Sono 7 le regioni in zona rossa, ma in TV si parla solo della Campania

Fino a quando ci sarà un accanimento mediatico nel confronti della Campania, De Luca avrà tutte le ragioni per definirlo razzismo

Sono 7 le regioni in zona rossa, ma in TV si parla solo della Campania
Fino a quando i TG del servizio pubblico, le trasmissioni di approfondimento, e in generale i media continueranno a parlare solo della sanità campana, De Luca avrà tutte le ragioni del mondo per definire tutto ciò razzismo.

Come ormai tutti sappiamo, una delle misure scelte dal governo per ridurre il numero di contagi da Covid-19 è quella di classificare 3 livelli di pericolosità e di attivare di conseguenza delle misure più o meno restrittive. Sono le cosiddette zone gialle, arancioni e rosse. Le zone rosse sono quelle con il più alto livello di restrizioni.

I reportage dall'Italia e dal Mondo

All’inizio erano solo 5 le regioni cosiddette rosse, ma da pochi giorni sono state aggiunte anche Toscana e Campania.

Inizialmente la Campania era stata definita zona gialla, quindi col grado minimo di limitazioni. Poi, però, tutti i giorni, a tutte le ore, su tutti i Tg, su tutte le trasmissioni di approfondimento, sia sul servizio pubblico, sia sulle reti private, non si è fatto altro che parlare della Campania. C’erano 5 regioni rosse, ma si è parlato della Campania zona gialla. Prima con le auto in fila davanti al Cotugno (lo stesso accadeva in varie altre parti d’Italia tra cui Como) e poi col famoso video dal pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli.

Chiariamo subito un punto: c’è un motivo per cui si chiamano “pronto soccorso“. I pronto soccorso sono, appunto, i luoghi di primo soccorso per qualsiasi causa. E di conseguenza, sono per forza di cose luoghi “incasinati“. Succede lo stesso dappertutto. Se poi aggiungiamo l’emergenza Covid-19 e centinaia di persone che si lasciano prendere dal panico e corrono al pronto soccorso per qualsiasi sciocchezza, è ovvio che, poi, la situazione diventa insostenibile.

Il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, è sempre stato a favore di misure più restrittive. Non perché ci fossero dati preoccupanti dal punto di vista della sanità campana, ma perché “prevenire è meglio che curare“. Per prevenire s’intende il limitare le possibilità di contagio (assembramenti, ecc.) e evitare il sovraffollamento degli ospedali dovuto più al panico che al contagio stesso.

Se la maggior parte dei positivi è asintomatico o con pochi sintomi e la maggior parte dei decessi ha un’età media altissima, non dovrebbero esserci situazioni insostenibili negli ospedali, invece il panico ha generato tutto ciò.

Perché De Luca, nella sua diretta, ha usato toni così duri?

De Luca era d’accordo sulla zona rossa da mesi. E non perché i dati della sanità campana fossero preoccupanti (la Campania ha il tasso di decessi più basso di tutta Italia, questo vuol dire o che in Campania sono discendenti di Superman o che ci sono condizioni tali che consentono alle persone di non morire).

De Luca ha usato quei toni perché per giorni c’è stato un accanimento mediatico nei confronti della regione Campania. Basta guardare a ritroso tutti i programma TV della scorsa settimana per notare che si è parlato quasi ed esclusivamente della Campania. E non è finita. Sta, infatti, ancora continuando. Ricapitolando, De Luca non è arrabbiato per la zona rossa, ma perché non si è fatta prima e perché c’è stato un accanimento mediatico nei confronti della regione Campania.

Ci sono 7 regioni in zona rossa. Domani guardate i TG e controllate quanto spazio verrà dato alla Campania e quanto alle altre 6 Regioni.

Devi sapere che...

Seguiamo molte testate giornalistiche e siti di informazione per avere molteplici punti di vista, comprendere meglio la situazione che ci circonda e riuscire a spiegare bene le cose a voi che leggete. Studiamo lo stile nella comunicazione, studiamo i contenuti, cerchiamo di capire quali sono le notizie più importanti, quali interessano di più e quali di meno.

Non vogliamo, però, diventare l'ennesimo sito di parte, ma vogliamo raccontare le notizie per quelle che sono: senza ideologie o opinioni personali che alterano la notizia. E vogliamo farlo utilizzando un linguaggio semplice.

Se, però, abbiamo qualcosa da dire lo facciamo, come in questo caso, in un articolo in cui è ben evidenziato che si tratta di un'opinione.

Altri siti, invece, prendono una notizia da un'agenzia di stampa o da una testata giornalistica di oltreoceano e la infarciscono di opinioni e ideologie. Tanti siti di informazione sono di parte, sia quando affrontano la tematica politica sia quando si tratta di tematiche sociali. Non c'è nulla di male ad essere di parte. E' male quando fai credere di non esserlo.

Molte volte i lettori di questi siti sono convinti che le notizie che stanno leggendo non sono di parte, ma in realtà è il contrario. I temi che affrontano e il modo in cui comunicano alcuni siti sono di parte. Basterebbe fare un sondaggio e chiedere ai loro abbonati che tendenze politiche hanno per scoprire facilmente se un sito è di parte oppure no.

L'informazione è di parte. Ci sono giornali progressisti e giornali conservatori. La stessa notizia ti viene raccontata in modo diverso. Se cerchi un sito che ti spieghi le cose con semplicità, e soprattutto con imparzialità, allora questo è il posto giusto per te.

Cerchiamo le notizie del momento e te le spieghiamo meglio, senza giri di parole e senza influenzarti con le nostre opinioni.

FonteUfficiale.it è un sito di informazione generalista approvato da Google News. Per ricevere i nostri aggiornamenti e restare informato ti invitiamo a seguirci sul nostro profilo ufficiale di Google News.