Come correggere il Reddito di Cittadinanza?

Perché cancellare la misura del Reddito di Cittadinanza è sbagliato e perché è, invece, giusto fare delle correzioni

Come correggere il Reddito di Cittadinanza?
Come correggere il Reddito di Cittadinanza? Il Reddito di Cittadinanza è una misura a sostegno delle persone che per svariati motivi non hanno un lavoro.

La misura del RdC è stata introdotta dal M5s. Il nuovo governo (secondo le dichiarazioni in campagna elettorale e dopo le elezioni) avrebbe, però, intenzione di modificare drasticamente la misura.

Per giustificare le modifiche si citano gli episodi dei cosiddetti “furbetti del RdC” (persone che lo percepiscono senza averne i requisiti), e la Costituzione (l’articolo sull’Italia fondata sul lavoro) per precludere ai giovani la possibilità di percepire il RdC (perché in grado fisicamente di lavorare).

Queste motivazioni, però, non reggono. Innanzitutto bisogna sfatare il mito dei giovani col RdC: i giovani, siccome vivono a casa dei genitori, non hanno diritto al RdC. Solo chi vive per conto proprio può percepirlo. In questi casi è probabile che il giovane non riesca a trovare lavoro o trova lavori sottopagati (ai limiti dello sfruttamento). Poi, sì, è anche probabile che ci siano i cosiddetti furbetti (ad esempio, genitori che intestano al figlio la seconda casa per fare in modo che questi risulti non più convivente).

Bisognerebbe fare delle correzioni per garantire più controlli e fare delle politiche per aumentare i salari. L’Italia era uno dei pochissimi paesi in Europa senza una misura come il RdC. Contemporaneamente l’Italia è l’unico paese d’Europa in cui i salari invece di aumentare sono diminuiti.

Primo punto: lavoro nero e evasione

Siccome in Italia c’è tantissimo lavoro nero e tantissima evasione, prendere come riferimento la dichiarazione dei redditi è ridicolo. La misura del RdC non può basarsi sulla dichiarazione dei redditi. Lo stesso vale per qualsiasi altro Bonus. In un paese dove tantissimi lavorano in nero, dove tantissimi evadono le tasse dichiarando meno di un pensionato con la pensione minima, è assurdo utilizzare il 730 o qualsiasi altro sistema di dichiarazione dei redditi come garanzia.

Bisognerebbe, invece, prendere come riferimento le utenze domestiche e poi confrontarle con la dichiarazione dei redditi. In questo modo si scoprirebbe facilmente che Tizio che ha tanti soldi da spendere per la bolletta del gas e della luce ma che dichiara un reddito bassissimo è un truffatore che non ha il diritto di percepire né il RdC, né nessun altro Bonus.

Secondo punto: ricerca del lavoro e aumento dei salari

Il RdC è una misura che nasce insieme ai cosiddetti Navigator, persone che hanno il compito di aiutare a trovare lavoro ai percettori di RdC. Il percettore del RdC può rifiutare un certo numero di proposte dopo di che perde il diritto a percepire il RdC. Il nuovo governo vorrebbe ridurre a zero la possibilità di rifiuto: se non accetti la prima proposta perdi il RdC.

Questo è scorretto. Lo Stato non può costringere i cittadini ad accettare qualsiasi offerta. Purtroppo, allo stato attuale, molte offerte di lavoro offrono stipendi più bassi o di importo simile al RdC. In media un percettore di RdC percepisce 500 euro al mese. Un’offerta di lavoro a 500 euro al mese può andare bene in un paese del terzo mondo, non in Italia.

Quindi, chi si occupa di aiutare i percettori del RdC nella ricerca di lavoro dovrebbe scartare tutte quelle offerte di lavoro che sono di importo più basso o simile al RdC. Dovrebbero, invece, essere proposti lavori con salari adeguati.

Terzo punto: automatismo e dignità

La misura del RdC dovrebbe essere automaticamente accreditata sul c/c del cittadino. Tutto dovrebbe avvenire tramite i controlli di organi preposti. Non dev’essere il cittadino ad umiliarsi recandosi ad uno sportello per chiedere l’elemosina.

Queste sono le modifiche da fare per rendere migliore la misura del RdC. Non serve eliminarlo.


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