Pensione di invalidità: cos’è e come funziona

Pensione di invalidità civile 2020: cos’è, come funziona, requisiti, a chi spetta, domanda assegno, aumento importo, limite reddito, novità, ultime notizie

Pensione di invalidità: cos'è e come funziona
Pensione di invalidità. Il 18 dicembre 2020 l’INPS ha pubblicato la “Circolare n. 148” contenente gli importi delle “pensioni” e delle “prestazioni assistenziali” per il 2021, rivalutati in base all’inflazione e al costo della vita. Per il 2021 la percentuale di variazione per il calcolo della “perequazione delle pensioni” e dei “limiti reddituali” è dello 0%, mentre per le “indennità la variazione provvisoria” è fissata a +0,79%.

L’INPS ha precisato che i limiti di reddito per il diritto alle pensioni in favore di “mutilati, invalidi civili totali, ciechi civili e sordomuti” resta invariato rispetto agli importi delle “pensioni di invalidità del 2020“.

Il limite di reddito per il diritto all’assegno mensile degli “invalidi parziali” e delle “indennità di frequenza” è quello stabilito per la “pensione sociale” (art. 12 della legge n. 412/1991). I limiti si applicano anche agli “assegni sociali sostitutivi dell’invalidità civile“.

  • Per “invalidi totali, ciechi civili e sordi” il limite di reddito annuo personale è di 16.982,49 €.
  • Per “invalidi parziali e minori” il limite di reddito annuo personale è di 4.931,29 €.
Con questi limiti, gli importi mensili delle pensioni sono:
  • Per invalidi e sordi di 287,09 €.
  • Per ciechi parziali di 213,08 €.
  • Per ciechi assoluti di 310,48 €.

L’accompagnamento ha un ritocco a 522,10 €.

Pensione di invalidità: cos’è

Cos’è la pensione di invalidità: è un assegno mensile che spetta ai cittadini affetti da patologie congenite o acquisite, tali da non consentire l’attività lavorativa e quindi il proprio sostentamento. L’assegno viene, quindi, riconosciuto ed erogato solo in presenza di determinati requisiti e previa domanda, come sostegno economico al cittadino che a causa di specifiche malattie non è in grado di lavorare e sostenersi da solo, indipendentemente dal versamento dei contributi.

Pensione di invalidità civile: cos’è

Cos’è la pensione di invalidità civile: è un assegno mensile che erogato dall’INPS ai cittadini affetti da determinate malattie che non consentono di svolgere alcun tipo di attività lavorativa. Si differenzia dagli altri tipi di invalidità perché non richiede il versamento dei contributi. Quindi, il cittadino affetto da una patologia invalidante ha diritto a ricevere l’assegno anche se non ha mai versato contributi obbligatori all’INPS.

Malattie e menomazioni per cui si presenta la domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile non devono essere state riconosciute come invalidità per causa di lavoro, causa di servizio e di guerra, con le quali l’invalidità civile è incompatibile.

Requisiti per ottenere l’assegno:
  • Si ottiene se il tipo di malattia invalidante rientra nelle fattispecie individuate dalla legge e se la percentuale di invalidità riconosciuta dalla Commissione Sanitaria ASL è tra il 100% e il 74%. Una volta accertato e riconosciuto il diritto, il cittadino (tramite Caf, Patronati o PIN dispositivo Inps) può inoltrare la domanda online per il riconoscimento dell’invalidità civile e dei vari benefici che ne derivano (pensione, assegno, agevolazioni fiscali, congedi, permessi lavorativi, esenzione ticket sanitario ecc.). Inoltre, gli invalidi civili (totali o parziali) e i sordomuti titolari di una pensione non reversibile, hanno diritto (a partire dal compimento dei 67 anni) alla trasformazione della pensione invalidità in assegno sociale;
  • E’ riconosciuto dai 18 anni ai 67 anni (per i minori e gli over 67 vi sono altri tipi di prestazioni);
  • Spetta in misura proporzionale ai limiti di reddito.
Quanti tipi di pensione, indennità e assegno d’invalidità civile esistono:

Variano a seconda dell’età, della percentuale di invalidità riconosciuta dalla Commissione Medica ASL e dal reddito.

Sono:

  • Assegno mensile di assistenza: spetta ai cittadini di età compresa tra i 18 e i 67 anni, con una percentuale di invalidità civile almeno al 74%, con limite di reddito sotto ai 4.408,95 euro, e che non possono svolgere alcuna attività lavorativa;
  • Pensione di inabilità: spetta ai cittadini di età compresa tra i 18 e i 67 anni, con limite di reddito sotto ai 15.154,24 euro, e che non possono svolgere alcuna attività lavorativa;
  • Indennità mensile di frequenza: spetta ai cittadini minorenni con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell’età e con un reddito annuo personale sotto i 4.408,95 euro;
  • Indennità di accompagnamento: spetta ai cittadini invalidi civili riconosciuti con una percentuale di invalidità pari al 100%, che hanno difficoltà nella deambulazione e pertanto necessitano di assistenza continua;
  • Assegno sociale: spetta ai cittadini invalidi civili over 67 titolari di pensione di inabilità o di assegno mensile.
Pensione (o indennità) di accompagnamento: cos’è

Cos’è la pensione (o indennità) di accompagnamento: spesso, oltre alla pensione di invalidità civile viene riconosciuta anche la pensione di accompagnamento (ai sensi dell’articolo 74 legge 469/1961 che individua le categorie di invalidi che hanno diritto alla prestazione). L’indennità di accompagnamento è erogata dall’INPS a seguito di una formale domanda e in presenza di requisiti sanitari appurati da una specifica Commissione ASL.

Pensione di invalidità: come funziona

Come funziona la pensione di invalidità: per effettuare la richiesta e percepire l’assegno di invalidità, occorre richiedere il rilascio del certificato medico attestante l’invalidità al 100% o l’incapacità alla deambulazione e poi seguire l’iter della procedura fino al riconoscimento e al pagamento dell’indennità da parte dell’INPS.

Il cittadino deve chiedere il riconoscimento dei requisiti sanitari inoltrando la domanda mediante il servizio denominato “Invalidità civile – Invio domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari“.

Accertato il possesso dei requisiti sanitari e amministrativi previsti, l’assegno viene corrisposto a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o (eccezionalmente) dalla data indicata dalle competenti commissioni sanitarie.

Pensione di invalidità: a chi spetta

A chi spetta la pensione di invalidità: per poter beneficiare di questa forma di sostegno è necessario non superare un determinato reddito personale.

L’aumento dell’importo spetta alle persone riconosciute “invalidi civili al 100%” al di sopra dei 18 anni di età, che siano totalmente escluse dal mondo del lavoro (ma con un limite di reddito molto basso). A ricevere l’incremento a 651,51 euro saranno anche i ciechi e i sordi ai quali sarà riconosciuta la pensione di invalidità a partire dall’età di 18 anni.

Quindi:
  • Passeranno dagli attuali 286,81 euro ai 651,51 euro (aumento pari a 464,70 euro) gli invalidi civili totali e i sordomuti di età compresa tra i 18 ed i 67 anni;
  • Passeranno dagli attuali 310,17 euro ai 651,51 euro (aumento pari a 341,34 euro) i ciechi assoluti di età compresa tra i 18 ed i 67 anni;
  • Per i ricoverati l’aumento è sempre di 364,70€.
Pensione di invalidità: requisiti
Quali sono i requisiti per ottenere la pensione di invalidità:
  • Età compresa tra i 18 anni e i 67 anni;
  • Invalidi civili al 100%, ciechi e sordi;
  • Reddito personale entro gli 8.469,63 euro per il pensionato solo e entro i 14.447,42 euro per il pensionato coniugato.
L’assegno spetta:
  • Ai cittadini italiani e con residenza sul territorio nazionale;
  • Ai cittadini stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del Comune di residenza;
  • Ai cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato.
L’incremento è concesso:
  • A chi ha compiuto almeno 18 anni;
  • Agli invalidi civili con una percentuale di invalidità al 100%;
  • A chi ha un reddito personale entro gli 8.469,63 euro per il pensionato solo e di 14.447,42 euro per il pensionato coniugato.
Pensione di invalidità: domanda assegno

Come fare domanda per l’assegno della pensione di invalidità: prima di inviare la domanda, il cittadino deve rivolgersi ad un medico certificatore (presente nell’elenco INPS “medici certificatori invalidità civile”) che ha il compito di inviare all’INPS (via telematica) la richiesta del riconoscimento di invalidità civile da parte del cittadino e di rilasciare al richiedente la ricevuta di trasmissione.

Con la ricevuta di trasmissione del certificato medico, il cittadino può presentare la domanda rivolgersi a Caf, Patronati, Associazioni di categoria, o (se dispone di PIN dispositivo INPS) direttamente sul sito ufficiale dell’istituto.

Nella domanda va indicato il numero di protocollo del certificato medico trasmesso dal medico certificatore all’INPS.

Dopo massimo 15 giorni dall’invio della domanda, la Commissione Medica ASL verifica, controlla ed effettua gli accertamenti sanitari chiamando il richiedente alla visita medica (se impossibilitato a presentarsi per le condizioni di salute, la visita medica viene effettuata presso il domicilio o presso il luogo di momentanea residenza del malato).

La Commissione medica ASL, poi, rilascia un verbale provvisorio che conferma la patologia, la condizione e la percentuale di invalidità (con il quale il richiedente può richiedere le agevolazioni previste).

Il pagamento della prima indennità parte dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l’accertamento sanitario.

Pensione di invalidità: percentuali
Quali sono le percentuali (età e punteggio) per la pensione di invalidità:
  • Percentuale di invalidità riconosciuta al 33,33% (o difficoltà permanenti a svolgere le funzione proprie dell’età): spetta il riconoscimento di invalido civile e agevolazioni per l’acquisto di protesi ed altri strumenti medici;
  • Percentuale di invalidità riconosciuta al 46% (dai 18 anni ai 55 anni): spetta l’iscrizione al collocamento obbligatorio nelle cd. categorie protette;
  • Percentuale di invalidità riconosciuta al 51%: spettano anche i congedi per le cure;
  • Percentuale di invalidità riconosciuta al 67%: spetta anche l’esenzione al ticket sanitario;
  • Percentuale di invalidità riconosciuta al 74% (dai 18 anni ai 67 anni): spetta l’assegno mensile;
  • Percentuale di invalidità riconosciuta al 100%: spetta la pensione inabilità;
  • Minori con difficoltà permanenti a svolgere le funzione proprie dell’età: spetta l’indennità mensile di frequenza;
  • Soggetti impossibilitati a deambulare e a compiere autonomamente le azioni della vita quotidiana: spetta l’indennità di accompagnamento.
Pensione di invalidità: importo, aumenti e limiti di reddito

A quanto ammonta l’importo della pensione di invalidità? Di quanto è l’aumento dell’importo della pensione di invalidità? Qual è il limite di reddito per pensione di invalidità?

L’INPS collega gli importi della “provvidenze d’invalidità, cecità e sordità” a indicatori di inflazione e costo della vita, come previsto dalle norme vigenti. La Circolare n°148 del 18/12/2020 ha fatto riferimento a variazioni pari a 0%, pertanto sia i limiti di reddito, sia gli importi delle provvidenze risultano invariati rispetto al 2020

I nuovi importi:
  • Pensione ciechi civili assoluti: assegno di 310,17 euro e limite di reddito 16.982,49 euro
  • Pensione ciechi civili assoluti (se ricoverati): assegno di 286,81 euro e limite di reddito 16.982,49 euro
  • Pensione ciechi civili parziali: assegno di 286,81 euro e limite di reddito 16.982,49 euro
  • Pensione invalidi civili totali: assegno di 286,81 euro e limite di reddito 16.982,49 euro
  • Pensione sordi: assegno di 286,81 euro e limite di reddito euro 16.982,49 euro
  • Assegno mensile invalidi civili parziali: assegno di 286,81 euro e limite di reddito 4.926,35 euro
  • Indennità mensile frequenza minori: assegno di 286,81 euro e limite di reddito 4.926,35 euro
  • Indennità accompagnamento ciechi civili assoluti: assegno di 930,99 euro e nessun limite di reddito
  • Indennità accompagnamento invalidi civili totali e minori: assegno di 520,29 euro e nessun limite di reddito
  • Indennità comunicazione sordi: assegno di 258,00 e nessun limite di reddito
  • Indennità speciale ciechi ventesimisti: assegno di 212,43 e nessun limite di reddito
  • Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major: assegno 515,07 e nessun limite di reddito

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