Cosa sono le Grotte di Lascaux?

Le Grotte di Lascaux (Francia) sono Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Al loro interno sono conservate opere d’arte parietale di 17.000 anni fa

Cosa sono le Grotte di Lascaux?
Cosa sono le Grotte di Lascaux? Le Grotte di Lascaux (Francia) sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1979. Sono un complesso di caverne al cui interno sono conservate opere d’arte parietale risalenti a 17-18 mila anni fa.

Le grotte di Lascaux sono una delle più importanti grotte dipinte del Paleolitico (per il numero e la qualità estetica delle opere in essa contenute). Sono state soprannominate: “la Cappella Sistina del Paleolitico” o anche “la Cappella Sistina di Périgordien“.

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La storia della scoperta delle Grotte di Lascaux

Le Grotte di Lascaux sono state scoperte, per caso da 4 ragazzi, il 12 settembre del 1940.

Il giorno 8 di settembre del 1940 Marcel Ravidat scoprì, casualmente inseguendo il proprio cane, l’ingresso della cavità durante una passeggiata con i compagni Jean Clauzel, Maurice Queyroi e Louis Perier.

Il cane di Ravidat, inseguendo un coniglio, si fermò nei pressi di una buca situata dove un albero era stato sradicato: si trattava di un’apertura di circa 20 cm di diametro che non permetteva l’esplorazione. Il ragazzo, lanciando sassi per stanare il coniglio, scoprì che il foro comunicava con una grande cavità.

4 giorni dopo, il 12 settembre, Ravidat, equipaggiato con lampada ad olio e sciabola, tornò sul luogo dell’albero sradicato insieme ad altri 3 ragazzi. I 4 giovani entrarono per la prima volta nella grotta scoprendo le mirabili pitture sulle pareti. Dopo diverse visite uno dei ragazzi, Jacques Marsal, rivelò la scoperta ai genitori, che si erano preoccupati vedendolo tornare coperto di polvere.

La notizia giunse al professore dei ragazzi, Leon Laval, che il 16 settembre eseguì una prima esplorazione. Laval decise di avvertire lo studioso di preistoria Henri Breuil, che si trovava nella regione per sfuggire all’occupazione della Francia. Henri Breuil, noto come padre Breuil, era un prete cattolico francese e studioso della preistoria. Era soprannominato il “Papa della Preistoria” grazie ai suoi contributi per gli studi sull’epoca paleolitica e sull’arte rupestre preistorica. Breuil fu il primo studioso ad entrare ed ammirare le pitture rupestri di Lascaux. La visita avvenne il 21 settembre del 1940, meno di 10 giorni dopo la prima esplorazione da parte dei ragazzi.

Breuil chiese ai ragazzi di controllare la grotta giorno e notte per evitare qualsiasi degrado. I ragazzi allestirono un campo nei pressi dell’ingresso. Poi, però, pensarono di poterci guadagnare ed offrirono l’ingresso alla grotta per 2 franchi. I primi visitatori non esitarono a graffiare la vernice o incidere le loro iniziali sulle pareti.

Nel 1947, i proprietari della grotta, la famiglia La Rochefoucauld-Monbel, fecero installare una porta iniziando altri lavori per rendere accessibile al pubblico la scoperta. Il sito fu aperto al pubblico il 14 luglio del 1948. L’insegnante dei ragazzi che scoprirono l’ingresso della grotta fu nominato curatore della grotta di Lascaux.

A partire dal 1955 gli studiosi notarono segni di deterioramento dovuti all’eccesso di anidride carbonica prodotta dal respiro dei visitatori. Nel 1957 fu istituito un sistema per rigenerare l’aria e stabilizzare la temperatura. Nel 1960 comparve la “malattia verde“: le emissioni di anidride carbonica provenienti dalle visite, la temperatura troppo elevata e l’illuminazione artificiale provocarono la diffusione di una colonia di alghe sulle pareti.

Malgrado i tentativi per migliorare la situazione all’interno della grotta, iniziò a proliferare l’idea di realizzare una replica delle pareti della grotta. Nel 1963 Lascaux fu chiusa al pubblico permettendo il restauro delle pitture. Nel 1983 fu aperta alle visite la replica che assunse il nome di Lascaux 2. Questa ricostruzione della grotta originale presenta le 2 gallerie più famose: la Sala dei Tori e il Diverticolo Assiale (dove si può ammirare il 90% dei dipinti). I 2 spazi museali ripercorrono le storia dell’evoluzione dell’uomo e dei suoi strumenti.

Lascaux II dal 2008 è divenuta la principale meta di visita, dopo la chiusura del complesso originario. Nel dicembre del 2016, ha aperto una replica delle grotte denominato Lascaux 4 (un nuovo progetto hi-tech di 900 metri quadrati).

Le costellazioni delle Grotte di Lascaux

Alcune scene dipinte sulle pareti sembrerebbero raccontare storie di caccia, ma secondo una nuova teoria, alcune delle pitture rappresenterebbero le costellazioni celesti come le vedevano i nostri antenati.

Nel 2018, i ricercatori delle università di Edimburgo e Kent hanno confrontato le opere zoomorfe (raffigurazioni che hanno un aspetto animale) rinvenute nei siti neolitici di tutto il mondo (da Göbekli Tepe e Çatalhöyük in Turchia fino alle grotte nei pressi di Lascaux in Francia).

Nei numerosi uri (razza selvatica estinta di bovini della specie Bos taurus), cavalli e cervi della Sala dei tori di Lascaux, gli studiosi hanno riconosciuto le costellazioni zodiacali e sulle pareti della grotta sono individuabili le stelle che formano le costellazioni del Capricorno, del Toro e dello Scorpione.

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