari al 2,9% del campione. Il quotidiano “ilTempo” ha applicato quel 2,9% ai 130.468 morti segnalati dall’ISS, ottenendo come risultato 3.783 decessi.

Scrive ilTempo:
Secondo il nuovo rapporto (che non veniva aggiornato da luglio) dell’Istituto superiore di Sanità sulla mortalità per Covid, il virus che ha messo in ginocchio il mondo avrebbe ucciso assai meno di una comune influenza. Sembra un’affermazione strampalata e da no vax, ma secondo il campione statistico di cartelle cliniche raccolte dall’istituto solo il 2,9% dei decessi registrati dalla fine del mese di febbraio 2020 sarebbe dovuto al Covid 19. Quindi dei 130.468 decessi registrati dalle statistiche ufficiali al momento della preparazione del nuovo rapporto solo 3.783 sarebbero dovuti alla potenza del virus in sé. Perché tutti gli altri italiani che hanno perso la vita avevano da una a cinque malattie che secondo l’Iss dunque lasciavano già loro poca speranza. Addirittura il 67,7% ne avrebbe avuto insieme più di tre malattie contemporanee, e il 18% almeno due insieme. Ora personalmente conosco tanta gente, ma nessuno che abbia la sfortuna di avere cinque malattie gravi nello stesso tempo. Vorrei fidarmi dei nostri scienziati, poi vado a leggere i malanni elencati che sarebbero ragione non secondaria della perdita di tanti italiani e qualche dubbio da profano comincio a nutrire. Secondo l’Iss il 65,8% degli italiani che non ci sono più dopo essere stati infettati dal Covid era malato di ipertensione arteriosa, e cioè aveva la pressione alta. Il 23,5% era anche demente, il 29,3% aggiungeva ai malanni un po’ di diabete, il 24,8% pure fibrillazione atriale. E non basta: il 17,4% aveva già i polmoni ammalati, il 16,3% aveva avuto un cancro negli ultimi 5 anni; il 15,7% soffriva di scompenso cardiaco, il 28% aveva una cardiopatia ischemica, il 24,8% soffriva di fibrillazione atriale, più di uno ogni dieci era anche obeso, più di uno su dieci aveva avuto un ictus, e altri ancora sia pure in percentuale più ridotta aveva problemi gravi al fegato, dialisi e malattie auto-immuni“.

I reportage dall'Italia e dal Mondo

Dopo l’articolo de ilTempo, altri giornali (di schieramento opposto) si sono affrettati ad etichettare come bufala questi dati.

Scrive Fanpage:
Quel 3.783 è stato estrapolato dal rapporto del 19 ottobre dell’Istituto superiore di sanità (ISS) sulle “caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 in Italia”. In quel dossier, tanto per cominciare, si diceva che al 5 ottobre risultavano 130.468 decessi tra uomini e donne positive al coronavirus dall’inizio della pandemia. Come fatto in tutti gli altri rapporti pubblicati nell’ultimo anno e mezzo, l’Istituto Superiore della Sanità ha segnalato il numero medio di patologie osservate (tramite le cartelle cliniche) prendendo in esame un campione di 7.910 deceduti. Tra questi, non risultavano affetti da patologie pregresse 230 pazienti, pari al 2,9 per cento del campione. È così che qualcuno ha pensato bene di applicare quel 2,9% ai 130.468 morti segnalati dall’ISS, ottenendo come risultato 3.783 decessi“.

In realtà, come è noto fin dall’inizio della pandemia, la stragrande maggioranza delle persone morte di Covid aveva delle patologie pregresse: dal diabete al cancro, dalle cardiopatie all’obesità, dall’ictus alla demenza. Ciò non significa, tuttavia, che siano state quelle malattie a determinarne la morte e non il coronavirus. Al contrario, se non fosse subentrato il Covid quelle persone avrebbero continuato certamente a vivere“.

Scrive ilPost:
Il numero 3.783 è stato derivato dal rapporto del 19 ottobre dell’Istituto superiore di sanità (ISS) sulle “caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 in Italia”, nel quale si dice che al 5 ottobre risultavano 130.468 decessi tra persone positive al coronavirus dall’inizio della pandemia. Come in tutte le altre decine di rapporti pubblicati sul tema ormai da mesi, l’ISS aveva segnalato il numero medio di malattie osservate (tramite le cartelle cliniche) in un campione di deceduti, arrivato a 7.910 individui. Tra questi, non risultavano affetti da patologie pregresse 230 pazienti, pari al 2,9 per cento del campione“.

L’autore dell’editoriale ha preso il 2,9 per cento, ricavato a campione, e lo ha utilizzato per stabilire un numero di malati di COVID-19 senza malattie pregresse tra i 130.468 segnalati dall’ISS, ottenendo come risultato 3.783 decessi. (A ben vedere, il calcolo restituisce 3.783,57, quindi si dovrebbe approssimare in eccesso a 3.784.)

Qual è la verità?

La verità sta nel mezzo. Spesso vengono utilizzati dati a campione per stabilire, poi, su larga scala, come è andata una determinata situazione (ad esempio, i sondaggi elettorali, i dati auditel, o anche gli studi sui vaccini fatti su un campione di persone per stabilire l’efficacia e gli effetti collaterali).

Quando, ad esempio, si è trattato del rapporto sugli abusi sessuali della chiesa in Francia, gli stessi giornali che ora spiegano che si tratta di un calcolo a campione, si sono, forse, dimenticati di far notare che anche in quel caso si trattava di un sondaggio al quale era stato, poi, rielaborato il numero su larga scala.

In realtà, è vero, che la maggior parte delle persone morte per Covid avevano altre patologie. E’ vero anche, però, che se queste persone non si fossero ammalate di Covid, probabilmente sarebbero ancora vive. Quindi, si può sostenere che il Covid è letale soprattutto se una persona ha molte patologie. E’, invece, in percentuale minima letale per chi non ha patologie.

Allora, quante persone sono morte per Covid in Italia? Oltre 130 mila, di cui la quasi totalità (secondo il calcolo a campione fatto da Iss e spiegato dal direttore de ilTempo) avevano altre patologie. Questo dovrebbe essere d’aiuto per capire dove indirizzare maggiormente gli sforzi sanitari.

E’ vero che i pazienti deceduti avevo in maggioranza delle patologie?

Il direttore de ilTempo ha, poi, pubblicato un altro articolo in cui sostiene che le cartelle potrebbero venire ritoccate, aggiungendo patologie a chi, invece, non ne ha alcuna. A sostegno di questa tesi varie testimonianze.

Se fosse vero, sarebbe un fatto gravissimo. Vorrebbe dire che o il virus è letale per chiunque, indipendentemente se si hanno o meno patologie, ma si vuole far credere che non sia così e quindi vengono modificate le cartelle, oppure che per nascondere l’incompetenza di alcuni medici che non sono stati in grado di curare il paziente vengono aggiunte 2-3 patologie.


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