L’eccessiva esposizione alla luce blu dei dispositivi elettronici potrebbe condurre a una pubertà precoce

A sostenerlo è una ricerca condotta dagli studiosi dell’Ankara City Hospital/Children’s, presentata al congresso della Società Europea di Endocrinologia Pediatrica

L'eccessiva esposizione alla luce blu dei dispositivi elettronici potrebbe condurre a una pubertà precoce
L’eccessiva esposizione alla luce blu dei dispositivi elettronici potrebbe condurre a una pubertà precoce. L’esposizione alla luce blu di smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici potrebbe non avere influenze soltanto sulla vista. Viene, infatti, ipotizzato che questo tipo di luce potrebbe influire anche sui normali ritmi ormonali delle bambine, accelerando la pubertà. A sostenerlo è una ricerca condotta dagli studiosi dell’Ankara City Hospital/Children’s, presentata al congresso della Società Europea di Endocrinologia Pediatrica.

Lo studio

Gli studiosi hanno utilizzato un modello animale ed evidenziato che l’eccessiva esposizione alla luce blu, tipicamente emessa da tablet e smartphone, causa uno sconvolgimento ormonale, con livelli ridotti di melatonina, elevati livelli di specifici ormoni riproduttivi, estradiolo e lutenizzante, insieme a cambiamenti fisici nel tessuto ovarico. Tutti fattori che aumentano le probabilità di una pubertà precoce e di futuri problemi di fertilità.

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Durante lo studio, i topi femmina sono stati divisi in 3 gruppi di 6: il primo gruppo è stato esposto a un normale ciclo di luce, il secondo a 6 ore di luce blu e il terzo a 12 ore. I primi segni di pubertà si sono manifestati, in entrambi i gruppi esposti alla luce blu, significativamente prima. Inoltre, più lunga è stata la durata dell’esposizione, più precocemente si è verificato l’inizio della pubertà e i ratti hanno anche mostrato alcuni segni di danno cellulare e infiammazione alle ovaie.

Mariacarolina Salerno, vicepresidente del congresso europeo e presidente della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) e Stefano Cianfarani, presidente del congresso europeo, ordinario di pediatria all’Università Tor Vergata di Roma e responsabile dell’Unità di Diabetologia e patologia dell’accrescimento dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, hanno detto: “I ricercatori hanno evidenziato che l’esposizione alla luce blu è sufficiente per alterare i livelli di ormoni fondamentali nella regolazione della pubertà e che questo effetto è ‘dose-dipendente’: più lunga è l’esposizione, prima la pubertà inizia. […] Potremmo presumere che una disgregolazione dei neurotrasmettitori cerebrali, indotta da un eccessivo uso di dispositivi elettronici, potrebbe agire come fattore scatenante più potente sui neuroni che producono gonadotropine, stimolanti la funzione dei testicoli e delle ovaie“.

Siccome, però, i risultati provengono da un modello animale, “non possiamo essere sicuri che possano essere gli stessi anche nelle bambine e saranno necessarie ulteriori indagini per comprendere meglio il potenziale impatto dell’esposizione alla luce blu sui livelli ormonali e sull’inizio della pubertà precoce“.

I dati

In Europa la pubertà precoce interessa circa il 5% delle ragazze e circa l’1% dei maschi. In Italia, invece, riguarda da 1 a 6 nati ogni 1000.

Salerno e Cianfarani hanno spiegato che: “La pubertà precoce si verifica con la comparsa dei segni di sviluppo puberale prima dell’età di 8 anni per le femmine e prima dei 9 anni nei maschi. I cambiamenti sono legati alla produzione di ormoni prodotti dalla ghiandola ipofisaria, detti gonadotropine, che stimolano la funzione dei testicoli e delle ovaie“.

Il corpo del bambino inizia a trasformarsi in adulto prima del tempo, con un’accelerazione dello sviluppo dei caratteri sessuali e una rapida chiusura delle cartilagini di accrescimento osseo. Per effetto di questo processo, i bambini crescono velocemente in altezza, ma poi il picco si esaurisce e da adulti possono presentare una statura inferiore alla media“.

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