Il Novergia sarebbero morte alcune persone per gli effetti collaterali del vaccino Pfizer-BioNTech

L’OMS è a conoscenza del fatto che 23 persone in Norvegia sono morte dopo essere state vaccinate con il preparato Pfizer/BioNTech


I 23 morti in Novergia per il vaccino Pfizer-BioNTech. La notizia non è stata data dai cosiddetti media autorevoli, come Corriere della Sera, Repubblica, o altri, ma da media, tra virgolette, più piccoli, come Sputniknews, BlitzQuotidiano e qualcun altro.

Gli unici di un certo rilievo sono open.online e bufale.net. I 2 siti spiegano più dettagliatamente che le 23 persone (anche se i numeri sembrano un po’ diversi), tutte che superano gli 80 anni e considerati soggetti fragili (cioè, con patologie come broncopneumopatia cronica ostruttiva, insufficienza cardiaca avanzata, demenza e altre) non sono morte per il vaccino, ma per i lievi effetti collaterali che questo può provocare. Questo è più o meno quello che abbiamo capito, ma potremmo anche sbagliarci.

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Beh, sarebbe come sostenere che chi muore di Covid non muore di Covid, ma di quello che provoca il Covid (cioè, polmonite o altre complicanze legate al virus).

Questi siti (ed altri) sostengono che sono stati utilizzati toni allarmistici. Cosa c’è di male o contrario alla legge? Nulla.

Chi li ha fatti titolari della cattedra “Come scrivere il titolo di una notizia?” Nessuno.

Esiste ancora la possibilità di scrivere un titolo come cazzo pare e piace senza ricevere la censura da chi non ha nessun titolo per esercitarla? Sì.

Si potrebbe sostenere che loro, invece, utilizzino toni calmi… del tipo “tranquilli, non c’è da allarmarsi, non sono morti per il vaccino, ma per gli effetti collaterali“.

Una persona qualunque potrebbe pensare: “e che cazzo cambia?

Do un pugno ad una persona, questa cade a terra, sbatte la testa e muore. La colpa è della caduta a terra o mia che l’ho colpito con un pugno?

Anche noi amiamo la chiarezza. Una chiarezza che non deve essere né di destra, né di sinistra, né negazionista, né “fiduciacieca“. Non bisogna nascondere le cose altrimenti ci sarà sempre chi penserà: chissà perché quel dato non è stato detto al TG. Non bisogna censurare chi la pensa diversamente da noi, anche se la sua opinione è estrema, perché ghettizzandolo diventerà una bomba pronta ad esplodere. Ci vuole il confronto, sempre. Mai la censura. Mai sentirsi superiori agli altri.

E’ una questione che riguarda il calcolo benefici-rischi: se una malattia fa 1 milione di morti e un vaccino fa 10 morti e dà qualche effetto collaterale, prevalgono i benefici. I farmaci, i vaccini, hanno tutti delle controindicazioni. Basta sentire le pubblicità in tv quando il “narratore“, con rapidità, dice che “può provocare effetti anche gravi“. I farmaci, infatti, non si assumono come caramelle, ma devono essere prescritti da un medico dopo un’attenta visita specialistica.

Quindi, ricapitolando, il vaccino non è raccomandato ai soggetti allergici (o almeno bisogna valutare caso per caso), non è raccomandato alle donne in gravidanza (ma bisogna valutare caso per caso), ed è rischioso somministrarlo ai soggetti cosiddetti fragili (perché potrebbero non sopravvivere agli effetti collaterali lievi del vaccino).


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