Il servizio delle Iene sui voti “taroccati” per favorire alcuni arbitri

Nel servizio de Le Iene andato in onda qualche sera fa, due arbitri di Serie A hanno denunciato la presunta esistenza di un sistema di voti “taroccati” per favorire alcuni fischietti a discapito di altri

Il servizio delle Iene sui voti taroccati per favorire alcuni arbitri
Nel servizio de Le Iene andato in onda qualche sera fa, due arbitri di Serie A, Niccolò Baroni e Daniele Minelli, hanno denunciato la presunta esistenza di un sistema di voti “taroccati” per favorire alcuni fischietti a discapito di altri.

Baroni e Minelli, entrambi dismessi tre stagioni fa per voti che loro ritenevano ingiusti, sostengono di avere le prove a sostegno delle loro accuse. Si tratta di chat e telefonate intercorse tra gli Organi Tecnici, ossia gli ex arbitri di Serie A che valutano le prestazioni dei colleghi in campo.

In un caso emblematico, uno dei responsabili degli Organi Tecnici avrebbe comunicato via chat l’intenzione di assegnare un voto di 8,60 a tutti gli arbitri. Tuttavia, dopo aver consultato la graduatoria, avrebbe cambiato idea, decidendo di favorire un collega di Baroni e Minelli, Luca Abbattista, con un voto di 8,70.

Dalle chat emerge anche come un collaboratore avrebbe spiegato come “aggiustare” i voti: “Devi togliere un 8,60 e mettere un 8,70…così gli hai messo un voto in più”.

Baroni e Minelli fecero ricorso contro la loro dismissione, ma persero in tutte le sedi sportive. Solo dopo aver ricorso alla giustizia ordinaria vennero reintegrati.

Il presidente dell’Aia, Carlo Pacifici, e il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, avevano invitato gli arbitri a parlare senza paura e a volto scoperto. Tuttavia, le chat e le telefonate emerse nel servizio de Le Iene mostrano come gli arbitri che denunciano irregolarità rischiano ritorsioni.

L’intervista

Cogliendo al balzo le dichiarazioni pubbliche del presidente della FIGC Gabriele Gravina e di quello dell’AIA Carlo Pacifici, Filippo Roma chiede un’intervista agli arbitri in via ufficiale ma la loro risposta è questa.

Filippo Roma: Come mai ha risposto di no alla nostra richiesta di intervista?

Niccolò Baroni: Ma guardi, ho solo chiesto autorizzazione, non mi è stata data.

Filippo Roma: Come mai non le è stata data?

Niccolò Baroni: Non c’è motivazione. Sono associato e devo rispondere all’associazione.

Filippo Roma: Ma come, Pacifici ha detto chi ha elementi concreti si faccia avanti, lei segue i canali ufficiali e non può parlare?

Niccolò Baroni: Ma non posso dire niente, è tutto già chiaro.

Filippo Roma: Arbitro Minelli buonasera, ce la rilascia o no questa intervista?

Daniele Minelli: Non posso.

Filippo Roma: Perché non può?

Daniele Minelli: Perché non mi hanno autorizzato.

Filippo Roma: Ma chi non l’ha autorizzata?

Daniele Minelli: L’associazione.

Perché l’Aia non concede interviste agli arbitri?

Perché l’associazione invita gli arbitri a farsi avanti e poi non concede colloqui a favore di telecamera? La Iena ne parla con il Ministro per lo Sport Andrea Abodi, portando al Ministero anche i due arbitri che, attraverso i microfoni della trasmissione, avevano raccontato la loro esperienza personale: Robert Avalos e Andrea Nasti. Il primo aveva pubblicamente contestato quanto accaduto con il designatore Gianluca Rocchi, il secondo aveva invece denunciato alcuni episodi controversi che a suo dire gli avrebbero impedito di arrivare in serie A.

Questo il dialogo tra il Ministro Abodi e Filippo Roma:

Filippo Roma: Ministro Buonasera! Guardi un po’ chi gli ho portato.

Andrea Abodi: È sempre un piacere ricevere delle persone che si presentano con il volto.

Filippo Roma: A proposito, ma perché Pacifici nega l’autorizzazione a parlare a chi usa i canali ufficiali e porta le prove?

Andrea Abodi: Non lo so, chiederò.

Filippo Roma: Non è un comportamento incoerente?

Andrea Abodi: In linea di principio sì. In questi momenti bisogna anche lasciar parlare, purché ci siano delle prove. Io credo che ne vada anche della credibilità dell’Associazione stessa, la cosa migliore da parte mia è parlare con il presidente dell’Aia e avere una risposta che sia convincente.

Filippo Roma: Baroni, Minelli, no? Perdono ogni grado di giustizia sportiva. Nel momento in cui si rivolgono invece alla Procura di Roma, da che erano stati dismessi vengono magicamente reintegrati. Ma come è spiegabile una cosa del genere?

Andrea Abodi: Non lo so. Beh, insomma, oggettivamente gli atteggiamenti ondivaghi…o uno va fino in fondo, oppure, per carità, magari c’è stata una distrazione. Però reputazione e credibilità sono i due fattori decisivi. Io lavoro soltanto per questo.

Filippo Roma: Lei cosa può fare di concreto per abbattere questo muro di gomma e far prevalere nel mondo arbitrale la meritocrazia una volta per tutte?

Andrea Abodi: Io vorrei, intanto, che il prossimo passo lo facesse la persona che non si è mostrata, per prendersi una responsabilità e denunciare.

Filippo Roma: Però ha visto che succede se poi quell’arbitro ci mette la faccia.

Andrea Abodi: Sono qua apposta. Quindi l’invito è a mostrarsi.

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