Cosa rischia il turismo italiano per colpa della guerra in Ucraina?

La guerra in Ucraina rischia di rivelarsi il colpo di grazia per il turismo italiano dopo 2 anni di Covid

Cosa rischia il turismo italiano per colpa della guerra in Ucraina?
Cosa rischia il turismo italiano per colpa della guerra in Ucraina? Venerdì 4 marzo, è partita l’iniziativa “Digitour“, il credito d’imposta per le agenzie di viaggio che investono in digitalizzazione (una misura promossa dal ministero del Turismo e gestita da Invitalia). Digitour è una la misura prevista dal Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza) e rappresenta un’opportunità per le agenzie di viaggio e i tour operator che ambiscono a compiere il salto di qualità in termini di investimenti e attività di sviluppo digitali. La dotazione complessiva della misura è di 98 milioni di euro (18 milioni per il 2022, 10 milioni per il 2023, 10 milioni per il 2024 e 60 milioni per il 2025). Il 40% delle risorse è destinato ad Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La guerra in Ucraina, però, rischia di rivelarsi il colpo di grazia per il turismo italiano dopo 2 anni di Covid. Nello specifico, per quanto riguarda i turisti russi in Italia, a Pasqua l’assenza dei visitatori provenienti dalla Russia si tradurrà in alcune decine di milioni di euro di mancati incassi per le strutture ricettive italiane. I turisti russi, infatti, sono considerati “top spender” (consumatori che sono disposti a spendere molto per un servizio), al pari di americani e cinesi. I russi sono grandi amanti degli hotel a 5 stelle e delle boutique di abbigliamento griffate. Nel 2019, quindi prima della pandemia, sono stati circa 1,7 milioni i russi che hanno soggiornato in Italia per turismo.

I reportage dall'Italia e dal Mondo
I dati

Secondo i dati Enit (l’Agenzia Nazionale del Turismo), i turisti russi prediligono in particolare 5 province: Rimini (prima della pandemia si concentrava il 14,9% della spesa totale dei turisti russi in Italia), Roma (col 14,9%), Venezia (col 9,1%), Milano (col 8,8%) e Verona (col 7,1%). Invece, quest’anno, secondo i calcoli di Assoturismo, ad aprile le strutture ricettive italiane dovranno rinunciare (per effetto della guerra in Ucraina) a circa 175mila pernottamenti di turisti russi e a quasi 20 milioni di euro di fatturato. Mentre secondo i calcoli di Federalberghi, Roma, senza turisti russi, perderà circa 150 milioni di euro nel 2022.

Nel 2021 la meta preferita per lo shopping dai turisti provenienti dalla Russia è stata Milano (con il 39% delle vendite totali nell’ambito degli acquisti tax free). In Sardegna e in particolare in Costa Smeralda, il mercato turistico dell’isola la Russia incide per l’1,5% in termini di presenze (circa 220mila a stagione). Il Veneto, invece, nel 2019 accoglieva circa 1 milione di visitatori russi. Nel 2021, a causa della pandemia, gli arrivi dalla Russia sono crollati di oltre il 90%. In Toscana e in Liguria, secondo Coldiretti, quest’anno (tra Pasqua e agosto) erano attesi circa 200 mila turisti russi. Più di 100 mila, invece, in Puglia.

Franco Gattinoni, presidente della Federazione turismo organizzato di Confcommercio, ha detto: “Nel 2019 avevamo 1,3 milioni visitatori russi in Italia, e si tratta certamente di una delle nazionalità che più spendono, per esempio, nell’ambito del tax free shopping. Ma la tragedia che stiamo vivendo va oltre qualunque numero, tanto da impattare in generale sul clima e sul senso di incertezza che sta attanagliando un po’ tutti i viaggiatori, anche gli italiani che devono partire per l’estero. […] Immaginiamo che la situazione possa avere un impatto anche sugli stranieri che provengono dai Paesi limitrofi alla crisi, che magari temono le minacce di Mosca e che sono impegnati a far fronte all’arrivo di milioni di profughi ucraini, abbiamo perciò urgente bisogno di regole chiare e certe per poter programmare. Serve poi un monitoraggio del settore, che necessita ancora di sostegni per uscire definitivamente da questi due anni di crisi profonda“.

Ivana Jelinic, presidente di Fiavet Confcommercio (Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo), ha detto: “Stanno arrivando le prime disdette anche da parte degli americani che avevano scelto di passare nei prossimi mesi le vacanze in Italia. Sono preoccupati dalla vicinanza con l’Ucraina. Per i cinesi l’Italia è ancora off limit e in questo caso c’entrano le restrizioni anti-Covid. Proprio i visitatori statunitensi, cinesi e russi erano quelli che spendevano di più nel Belpaese. […] Gli italiani cominciano a rivedere i loro piani per l’estate, aumentano le richieste per Spagna e Portogallo, più lontani dall’epicentro della crisi, mentre Grecia, Turchia e Francia non suscitano interesse in questa fase. […] Il nostro settore è in crisi, la pandemia ha causato perdite di fatturato dell’80 per cento. Le nostre aziende sono senza liquidità e non sono nemmeno nelle condizioni di poter sfruttare le agevolazioni offerte dal Pnrr, come il credito di imposta sugli investimenti in digitalizzazione“.

L'informazione è di parte. Ci sono giornali progressisti e giornali conservatori. La stessa notizia ti viene raccontata in modo diverso. Se cerchi un sito che ti spieghi le cose con semplicità, e soprattutto con imparzialità, allora questo è il posto giusto per te.

Cerchiamo le notizie del momento e te le spieghiamo meglio, senza giri di parole e senza influenzarti con le nostre opinioni.

FonteUfficiale.it è un sito di informazione generalista approvato da Google News. Per ricevere i nostri aggiornamenti e restare informato ti invitiamo a seguirci sul nostro profilo ufficiale di Google News.