Digitale terrestre: quali frequenze cambiano dall’1 gennaio 2021

Dall’1 gennaio 2021 cambiano le frequenze dei canali sul digitale terrestre: quelle delle emittenti locali dell’Area ristretta D

Digitale terrestre: quali frequenze cambiano dall'1 gennaio 2021
Digitale terrestre: quali frequenze cambiano dall’1 gennaio 2021. Prosegue la roadmap del digitale terrestre di seconda generazione DVB-T2 e, di conseguenza, i cambi di frequenze di molte emittenti TV. Sarà, quindi, necessario procedere ad una nuova risintonizzazione o non si vedranno più molti canali TV.

La roadmap è stata divisa in “Aree ristrette da A a D“. Le “Aree ristrette A e B” hanno visto il cambio delle frequenze nei periodi che vanno dall’1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2020. L'”Area ristretta C” cambierà nel periodo che va dall’1 gennaio 20201 al 30 giugno 2021. Infine, dall’1 settembre 2021 al 31 dicembre 2021 toccherà all’”Area ristretta C“.

I reportage dall'Italia e dal Mondo
  • Dal 28 Dicembre sono passati all’alta definizione i canali Mediaset: Iris, La5, Medaiset Italia Due, Mediaset Extra, TGCom24, Topcrime, Boing, Cartoonito e Focus.
  • Dal 29 Dicembre sono passati all’alta definizione i canali del gruppo Cairo: La7 HD, La7 e La7 D.
L'”Area ristretta D” comprende tutta la Sicilia (tranne le province di Palermo e Messina)
Dovrà risintonizzare la TV (o il decoder del digitale terrestre) chi abita in queste province:
  • Agrigento
  • Caltanissetta
  • Catania
  • Enna
  • Ragusa
  • Siracusa
  • Trapani

In tutte queste zone cambieranno frequenza tutte le TV locali che attualmente trasmettono su 51-53 UHF e le TV nazionali che trasmettono su 50-52 UHF.

L’”Area ristretta C comprende una vasta fascia del territorio italiano (da nord a sud)
Dovrà risintonizzare la TV (o il decoder del digitale terrestre) chi abita in queste province:
  • Trieste
  • Gorizia
  • Pordenone
  • Udine
  • Venezia
  • Treviso
  • Verona
  • Vicenza
  • Rovigo
  • Padova
  • Mantova
  • Bologna
  • Ferrara
  • Forlì-Cesena
  • Modena
  • Ravenna
  • Rimini
  • Ancona
  • Ascoli Piceno
  • Fermo
  • Pesaro-Urbino
  • Chieti
  • Pescara
  • Teramo
  • Macerata
  • Campobasso
  • Foggia
  • Campobasso
  • Barletta-Andria-Trani
  • Brindisi
  • Taranto
  • Lecce
  • Matera
  • Cosenza
  • Crotone
  • Catanzaro
  • Reggio Calabria

Nelle province dell’Emilia Romagna, del Veneto e Del Friuli Venezia Giulia, il cambio delle frequenze delle emittenti locali sarà definitivo. In tutte le altre province, invece, verrà assegnata una frequenza provvisoria.

Da parte degli operatori televisivi prosegue, quindi, il rilascio della banda di frequenze a 700 MHz (facenti parte dello spettro UHF che va dai 300 ai 3.000 MHz). Queste frequenze sono state assegnate agli operatori telefonici per la rete 5G che viaggerà su 3 bande (694-790 MHz, 3.600-3.800 MHz e 26,5-27,5 GHz). Attualmente, sulle frequenze della “Banda 700” trasmettono molte TV locali italiane. In Ministero dello Sviluppo economico ha, però, messo a punto una roadmap scaglionata al fine di dar loro tempo per cambiare frequenze.

Dal 1 Dicembre 2020 la maggior parte dei canali sono passati al nuovo standard DVB-S2, e non sono più visibili in SD ma solo in HD e 4K. E’ il caso di Cielo, K2, TV8, i canali di TGR Rai e Mediaset, che non possono più essere visti da coloro che non sono dotati di un decoder Tivùsat HD o 4K. Nel 2021 molti altri canali seguiranno la stessa sorte, quindi coloro che non sono dotati di un decoder in grado di agganciare il nuovo standard non potranno seguire le loro trasmissioni preferite. Il Governo Italiano ha, però, predisposto il bonus TV da 50 Euro, che può essere richiesto attraverso un’autocertificazione da presentare al rivenditore, e permette di godere di uno sconto di 50 Euro sul prezzo di decoder e TV. La misura è rivolta solo a coloro che hanno un reddito ISEE non superiore ai 20mila Euro, e può essere utilizzata anche per l’acquisto di un decoder Tivùsat HD o 4K.

La data da segnare è quella del 21 Settembre 2021, quando prederà il via il primo passaggio tecnologico (il cosiddetto switch off), che prevede l’abbandono dello standard MPEG-2. Il passaggio al DVB-T2, che si concluderà nel 2022, rappresenta un tappa fondamentale per il digitale terrestre in quanto grazie ai nuovi codec di compressione audio-video, permetterà agli spettatori di godere di contenuti ad alta definizione su un numero più elevato di canali.

Come sapere se la TV supporta il nuovo standard? Basta consultare la scheda tecnica del televisore, o collegarsi ai canali test 100 e 200: se ci si connette a Rai Uno, bisogna stare attenti affinché compaia la scritta “Test HEVC Main10“. In caso affermativo, la TV è compatibile, in caso contrario no.

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