Intolleranza al lattosio: cos’è, cosa fare e rimedi

Intolleranza al lattosio: cos’è, sintomi, cause, cosa fare, rimedi, cosa mangiare, quali cibi evitare, cura

Intolleranza al lattosio: cos'è, cosa fare e rimedi
Intolleranza al lattosio. L’intolleranza al lattosio è una delle intolleranze alimentari più comuni. E’ causata dalla mancanza dell’enzima “lattasi” preposto alla scomposizione della proteina del latte in zucchero, glucosio e galattosio. Tale mancanza, determina l’incapacità di digerire qualsiasi tipo di latte (da quello materno a quello di mucca, asina o capra) causando sintomi quali diarrea e meteorismo.

Intolleranza al lattosio: cos’è

Cos’è l’intolleranza al lattosio: è una condizione in cui il consumo di latte e latticini provoca disturbi gastrointestinali (come gonfiore, dolore crampiforme e saltuaria diarrea).

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L’intolleranza al lattosio può essere genetica, acquisita o congenita:
  • Intolleranza al lattosio genetica (o primaria): l’organismo non produce le lattasi per un difetto genetico, e i sintomi si manifestano già nella prima infanzia (a circa 2 anni di età), ma anche nell’adulto per la riduzione progressiva della produzione della lattasi.
  • Intolleranza al lattosio acquisita (o secondaria, o transitoria): quando tale deficit avviene per la temporanea perdita dell’enzima. Infezioni o lesioni del tratto gastrointestinale e mutazioni dietetiche repentine sono i più comuni fattori alla base di tale condizione. E’, quindi, secondaria ad altre patologie: acute (infiammazioni e infezioni dell’intestino come salmonellosi, colera, enteriti acute); croniche intestinali (celiachia, morbo di Crohn, linfomi, enteriti attiniche, sindrome dell’intestino irritabile).
  • Intolleranza al lattosio congenita: è molto rara, si manifesta sin dalla nascita con un’incapacità permanente di produrre la lattasi funzionale, e persiste tutta la vita.
Intolleranza al lattosio: sintomi

Sintomi dell’intolleranza al lattosio: sono una conseguenza del ristagno del latte nell’intestino (che non viene digerito a causa della mancata scissione della proteina del latte). La mancata scomposizione del lattosio provoca nell’intestino la fermentazione del latte (e degli alimenti che contengono lattosio). Una volta fermentato, il latte passa nel colon, Il latte viene attaccato dalla flora batterica intestinale che lo trasforma in idrogeno e acidi organici, dando origine a diversi sintomi che possono manifestarsi già a distanza di 1 o 2 ore dall’ingestione di latte e a alimenti derivati.

Quali sono i sintomi:
  • Diarrea;
  • Meteorismo;
  • Gonfiore addominale;
  • Difficoltà digestiva;
  • Reflusso gastrointestinale;
  • Nausea e vomito;
  • Mal di testa.

L’intensità dei sintomi dipendono anche dal cibo associato, perché il loro insorgere è condizionato dalla velocità di svuotamento gastrico: maggiore è la velocità in cui il lattosio si sposta dallo stomaco all’intestino intestino, maggiore è l’intensità del sintomo. Quindi, se il lattosio viene ingerito insieme ai carboidrati, lo svuotamento gastrico è più veloce e i sintomi sono più evidenti, se viene ingerito con alimenti che riducono la velocità (ad esempio i grassi), i sintomi possono essere di minore intensità.

Non tutte le persone che presentano una carenza di questo enzima, sviluppano sintomi di intolleranza al lattosio.

Il problema dell’intolleranza al lattosio è presente in più della metà della popolazione mondiale (circa il 70%), tuttavia varia in base all’etnia. E’, infatti, più diffuso tra asiatici e orientali. Nell’80% della popolazione di razza nera e degli ispanici, e nel 90% degli asiatici, i livelli di lattasi si riducono dopo lo svezzamento. Tale diminuzione implica che negli anni successivi e anche in età adulta, questi gruppi etnici non sono in grado di digerire elevate quantità di lattosio.

Gli europei, invece, sono più resistenti rispetto alle altre popolazioni. Secondo i dati statistici, l’incidenza maggiore di sintomi di intolleranza al lattosio è maggiore in Europa del sud (70%), poi Europa centrale (30%), Stati Uniti (22%), e nord Europa (5%). In Italia e generalmente ereditaria e la stima delle persone intolleranti al lattosio è del 50% della popolazione, anche se non tutti manifestano sintomi. L’incidenza varia a seconda delle zone, con maggiore presenza nel sud Italia e nelle Isole.

Non ci sono distinzioni rilevanti tra uomo e donna mentre ci sono per quanto riguarda l’età. Infatti, l’enzima che scompone il lattosio inizia a diminuire intorno ai 2 anni di vita, facendo comparire i primi sintomi nei bambini non prima dei 6 anni di vita.

Intolleranza al lattosio: cause

Cause dell’intolleranza al lattosio: è da attribuirsi alla mancanza (o alla riduzione) degli enzimi deputati alla digestione del lattosio (cioè, dello zucchero contenuto nel latte e nei suoi derivati).

Questi enzimi, chiamati lattasi, sono deputati alla scissione del lattosio nei 2 zuccheri che lo costituiscono: galattosio e glucosio.

  • Il galattosio è essenziale per la formazione delle strutture nervose nel bambino;
  • Il glucosio rappresenta il substrato energetico primario dell’organismo. v
Intolleranza al lattosio: cosa mangiare e quali cibi evitare

Cosa mangiare e quali cibi evitare se si soffre di intolleranza al lattosio: oltre ai cibi che contengono le proteine del latte, bisogna stare attenti anche ai farmaci perché anche nei medicinali è contenuto il lattosio.

Gli alimenti che contengono più lattosio per ogni 100gr sono:
  • Latte in polvere magro: con 50,5gr ogni 100gr;
  • Latte in polvere intero: con 35,1gr;
  • Latte di bufala: con 4,9gr;
  • Latte di mucca scremato: con 4,7gr;
  • Latte di mucca parzialmente scremato: con 4,6gr;
  • Latte di mucca intero: con 4,5gr;
  • Latte di pecora: con 4,5gr;
  • Latte di capra: con 4,2gr;
  • Siero del latte: con 4,1gr;
  • Latte umano: da 3,7 a 5,9gr;
  • Latte privo di Lattosio come Zymil e Accadì: con 0,5gr.
I latticini e i formaggi che contengono più lattosio sono:
  • Formaggino tipo MIO: con 65gr di lattosio ogni 100gr di prodotto;
  • Ricotta fresca vaccina: con 4,0 gr;
  • Burro: con 4gr;
  • Yogurt intero: con 3,2 gr;
  • Yogurt parzialmente scremato: con 3,3 gr;
  • Ricotta romana di pecora: con 3,2 gr;
  • Crema Bel Paese: con 3,2 gr;
  • Yogurt scremato: con 3,1 gr;
  • Yogurt magro alla frutta: con 3,1 gr;
  • Panna: con 3,21 gr;
  • Fiocchi di latte: con 2,6 gr;
  • Mozzarella vaccina: con 1,5gr – 2 gr;
  • Caprino: con 1,5gr – 2gr;
  • Crescenza: con 1,5gr – 2gr;
  • Cheddar: con 0,23gr;
  • Parmigiano grattugiato: con 0,15gr;
  • Formaggio svizzero: con 0,06gr.
Pizza e snacks che contengono lattosio sono:
  • Pizza margherita sottile: con 0,63gr di lattosio ogni 100gr;
  • Pizza margherita spessa: con 0,743gr;
  • Pizza salsiccia e verdure: con 0,173gr;
  • Pizza margherita surgelata cotta: con 0,393gr;
  • Pane al latte: con 1,83gr;
  • Hotdog: con 0,243gr;
  • Pop-corn al formaggio: con 2,123gr;
  • KIT KAT Barrette Wafer: con 8,213gr;
  • Crackers: con 0,073gr;
  • Gelato alla fragola: con 4,43gr;
  • Gelato alle creme: con 4,8gr;
  • Cioccolato caldo fatto in casa con latte intero: con 4,63gr;
  • Cioccolato liquido prodotto industrialmente con latte scremato: con 3,83gr.

Il lattosio è contenuto anche (in piccole quantità) in alcuni tipi di pane, dolci al forno (ciambelloni e simili), cereali, margarine, caramelle, merendine, salami. Quindi, è importante imparare a leggere la composizione degli alimenti presenti sulle etichette dei prodotti.

Cosa mangiare

I formaggi che gli intolleranti al lattosio possono magiare perché la quantità di lattosio è assente sono:

  • Taleggio;
  • Gorgonzola;
  • Fontina;
  • Provolone dolce;
  • Pecorino;
  • Parmigiano Reggiano;
  • Grana Padano.
Intolleranza al lattosio: cosa fare, rimedi e cura

Cosa fare, rimedi e cura per l’intolleranza al lattosio: per avere una corretta diagnosi, non basta basarsi sulla scomparsa dei sintomi, ma occorrono specifici esami diagnostici di laboratorio.

  • Analisi delle feci: per verificare se il PH è inferiore a 5.5, e la presenza di sostanze riducenti (indicano che i carboidrati non sono stati assorbiti).
  • Breath Test all’Idrogeno: un esame che si effettua sul respiro. Viene prescritto anche per chi soffre di meteorismo e serve per verificare la quantità di idrogeno prodotto dall’organismo. L’aumento dell’idrogeno indica che vi è in corso un malassorbimento del lattosio.

Una volta appurata l’intolleranza al lattosio, la cura si basa essenzialmente su una dieta priva di alimenti contenti il lattosio. L’eliminazione di tali cibi deve, però, avvenire sotto lo stretto controllo medico e in modo graduale, eliminando dapprima i cibi ad alto contenuto di lattosio (latte, yogurt e formaggi freschi) in modo da verificare la soglia di tolleranza dell’organismo.

Quando, invece, non è possibile eliminare alcuni alimenti, è possibile ricorrere ad una terapia farmacologica a base di Lattasi in pasticche, che assicura la digestione del lattosio (una compressa consente di digerire 100 ml di latte vaccino).

Inoltre, siccome gli alimenti ad alto contenuto di lattosio sono anche quelli che contengono grandi quantità di calcio, durante la dieta è utile assumere un integratore di calcio.

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