Cos’è la Global minimum tax?

La Global Minimum Tax è una nuova imposta minima del 15% che si applica a tutte le multinazionali con un fatturato annuo di almeno 750 milioni di dollari

Cos'è la Global minimum tax?
Cos’è la Global minimum tax? La Global Minimum Tax è una nuova imposta minima del 15% che è entrata in vigore dal primo gennaio 2024. Si applica a tutte le multinazionali con un fatturato annuo di almeno 750 milioni di dollari. Questo accordo, sottoscritto da più di 130 paesi, mira a contrastare la concorrenza fiscale e a prevenire il fenomeno del dumping fiscale, dove molte aziende spostano la loro sede principale in paesi con aliquote fiscali più convenienti.

L’obiettivo della Global Minimum Tax è impedire la concentrazione di aziende in nazioni con tasse estremamente basse, contrastando la pratica di alcune imprese che collocano la loro sede in paesi con aliquote fiscali più favorevoli, come ad esempio Amazon in Lussemburgo o Apple in Irlanda.

In Italia, la normativa sulla Global Minimum Tax è stata recentemente introdotta attraverso un decreto legislativo in conformità con la direttiva 2022/2053 dell’Unione europea. La direttiva introduce diverse regole per contrastare le strategie delle multinazionali che mirano a eludere le imposte nazionali.

La principale regola introdotta è l’Income inclusion rule (Iir), che impone alle società di pagare un’imposta aggiuntiva se le loro controllate estere sono soggette a tassi fiscali inferiori nei paesi a bassa imposizione. Le società madri devono quindi coprire la differenza tra il 15% e la tassazione inferiore pagata dalle controllate estere.

Un altro aspetto importante della normativa è che il potere di tassazione si sposta verso gli Stati di commercializzazione, ossia i paesi in cui un’azienda vende i suoi beni e servizi. Questo colpisce principalmente le grandi aziende tecnologiche, che solitamente pagano le tasse nel paese in cui registrano il quartier generale anziché nei paesi in cui i consumatori acquistano i loro servizi.

La Global Minimum Tax è stata accolta positivamente da molti paesi e dovrebbe portare a un aumento del gettito fiscale complessivo. Secondo l’Ocse, le nazioni coinvolte dovrebbero ottenere un gettito fiscale aggiuntivo di 220 miliardi di dollari. In Italia, si prevede che questa imposta porterà a un guadagno significativo nei prossimi anni. Tuttavia, restano ancora alcune incertezze, in quanto alcuni paesi, come la Svizzera, hanno adottato misure per ridurre l’impatto della tassa, e sia la Cina che gli Stati Uniti hanno scelto di non adottarla.

Cos’è la global minimum tax?

La global minimum tax si basa su una riforma concordata da 139 paesi membri dell’OCSE e del G20. Questa riforma si articola su due pilastri principali:

  • Diritti di imposizione delle imprese multinazionali: Le grandi aziende con un fatturato superiore a 20 miliardi di euro e una redditività oltre il 10% dovranno pagare le imposte anche nei paesi in cui operano, non solo dove hanno sede legale. La convenzione multilaterale è stata approvata dall’OCSE il 11 ottobre.
  • Tassazione minima effettiva: È prevista una tassazione minima del 15% per i grandi gruppi multinazionali con un fatturato globale superiore a 750 milioni di euro. Questo mira a ridurre l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili.

In Italia, la global minimum tax è entreta vigore dal 1° gennaio 2024. Il percorso verso l’attuazione locale è passato attraverso l’UE, che ha approvato una direttiva per introdurre l’imposta minima anche negli Stati membri. Gli Stati hanno tempo fino alla fine dell’anno per definire le regole di attuazione, seguendo la traccia europea. L’Italia si appresta a rispettare la scadenza approvando un decreto legislativo di attuazione della direttiva del Consiglio del 14 dicembre 2022.

Uno schema del testo, composto da 52 articoli, è stato reso disponibile dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per ricevere commenti da associazioni di categoria, ordini professionali ed esperti.

Come funziona la global minimum tax?

La global minimum tax, introdotta dal 2024, prevede un’imposizione integrativa nota come Top-Up Tax per individuare grandi gruppi di imprese che pagano un livello di imposizione inferiore al 15% nei vari Paesi in cui operano.

Le principali imposte previste sono:
  • Imposta minima integrativa (IIR): da pagare dalle imprese controllanti localizzate in Italia di gruppi multinazionali o nazionali in relazione alle imprese soggette a bassa imposizione;
  • Imposta minima suppletiva (UTPR): da versare da una o più imprese di un gruppo multinazionale localizzate in Italia in relazione alle imprese soggette a bassa imposizione in altri Paesi;
  • Imposta minima nazionale (QDMTT): dovuta dalle imprese di un gruppo multinazionale o nazionale soggette a bassa imposizione e situate in Italia.
  • A livello globale, l’introduzione di un’imposta minima al 15% mira a recuperare tassazione dalle multinazionali e contrastare il fenomeno del dumping fiscale, con previsioni di maggiori entrate fiscali globali pari a 150 miliardi di dollari all’anno e una riassegnazione di oltre 125 miliardi di dollari di profitti ai territori di produzione. Questo dovrebbe portare benefici soprattutto alle economie dei paesi in via di sviluppo.

    Anche l’Italia spera di ottenere risorse dalla global minimum tax per coprire i costi della prossima Legge di Bilancio, contribuendo così alla sua realizzazione concreta in base agli accordi internazionali.

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