Fake News: cos’è e significato

Fake News: cos’è, definizione, significato, come riconoscerle, differenza tra notizie vere e false, inventate e bufale

Fake News: cos'è e significato
Fake News. Le notizie false non sono un’invenzione dei giorni nostri, ma esistono da sempre. Però, fino a pochi anni fa, una cosiddetta Fake News restava confinata tra chi l’aveva inventata e i pochi (parenti, amici, conoscenti) ai quali veniva raccontata, oppure veniva letta sui giornali scandalistici e dimenticata. Ci volevano, quindi, anni prima che una Fake News diventasse “virale“.

Oggi, invece, grazie a internet, alla potenza mediatica dei social media (Facebook, Twitter, ecc.) e alla televisione, qualunque notizia può fare il giro del mondo in pochi istanti, e circolare anche se non vera. Fermarla, poi, diventa un’impresa quasi impossibile.

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Fake News: cos’è

Cos’è una Fake News: è il termine inglese utilizzato per definire le notizie false e inventate: quelle che in Italia chiamiamo “bufale“. Il termine “bufala” deriva da “menare per il naso come una bufala“. Cioè, portare a spasso il lettore (come si faceva con i bufali, tirando l’anello che hanno attaccato al naso).

Fake News: come diventa virale

Come diventa virale una Fake News: si usano gli utenti dei social network per diffondere rapidamente le Fake News: basta, infatti, un semplice “condividi” per distribuire a tutti gli amici qualunque contenuto. Purtroppo, però, può capitare che le persone condividano notizie senza chiedersi se siano vere o false. E’ facile che questo capiti se sono notizie che strizzano l’occhio alle nostre idee.

I 4 canali che favoriscono la diffusione delle Fake News:
  • Condivisione involontaria sui social network da parte di persone che, senza una verifica approfondita, rilanciano informazioni false;
  • Contenuti condivisi dai giornalisti che diffondono informazioni emerse dal web e dai social in tempo reale;
  • Gruppi collegati tra di loro che tentano di influenzare l’opinione pubblica;
  • Campagne sofisticate di disinformazione attraverso reti di Bot e fabbriche di troll.

Un’altra fonte di condivisione di possibili Fake News è lo smartphone. La possibilità di registrare e pubblicare video in pochi secondi, ha permesso alle persone di pubblicare qualsiasi tipo di notizia (anche falsa o poco attendibile).

Bisogna:
  • Verificare la provenienza dei video (da quale social, blog, sito web provenga) e verificarne l’affidabilità;
  • Verificare la fonte del video (cioè scoprire chi l’ha pubblicato) cercando di arrivare ad un individuo reale che possiamo contattare;
  • Verificare il contenuto del video. Per fare ciò, bisogna risalire al primo video pubblicato che rappresenta la notizia, stabilire quando è stato pubblicato, localizzare il luogo dov’è stato registrato tramite servizi online, e compararlo ad altri possibili video che riprendono la medesima scena da punti di vista differenti (per avere un quadro più completo della situazione).
Fake News: perché

Perché pubblicare una Fake News: vengono pubblicate con il deliberato intento di disinformare o creare scandalo.

Chi le inventa può farlo:
  • Per un guadagno economico (ad esempio, con la pubblicità che compare sul sito che pubblica le fake news) e quindi si ingegna per farle circolare senza controllo;
  • Per influenzare le opinioni della gente e ad esempio screditare un avversario politico.
Le 8 motivazioni della pubblicazione di fake news:
  • Propaganda;
  • Profitto;
  • Influenza politica;
  • Interesse particolare;
  • Faziosità;
  • Cattivo giornalismo;
  • Parodia;
  • Provocare;
  • Prendere in giro.
Fake News: differenza tra notizia falsa e imprecisa

Qual è la differenza tra una Fake News e una notizia imprecisa: per essere definita davvero una Fake News non basta che sia una notizia falsa. Chi l’ha scritta potrebbe, infatti, inconsapevolmente, aver pubblicato informazioni rivelatesi non corrette, imprecise, o sbagliate.

La notizia, per essere definita Fake News, deve essere stata intenzionalmente inventata. Dev’esserci, quindi, la premeditazione.

Fake News: come riconoscerle

Come riconoscere una Fake News: prima di tutto, bisogna verificare la fonte. Siti dai nomi strani, o che imitano i nomi dei siti autorevoli sono campanelli di allarme. Poi, dopo aver letto con attenzione la notizia, bisogna controllare se ci sono altri siti che parlano dello stesso argomento.

Sono 7 i modi per riconoscere una Fake News:
  • Collegamento ingannevole: titoli, immagini o didascalie differiscono dal contenuto;
  • Contenuto ingannatore: il contenuto viene spacciato come proveniente da fonti esistenti;
  • Contenuto falso al 100%: il contenuto è completamente falso;
  • Contenuto manipolato: l’informazione reale viene manipolata per trarre in inganno;
  • Manipolazione della satira: non c’è intenzione di procurare danno, ma il contenuto viene utilizzato per trarre in inganno;
  • Contenuto fuorviante: uso ingannevole dell’informazione per inquadrare un problema o una persona;
  • Contesto ingannevole: il contenuto reale è accompagnato da informazioni contestuali false.
I trucchi per riconoscere e smascherare una Fake News:
  • Effettuare un controllo incrociato: trovare altre fonti attendibili;
  • Verificare la fonte (o l’autore): cercare di risalire alla fonte originale o al nome dell’autore;
  • Controllare le immagini contenute all’interno dell’articolo: possono essere ritoccate oppure immagini reali ma utilizzate fuori dal contesto di appartenenza;
  • Leggere il decalogo che l’associazione Factcheckers ha pubblicato insieme con Sky Academy.

Bisogna cercare di avere un atteggiamento scettico verso l’informazione e usare il pensiero critico.

Fake News: esempi

Nel 1814, un uomo vestito da ufficiale si presentò in una locanda a Dover e dichiarò la sconfitta e la morte di Napoleone. La notizia arrivò a Londra, e all’apertura della Borsa molti azionisti si precipitarono a investire convinti che Napoleone fosse defunto, lasciando, così, il trono ai Borbone. Presto, però, si scoprì che la notizia era frutto di una menzogna, elaborata per ragioni politiche. Intanto, alcune persone avevano venduto i propri titoli governativi e ritenuti colpevoli furono condannati.

La trasmissione La guerra dei mondi (1938) di Orson Welles, messa in onda dalla CBS (all’interno del programma radiofonico Mercury Theatre on the Air), è un’altro esempio per descrivere il fenomeno. La trasmissione non aveva lo scopo di diffondere una Fake News, infatti sia all’inizio che alla fine della trasmissione fu messo in chiaro che si trattava di un adattamento del romanzo di fantascienza di H. G. Wells. Nonostante ciò, molti radioascoltatori credettero che si trattasse di una notizia vera.

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