Il 12 giugno si vota per i 5 referendum sulla giustizia

Sono 5 i quesiti a cui bisognerà rispondere “SI'” o “NO” il prossimo 12 giugno (data fissata per i referendum sulla giustizia)

Il 12 giugno si vota per i 5 referendum sulla giustizia
Il 12 giugno si vota per i 5 referendum sulla giustizia. Il 12 giugno, oltre alle elezioni amministrative, si potranno votare anche i 5 referendum sulla giustizia promossi da Lega e Radicali. Nello specifico, si tratta di decidere sull’abolizione della “legge Severino“, sulla “separazione delle carriere tra giudici e pm“, sulla “riforma del Csm“, sui “limiti agli abusi della custodia cautelare” e sulla “equa valutazione dei magistrati“.

Si tratta, quindi, di referendum abrogativi: significa che, in base all’articolo 75 della Costituzione, viene chiesta ai cittadini “l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge“. Chi è d’accordo con i quesiti proposti, e quindi è favore dell’abrogazione delle norme, deve votare ““. Chi, invece, è contrario all’abrogazione deve votare “No“.

I reportage dall'Italia e dal Mondo

Affinché il referendum possa essere considerato valido bisogna raggiungere il quorum del 50%+1 degli aventi diritto (questo vale per ogni quesito) per cui è importante un’ampia partecipazione al voto. Possono votare tutti i cittadini italiani con più di 18 anni di età. Si vota unicamente domenica 12 giugno, e i seggi saranno aperti dalle 7.00 alle 23.00.

Elezione dei membri “togati” del Csm

Il quesito riguarda le norme che regolano l’elezione dei cosiddetti “membri togati” del Csm (il Consiglio superiore della magistratura).

Il Csm è l’organo di autogoverno della magistratura. Ne fanno parte, per diritto, 3 persone: il presidente della Repubblica, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti sono eletti per 2/3 da tutti i magistrati (i membri togati), per 1/3 dal Parlamento in seduta comune (i componenti laici).

Se oggi un magistrato si vuole proporre come membro del Csm deve raccogliere almeno 25 firme di altri magistrati a sostegno della sua candidatura. Se vincesse il “” decadrebbe l’obbligo della raccolta firme e si tornerebbe alla legge originale che dal 1958: il singolo magistrato potrebbe presentare la propria candidatura in autonomia e liberamente senza il supporto di altri magistrati (e quindi senza l’appoggio delle cosiddette “correnti” politiche interne al Csm).

Valutazione della professionalità dei magistrati

Il quesito chiede che la componente laica del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione e dei Consigli giudiziari non sia esclusa dalle discussioni e dalle valutazioni che hanno a che fare con la professionalità dei magistrati.

Oggi i magistrati vengono valutati dal Csm ogni 4 anni sulla base di pareri motivati (ma non vincolanti) elaborati dal Consiglio direttivo della Corte di Cassazione e dai Consigli giudiziari. Entrambi gli organi hanno composizione mista: oltre ai membri che ne fanno parte per diritto, sono formati da alcuni magistrati e poi da alcuni membri laici (avvocati e in alcuni casi professori universitari in materie giuridiche). Avvocati e docenti sono, però, esclusi dai giudizi sull’operato dei magistrati. Quindi, solo i magistrati hanno il compito di giudicare gli altri magistrati.

Se vincesse il “”, i membri laici avrebbero diritto di voto in tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei Consigli giudiziari con l’obiettivo.

Separazione delle funzioni giudicanti e requirenti dei magistrati

Il quesito riguarda l’abrogazione delle disposizioni che danno la possibilità ai magistrati di passare dalla funzione requirente (quella del pubblico ministero) alla funzione giudicante (quella del giudice), o viceversa.

Oggi i magistrati, nel corso della loro vita professionale, possono passare da una funzione all’altra (con delle limitazioni e non più di 4 volte). Se vincesse il “” si separerebbero le due funzioni: a inizio carriera il magistrato dovrebbe scegliere tra la funzione giudicante e quella requirente, senza più la possibilità di passare dall’una all’altra.

Limitazione delle misure cautelari

Il quesito interviene per limitare i casi in cui è possibile applicare le misure cautelari. La custodia cautelare è la custodia preventiva (cioè una limitazione della libertà) a cui un imputato può essere sottoposto prima della sentenza.

L’articolo 274 del codice di procedura penale elenca i casi che giustificano l’applicazione delle misure cautelari. Se vincesse il “”, verrebbe eliminata l’ultima parte dell’articolo 274 del codice di procedura penale, e cioè la possibilità, per i reati meno gravi, di motivare una misura cautelare con il pericolo di reiterazione.

Abolizione del decreto Severino

Il quesito chiede di abrogare il decreto legislativo numero 235 del 31 dicembre 2012 (il cosiddetto “decreto Severino”) che prevede una serie di misure per limitare la presenza di persone che hanno commesso determinati reati nelle cariche pubbliche elettive.

Il decreto stabilisce il divieto di ricoprire incarichi di governo, l’incandidabilità o l’ineleggibilità alle elezioni politiche o amministrative, e la conseguente decadenza da tali cariche, per coloro che vengono condannati in via definitiva per determinati reati, anche se commessi prima dell’entrata in vigore del decreto stesso.

Se vincerà il “” anche ai condannati in via definitiva verrà concesso di candidarsi o di continuare il proprio mandato e verrà cancellato l’automatismo della sospensione in caso di condanna non definitiva.

L'informazione è di parte. Ci sono giornali progressisti e giornali conservatori. La stessa notizia ti viene raccontata in modo diverso. Se cerchi un sito che ti spieghi le cose con semplicità, e soprattutto con imparzialità, allora questo è il posto giusto per te.

Cerchiamo le notizie del momento e te le spieghiamo meglio, senza giri di parole e senza influenzarti con le nostre opinioni.

FonteUfficiale.it è un sito di informazione generalista approvato da Google News. Per ricevere i nostri aggiornamenti e restare informato ti invitiamo a seguirci sul nostro profilo ufficiale di Google News.