Quante varianti di Covid-19 esistono nel mondo?

Le varianti in circolazione più contagiose del virus SarsCoV2 sono 3: inglese, sudafricana e brasiliana

Quante varianti di Covid-19 esistono nel mondo?
Quante varianti di Covid-19 esistono nel mondo. Le varianti in circolazione più contagiose del virus SarsCoV2 sono 3: inglese, sudafricana e brasiliana. Siccome riuscire a tracciare la presenza delle varianti in ciascun Paese è complesso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha chiesto di raccogliere le sequenze genetiche di queste nuove varianti. Inoltre, il Comitato dell’OMS ha chiesto di mettere a punto un sistema standardizzato per la denominazione delle nuove varianti che eviti i riferimenti geografici.

Le Varianti del Covid-19

D614G

La prima variante identificata è stata quella indicata con la sigla D614G, e nata da mutazioni concentrate soprattutto sulla proteina Spike.

I reportage dall'Italia e dal Mondo
Variante inglese (o 20B/501YD1, o B.1.1.7)

La variante inglese, indicata con le sigle 20B/501YD1 oppure B.1.1.7, è caratterizzata da 23 mutazioni, 14 delle quali sono localizzate sulla proteina Spike. E’ comparsa a settembre in Gran Bretagna, ma è stata resa nota solo a metà dicembre. E’ stata identificata in 33 Paesi (compresa l’Italia).

Variante sudafricana (o N501Y)

La variante sudafricana, indicata con la sigla N501Y, è stata isolata in ottobre Sudafrica. E’ caratterizzata da una maggiore capacità di contagio e da una carica virale più alta (sempre legata a più mutazioni sulla proteina Spike).

Variante brasiliana (o B.1.1.248)

La variante brasiliana è stata isolata il 6 gennaio dall’Istituto nazionale giapponese per le malattie infettive (NIID) ed è indicata con la sigla B.1.1.248. Nasce da 12 mutazioni della proteina Spike. Fra queste mutazioni ce ne sono 2 già note e chiamate N501Y e E484K.

Variante danese (o cluster 5)

La variante danese, indicata con “cluster 5“, è comparsa negli allevamenti di visoni in Danimarca e trasmessa all’uomo.

Variante italiana (o N501T)

Altre mutazioni nella stessa proteina hanno portato alla variante italiana (o N501T), isolata a Brescia e che potrebbe risalire ad agosto. Potrebbe essere una “sorella” della variante inglese.

Variante spagnola

La variante spagnola, indicata con le sigle 20A.EU1 e 20A.EU2, sono comparse in Spagna e si sono diffuse in Italia all’inizio dell’autunno.

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