Uccise il compagno a coltellate. Condannata a 24 anni: “Bugiarda, manipolatrice e violenta”

Valentina Boscaro è stata condannata a 24 anni per l’omicidio del suo compagno, Mattia Caruso. Le motivazioni della sentenza la descrivono come “bugiarda, manipolatrice e violenta”

Uccise il compagno a coltellate. Condannata a 24 anni:
Valentina Boscaro è stata condannata 24 anni di reclusione per l’omicidio del suo compagno, Mattia Caruso. Le motivazioni della sentenza, redatte dal giudice Mariella Fino, dipingono un ritratto cupo e complesso di Boscaro, la quale è stata descritta come “bugiarda, manipolatrice e violenta”.

Il processo si è svolto il 18 ottobre dell’anno precedente presso la Corte d’Assise di Padova. Boscaro è stata ritenuta colpevole di aver accoltellato Caruso al cuore la sera del 25 settembre 2022. Nonostante la sua difesa abbia tentato di sostenere la tesi del delitto preterintenzionale, i giudici hanno respinto questa ipotesi, sostenendo che Valentina ha mentito agli investigatori e ha cercato di depistare le indagini.

Durante il processo, Boscaro ha dipinto Caruso come uno spacciatore e un individuo problematico, nel tentativo di giustificare il suo gesto. Il comportamento della donna durante le fasi dell’inchiesta è stato descritto come manipolativo e fuorviante, con la capacità di influenzare gli inquirenti e distorcere la verità a proprio vantaggio.

La condanna di Boscaro è stata influenzata anche dal suo passato turbolento, incluso il rapporto disfunzionale con il padre della sua bambina, nel quale ha denigrato l’uomo e lo ha accusato di abuso di droghe, causando una serie di complicazioni legali e sanitarie.

La confessione di Boscaro del 29 settembre 2022, presso la caserma dei Carabinieri “Codotto e Maronese” a Padova, è stata descritta come priva di rimorso. Mentre il padre della donna era visibilmente sconvolto per le sue azioni, Valentina sembrava preoccupata solo per la ricerca di un avvocato competente.

Le intercettazioni ambientali hanno rivelato conversazioni surreali tra Boscaro e sua madre, durante le quali sembrava disinteressata alla gravità della situazione e si preoccupava invece per dettagli insignificanti come l’abbigliamento.

La corte ha evidenziato il ricorso sistematico di Boscaro alla menzogna, descritto come un comportamento cinico e manipolativo. Il suo atteggiamento ha portato la giustizia a concludere che Boscaro ha elaborato una falsa narrazione degli eventi, calunniando un individuo specifico senza esitazione.

Il rapporto tra Boscaro e Caruso è stato descritto come tossico e manipolativo. Le conversazioni tra i due prima dell’omicidio rivelano una rapida trasformazione del loro rapporto, passando da dichiarazioni d’amore a messaggi sprezzanti e crudeli.