CORRIERE – TERAPIE ORMONALI SU MINORI TRANSGENDER SENZA FONDAMENTA SCIENTIFICHE

Il rapporto della commissione incaricata dal Servizio sanitario nazionale inglese fa chiarezza sulla disforia di genere e le terapie per il cambiamento di sesso indirizzate ai minori, condannando tutta la pediatria di genere come una scienza “basata su fondamenta traballanti”. Il rapporto chiede la fine della somministrazione ai minori degli inibitori della pubertà

La dott.ssa Hilary Cass, ex presidente del Royal College of Pediatrics e autrice di quella che è stata definita la più grande revisione mai intrapresa nel campo dell’assistenza sanitaria per le persone transgender, non usa mezzi termini. La ricerca, pubblicata il 9 aprile scorso e prodotta dalla Commissione d’indagine Cass, ha rivisto la somministrazione delle terapie ormonali ai minori britannici che vogliono accedere ai servizi della gender clinic. “Possibile solo in circostanze eccezionali”, si sentenzia all’interno della “Cass Review”.

A conclusione di un rapporto di 388 pagine, Cass mette in crisi la metodologia di assistenza fin qui adottata, che consiste nel fornire ormoni ai minori di 18 anni per arrestare la pubertà o per la transizione al sesso opposto. A partire dal 2011, migliaia di adolescenti hanno ricevuto “bloccanti” della pubertà, e le richieste dei giovani ai servizi per l’identità di genere britannici sono aumentate di cento volte in poco più di un decennio. L’età minima per essere sottoposti a questa terapia è intorno ai 16 anni e riguarda al momento poco meno di un centinaio di adolescenti.

Le conclusioni sono importanti: si deve tendere a normalizzare la concezione del gender fluid, tenendo però a mente che la sessualità è mutevole e si definisce “definitivamente” solo nel tempo. Va bene superare gli stereotipi, ma bisogna anche valutare oculatamente gli effetti prolungati delle terapie ormonali, soprattutto sui giovani. “La mia revisione indipendente sui servizi di identità di genere per bambini e giovani adolescenti è pubblica. Nel condurre la revisione, ho scoperto che nella medicina di genere i pilastri scientifici sono costruiti su fondamenta traballanti”, spiega la dott.ssa Cass.

Il rapporto raccomanda una transizione che “dia priorità alla terapia e consideri la possibilità che siano coinvolti altri problemi di salute mentale”. La dott.ssa Cass conclude che “per la maggior parte dei giovani, un percorso medico non è il modo migliore per gestire il proprio disagio legato al genere”. “Ho intrapreso questa revisione nella piena consapevolezza della natura controversa dell’argomento, della polarizzazione e tossicità del dibattito e della debolezza delle evidenze alla base della discussione scientifica”, si difende Cass, spiegando: “La cura di genere per i bambini e i giovani adolescenti è passata da un approccio di “vigile attesa” al trattamento con bloccanti della pubertà dallo stadio Tanner 2 per coloro che presentano incongruenze di genere a esordio precoce, seguiti da ormoni mascolinizzanti o femminilizzanti a partire dai 16 anni”. La revisione è stata lanciata mentre la Divisional Court stava prendendo in considerazione il caso Bell v Tavistock e quindi il tema se i giovani sotto i 18 anni avessero o meno la capacità di dare il consenso ai trattamenti endocrinologici.

L’esperta, come riportato dal Daily Telegraph, ha criticato gli operatori del servizio sanitario nazionale inglese, in risposta a una revisione fondamentale sulle pratiche di cura di genere. La revisione afferma che i giovani sono “delusi” dalla mancanza di ricerche sull’uso dei bloccanti della pubertà. Ha chiesto, poi, che i servizi di genere corrispondano agli standard di altre cure del sistema sanitario nazionale britannico. “Ci sono poche altre aree dell’assistenza sanitaria in cui i professionisti hanno così tanta paura di discutere apertamente le loro opinioni, dove le persone vengono diffamate sui social media e dove gli insulti fanno eco a un comportamento simile al bullismo. Tutto ciò deve finire”, ha detto Cass, che nel suo rapporto rivela di essere “delusa dalla mancanza di prove sull’impatto a lungo termine dell’assunzione di ormoni fin dalla tenera età”.

Il primo ministro Rishi Sunak ha risposto allo studio, affermando che i risultati “accendono i riflettori” sulla necessità di “esercitare estrema cautela” quando si tratta di cure simili per i bambini.

ITALIA

ANSA – ELEMENTI DI CRITICITA’ SU COME VENGONO UTILIZZATI I FARMACI PER LA DISFORIA DI GENERE AL CAREGGI

Una relazione della Commissione ispettiva del Ministero della Salute ha evidenziato “criticità molto significative” nella gestione dei pazienti con disforia o incongruenza di genere presso l’ospedale di Careggi a Firenze. Queste criticità, emerse durante un audit condotto il 23 e 24 gennaio scorsi, hanno sollevato serie preoccupazioni riguardo al percorso di assistenza offerto ai pazienti in età evolutiva. Uno dei principali nodi di questa indagine riguarda il percorso neuropsichiatrico e l’uso della terapia farmacologica con triptorelina, un farmaco che blocca lo sviluppo puberale riducendo la produzione di ormoni sessuali. Il Ministero della Salute ha reso noto che sono stati analizzati 85 casi trattati a Careggi negli ultimi anni, e ha esortato la Regione Toscana ad adottare misure correttive in risposta alle criticità individuate. La relazione ministeriale è stata presentata in risposta a un’interrogazione parlamentare del senatore Maurizio Gasparri. Tuttavia, la situazione ha assunto anche un aspetto legale, poiché la Procura di Firenze ha avviato un’indagine in seguito a un esposto presentato. Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha inviato il rapporto degli ispettori alla Procura e ha richiesto l’autorizzazione per condividerne un estratto con la Regione Toscana. Gasparri ha dichiarato alla stampa che Careggi ha violato le regole, sottolineando la necessità di rivedere le linee guida riguardo alla triptorelina. La reazione della Regione Toscana è stata di attesa, poiché sostengono di non aver ancora ricevuto la relazione della Commissione. Tuttavia, il Ministero della Salute ha smentito questa affermazione, affermando che la relazione è stata trasmessa tramite raccomandata e protocollo riservato già la settimana precedente. La situazione ha generato tensioni politiche, con il Partito Democratico accusando Gasparri di fare campagna elettorale sulla pelle delle persone. Gasparri ha risposto duramente a queste accuse, mentre Forza Italia ha chiesto le dimissioni dell’assessore regionale alla sanità, Simone Bezzini. Nel frattempo, Pro Vita ha richiesto il divieto dell’uso della triptorelina per bloccare la pubertà. Cinzia, madre di una figlia transgender, ha dichiarato che la risposta del Ministro Schillaci è stata ambigua e che attende ulteriori dettagli sulla relazione su Careggi. Tuttavia, ha sottolineato l’importanza di continuare a fornire assistenza a questi pazienti, considerando Careggi un centro di eccellenza. Le criticità individuate nella relazione ministeriale riguardano principalmente il mancato rispetto delle norme riguardanti l’uso della triptorelina e la necessità di un adeguato supporto psichiatrico nei percorsi di cura. La situazione è destinata a suscitare ulteriori dibattiti e azioni correttive da parte delle autorità competenti.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
LASTAMPA – COM’E’ RIDOTTA LA SANITA’ PUBBLICA IN ITALIA

Secondo un’analisi condotta da Facile.it, nel 2023 il valore dei prestiti personali erogati per far fronte alle spese mediche ha superato il miliardo di euro. Questo dato, in costante aumento negli anni, rappresenta un campanello d’allarme sulla situazione della sanità nel paese, con una particolare enfasi sul Sud Italia, dove i valori raddoppiano rispetto al resto del territorio nazionale. La richiesta di prestiti per spese mediche è solo uno degli indicatori che evidenziano la crescente “povertà sanitaria” nel paese. Un’indagine condotta dall’Associazione delle cliniche private (Aiop) ha rivelato che una percentuale significativa di persone con redditi bassi si è rivolta al settore privato per evitare lunghe liste di attesa nel sistema sanitario pubblico. Questo fenomeno è particolarmente diffuso tra coloro con un reddito annuo inferiore a 15.000 euro, rappresentando il 34,4% di questa fascia di reddito, mentre sale al 40,2% per coloro con redditi compresi tra 15.000 e 30.000 euro. Il numero di famiglie che accusano disagi economici a causa delle spese sanitarie è in costante aumento, passando dal 4,7% nel 2019 al 6,1% nel 2023, corrispondente a circa 1.580.000 nuclei familiari. Inoltre, si osserva un incremento delle “spese sanitarie catastrofiche”, che impoveriscono le famiglie quando superano del 40% le loro capacità economiche. Secondo il Crea Sanità, queste famiglie rappresentano il 2,8% del totale in Italia, mentre secondo l’Oms europea sono addirittura il 9,44%, uno dei dati peggiori in Europa. La somma di coloro che si impoveriscono a causa delle spese sanitarie e coloro che incontrano difficoltà economiche improvvisamente, porta a quasi il 15% delle famiglie italiane, corrispondente a circa 9 milioni di persone, che si trovano in difficoltà finanziarie a causa della sanità pubblica che non riesce a garantire assistenza a tutti, soprattutto i più vulnerabili. L’analisi di Facile.it ha evidenziato una duplice tendenza: se da un lato la percentuale di domande di prestiti per spese mediche è aumentata del 6,6%, dall’altro l’importo medio richiesto è leggermente diminuito (-4%), attestandosi intorno ai 6.152 euro. Questo può essere interpretato come un riflesso dei tempi di attesa sempre più lunghi nel sistema sanitario pubblico, che spingono le persone a rivolgersi al settore privato per visite o esami meno costosi. Un altro fattore che ha contribuito alla diminuzione dell’importo richiesto è l’incremento dei tassi di interesse sui finanziamenti per spese mediche. Nel 2023, il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) medio per i prestiti personali destinati alle cure mediche è salito al 10,86%, un aumento del 15,4% rispetto al 2022. Analizzando il profilo dei richiedenti prestiti per cure mediche, si osserva che l’età media è di 46 anni, più alta di 4 anni rispetto a coloro che richiedono finanziamenti per altri scopi. Tuttavia, sorprendentemente, le percentuali più basse si riscontrano tra gli anziani, nonostante abbiano redditi mediamente più bassi e maggiori necessità sanitarie. Questo suggerisce che le persone anziane, pur avendo maggiori bisogni, sono costrette a rinunciare più frequentemente alle cure a causa delle difficoltà economiche.

WIRED – IL PNRR METTERA’ FINE AL “PENDOLARISMO” DI CHI DEVE CURARSI?

Il futuro del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano si preannuncia radicalmente trasformato grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), secondo le previsioni di Andrea Costa, esperto del ministero della Salute. Costa, già sottosegretario di Stato alla Salute, condivide la sua visione durante il Wired Health 2024, che si terrà domani, 13 marzo, a Milano. Costa anticipa un SSN orientato non solo alla cura delle malattie, ma anche al benessere e alla cura integrale della persona. L’obiettivo è garantire omogeneità nelle cure in tutto il paese, riducendo il pendolarismo sanitario e assicurando parità di accesso alle prestazioni in ogni regione. Un passo cruciale in questa direzione è la digitalizzazione, con Agenas incaricata dal governo di sviluppare una piattaforma nazionale per il fascicolo sanitario elettronico. In merito alle tempistiche del Pnrr, Costa assicura che l’Italia è perfettamente in linea, nonostante alcune variazioni rispetto alle previsioni iniziali. Ad esempio, il numero di case della salute è stato ridotto da 1.350 a almeno 1.038, ma i progetti stanno per prendere il via. Alcune strutture saranno nuove, mentre altre saranno oggetto di ristrutturazione e finanziamento da fonti alternative. Recentemente, sono stati destinati altri 750 milioni di euro ai fondi per la telemedicina e l’assistenza domiciliare. La telemedicina è vista come una soluzione per colmare le disparità territoriali nell’accesso alle cure, mentre l’assistenza domiciliare mira a rendere la casa il primo luogo di cura, decongestionando così le strutture ospedaliere. Un altro aspetto chiave riguarda la prevenzione, con investimenti destinati a migliorare la qualità della vita e a ridurre i costi a lungo termine per il sistema sanitario. Ad esempio, combattere l’obesità è essenziale per prevenire patologie correlate come il diabete e le malattie cardiovascolari, promuovendo uno stile di vita sano e abitudini alimentari corrette. Il Pnrr prevede anche l’impiego delle tecnologie digitali per migliorare il SSN, tra cui l’interoperabilità dei dati sanitari. Questo consentirà ai cittadini di accedere alla propria storia clinica indipendentemente dalla struttura sanitaria, facilitando diagnosi e interventi rapidi e migliorando l’efficienza del personale medico.

CORRIERE – TOETVA: RIMOZIONE DELLA TIROIDE SENZA CICATRICI

Togliere la tiroide evitando cicatrici visibili non è impossibile grazie a una nuova procedura messa a punto in Tailandia ed “importata” dai medici del Policlinico Gemelli, che poche settimane fa hanno eseguito il primo intervento di questo tipo. Gli endocrinochirurghi del Gemelli hanno realizzato un intervento di asportazione della tiroide attraverso la bocca. Il nome tecnico è Toetva (tiroidectomia endoscopica trans-orale con approccio vestibolare). Si tratta di una tiroidectomia per via endoscopica disponibile in pochi centri italiani, che consente di asportare la tiroide dall’interno della bocca, il tutto attraverso piccole incisioni sotto il labbro inferiore.

ILSOLE24ORE – IL GRUPPO SAN DONATO STA PER QUOTARSI IN BORSA

Il Gruppo San Donato, il più grande gruppo di ospedali privati in Italia, si prepara a sbarcare in Borsa. L’operazione, che potrebbe portare a una raccolta di capitali tra i 3 e i 4 miliardi di euro, rappresenta una svolta significativa nel panorama della sanità italiana. Il gruppo, controllato dalla famiglia Rotelli e presieduto da Angelino Alfano, conta 56 strutture in tutta Italia, tra cui 21 ospedali, come il San Raffaele, il policlinico San Donato e l’istituto ortopedico Galeazzi. Ha oltre 5mila posti letto e più di 7700 medici alle proprie dipendenze. L’intenzione di quotarsi in Borsa era già nota da tempo, ma era stata rimandata a causa dell’emergenza Covid. Nelle ultime settimane, però, il processo è ripreso: a gennaio la famiglia Rotelli ha affidato a Morgan Stanley il mandato per valutare la cessione del 20% del gruppo. Secondo indiscrezioni di Rai Lombardia, il pacchetto azionario potrebbe invece essere del 40%, con manifestazioni di interesse da parte di fondi sovrani di Abu Dhabi e del Qatar. La firma dei contratti sarebbe prevista per aprile. L’obiettivo della quotazione è quello di raccogliere capitali per allargare gli investimenti del gruppo, che negli ultimi anni ha acquisito il 70% dell’American Heart of Poland e ha costruito ospedali in Iraq e in Egitto.

CORRIERE – ITALIA: IMPIANTATO IL PRIMO PACEMAKER CHE BLOCCA I SINTOMI DEL PARKINSON

Un nuovo dispositivo impiantato all’ospedale Bellaria di Bologna rappresenta una speranza per i pazienti affetti da Parkinson. Si tratta di un pacemaker che blocca o comunque contrasta i sintomi motori della malattia, come il tremore delle mani. Il primo paziente in Italia a ricevere questo dispositivo è Gabriele Selmi, 66 anni. L’intervento, durato nove ore e in parte eseguito con il paziente sveglio, ha avuto un successo immediato. “Il tremore della mano è quasi scomparso”, racconta Selmi. “Da lunedì torno a fare sport”. Il paziente, che in passato ha lavorato come direttore di banca, ha deciso di sottoporsi all’intervento per migliorare la sua qualità di vita e per non essere di peso alla famiglia. Il pacemaker è un dispositivo ricaricabile che ha una lunga durata. La sua particolarità è che è in grado di stimolare il nucleo target del cervello e di registrare in tempo reale la sua attività. Questo permette ai medici di ottimizzare la terapia in base alla risposta di ciascun paziente. L’intervento su Selmi è stato il primo in Italia e uno dei primi in Europa. L’equipe medica del Bellaria è fiduciosa che questo nuovo dispositivo possa migliorare significativamente la vita dei pazienti affetti da Parkinson.

REPUBBLICA – FDA APPROVA UN NUOVO FARMACO CONTRO LE ALLERGIE ALIMENTARI

La Food and Drug Administration (FDA), l’autorità regolatrice statunitense dei farmaci, ha recentemente approvato un nuovo farmaco per il trattamento delle allergie alimentari gravi mediata dalle immunoglobuline E (IgE). Questo medicinale, il cui principio attivo è l’omalizumab, è destinato agli adulti e ai bambini di età superiore a un anno che soffrono di queste condizioni allergiche. L’omalizumab è un anticorpo monoclonale già impiegato per trattare altre condizioni, come l’asma allergico moderato o grave e l’orticaria cronica spontanea. La nuova approvazione della FDA regolamenta l’uso dell’omalizumab specificamente per il trattamento delle allergie alimentari gravi, fornendo una nuova opzione terapeutica per ridurre il rischio di reazioni allergiche in pazienti affetti da queste condizioni. Tuttavia, è importante sottolineare che il farmaco non elimina l’allergia in sé e non consente ai pazienti di consumare liberamente gli alimenti ai quali sono allergici. Secondo Kelly Stone, direttrice associata della Division of Pulmunology, Allergy and Critical Care presso il Center for Drug Evaluation and Research della FDA, l’omalizumab offre una nuova opzione terapeutica per ridurre il rischio di reazioni allergiche gravi. Questo farmaco non elimina l’allergia, ma riduce le conseguenze di un’esposizione accidentale all’allergene. L’approvazione della FDA si basa sui risultati dello studio di fase III denominato OUtMATCH, condotto su 471 pazienti allergici a diverse sostanze alimentari. Dopo un trattamento con l’omalizumab, la maggior parte dei partecipanti è stata in grado di tollerare quantità significative di allergeni senza manifestare gravi reazioni allergiche.

L’INDIPENDENTE – IL GOVERNO MELONI PRESENTA IL NUOVO PIANO PANDEMICO

Il governo Meloni ha presentato il nuovo Piano Pandemico 2024-2028, che sarà valido per i prossimi cinque anni. Il documento, che è stato trasmesso alle Regioni, ha suscitato sorpresa per la sua somiglianza con il Piano Pandemico 2021-2023, varato dal governo Conte II. Il nuovo Piano conferma i vaccini come la misura preventiva più efficace per contrastare le pandemie, sottolineandone il “rapporto rischio-beneficio significativamente favorevole” e lo “spiccato valore solidaristico”. Tra le altre misure preventive, il Piano prevede l’utilizzo di test diagnostici, la chiusura di attività lavorative non essenziali e delle scuole, il distanziamento fisico, l’isolamento e le mascherine. In caso di recrudescenza della pandemia, il Piano non esclude la possibilità di ricorrere a misure restrittive, come il lockdown, che però dovrebbero essere “proporzionate sia alla probabilità sia all’entità dell’evento”. La bozza del Piano ha suscitato le critiche del Movimento 5 Stelle, che ha accusato il governo Meloni di incoerenza. “Il ministero della Salute ha preso il piano del governo Conte contro l’emergenza Covid, ha fatto copia-incolla e l’ha trasformato nel nuovo piano pandemico del Paese”, hanno dichiarato i pentastellati. “Questa è l’ennesima dimostrazione dell’incoerenza di chi all’epoca si stracciava le vesti contro le misure del governo Conte, invitando anche apertamente la popolazione a violarle”.

LE RICETTE MEDICHE PER LE PERSONE DISABILI NON SCADRANNO PIU’

Il Governo ha presentato uno schema di disegno di legge delega che introduce importanti novità per la semplificazione dei procedimenti amministrativi in ambito sanitario e turistico. Per quanto riguarda la sanità, le novità più rilevanti riguardano le ricette mediche. Le ricette per farmaci, riabilitazioni, terapie e presidi medici per i pazienti affetti da patologie invalidanti e croniche non avranno più scadenza e potranno essere utilizzate in modo illimitato. Questo significa che le persone con disabilità non dovranno più preoccuparsi di rinnovare le ricette, ma potranno ritirare i farmaci e i presidi medici di cui hanno bisogno senza limiti di tempo. Un’altra novità riguarda le ricette elettroniche, che vengono prorogate fino al 31 dicembre 2024 e, successivamente, diventano strutturali. Le ricette elettroniche sono già in uso da diversi anni e permettono di semplificare la gestione delle prescrizioni mediche, sia per i medici che per i pazienti. Per quanto riguarda il turismo, le novità riguardano i procedimenti amministrativi richiesti per le attività di ricezione. I tempi e i procedimenti per concessioni, agevolazioni e autorizzazione per l’abbattimento delle barriere architettoniche dovranno essere ridotti. Inoltre, gli oneri amministrativi per le persone con disabilità saranno ridotti. Altra novità riguarda le attività termali. Per il rinnovo delle licenze relative ad attività termali sarà sufficiente una auto certificazione da parte del legale rappresentante dell’impresa.

STUDI, DATI E RICERCHE

QUIFINANZA – MANCANO MIGLIAIA DI MEDICI DI BASE IN TUTTA ITALIA

Un rapporto recente della Fondazione Gimbe ha rivelato una grave carenza di medici di base in Italia, con oltre 3100 professionisti mancanti rispetto al necessario. Questi dati, relativi a gennaio 2023, sollevano serie preoccupazioni sulla qualità dei servizi sanitari nel paese. Secondo l’Accordo Collettivo Nazionale, il numero massimo di assistiti per medico di base dovrebbe essere di 1500, ma nel 2022 ben il 47,7% dei medici ha superato questa soglia. L’imminente pensionamento di circa 11.400 medici aggiunge ulteriori preoccupazioni, poiché potrebbe portare a un vero e proprio esodo dalla professione. Questa situazione, se non affrontata adeguatamente, potrebbe avere gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini, con conseguenze nefaste sulla qualità e l’accessibilità delle cure mediche. Le regioni del Nord Italia sono particolarmente colpite da questa carenza di medici di base. Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono tra le più colpite, con numeri che evidenziano una situazione critica. La situazione è altrettanto preoccupante nel resto del paese, con la maggior parte delle regioni che registra una carenza di medici di base. La Fondazione Gimbe ha anche fornito dati sul numero medio di assistiti per medico di base nelle varie regioni italiane. La Provincia autonoma di Bolzano ha il numero più alto di assistiti per medico, con una media di 1646 pazienti per ogni professionista. Al contrario, la Basilicata presenta la situazione migliore, con una media di 1090 assistiti per medico. La questione dei pensionamenti dei medici di base è un’altra sfida che il sistema sanitario italiano deve affrontare. Il governo ha aumentato l’età pensionabile dei medici impiegati presso le strutture a 72 anni, ma per i medici di medicina generale il limite rimane a 70 anni. Questo potrebbe causare una significativa riduzione dei medici disponibili, soprattutto nelle regioni del Sud Italia. Inoltre, l’Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari ha lanciato un allarme sulle liste d’attesa nel Servizio Sanitario Nazionale, prevedendo un raddoppio delle tempistiche con l’introduzione delle nuove tariffe.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
RAINEWS – AUTOTISMO: IN ITALIA NE SOFFRE 1 BAMBINO SU 77

In Italia, l’autismo è un disturbo che colpisce un bambino su 77, con un esordio precoce solitamente tra i 14 e i 28 mesi di vita e una prevalenza maggiore nei maschi rispetto alle femmine, con un rapporto che varia tra 4:1 e 5:1. Questi dati emergono dalle più recenti linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità sulla diagnosi e il trattamento del disturbo dello spettro autistico in bambini e adolescenti. Il disturbo dello spettro autistico è caratterizzato da deficit persistente nella comunicazione e nell’interazione sociale, e la sua complessità deriva da una serie di cause ancora da chiarire completamente. Tuttavia, la letteratura scientifica recente suggerisce che vi sia una base genetica e/o l’associazione di fattori ambientali, tra cui infezioni contratte dalla madre in gravidanza, lo status immunologico materno-fetale, l’esposizione a farmaci o agenti tossici in gravidanza e l’età avanzata dei genitori al momento del concepimento. In occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) ribadisce l’importanza della diagnosi e del trattamento precoce del disturbo, nonché la necessità di fornire interventi abilitativi personalizzati per ogni bambino e ogni famiglia coinvolta. Secondo Elisa Fazzi, presidente della SINPIA e Direttore della U.O. Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza ASST Spedali Civili e Università di Brescia, la diagnosi precoce e l’intervento tempestivo sono cruciali per migliorare la prognosi e la qualità della vita dei bambini con autismo e dei loro caregiver. È fondamentale un approccio personalizzato che tenga conto dei bisogni specifici di ogni individuo e della sua famiglia. Tuttavia, nonostante i progressi nella diagnosi precoce e nella sensibilizzazione al disturbo, l’autismo continua a rappresentare una sfida significativa sia dal punto di vista sanitario che sociale ed economico. Massimo Molteni, Direttore Sanitario Centrale e responsabile Area Psicopatologia dello Sviluppo età-specifici presso l’Associazione La Nostra Famiglia, Irccs Eugenio Medea, sottolinea che i disturbi dello spettro autistico comportano un elevato carico per la società e il sistema sanitario. Negli ultimi anni, si è registrato un sensibile aumento della prevalenza dei disturbi dello spettro autistico a livello mondiale, tanto che alcuni hanno parlato di un’epidemia di autismo. Tuttavia, le ragioni di questo aumento non sono completamente chiare e potrebbero includere una maggiore sensibilità al problema e il cambiamento dei criteri diagnostici.

CORRIERE – FUMARE CANABIS PUO’ AUMENTARE IL RISCHIO DI ICTUS E INFARTI

Uno studio americano su oltre 430.000 persone ha evidenziato un’associazione tra il consumo frequente di cannabis e un aumento del rischio di eventi cardiovascolari, come infarti e ictus. Fumare cannabis ogni giorno è associato a un rischio più alto del 25% di avere un attacco di cuore e a un rischio maggiore del 42% di avere un ictus rispetto a chi non la usa. Anche un consumo meno frequente, seppur in misura minore, aumenta il rischio di eventi cardiovascolari. Lo studio, finanziato dal National Heart, Lung, and Blood Institute statunitense, ha preso in esame dati relativi a persone di età compresa tra 18 e 74 anni tra il 2016 e il 2020. I risultati sono rimasti simili anche dopo aver escluso i fattori di rischio cardiovascolare come il fumo di sigarette o e-cig, il consumo di alcol, l’obesità, il diabete e la sedentarietà. Le possibili cause di questa associazione non sono state completamente chiarite, ma gli scienziati ipotizzano che le tossine rilasciate dalla combustione della cannabis e l’interazione del THC con i recettori endocannabinoidi nel sistema cardiovascolare possano giocare un ruolo chiave. L’aumento del consumo di cannabis e la diminuzione del consumo di tabacco convenzionale rendono questa scoperta particolarmente importante. La cannabis, infatti, non è priva di rischi per la salute cardiovascolare, come erroneamente si potrebbe pensare. Oltre ai rischi per il cuore, l’uso problematico di cannabis è associato a un maggiore rischio di disturbi mentali come schizofrenia e psicosi. Lo studio, pur non essendo esaustivo, fornisce importanti informazioni sui rischi associati al consumo di cannabis e invita a una maggiore cautela. Inoltre, è uno studio osservazionale, quindi non è possibile stabilire un rapporto di causa-effetto tra cannabis ed eventi cardiovascolari. Sono necessari ulteriori studi per approfondire questa associazione e comprenderne i meccanismi alla base.

BRITISH MEDICAL JOURNAL – 41% DEI FARMACI ANTITUMORALI E’ PRIVO DI PROVE DI BENEFICIO AGGIUNTO

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal rivela che il 41% dei farmaci antitumorali approvati dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) tra il 1995 e il 2020 manca di prove di beneficio aggiunto. La percentuale sale addirittura al 69% per i farmaci approvati attraverso percorsi accelerati, le cosiddette “fast track”. Lo studio è stato condotto da ricercatori dell’Università di Utrecht in Olanda. Hanno analizzato 458 farmaci antitumorali e hanno valutato il loro beneficio aggiunto in termini di sopravvivenza globale, di tempo libero da progressione di malattia e di qualità della vita. I risultati sono preoccupanti. Più di un terzo dei farmaci antitumorali in commercio non ha prove di reale efficacia nel migliorare la vita dei pazienti. E la situazione è ancora peggiore per i farmaci approvati con percorsi accelerati, che vengono immessi sul mercato sulla base di dati preliminari e spesso non confermati da studi successivi. Inoltre, lo studio evidenzia che i costi dei farmaci antitumorali sono in continua crescita. Si prevede che le spese globali per questi farmaci passeranno da 167 miliardi di dollari nel 2020 a 269 miliardi di dollari nel 2025. Alla luce di questi dati, gli autori dello studio chiedono di riconsiderare i criteri di approvazione dei farmaci antitumorali e di rafforzare i meccanismi di controllo. È necessario che i pazienti abbiano accesso solo a farmaci efficaci e sicuri, e che i costi non siano insostenibili per i sistemi sanitari

WIRED – IL PRIMO MODELLO DI CERVELLO UMANO FUNZIONANTE STAMPATO IN 3D

Un team di scienziati dell’Università del Wisconsin-Madison ha raggiunto un traguardo significativo: hanno stampato in 3D il primo modello di cervello umano funzionante. Utilizzando cellule staminali, i ricercatori sono riusciti a farle differenziare in neuroni e altre cellule del tessuto nervoso, creando una rete che si comporta come un vero tessuto cerebrale. Secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell, questo nuovo modello offre l’opportunità di studiare le comunicazioni tra le cellule cerebrali e di approfondire la comprensione di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. In passato, tentativi simili avevano incontrato difficoltà nel creare una rete funzionante di cellule cerebrali. Tuttavia, il team ha superato questa sfida utilizzando un gel biocompatibile come base per la stampa, consentendo alle cellule staminali di svilupparsi e connettersi senza problemi. Stampando gli strati di tessuto in modo orizzontale anziché verticale, hanno garantito un migliore accesso agli ossigeno e ai nutrienti. Il nuovo modello non sostituisce altri approcci già esistenti, ma li integra in modo complementare. Rispetto agli organoidi, per esempio, offre una maggiore semplicità e un controllo più preciso sul tipo di cellule inserite nel tessuto, consentendo tempi di produzione più rapidi. Su-Chun Zhang, coordinatore del progetto, ha sottolineato l’importanza di questa tecnologia per comprendere le dinamiche della rete cerebrale umana e per sviluppare strategie terapeutiche innovative. Oltre a fornire un’opportunità senza precedenti per lo studio delle comunicazioni neuronali, questo approccio potrebbe aprire la strada a nuove ricerche sulle malattie del cervello e alla valutazione di nuove terapie.

TODAY – SVILUPPATA UNA VARIETA’ DI RISO CHE INTEGRA CARNE COLTIVATA

Un gruppo di ricercatori sudcoreani ha sviluppato una nuova varietà di riso che integra la carne coltivata, con l’obiettivo di fornire un’alternativa nutrizionale sostenibile e accessibile. Questa innovativa creazione alimentare, descritta in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Matter, è rivestita con nanomateriali composti da enzimi di pesce e cellule bovine, conferendogli un colore rosa e un sapore che richiama la frutta secca. Il riso arricchito con carne coltivata presenta un profilo nutrizionale completo, con livelli leggermente superiori di grassi e proteine rispetto alle varietà tradizionali. Questo rende il prodotto particolarmente interessante per fornire un apporto proteico supplementare, soprattutto in contesti in cui la malnutrizione è diffusa. L’aspetto cruciale di questa innovazione è il suo potenziale impatto sui costi di produzione e sulla disponibilità di proteine. Il team di ricerca ha scoperto che la produzione di un chilogrammo di riso arricchito con carne coltivata costa significativamente meno dell’equivalente di carne bovina. Ciò potrebbe rendere questo alimento ibrido più accessibile nei paesi in via di sviluppo, dove l’insicurezza alimentare è una sfida importante. Nonostante le potenzialità di questa nuova tecnologia, l’industria della carne coltivata è soggetta a controversie politiche che ne ostacolano l’adozione su larga scala. Tuttavia, i ricercatori rimangono ottimisti sul potenziale impatto positivo del loro lavoro nel fornire una fonte sostenibile di proteine e nel mitigare l’impatto ambientale dell’industria zootecnica.

ANSA – NEL MONDO OLTRE UN MILIARDO DI OBESI

Secondo un’analisi pubblicata su The Lancet in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, sono oltre un miliardo le persone colpite da obesità nel mondo, con un aumento costante dei numeri. I dati del 2022 indicano che ci sono 159 milioni di bambini e adolescenti obesi, mentre gli adulti obesi sono 879 milioni. Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolinea l’importanza della prevenzione e del trattamento dell’obesità fin dalla prima infanzia. Egli enfatizza la necessità di interventi che includano dieta, attività fisica e cure adeguate, coinvolgendo governi, comunità e il settore privato. In Italia, l’obesità infantile è un problema rilevante, con il Paese al quarto posto in Europa per la prevalenza di sovrappeso e obesità tra i bambini. Questo dato è preoccupante anche perché l’obesità aumenta il rischio di diabete, con il 75%-80% dei bambini obesi che sviluppano un rischio elevato di diabete in età adulta. Il termine “diabesità” viene utilizzato per descrivere la stretta correlazione tra obesità e diabete. L’aumento dell’obesità tra bambini e adolescenti è particolarmente inquietante, soprattutto considerando che centinaia di milioni di persone nel mondo soffrono ancora di sottonutrizione. Tra il 1990 e il 2022, la percentuale di bambini e adolescenti obesi nel mondo è più che quadruplicata, con un aumento significativo sia tra le ragazze che tra i ragazzi. Questo trend si riscontra in quasi tutti i Paesi, evidenziando la necessità di migliorare l’accessibilità a cibi sani e nutrienti.

OPENPOLIS – L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO E’ LA PRINCIPALE CAUSA DI MORTE PREMATURA

Il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sul “Piano d’azione Zero Pollution”, volto a contrastare l’inquinamento atmosferico e garantire un ambiente più pulito e sano per i cittadini europei. L’inquinamento atmosferico rappresenta la principale causa ambientale di morte prematura nell’UE, con circa 300.000 decessi all’anno. Il piano proposto mira a raggiungere l’inquinamento zero entro il 2050, fissando obiettivi più ambiziosi per il 2030. Le nuove norme prevedono la riduzione dell’inquinamento atmosferico attraverso l’introduzione di criteri più severi per diversi inquinanti, come il particolato (PM2,5, PM10), il biossido di azoto (NO2) e il biossido di zolfo (SO2). Tra i principali cambiamenti, vi è la necessità di dimezzare i valori limite annuali per PM2,5 e NO2 entro il 2030. Inoltre, gli Stati membri dell’UE dovranno adottare piani per la qualità dell’aria entro il 2028 e implementare misure a breve e lungo termine per rispettare i nuovi valori limite proposti dal Parlamento. L’accordo include disposizioni per rendere gli indici di qualità dell’aria comparabili e accessibili al pubblico, nonché per garantire che i cittadini e le ONG ambientaliste possano adire le vie legali per contestare l’attuazione delle nuove norme a livello nazionale. L’Italia, con circa ottantamila morti prematuri attribuibili all’inquinamento atmosferico, è il primo paese in Europa per questo tipo di decessi, rendendo cruciale l’adozione di misure volte a migliorare la qualità dell’aria. L’accordo dovrà essere adottato sia dal Parlamento che dal Consiglio, dopodiché entrerà in vigore e i paesi dell’Unione avranno due anni di tempo per applicare le nuove regole.

ILPOST – ISTAT: MEDICI ITALIANI I PIU’ ANZIANI D’EUROPA

L’Italia si trova ad affrontare una situazione critica per quanto riguarda il personale medico: non solo i dottori italiani sono i più anziani d’Europa, ma nei prossimi due anni il problema è destinato ad aggravarsi. Secondo i dati ISTAT del 2021, il 55% dei medici italiani ha almeno 55 anni, contro una media europea del 44%. In specializzazioni chiave come cardiologia, ginecologia e chirurgia, la percentuale di over 54 supera addirittura il 50%. L’invecchiamento del corpo medico è il risultato di decenni di programmazione approssimativa da parte dei governi. Un “imbuto formativo” ha limitato l’accesso alle specializzazioni, mentre periodi di tagli alle risorse economiche hanno disincentivato la formazione di nuovi medici. La carenza di medici è aggravata dall’invecchiamento della popolazione, che richiederà un aumento di cure mediche. Per tamponare l’emergenza, il governo ha innalzato a 72 anni l’età pensionabile per i medici del SSN, ma questa soluzione non risolve il problema a lungo termine.

ADNKRONOS – SANITA’ E LISTE D’ATTESA: 2 ANNI PER UNA MAMMOGRAFIA E 3 MESI PER UNA VISITA URGENTE

Le liste d’attesa nel Servizio Sanitario Nazionale stanno diventando un incubo per i cittadini italiani, con tempi di attesa allarmanti per procedure diagnostiche e visite specialistiche. Secondo le segnalazioni raccolte da Cittadinanzattiva nel 2023, la situazione è critica: due anni per una mammografia di screening, tre mesi per un intervento urgente per tumore all’utero che avrebbe dovuto essere eseguito entro un mese, e due mesi per una visita ginecologica urgente, fissata entro 72 ore. Le prime visite specialistiche, che dovrebbero avvenire entro 10 giorni, presentano attese fino a 60 giorni, con segnalazioni di cittadini che denunciano ritardi anche per visite cardiologiche, oncologiche ed endocrinologiche. Le prestazioni diagnostiche non sono da meno, con pazienti costretti ad attendere 150 giorni per una mammografia e addirittura un anno per una gastroscopia con biopsia. Il problema delle liste d’attesa contribuisce alla crescita del numero di cittadini che rinunciano alle cure, fenomeno evidenziato dall’indagine Istat. Nel 2022, la quota di persone che hanno effettuato visite specialistiche è diminuita, e in alcune regioni, come nel Mezzogiorno, la riduzione raggiunge il 5%. L’indagine di Salutequità rivela un aumento del 7% nella rinuncia alle cure necessarie nel 2022 rispetto al 2019, con significative differenze regionali. La mancata utilizzazione di fondi stanziati per il recupero delle liste d’attesa aggravano ulteriormente la situazione.

ANSA – SCOPERTA PROTEINA CHE POTREBBE CURARE O ANCHE PREVENIRE IL TUMORE AL SENO

Un team di ricercatori dell’Università americana del North Carolina a Chapel Hill ha scoperto una proteina che potrebbe portare a nuove cure per il tumore al seno e perfino a prevenirlo. La proteina, chiamata Mre11, provoca la morte delle cellule malate prima che completino il processo di trasformazione in cellule tumorali. Ogni volta che una cellula tumorale si divide, subisce danni al proprio Dna. Queste cellule danneggiate sono solitamente percepite come minacce dall’organismo, che attiva un ‘sensore’ del Dna rovinato, chiamato cGAS. cGAS è in grado di chiamare a raccolta le cellule del sistema immunitario per scovare ed eliminare le cellule danneggiate. Tuttavia, cGAS viene solitamente tenuto ‘rinchiuso’, in uno stato sempre disattivato per impedirgli di scatenare risposte infiammatorie a meno che non sia assolutamente necessario. I ricercatori hanno scoperto che la proteina Mre11 è in grado di liberare cGAS dalla sua ‘prigione’. Quando questo accade, cGAS avvia una forma specializzata di morte cellulare chiamata necroptosi. La necroptosi è diversa da altre forme di morte cellulare perché innesca anche la risposta infiammatoria. Ciò significa che il sistema immunitario viene attivato e può così individuare e eliminare le cellule tumorali o quelle che stanno per diventare tali.

LIBEROQUOTIDIANO – OMS: DOLCIFICANTI ARTIFICIALI NON AIUTANO A DIMAGRIRE E AUMENTANO IL RISCHIO DI DIABETE

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lancia un avvertimento contro l’uso dei dolcificanti non nutritivi, affermando che non offrono benefici a lungo termine nella riduzione del peso corporeo e potrebbero comportare effetti indesiderati come l’aumento del rischio di diabete di tipo II e malattie cardiovascolari. Basandosi su una revisione mondiale di studi, l’OMS sconsiglia l’uso di questi dolcificanti per dimagrire o prevenire l’aumento di peso, sottolineando la mancanza di valore nutrizionale e i potenziali rischi per la salute. L’Associazione Internazionale Dolcificanti ha contestato queste affermazioni, sostenendo che le aziende alimentari hanno già adottato misure per ridurre lo zucchero e che i dolcificanti sono utili contro l’obesità e per la prevenzione delle carie dentali. L’OMS ha ribadito che sostituire gli zuccheri con dolcificanti non zuccherini non aiuta a controllare il peso a lungo termine e invita a considerare alternative come il consumo di zuccheri naturali presenti nella frutta e alimenti senza aggiunta di zuccheri. L’attuale scontro tra OMS e l’Associazione mette in discussione l’uso di questi dolcificanti, lasciando la popolazione in sovrappeso o obesa a riflettere sulle loro scelte alimentari.

ILFATTOQUOTIDIANO – SCIENCE: FARMACO CONTRO L’OBESITA’ E’ SCOPERTA DELL’ANNO (2023)

È stata nominata la “Scoperta dell’Anno 2023” dalla rivista Science: una nuova classe di farmaci, gli agonisti del recettore GLP-1, ha rivoluzionato la lotta contro l’obesità. Inizialmente pensati per trattare il diabete, questi farmaci si rivelano una risorsa fondamentale per affrontare i problemi medici e sociali legati all’aumento di peso. L’obesità, una sfida globale in crescita, ha molteplici cause, tra cui fattori genetici, ambientali e sociali. Le conseguenze possono essere serie, portando a malattie cardiache, diabete, artrite e cancro. Molti trattamenti passati per l’obesità sono stati inefficaci o hanno generato critiche riguardo alla loro efficacia o al giudizio sociale sulla forza di volontà delle persone. Il 2023 segna una svolta, con gli agonisti del GLP-1 come nuova opzione terapeutica per la perdita di peso. Due importanti studi clinici hanno evidenziato che questi farmaci non solo aiutano a perdere peso ma hanno anche benefici significativi per la salute oltre alla riduzione di peso corporeo. Attualmente, due di questi farmaci, semaglutide e liraglutide, sono in circolazione, ma solo il secondo è approvato in Italia per il trattamento dell’obesità. Tuttavia, hanno costi elevati e effetti collaterali. Nuovi analoghi di GLP-1 potrebbero presto arrivare sul mercato. La giornalista Jennifer Couzin-Frankel, autrice dell’articolo su Science, sottolinea come questi farmaci stiano generando importanti conversazioni sulla percezione dell’obesità, mirando a ridurre il pregiudizio sociale e a cambiare il modo in cui viene affrontato il peso corporeo. Nonostante le promesse, gli agonisti del GLP-1 aprono nuove domande, mettendo in luce la complessità dell’obesità sia dal punto di vista medico che sociale.

ANSA – L’ABUSO DI ALCOL E’ RESPONSABILE DI 6MILA CASI DI CANCRO AL SENO ALL’ANNO IN ITALIA

Ogni anno in Italia, l’abuso di alcol è responsabile di 6000 casi di cancro al seno, costituendo l’11% delle nuove diagnosi. Il congresso dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) lancia l’allarme, sottolineando che l’etanolo è particolarmente dannoso per le donne. Il presidente Aiom, Saverio Cinieri, sottolinea la necessità di azioni mirate per aumentare la consapevolezza delle donne sui rischi. L’alcol stimola gli estrogeni, principali responsabili della crescita del 70% dei tumori al seno. Adottare uno stile di vita sano può ridurre del 37% il rischio di recidiva e del 58% il rischio di mortalità.

ANSA – IN ITALIA 11 MILA MORTI L’ANNO PER ANTIBIOTICO-RESISTENZA

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone, all’evento per la ‘Giornata Europea e Settimana Mondiale per l’uso prudente degli antibiotici’, ha sottolineato che in Italia si registrano oltre 11.000 morti l’anno a causa dell’antibioticoresistenza. Questo dato colloca il nostro Paese tra gli ultimi nella lotta a questo fenomeno. Bellantone ha evidenziato che l’allungamento della vita media, un positivo indicatore, contribuisce purtroppo ad aumentare tali numeri, poiché gli anziani con pluripatologie risultano essere più colpiti. Ha sottolineato la necessità di identificare nuove molecole, sottolineando l’importanza di una governance efficace e di risorse per attuare il piano per l’antibioticoresistenza 2022-25 del Ministero della Salute.

MALATTIE

ADNKRONOS – HIV ELIMINATO DA CELLULE INFETTE CON L’EDITING GENETICO

Un team di scienziati ha annunciato di aver eliminato completamente l’HIV dalle cellule infette utilizzando le “forbici molecolari”, una forma di editing genetico nota come Crispr-Cas. Lo studio, presentato in anteprima al Congresso Europeo di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive (ECCMID 2024) nei Paesi Bassi, ha suscitato grande interesse e ha aperto la strada a una possibile cura per l’HIV. Le forbici molecolari, una tecnologia che consente alterazioni precise al DNA degli organismi viventi, sono state utilizzate per “tagliare” il DNA dell’HIV dalle cellule infette. Questo approccio ha dimostrato di essere un “passo avanti significativo” nella ricerca di una cura per l’infezione da HIV, secondo gli esperti coinvolti nello studio. I risultati preliminari sono stati descritti come “molto incoraggianti”, ma gli scienziati avvertono che c’è ancora molto lavoro da fare prima che questa tecnologia possa diventare una cura disponibile per tutti gli individui affetti da HIV. Tuttavia, l’efficacia dimostrata delle forbici molecolari nel “tagliare” il DNA dell’HIV offre speranza per lo sviluppo di un trattamento che potrebbe eliminare completamente l’infezione. L’approccio utilizzato nello studio mira a fornire una terapia ad ampio spettro in grado di combattere efficacemente molteplici varianti dell’HIV. Gli scienziati hanno utilizzato la tecnologia Crispr-Cas per individuare e modificare con precisione segmenti specifici del codice genetico dell’HIV, concentrandosi sulle parti del genoma del virus che rimangono le stesse in tutti i ceppi conosciuti.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
ADKKRONOS – MILANO: AUMENTANO LE MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI (HIV, SIFILIDE) TRA I GIOVANI

A Milano si registra un aumento preoccupante delle malattie sessualmente trasmissibili (Ist) tra i giovani. L’allarme è stato lanciato dall’infettivologo Andrea Gori, presidente dell’associazione Anlaids Lombardia. “Dalla sifilide all’Hiv, stiamo vedendo un aumento di tutte le Ist”, ha affermato Gori. “E’ un fenomeno preoccupante che riguarda non solo Milano, ma anche altre grandi città europee.” Tra le cause principali del boom di Ist c’è il “sesso mordi e fuggi”, con i giovani che spesso non usano il preservativo. “C’è una coscienza zero,” ha detto Gori. “I ragazzi non si rendono conto dei rischi che corrono.” Un altro fattore che contribuisce all’aumento delle Ist è la disinformazione. “I ragazzi non ricevono informazioni corrette sulla sessualità da scuola o famiglia,” ha spiegato Gori. “Spesso si affidano a internet e ai siti pornografici, che forniscono una visione distorta della sessualità.” Per contrastare il fenomeno, Anlaids Lombardia ha lanciato il progetto “Dimmi”. L’obiettivo è di educare i ragazzi alla sessualità responsabile e consapevole. Il progetto “Dimmi” prevede diverse iniziative, tra cui incontri nelle scuole, campagne informative e un sito web. Il 14 febbraio, in occasione di San Valentino, Anlaids Lombardia organizzerà un evento pubblico in piazza San Babila a Milano. L’obiettivo è di sensibilizzare i giovani sui rischi delle Ist e di promuovere una sessualità più responsabile.

CORRIERE – EPIDEMIA DI POLMONITE DI BAMBINI IN CINA

In diverse zone della Cina, compresa Pechino, è scoppiata una misteriosa epidemia di polmonite che colpisce soprattutto i bambini. ProMed, che monitora le epidemie in corso in tutto il mondo, ha emesso in questi giorni un avviso in cui parla di una “polmonite non diagnosticata”. L’agenzia statunitense Bloomberg parla di “polmonite ambulante”, una particolare tipologia di infezione batterica che è lieve e solitamente non richiede il ricovero in ospedale.

NATURE: FEBBRE DENGUE IN AUMENTO IN EUROPA MERIDIONALE

Un articolo di Nature spiega che la febbre dengue, trasmessa dalle zanzare, tipica delle regioni tropicali, è in aumento in Europa meridionale, Italia inclusa. Causa febbre, mal di testa e affaticamento e uccide fino a 40mila persone ogni anno nel mondo, vedrà sempre più casi perché abbiamo importato zanzare “aliene” adattabili, viaggiamo sempre di più e coi cambiamenti climatici in atto le zanzare le facciamo sia aumentare che vivere più a lungo. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri. In Italia zanzare anche sotto l’albero di Natale quest’anno.

COVID

GLOBALVACCINEDATANETWORK – STUDIO MONDIALE SU VACCINI COVID: POSSIBILI COLLEGAMENTI CON RARI PROBLEMI CARDIACI, CEREBRALI E DEL SANGUE

Un nuovo studio, il più grande del suo genere finora condotto, ha analizzato i dati di 99 milioni di persone vaccinate contro il Covid in otto paesi e ha identificato possibili collegamenti tra i vaccini e alcuni rari eventi avversi. Lo studio ha preso in esame i vaccini a mRNA di Pfizer e Moderna e il vaccino a vettore virale di AstraZeneca. Lo studio fornisce informazioni importanti su possibili rischi rari associati ai vaccini Covid. Tuttavia, è importante sottolineare che i benefici dei vaccini nel prevenire gravi malattie, ricoveri e decessi da Covid-19 superano ampiamente i rischi.

Quali sono i possibili problemi?
Rari casi di miocardite e pericardite: sono stati osservati dopo la somministrazione dei vaccini a mRNA di Pfizer e Moderna, in particolare dopo la seconda dose.
Aumento del rischio di trombosi venosa cerebrale: associato al vaccino a vettore virale di AstraZeneca.
Sindrome di Guillain-Barré: un rischio leggermente aumentato è stato osservato dopo il vaccino di AstraZeneca.
Mielite trasversa e encefalomielite acuta disseminata: possibili segnali di sicurezza sono stati identificati per questi eventi avversi neurologici dopo i vaccini a mRNA e a vettore virale.

Cosa dicono gli esperti?
Kristýna Faksová, autrice principale dello studio: “La dimensione della popolazione in questo studio ha aumentato la possibilità di identificare rari potenziali segnali di sicurezza del vaccino.”
Jacob Glanville, CEO di Centivaix: “Le probabilità che si verifichino tutti questi eventi avversi sono ancora molto, molto più elevate in caso di infezione da SARS-CoV-2 (COVID-19), quindi vaccinarsi è ancora di gran lunga la scelta più sicura.”
Dottor Marc Siegel, professore clinico di medicina: “L’ampio studio e la revisione dei dati rivelano alcune rare associazioni tra i vaccini mRNA e la miocardite, soprattutto dopo la seconda iniezione, nonché un’associazione tra i vaccini vettoriali per l’adenovirus Oxford Astra Zeneca e la sindrome di Guillain-Barré.”

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
SCENARIECONOMICI – PFIZER CONDANNATA NEL REGNO UNITO PER AVER PROMOSSO IL VACCINO ANTI-COVID SENZA AUTORIZZAZIONE E CON DATI FUORVIANTI

Pfizer, una delle principali aziende farmaceutiche al mondo, è stata recentemente condannata nel Regno Unito per aver promosso il suo vaccino anti-COVID sui social media senza autorizzazione e con dati fuorvianti. Questa condanna è il risultato di un post su Twitter pubblicato dal direttore medico di Pfizer UK, Berkeley Phillips, che affermava un’efficacia del vaccino pari al 95%, senza dati certi e senza un’autorizzazione definitiva. L’autorità di vigilanza farmaceutica del Regno Unito, la Prescription Medicines Code of Practice Authority (PMCPA), ha giudicato Pfizer colpevole di cinque violazioni del codice normativo, compresa la promozione di farmaci senza autorizzazione e la formulazione di affermazioni fuorvianti. La sentenza si basa su un reclamo relativo al post di Phillips su Twitter, il quale è stato considerato un uso improprio dei social media per promuovere in modo fuorviante il vaccino COVID di Pfizer. Il PMCPA ha stabilito che il post di Phillips conteneva informazioni limitate sull’efficacia del vaccino, senza alcun riferimento alla sicurezza o agli eventi avversi. Inoltre, ha dichiarato che Pfizer ha diffuso proattivamente un farmaco non autorizzato su Twitter, rivolgendosi sia agli operatori sanitari che al pubblico nel Regno Unito. Questo non è il primo caso in cui Pfizer viene rimproverata per la promozione del vaccino COVID. In passato, l’amministratore delegato di Pfizer è stato giudicato colpevole di dichiarazioni fuorvianti sui vaccini per bambini. Le violazioni del codice normativo da parte di Pfizer hanno portato a costi amministrativi di oltre 34.800 sterline. In risposta alla sentenza, un portavoce di Pfizer UK ha dichiarato che l’azienda riconosce e accetta pienamente le questioni evidenziate dalla PMCPA e che sta prendendo misure per garantire che i dipendenti aderiscano alle politiche aziendali sui social media e al codice di condotta del settore. Tuttavia, c’è chi critica la leggerezza delle sanzioni inflitte a Pfizer, sottolineando che le violazioni del codice normativo nel settore farmaceutico dovrebbero essere affrontate con maggiore severità. Ben Kingsley, responsabile degli affari legali di UsForThem, ha espresso sorpresa per il fatto che le conseguenze per Pfizer e per le persone coinvolte siano così limitate. Il dottor Phillips ha affermato che il post sui social media è stato accidentale e non intenzionale, ma ha comunque accettato la sentenza del caso e ha assicurato che Pfizer sta facendo tutto il possibile per garantire la conformità alle politiche aziendali e al codice di condotta del settore.

SCENARIECONOMICI – LA FDA DEVE RIMUOVERE IL POST SUI SOCIAL CHE SCORAGGIAVANO L’USO DELL’IVERMECTINA CONTRO IL COVID-19

La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha accettato di rimuovere i post sui social e le pagine web che scoraggiavano l’uso dell’ivermectina nel trattamento della COVID-19, come parte di un accordo legale stipulato il 21 marzo. Nonostante l’ente affermi di non aver modificato la sua opinione sull’uso dell’ivermectina, questo segna un significativo cambiamento di posizione. La FDA ha già eliminato una pagina che consigliava di non assumere l’ivermectina per prevenire o trattare la COVID-19. Entro 21 giorni, rimuoverà un’altra pagina intitolata “Perché non dovrebbe usare l’ivermectina per trattare o prevenire la COVID-19”. Attualmente, la FDA afferma che non ha autorizzato o approvato l’uso dell’ivermectina per la COVID-19 e che i dati disponibili non dimostrano la sua efficacia contro la malattia, nonostante alcuni studi citati suggeriscano il contrario. L’accordo prevede anche la cancellazione di vari post sui social media che esprimevano forti opinioni contrarie all’uso dell’ivermectina, incluso uno che diceva: “Non sei un cavallo. Non sei una mucca. Davvero, tutti voi. Smettetela”. In cambio di questa modifica, i medici che avevano intentato causa contro l’agenzia ritireranno le loro azioni legali. La dottoressa Mary Talley Bowden, una dei medici querelanti, ha dichiarato che questo accordo rappresenta una vittoria per tutti i medici e i pazienti degli Stati Uniti, limitando l’ingerenza della FDA nella relazione medico-paziente. Anche il dottor Paul Marik, responsabile scientifico della FLCCC Alliance e un altro querelante, ha espresso soddisfazione per l’esito dell’accordo. Un portavoce della FDA ha dichiarato che l’agenzia ha scelto di risolvere questa causa anziché continuare a litigare su dichiarazioni risalenti a diversi anni fa. La FDA non ammette violazioni della legge e sostiene la sua autorità nel comunicare con il pubblico sui prodotti che regolamenta. Non ha cambiato posizione sull’uso dell’ivermectina né ha autorizzato il suo utilizzo per la prevenzione o il trattamento della COVID-19. L’ivermectina è stata approvata dalla FDA nel 1996 per trattare diverse condizioni, ma l’uso off-label da parte di medici per trattare il COVID-19 ha sollevato polemiche. Dopo una causa legale intentata da medici contro la FDA, un accordo legale ha portato alla rimozione dei post e delle pagine contro l’ivermectina.

L’INDIPENDENTE – MUORE PER EMORRAGIA CEREBRALE DOPO IL VACCINO ASTRAZENECA: 8 MEDICI VERSO IL PROCESSO

La Procura di Roma ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio per 8 medici dell’ospedale Sant’Eugenio, a seguito della morte di Stefania Cecca, una donna di 49 anni deceduta per emorragia cerebrale dopo essersi vaccinata contro il Covid. Secondo l’accusa, se i medici avessero diagnosticato correttamente le complicazioni seguenti alla somministrazione del vaccino AstraZeneca, le possibilità di sopravvivenza della donna sarebbero state significativamente aumentate. Stefania Cecca è morta il 9 aprile 2021, un mese dopo essersi vaccinata. Dopo il vaccino, ha iniziato a manifestare sintomi come forti mal di testa, spossatezza e problemi alla vista. Nonostante i suoi malessere, non è stata sottoposta a esami adeguati all’ospedale, e la situazione è precipitata rapidamente con una trombosi venosa cerebrale seguita da una trombosi polmonare, che ha portato al decesso della donna. Il pubblico ministero ha evidenziato che una diagnosi tempestiva avrebbe potuto ritardare l’intervento chirurgico, dando maggiori possibilità di sopravvivenza a Stefania Cecca. Gli indagati sono membri dell’equipe medica che ha assistito la donna durante i suoi sintomi, tra cui l’ex direttore del servizio, un’ematologa e sei medici che l’hanno visitata tra il 16 e il 20 marzo. Gli avvocati dei medici hanno dichiarato che la Procura avrebbe dovuto indagare anche sui protocolli di AstraZeneca nella sperimentazione del vaccino anziché concentrarsi solo sui medici, sottolineando che i casi di morte correlati al vaccino sono emersi solo recentemente. Questa notizia arriva poco dopo un’altra indagine della Procura di Genova, che ha visto cinque professionisti indagati per la morte della giovane studentessa Camilla Canepa, avvenuta dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Anche in quel caso, l’accusa riguardava la mancata esecuzione di accertamenti necessari per trattare le complicanze seguenti alla vaccinazione.

RAINEWS – L’ITALIA NON ADERIRA’ AL GREEN PASS GLOBALE DELL’OMS

Orazio Schillaci, Ministro della Salute, ha annunciato che l’Italia non aderirà al Green Pass Globale proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questa decisione è stata confermata dopo l’approvazione del decreto-legge del 26 febbraio in Consiglio dei Ministri. Il Green Pass Globale, nato da un accordo tra l’OMS e l’Unione Europea nel giugno scorso, è un documento progettato per consentire la condivisione dei dati sulla certificazione vaccinale a livello internazionale. Tuttavia, l’adesione a questo sistema è volontaria per gli Stati membri. Schillaci ha chiarito che durante il processo di conversione del decreto-legge verrà presentato un emendamento per riformulare il testo, mantenendo l’attenzione sugli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) relativi alla salute. Questo emendamento mira a garantire la piena operatività del fascicolo sanitario elettronico. Il Green Pass Globale, in sostanza, funge da libretto sanitario elettronico verificabile e accettato a livello mondiale. Si tratta di un’estensione e digitalizzazione della Carta Gialla, un documento utilizzato per verificare la vaccinazione contro alcune malattie richieste per l’ingresso in determinati paesi. L’OMS ha assicurato che questo strumento non comprometterà la privacy e i dati sanitari personali. Fa parte della strategia digitale dell’OMS presentata nel 2020, che mira a garantire migliori trattamenti sanitari globali attraverso nuove tecniche di telemedicina. Lo scambio e la circolazione delle informazioni tramite il Green Pass Globale consentiranno la creazione di una banca dati globale per la ricerca scientifica, integrando altri sistemi e registri per lo sviluppo di nuove cure e politiche sanitarie basate sulle esigenze delle persone.

L’INDIPENDENTE – COLLETORTO (CAMPOBASSO): 72ENNE MUORE IN SEGUITO ALLA SOMMINISTRAZIONE DEL VACCINO ANTI COVID

A Colletorto, nella provincia di Campobasso, è stato stabilito che la morte di un uomo di 72 anni è correlata alla somministrazione del vaccino anti-Covid. Dopo aver ricevuto il vaccino nel 2021, l’uomo, che era in buone condizioni di salute come attestato da esami clinici precedenti all’inoculazione, ha cominciato ad avvertire frequenti malori. Nonostante il ricovero presso l’ospedale San Timoteo di Termoli, è deceduto 20 giorni dopo il suo ingresso. L’autopsia ha confermato che la causa del decesso è stata la vaccinazione contro il Covid. Di conseguenza, la famiglia del defunto riceverà un risarcimento di 77.000 euro dalla Regione Molise, che ha stanziato un fondo da 150 milioni di euro per coloro che hanno subito danni da vaccino Covid. Dopo la morte dell’uomo, i suoi parenti si sono rivolti agli avvocati Giuseppe Fazio e Quirino Mescia per intentare una causa legale allo scopo di chiarire le circostanze della sua morte. Anche la direzione sanitaria del San Timoteo ha deciso di eseguire un’autopsia sul cadavere, riconoscendo il nesso causale tra la vaccinazione contro il Covid e il decesso dell’anziano. La Commissione Medico Ospedaliera, che agisce come organo del Ministero della Salute nel processo di concessione dell’indennizzo, ha rilevato un quadro clinico di “scompenso multiorgano” e “coagulopatia da consumo”, confermando la diretta correlazione tra la vaccinazione e il decesso. La Commissione ha citato numerose fonti mediche nel suo verbale, tra cui l’AIFA, The New England Journal of Medicine, British Medical Journal, Journal of Cellular and Molecular Medicine e The Lancet Haematology. Gli avvocati dei familiari del defunto hanno sottolineato che, secondo la Corte costituzionale, lo Stato è responsabile dei danni alla salute causati dalla vaccinazione e dovrebbe quindi fornire un adeguato risarcimento. Auspicano inoltre che le aziende farmaceutiche produttrici dei vaccini contribuiscano al risarcimento dei danneggiati, considerando i profitti ottenuti dalla produzione dei vaccini anti-Covid.

AGI – ISTITUITA UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SULLA GESTIONE DELLA PANDEMIA DA CORONAVIRUS

Mercoledì 14 febbraio 2024 è stata approvata in via definitiva l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta bicamerale sulla gestione della pandemia da coronavirus durante il secondo governo Conte. Il disegno di legge che istituisce la commissione è stato approvato dalla Camera dei deputati con 132 voti a favore (tutta la maggioranza di centrodestra più Italia Viva) e 86 contrari (il resto dei partiti di opposizione). Un deputato si è astenuto. Il testo prevede che la commissione sia composta da 30 membri: 15 senatori e 15 deputati, nominati in proporzione al numero dei componenti di tutti i gruppi parlamentari. Compiti della commissione: Valutare l’efficacia e la prontezza delle misure adottate dal governo Conte II durante l’emergenza pandemica. Accertare i motivi del mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale. Accertare i motivi della mancata attivazione del piano pandemico redatto nel 2006. La commissione avrà 18 mesi per concludere i suoi lavori e presentare una relazione finale al Parlamento. L’istituzione della commissione d’inchiesta è stata accolta con favore dalla maggioranza, che la considera un passo necessario per fare chiarezza sulla gestione della pandemia. L’opposizione, invece, ha criticato la commissione, definendola un “ennesimo carrozzone” e una “strumentalizzazione politica”.

ANSA – RINVIATO DI 6 MESI IL TERMINE DI PAGAMENTO DELLE MULTE PER I NON VACCINATI AL COVID

Il termine per il pagamento delle multe per chi ha violato l’obbligo di vaccinazione anti-Covid è stato esteso fino al 31 dicembre. L’emendamento al decreto Milleproroghe, proposto da Alberto Bagnai (Lega) e approvato dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera con otto voti favorevoli, ha generato accese discussioni in aula. La seduta è stata sospesa a causa delle tensioni mentre si esaminava l’emendamento. Il deputato di Iv Luigi Marattin ha criticato il provvedimento su X, definendolo un rinvio ingiustificato delle multe per coloro che non si sono vaccinati. Le opposizioni hanno richiesto una votazione nominale, ma il presidente della commissione Bilancio, Giuseppe Mangialavori (FI), ha interrotto la seduta a causa del clima teso. Le multe coinvolgono circa 1,7 milioni di italiani inadempienti all’obbligo vaccinale, e questa è la terza proroga. I nuovi termini dovrebbero entrare in vigore dal 1 gennaio 2025.

SCENARIECONOMICI – CDC AMERICANO AVEVA REDATTO UN ALLERTA SU MIOCARDITI ASSOCIATA A VACCINI PFIZER E MODERNA NEL 2021

Nel 2021, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno redatto un’allerta riguardante l’infiammazione cardiaca associata ai vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna. Documenti interni confermano la preparazione dell’allarme, destinato alla rete Health Alert System (HAN) del CDC, ma non è mai stato inviato. Secondo una email esclusiva di The Epoch Times, il dottor Sara Oliver, funzionario del CDC, ha indicato che alcuni colleghi erano contrari alla divulgazione dell’allarme per non sembrare “allarmisti”. Il Dr. Oliver era in contatto con un dipendente di Pfizer o Moderna, ma non ha risposto a richieste di commento. Il CDC non ha fornito una risposta diretta sulla decisione di non inviare l’allarme, sollevando preoccupazioni sulla priorità della percezione pubblica rispetto alla salute dei cittadini. Il senatore Ron Johnson ha condannato tale comportamento come “negligenza”. Esperti come Kim Witczak e il Dr. Tom Frieden hanno criticato il CDC, affermando che era necessario indagare sui casi emergenti invece di interrompere le comunicazioni.

LAVOCEDELTRENTINO – DONNA 36ENNE DANNEGGIATA DA VACCINO ANTI-COVID SARÀ RISARCITA A VITA DALLO STATO

Una donna palermitana di 36 anni, dopo aver ricevuto tre dosi di vaccino anti-Covid, ha sviluppato una miocardite, danneggiando la parete inferiore del ventricolo sinistro. La Commissione medica ospedaliera di Messina ha confermato la correlazione tra la miocardite e la vaccinazione, stabilendo un risarcimento a vita per la donna, la cui cifra sarà determinata in seguito. Il caso evidenzia la tutela legislativa per coloro che subiscono effetti avversi da vaccino, come previsto dalla legge n.210 del 1992 e successivamente confermato dalla Corte Costituzionale nel 2020. Inoltre, nel gennaio 2022 è stato istituito un fondo di 150 milioni di euro per i risarcimenti dovuti agli effetti avversi. Tuttavia, molti danneggiati non ottengono riconoscimenti, poiché la correlazione tra la patologia e la vaccinazione non viene sempre accettata, creando un clima di paura e intimidazione sulla questione vaccinale. I medici evitano spesso di segnalare gli effetti avversi per timore di conseguenze, mentre l’AIFA non fornisce aggiornamenti sui monitoraggi, bloccati al dicembre 2022.

ILPOST – IL CORONAVIRUS FU SEQUENZIATO 2 SETTIMANE PRIMA CHE LA CINA NE DESSE NOTIZIA

Una ricercatrice cinese ha pubblicato informazioni sul coronavirus due settimane prima che queste fossero ufficialmente diffuse dal governo della Cina, secondo alcuni documenti diffusi da una commissione del Congresso degli Stati Uniti. Il 28 dicembre 2019, la virologa Lili Ren dell’Accademia delle Scienze mediche cinese ha inviato un sequenziamento del SARS-CoV-2, il virus responsabile della COVID-19, a GenBank, una banca dati internazionale di sequenze di materiale genetico. Il lavoro di Ren è stato rimosso da GenBank il 16 gennaio 2020, dopo che è stato segnalato come incompleto. Non è chiaro perché Ren abbia inviato le informazioni a GenBank e perché non abbia risposto alle sollecitazioni di chiarimenti. È possibile che i dati forniti da Ren siano passati inosservati o che non siano stati collegati alle prime notizie sulla nuova malattia che stava emergendo a Wuhan, in Cina. La commissione che ha diffuso i documenti si sta occupando di indagare le origini del SARS-CoV-2. I membri della commissione e alcuni osservatori ritengono che il mancato riconoscimento dell’importanza della segnalazione di Ren e il ritardo con cui il governo cinese informò la comunità internazionale abbiano fatto perdere tempo prezioso nel contenere la diffusione del virus. Le notizie sul lavoro di Ren potrebbero inoltre dimostrare che alla fine del 2019 diversi gruppi di ricerca in Cina fossero già impegnati a sequenziare il coronavirus e che avessero provato a condividere le loro scoperte. Il fatto che il sequenziamento fosse disponibile su una banca dati internazionale, e accessibile liberamente, pone inoltre alcune domande sull’efficacia dei sistemi per la rapida identificazione di nuovi patogeni.

ILSOLE24ORE – PFIZER ACQUISTA SEAGEN PER 43 MILIARDI

Il colosso farmaceutico Pfizer ha ufficializzato un accordo da 43 miliardi di dollari per l’acquisizione di Seagen Inc., focalizzata nella ricerca di cure contro il cancro. Questa mossa strategica segue la flessione delle vendite legate ai farmaci anti-COVID, incluso il declino nelle entrate che ha portato Pfizer a un’imponente perdita in borsa. Il Ceo, Albert Bourla, ha definito l’investimento come “storico”, sottolineando la volontà di entrare in un mercato oncologico in espansione. Pfizer mira a ridefinire il suo modello di business, creando una nuova “divisione oncologica” che unisca le operazioni di ricerca e sviluppo delle due società, sotto la guida dell’oncologo Chris Boshoff. “Puntiamo sul cancro”, ha affermato Bourla, sottolineando l’intento di trasformare radicalmente il trattamento della malattia. Utilizzando la tecnologia Antibody-Drug Conjugate (ADC) di Seagen, Pfizer si prepara a innovare il panorama delle terapie antitumorali. In uno sforzo filantropico e per soddisfare le preoccupazioni della Federal Trade Commission, Pfizer si è impegnata a donare i proventi delle royalties delle vendite del Bavencio, un farmaco utilizzato per il trattamento del carcinoma uroteliale, all’American Association for Cancer Research. Tuttavia, questa donazione riguarderà solo gli introiti negli Stati Uniti, lasciando intatti i guadagni derivanti dalle vendite internazionali. La scelta di Pfizer non è un caso isolato, poiché numerose società farmaceutiche riorientano i loro investimenti verso la ricerca oncologica, con stime che indicano un aumento della spesa globale fino a 375 miliardi di dollari entro il 2027. In Italia, le diagnosi di tumore sono cresciute di oltre 18mila in tre anni, passando da circa 376mila nel 2020 a 395mila nel 2023, mentre sono diminuiti gli screening. Questo incremento potrebbe essere correlato alla sospensione delle cure e delle diagnosi nel 2020 e negli anni successivi, causata dall’attenzione predominante rivolta al COVID-19. Tuttavia, rimane scarsa l’attenzione sugli effetti a lungo termine dei vaccini sperimentali anti-COVID a tecnologia mRNA, tema ancora avvolto da incertezze e silenzi pesanti.

QUOTIDIANO SANITA’ – PROROGATO L’OBBLIGO DI MASCHERINA IN OSPEDALE FINO A GIUGNO 2024

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha prorogato fino al 30 giugno 2024 l’obbligo di utilizzare le mascherine all’interno dei reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi nelle strutture sanitarie. Questa proroga estende l’obbligo anche ai lavoratori, agli utenti e ai visitatori delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, comprese le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice e altre strutture simili. Le direzioni sanitarie delle strutture identificano specificamente i reparti ad alta intensità di cura dove è obbligatorio l’utilizzo delle mascherine. Nei restanti reparti e nelle sale di attesa, la decisione sull’uso delle mascherine rimane a discrezione delle direzioni sanitarie, che possono richiederne l’utilizzo per chi presenta sintomi respiratori. La proroga dell’ordinanza mira a garantire una protezione extra nelle strutture sensibili, ma non include obblighi per gli spazi ospedalieri al di fuori dei reparti di degenza. L’ordinanza stabilisce alcune eccezioni: i bambini sotto i sei anni, persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso delle mascherine e coloro che devono comunicare con persone disabili in modo che non possano indossare il dispositivo. L’ordinanza, in scadenza il 31 dicembre, verrà ufficializzata con la pubblicazione in Gazzetta.

SKYTG24 – BUTTATI ALMENO 215 MILIONI DI VACCINI ANTI COVID

Un’inchiesta del quotidiano Politico ha rivelato che dall’inizio della pandemia a oggi, nei paesi dell’Unione Europea sono stati distrutti almeno 215 milioni di dosi di vaccini contro il COVID-19. Il valore stimato della perdita è di circa 4 miliardi di euro. Secondo l’analisi di Politico, il maggior numero di dosi buttate è stato in Germania, con 83 milioni, seguita dall’Italia, con 49 milioni. Il paese che ne ha buttati di più in rapporto alla popolazione è stato l’Estonia. I vaccini hanno una data di scadenza, che varia a seconda della tipologia e del produttore. Inoltre, le frequenti mutazioni del virus SARS-CoV-2, che causa il COVID-19, possono rendere obsoleti interi lotti di vaccini. L’Unione Europea ha acquistato un totale di 1,5 miliardi di dosi di vaccino, di cui circa 1,1 miliardi da Pfizer e BioNTech. Il numero di dosi acquistate è stato giudicato eccessivo, in particolare alla luce della fine dell’emergenza pandemica.

ANSA – LA NUOVA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELLA SALUTE SUL COVID

Il Ministero della Salute ha pubblicato una nuova circolare che prevede l’obbligo di sottoporre a test diagnostici per Covid-19, influenza e altri virus respiratori le persone che si presentano negli ospedali e nelle Rsa con sintomi compatibili con il Covid. La circolare, firmata dal direttore generale della Prevenzione del Ministero, Francesco Vaia, è stata adottata in considerazione della “intensa circolazione” del virus Sars-CoV-2, che ha portato a un incremento del 10 per cento dei pazienti Covid negli ospedali. La circolare prevede che i test siano effettuati con un unico tampone nasofaringeo, chiamato “pannello dei virus”, che consente di rilevare la presenza di diversi agenti patogeni. “Tornare a fare test per i virus respiratori in ospedale a chi ha i sintomi è una cosa intelligente”, ha commentato il professor Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). “Si può fare un unico tampone nasofaringeo, e ci dice che tipo di infezione respiratoria è in atto. Inoltre, avendo uno screening in entrata dell’ospedale possiamo agire su due fronti, dare subito la terapia e avere poi un quadro dei virus che circolano molto più attendibile”. La circolare del Ministero della Salute arriva in vista delle festività natalizie, quando si prevede un aumento dei contagi. Il Ministero ha invitato gli over 65 a vaccinarsi con il richiamo per rafforzare la protezione contro il Covid.

L'informazione è di parte! Ci sono giornali progressisti e giornali conservatori. La stessa notizia ti viene raccontata in modo diverso. Se cerchi un sito che ti spieghi le cose con semplicità, e soprattutto con imparzialità, allora questo è il posto giusto per te. Cerchiamo notizie e fatti social del momento e li rimettiamo in circolo, senza giri di parole e senza influenzarti con le nostre opinioni.

FONTEUFFICIALE.it riassume le notizie pubblicate dalle agenzie di stampa e da altri media autorevoli (come Ansa, Agi, AdnKronos, Corriere della Sera, ecc..), quindi non è direttamente responsabile di inesattezze. Se, però, ritieni che un nostro articolo debba essere modificato o eliminato puoi farne richiesta [ scrivendo qui ].

Per ricevere i nostri aggiornamenti e restare informato ti invitiamo a seguirci sul nostro profilo ufficiale di Google News.
Potrebbero interessarti anche questi articoli: