Perché è ovvio che le ong fanno aumentare gli arrivi di migranti

La premier Meloni ha inviato una lettera al cancelliere tedesco Olaf Scholz in cui si lamenta per la decisione di finanziare alcune ong


La premier Meloni ha inviato una lettera al cancelliere tedesco Olaf Scholz in cui si lamenta per la sua decisione di finanziare alcune ong che lavorano al soccorso delle persone migranti nel mar Mediterraneo. Meloni ha inviato la lettera dopo che la ong tedesca SOS Humanity aveva reso noto che avrebbe ricevuto 790mila euro dal governo tedesco.

Nella lettera, il cui contenuto è stato fatto trapelare sui giornali italiani dallo staff della premier, Meloni si rivolge a Scholz, dicendo di aver “appreso con stupore” che il suo governo avesse “deciso di sostenere con fondi rilevanti” ong che lavorano in Italia e nel Mediterraneo, e soprattutto che avesse deciso di farlo “in modo non coordinato con il governo italiano“.

La lettera è stata mandata in un periodo in cui sono molto aumentati gli arrivi di persone migranti via mare in Italia, e soprattutto a Lampedusa: dall’inizio dell’anno a oggi sono arrivate in Italia più di 130mila persone migranti via mare, circa il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Le critiche di Meloni a Scholz si basano soprattutto sulla tesi che la presenza delle ong nel Mediterraneo spinga e incentivi le persone migranti a partire.

Nella lettera la premier dice che “è ampiamente noto che la presenza in mare delle imbarcazioni delle ong ha un effetto diretto di moltiplicazione delle partenze di imbarcazioni precarie“, e sostiene che questo produca “non solo un ulteriore aggravio per l’Italia, ma incrementa il rischio di nuove tragedie in mare“.

Esperti di migrazione, però, sostengono che il vero fattore che condiziona maggiormente le partenze dalle coste del Nord Africa, siano le favorevoli condizioni meteo nei luoghi di partenza. Le imbarcazioni insomma si mettono in mare quando c’è la possibilità di navigare. Questa convinzione è ormai ampiamente diffusa anche a livello istituzionale, tanto che da qualche tempo è comparsa anche nei documenti interni di Frontex, l’agenzia di controllo delle frontiere dell’Unione Europea.

Uno dei documenti interni è probabile chi si intitoli “grazie al ca**o“.

E’ ovvio che se c’è bel tempo ci saranno le partenze e se c’è cattivo tempo non si partirà.

Quello che però sostiene Meloni è un ragionamento molto semplice da comprendere se non si fa il mestiere di media di parte.

Se vivo in Tunisia e voglio arrivare in Italia via mare con un barchino dismesso, sicuramente affonderò. Se invece so che ci sono delle navi (ong o quelle della guardia costiera) che mi salveranno (perché è ormai una consuetudine) ci proverò. Se in più aggiungiamo gli scafisti che trainano il mio barchino fino a dove possono trovarmi le ong o quelli della guardia costiera, il gioco è fatto.


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