Il vademecum per smentire le tesi dei “No Vax”

Non sono sempre teorie campate in aria. A volte si tratta di dati reali, ma mal interpretati

Il vademecum per smentire le tesi dei
Il vademecum per smentire le tesi dei “No Vax”. Alcuni degli argomenti dei cosiddetti “No vax” utilizzano dati reali e citano fonti ufficiali, ma traggono conclusioni errate. Tom Whipple, responsabile del canale Scienza del Times, ha pubblicato una guida che spiega alcuni degli argomenti più comuni tra i “No Vax” e perché sono sbagliati.

Morti o effetti collaterali gravi dopo i vaccini

La teoria secondo cui “migliaia di persone” sarebbero morte per i vaccini o avrebbero avuto gravi conseguenze si basa dati che non sono falsi, ma è mal interpretata.

I reportage dall'Italia e dal Mondo

Si tratta di siti web ufficiali, governativi. Nel Regno Unito, nell’Ue e negli Stati Uniti, i medici segnalano malattie, stranezze e decessi che si verificano dopo il vaccino a un database centrale (indipendentemente da ciò che li ha causati). Se si vaccina un’intera popolazione ce ne saranno molti, perché stranezze, decessi e malattie succedono comunque, a prescindere dal vaccino.

Quello che è importante capire è quanti di questi eventi negativi siano stati causati proprio dal vaccino e quanti siano eventi indipendenti.

Sono più di quanto ti aspetteresti in una popolazione che non è stata vaccinata?

Al momento, gli unici effetti collaterali confermati sono stati un rischio estremamente limitato di trombosi nel caso di somministrazione di Oxford-AstraZeneca e un fenomeno altrettanto rarissimo di alcune conseguenze cardiache, non fatali, per quello Pfizer (la miocardite).

“I calciatori vaccinati continuano a morire”

I calciatori vaccinati continuano a morire dopo il vaccino“. La fonte è un sito israeliano per cui 108 giocatori e allenatori sono morti nel mondo nel 2021, quindi in un periodo in cui si è avuta una vaccinazione di massa mondiale.

Bisogna capire se un numero di morti come questo sia equiparabile a un anno in cui la vaccinazione non c’è stata o se invece l’incidenza sia molto più alta.

Una ricerca della Fifa (l’organo mondiale del calcio) ha raccolto dati in 16 Paesi nel 2020, prima che i vaccini andassero a regime, per scoprire che 150 calciatori sono purtroppo morti in campo.

“Big Pharma sta eliminando i farmaci per sconfiggere il Covid perché su quelli non può guadagnarci”

L’ivermectina (uno dei farmaci celebri tra i No Vax) è un farmaco economico, prodotto in serie e altamente efficace. Il problema è che è molto efficace nel trattare i parassiti.

Da dove è nata l’idea che potesse, invece, fermare la pandemia?

Mesi fa alcuni studi di laboratorio suggerivano che, insieme a molti altri composti, potesse avere un effetto sul Covid. Successivamente, questa ipotesi è stata supportata da studi clinici. Il più impressionante di questi studi (randomizzato in Egitto) si è rivelato fraudolento. Attualmente è in fase di valutazione nell’Oxford Recovery Trial, ma non ci sono ancora prove sufficienti per raccomandarne l’uso.

Per quanto riguarda l’accusa secondo cui “Big Pharma starebbe sopprimendo una medicina a basso costo“, si può rispondere che il primo farmaco che si è dimostrato in grado di curare il Covid è uno steroide di 60 anni fa chiamato “desametasone“, che costa pochi centesimi.

“Tra gli under 60 il rischio di morte è doppio per i vaccinati”

Le persone sotto i 60 anni vaccinate rischiano di morire il doppio di quelle non vaccinate“. Sono i dati ufficiali inglesi. Come, però, ha affermato Stuart McDonald, presidente del Covid 19 Actuaries Response Group, è un esempio da manuale di un fenomeno noto come “paradosso di Simpson“.

In ogni fascia di età (da 30 a 40, da 40 a 50, da 50 a 60) i vaccini riducono il rischio di morte. Tuttavia, quando queste età sono raggruppate, sembra che accada il contrario. Questo perché l’età media del gruppo vaccinato è molto più alta di quella dei non vaccinati.

Quasi tutti i bambini sotto i 10 anni sono nel gruppo “non vaccinato“. Quasi tutti gli adulti sopra i 40 anni sono nel gruppo “vaccinato“.

“Il Covid è come l’influenza”

Sì, i sintomi iniziali si rassomigliano, ma questo non significa che la mortalità sia la stessa. I decessi per influenza variano negli anni, a seconda del ceppo in circolazione e dell’efficacia del programma vaccinale.

Secondo Public Health England, in un anno normale non sarebbe insolito avere meno di 10.000 morti. Negli ultimi 2 anni abbiamo avuto le misure di mitigazione della salute pubblica più rigorose della storia, tanto che l’influenza è quasi scomparsa. E abbiamo visto più di 150.000 morti per Covid.

Quindi, il Covid non è come l’influenza.

“I vaccini non funzionano più”

Ci sono quelli che sostengono che “i vaccini non funzionano più ora che c’è la variante Omicron“.

Non c’è dubbio che la variante Omicron buchi i vaccini più facilmente rispetto alle precedenti varianti. Ma come dimostrano gli ultimi studi della sanità britannica, la terza dose detta “booster” contro Omicron protegge all’88% dal ricovero in ospedale e, nei casi più gravi, dalla morte. Oltre a evitare a tantissimi di finire ricoverati o in terapia intensiva.

Infatti, lo scorso inverno, nel Regno Unito, su 50mila casi di Covid ci sono stati 1000 decessi. Quest’autunno i decessi non hanno superato i 100.

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