Euro digitale: cos’è e come funziona

Euro digitale: cos’è, come funziona e a cosa serve la moneta elettronica della BCE

Euro digitale: cos’è e come funziona
Euro digitale: cos’è e come funziona. L’Europa e la BCE (la Banca Centrale Europea) sono pronte a lanciare l’euro digitale (una moneta virtuale). Entro la fine del 2021 dovrebbe iniziare la sperimentazione della moneta elettronica. Diventerà una realtà entro i prossimi 5 anni, ha spiegato Fabio Panetta, membro del consiglio direttivo BCE.

Consultando il sito internet della BCE si possono apprendere le principali argomentazioni a sostegno di questa svolta monetaria:

In questa nuova epoca un euro digitale garantirebbe che i cittadini dell’area dell’euro possano continuare ad avere accesso gratuito a un mezzo di pagamento semplice, universalmente accettato, sicuro e affidabile. L’euro digitale sarebbe come le banconote, ma in forma digitale: una moneta elettronica emessa dall’Eurosistema (la BCE e le banche centrali nazionali) accessibile a tutti, cittadini e imprese. Un euro digitale affiancherebbe il contante senza sostituirlo. L’Eurosistema continuerà ad assicurarti accesso al contante in tutta l’area dell’euro“.

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Aiuterebbe a gestire le situazioni in cui il contante non è più la soluzione prescelta ed eviterebbe la dipendenza da mezzi di pagamento digitali emessi e controllati all’esterno dell’area dell’euro, suscettibili di minare la stabilità finanziaria e la sovranità monetaria“.

Un euro digitale sarebbe uno strumento rapido, semplice e sicuro per i pagamenti di tutti i giorni“.

Le criptoattività sono fondamentalmente diverse dalla moneta di banca centrale: il loro prezzo è volatile perché non hanno alcun valore intrinseco e non sono garantite da un’istituzione affidabile. Un euro digitale godrebbe della stessa fiducia riposta nel contante, poiché sarebbe anch’esso garantito da una banca centrale, diversamente dalle criptoattività (ad esempio le stablecoin)“.

Cos’è l’euro digitale

L’euro digitale si chiamerà CBDC (Valuta Digitale della Banca Centrale) dell’Eurozona. Simile alle criptovalute, ma da non confondere con queste ultime, perché l’euro digitale sarà l’equivalente elettronico dell’euro fisico in contanti (1 euro digitale equivarrà a 1 euro fisico), e a emetterlo sarà la BCE. Una moneta virtuale parallela alle banconote da usare per i pagamenti nei Paesi UE.

Come funziona l’euro digitale

L’euro digitale dovrebbe funzionare come il Bitcoin: emesso e trasferito utilizzando la blockchain e conservato nei portafogli digitali (wallet). Però, a differenza delle criptovalute, sarebbe implementato, controllato e gestito da BCE, governo o società terze approvate. Inoltre, a differenza delle criptovalute, la nuova valuta emessa dalla BCE sarebbe solo un “mezzo di pagamento, e non una forma di investimento che compete con altri strumenti finanziari“.

Perché un euro digitale?
  • L’euro digitale renderebbe più veloci i pagamenti e più semplice il tracciamento e il contenimento dei reati finanziari.
  • L’euro digitale potrebbe aiutare a mitigare le probabilità che un cyber attacco, un disastro naturale, una pandemia o altri eventi estremi possano ostacolare la fornitura di servizi di pagamento.
  • L’emissione di un euro digitale andrebbe a sostenere la sovranità e la stabilità monetaria e finanziaria europea davanti alle minacce rappresentate dalla creazione di CBDC da parte di banche centrali straniere a disposizione dei cittadini europei e dallo sviluppo di soluzioni di pagamento come le stablecoin globali da parte di grandi aziende private.
  • Essendo emessa dalla BCE, non dovrebbe subire le oscillazioni legate alla blockchain (come si verifica per le criptovalute più famose, che vengono scambiate senza l’ausilio di istituti finanziari).
  • Per detenere euro digitale non sarebbe necessario disporre di un conto corrente, ma sufficiente avere un “wallet digitale” (come quello delle criptovalute).
A che punto siamo con l’euro digitale

In Francia, la Banca centrale, in collaborazione con Sociéte Générale, ha effettuato una transazione di prova di euro digitale sulla blockchain: è consistita nell’emissione di 40 milioni di euro di obbligazioni garantite sulla blockchain pubblica sotto forma di token di sicurezza.

La Svezia sta progettando l’introduzione dell’e-corona come valuta digitale entro novembre 2022.

In Cina la sperimentazione dell’e-yuan (la versione digitale dello yuan) è già iniziata e ha coinvolto le città di Pechino e Suzhou, per un totale di 40 milioni di yuan (6,2 milioni di dollari).

Anche il segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, si è detta favorevole ai tentativi di creare un dollaro digitale, stampato dalla Federal Reserve e basato sulla tecnologia blockchain.

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