La seconda dose di AstraZeneca non va somministrata in caso di trombosi dopo la prima dose?

L’Aifa ha chiarito cosa fare riguardo al richiamo con AstraZeneca in caso di sindrome trombotica trombocitopenica (TTS) in un paziente

La seconda dose di AstraZeneca non va somministrata in caso di trombosi dopo la prima dose?
L’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha redatto una nota informativa, concordata con le autorità regolatorie europee, che contiene aggiornamenti che riguardano il vaccino AstraZeneca e le sue modalità di somministrazione. Un documento, indirizzato agli operatori sanitari, che cambia le linee guida per la seconda dose.

L’Aifa ha annunciato che la seconda dose del vaccino AstraZeneca non va somministrata in caso di trombosi dopo la prima dose. La precisazione contiene anche un riferimento dettagliato ai sintomi che devono essere valutati con attenzione.

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Cos’è la trombotica trombocitopenica (TTS)

Si tratta di una combinazione di “trombosi” e “trombocitopenia” (cioè, una carenza di piastrine nel sangue), osservata in chi ha ricevuto il vaccino di AstraZeneca. In alcuni casi è stato osservato anche sanguinamento, e in quelli più gravi sono state rilevate trombosi arteriose o venose in siti insoliti (come nei seni venosi cerebrali, nell’addome e nei siti degli organi splancnici).

Questa condizione, che si è verificata in particolare tra le donne di età inferiore ai 60 anni nelle prime 3 settimane dopo la vaccinazione, ha condotto alcuni pazienti al decesso. Secondo le più recenti stime solo lo 0,00003% dei vaccinati va incontro a questo effetto avverso. Quindi, la probabilità di sviluppare una sindrome trombotica trombocitopenica indotta dal vaccino è inferiore a quello di sviluppare una trombosi in seguito all’infezione da Covid-19.

Cosa dice la nota dell’Aifa

Attualmente, in Italia, il vaccino AstraZeneca è raccomandato per gli over 60 ed è “controindicato nei soggetti che hanno presentato sindrome trombotica trombocitopenica (Tts) in seguito alla precedente vaccinazione con Vaxzevria“.

I soggetti con diagnosi di trombocitopenia insorta entro 3 settimane dalla vaccinazione con Vaxzevria devono essere attivamente valutati per segni di trombosi. Allo stesso modo, i soggetti che presentino trombosi entro 3 settimane dalla vaccinazione devono essere valutati per trombocitopenia“.

Una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, è stata osservata molto raramente dopo la vaccinazione con Vaxzevria. […] Tale manifestazione include casi gravi che si presentano come trombosi venosa, anche in siti di insorgenza insoliti, come la trombosi cerebrale dei seni venosi e la trombosi venosa splancnica, nonché la trombosi arteriosa in concomitanza con la trombocitopenia. Alcuni casi hanno avuto un esito fatale. La maggior parte di questi casi si è verificata nelle prime 3 settimane successive alla vaccinazione e si è verificata soprattutto nelle donne di età inferiore ai 60 anni“.

Quali sono i sintomi da tenere sotto controllo

La TTS richiede una gestione clinica specializzata. Quindi, medici e operatori sanitari devono consultare le linee guida e i colleghi ematologi e specialisti della coagulazione, prima di diagnosticare e trattare questa condizione.

Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia. I soggetti vaccinati devono essere istruiti a consultare immediatamente un medico se sviluppano sintomi quali respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione“.

Chiunque manifesti sintomi neurologici tra cui cefalea severa o persistente, visione annebbiata, confusione o convulsioni dopo la vaccinazione oppure ecchimosi (petecchia) in una sede diversa da quella della vaccinazione dopo alcuni giorni, deve consultare immediatamente un medico“.

Gli operatori sanitari devono segnalare qualsiasi sospetta reazione avversa associata all’uso di Vaxzevria in conformità con il sistema nazionale di segnalazione spontanea”, ha concluso l’Aifa, evidenziando “l’importanza di segnalare il nome del prodotto vaccinale e i dettagli del lotto“.

Quindi, tutte le persone che hanno ricevuto una diagnosi di trombocitopenia entro 3 settimane dalla vaccinazione con il farmaco di AstraZeneca devono essere valutate alla ricerca dei sintomi di trombosi e viceversa. In caso venga riscontrata effettivamente la sindrome, non potranno ricevere il richiamo di AstraZeneca, ma riceveranno la seconda dose con un vaccino diverso.

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