Il piano del governo per ridurre il consumo di gas

Il Mite ha pubblicato il piano per “realizzare da subito risparmi utili a livello europeo a prepararsi a eventuali interruzioni delle forniture di gas dalla Russia”

Il piano del governo per ridurre il consumo di gas
Il piano del governo per ridurre il consumo di gas. Dopo che l’Ue ha iniziato a parlare di tetto al prezzo del gas (nello specifico al “limite temporaneo al prezzo del gas importato da specifiche giurisdizioni”), la Russia ha fatto intendere che non farà ripartire il flusso di gas naturale verso l’Europa attraverso il gasdotto Nord Stream 1. Si fa, quindi, sempre più concreto il rischio che i paesi dell’Unione Europea dovranno fare a meno del gas russo quest’inverno.

Il Mite (ministero della Transizione ecologica) ha, così, pubblicato il piano per limitare i consumi di gas durante l’inverno. Il Regolamento prevede di “realizzare da subito risparmi utili a livello europeo a prepararsi a eventuali interruzioni delle forniture di gas dalla Russia“.

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Il piano del governo per ridurre il consumo di gas

Il piano italiano prevede di ridurre volontariamente i consumi di gas di 5,3 miliardi di metri cubi rispetto all’anno scorso per il periodo compreso tra il 1° agosto e il prossimo 31 marzo. È una quantità pari al 9,5% del totale sul periodo.

Nello specifico, i 5,3 miliardi provengono dalla “massimizzazione della produzione di energia elettrica da combustibili diversi dal gas (circa 2,1 miliardi di Smc di gas) e i risparmi connessi al contenimento del riscaldamento (circa 3,2 miliardi di Smc di gas)”.

Per farlo l’Italia punta alla produzione di energia elettrica con fonti alternative al gas (come carbone, olio combustibile e bioliquidi, cioè combustibili derivati da sostanze vegetali), e a una riduzione vera e propria dei consumi (tra cui quella del gas usato per il riscaldamento).

Il ministero della Transizione ecologica ha indicato una riduzione di 1 °C del riscaldamento degli edifici (che diventano 17 °C per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, e 19 °C per tutti gli altri, case comprese. In entrambi i casi ci sono 2 gradi di tolleranza).

Impianti di riscaldamento

Il ministero ha deciso di accorciare di 15 giorni il periodo in cui gli impianti di riscaldamento saranno accesi in tutte le zone climatiche in cui è divisa l’Italia. Saranno attivati 8 giorni dopo la data di inizio esercizio e spenti 7 giorni prima del solito. Inoltre, dovranno essere tenuti accesi per 1 ora in meno ogni giorno rispetto al passato. Le riduzioni non riguardano, però, ospedali e case di ricovero.

Secondo le stime del ministero, con questa azione di contenimento si risparmierebbero 3,2 miliardi di metri cubi di gas.

Campagne di sensibilizzazione

Sono previsti ulteriori risparmi grazie a comportamenti dei cittadini, da promuovere con specifiche campagne di sensibilizzazione.

Il ministero suggerisce la “riduzione della temperatura e della durata delle docce, l’utilizzo anche per il riscaldamento invernale delle pompe di calore elettriche usate per il condizionamento estivo, l’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno, l’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico, il distacco della spina di alimentazione della lavatrice quando non in funzione, lo spegnimento o l’inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando in vacanza, non lasciare in stand by TV, decoder, DVD, la riduzione delle ore di accensione delle lampadine“.

Il ministero, inoltre, consiglia “la sostituzione di elettrodomestici a più elevato consumo con quelli più efficienti, installazione di nuove pompe di calore elettriche in sostituzione delle vecchie caldaie a gas, installazione di pannelli solari termici per produrre acqua calda, sostituzione lampadine tradizionali con quelle a led“.

Secondo le stime del ministero, si prevede un risparmio fino a 2,9 miliardi di metri cubi di gas, che sommati ai 5,3 ottenuti con le azioni amministrative, il totale sarebbe di 8,2 miliardi di metri cubi di gas (pari al 15% della media dei 5 anni precedenti nel periodo tra il 1° agosto e il 31 marzo). È la quota che l’Italia si è impegnata a tagliare, così come gli altri paesi membri dell’Unione Europea, a luglio.

Stato di allerta

Se dovesse esserci il rischio concreto di mancanza di gas all’interno dell’Unione Europea, la Commissione Europea potrà attivare (su richiesta di 5 Stati membri) lo stato di allerta per cui questa riduzione dei consumi diventerebbe obbligatoria. In questo caso, però, si potrebbero ridurre i consumi solo del 7%.

Se dovesse attivarsi il meccanismo di allerta l’Italia sarebbe già in regola con le misure amministrative che garantirebbero un risparmio del 9,5% dei consumi (al di sopra della soglia minima di risparmio del 7% del Regolamento europeo).

Siccome, però, il governo non ha il controllo dei comportamenti degli individui, non è detto che si riuscirà a risparmiare proprio il 15%, ma almeno la soglia minima sarà raggiunta.

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