Cos’è la siccità

Il termine “siccità” viene utilizzato per indicare una prolungata mancanza d’acqua dovuta a insufficienti precipitazioni atmosferiche

Cos'è la siccità
Cos’è la siccità. Il termine “siccità” deriva dal latino “siccus,” e significa “secco“, “arido“. Il termine viene utilizzato per indicare una prolungata mancanza d’acqua, generalmente per insufficienti precipitazioni atmosferiche, con la conseguente aridità del terreno.

La siccità, però, differisce dall’aridità perché la seconda è ristretta ad aree geografiche con poca precipitazione e risulta una caratteristica permanente del clima. Invece, la siccità è una condizione temporanea. E’ un fenomeno sporadico che può colpire in un particolare periodo e in una particolare zona. Può verificarsi sia in regioni secche che umide. Un periodo di siccità può, però, durare anche diversi anni, ma anche un breve ma intenso episodio può essere devastante.

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Infatti, la siccità è un evento che segna la rottura dell’equilibrio tra la naturale disponibilità d’acqua e il consumo che ne fanno le attività umane. Questo evento può causare gravi danni sia all’ecosistema naturale sia alle attività agricole delle zone colpite.

La siccità può essere suddivisa in tre tipologie:
  • Siccità meteorologica: periodo temporale in cui le piogge rilasciano al suolo un quantitativo d’acqua inferiore alla media;
  • Siccità agricola: l’umidità necessaria alle coltivazioni è inferiore a quella media richiesta per un tipo di raccolto (può essere causata da tecniche agricole o da condizioni particolari del suolo anche nei periodi di precipitazioni atmosferiche nella media);
  • Siccità idrologica: le riserve d’acqua in una regione si trovano al di sotto della media. Le riserve d’acqua includono il liquido presente in un bacino idrografico, in un lago, nella falda freatica, e nei bacini artificiali. Può aver luogo anche in tempi di precipitazioni nella media (o sopra la media), a causa dell’aumentare della richiesta di risorse idriche.
Le cause della siccità

Le precipitazioni atmosferiche dipendono dalla quantità di vapore acqueo presente nell’atmosfera terrestre e dalla contemporanea risalita delle masse d’aria che lo contengono. Quando qualcosa attenua questi due fenomeni, si genera una situazione di siccità.

I possibili fattori:
  • Periodo anomalo di prevalenza di sistemi di alta pressione;
  • Venti in prevalenza continentali (che portano masse d’aria secche anziché quelle più umide degli oceani);
  • El Niño o altri cicli termici oceanici;
  • Deforestazione;
  • Riscaldamento globale (potrebbe avere un sostanziale impatto dannoso sull’agricoltura, soprattutto nelle nazioni in via di sviluppo).
Quali sono le conseguenze della siccità
I periodi di siccità possono condurre a devastanti conseguenze ambientali, economiche e sociali:
  • Morte del bestiame;
  • Riduzione dell’estensione dei campi coltivati;
  • Incendi;
  • Diminuzione della quantità di acqua destinata alle industrie;
  • Desertificazione;
  • Tempeste di sabbia;
  • Fenomeni di disidratazione nella popolazione;
  • Carestie;
  • Tensioni sociali;
  • Migrazioni di massa;
  • Guerre (volte ad assicurarsi beni di prima necessità).
Quali sono le soluzioni contro la siccità?
  • Desalinizzazione dell’acqua marina per usi agricoli o domestici;
  • Monitoraggio costante dei livelli di precipitazioni atmosferiche (per individuare eventuali periodi in cui la quantità di acqua richiesta supera quella disponibile);
  • Attento piano di rotazione delle colture per aiutare a minimizzare l’erosione del terreno e favorire la coltivazione di piante più resistenti alla siccità;
  • Raccolta e stoccaggio dell’acqua piovana;
  • Purificazione e depurazione dell’acqua già utilizzata per consentire un suo riutilizzo;
  • Costruzione di acquedotti per portare acqua nelle zone più soggette a periodi di siccità;
  • Restrizioni nell’uso dell’acqua, specialmente per quanto riguarda l’irrigazione delle piante, il lavaggio delle auto o l’uso delle piscine.
Curiosità

L’indice di siccità più comunemente usato attualmente si chiama SPI (Standardized Precipitation Index). Quello più conosciuto, invece, si chiama “indice di Palmer” (ma è ormai superato).

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