Tra meno di 10 anni la maggioranza dei cittadini britannici sarà di fede musulmana

Nel Regno Unito ci sono oltre 3 milioni di musulmani e in tutto il paese ci sono più di 1600 Moschee

Tra meno di 10 anni la maggioranza dei cittadini britannici sarà di fede musulmana
Tra meno di 10 anni la maggioranza dei cittadini britannici sarà di fede musulmana. Secondo l’Office for national dtatistics (Ons), i musulmani nel Regno Unito sono più di 3 milioni. La maggioranza è pacifica e religiosamente osservante e la comunità cresce continuamente di numero anche grazie alle conversioni, triplicate negli ultimi 10 anni, raggiungendo quota 100.000, con una media di 5.200 all’anno (dati 2019). La città che da tempo registra il maggior numero di conversioni è Londra, dove ogni anno 1.400 persone scelgono l’islam.

Il censimento del 2011 ha rivelato che l’età media dei musulmani è di 25 anni, mentre quella dei cristiani è di 45 anni. La ragione è semplice: i musulmani fanno più figli dei cristiani. Inoltre, la politica d’immigrazione e d’integrazione britannica negli ultimi anni ha favorito un vero e proprio boom degli arrivi dai Paesi musulmani (in particolare dal Pakistan). Se questo trend dovesse essere mantenuto, tra meno di 10 anni la maggioranza dei cittadini britannici sarà di fede musulmana, e di questi l’80% sarà nato da immigrati.

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Già oggi i fedeli musulmani sono più numerosi degli anglicani (ogni settimana la preghiera islamica del venerdì riunisce quasi 1 milione di musulmani, mentre, secondo le recenti statistiche della Chiesa d’Inghilterra, sarebbero 938.000 gli anglicani che partecipano alla messa domenicale). Le moschee a Londra sono più di 100 e sono in continuo aumento le richieste per costruirne di nuove.

In alcune zone di Londra si trovano cartelli o adesivi sui lampioni che mettono in guardia chi entra: “Stai entrando in un’area controllata dalla sharia“. Simili segnali si trovano anche a Liverpool, Manchester, Leeds, Birmingham, Derby, Bradford, Dewsbury, Leicester, Luton e Sheffield. Essendo quartieri finiti sotto il controllo della sharia, guai ad attraversarli senza velo e vestiti castigatissimi se si è donne. E guai agli uomini sorpresi con bottiglia di birra o sigaretta in mano: si rischia di esser circondati dalla “sharia police“.

L’estremismo islamico nel Regno Unito

L’Inghilterra, poi, deve fare i conti con l’estremismo islamico salafita, cresciuto grazie a predicatori come Anjem Choudary (avvocato di origine pakistana e allievo dell’ex predicatore della moschea di Finsbury Park, Abu Hamza Al Masri, che sta scontando negli Usa 2 ergastoli e altri 100 anni per 9 capi di terrorismo).

Choudary, fondatore di quasi tutti i gruppi islamisti inglesi (tra i quali Al-Muhajiroun e Islam4Uk), ha organizzato per decenni manifestazioni di protesta che avevano come fine ultimo la richiesta di imporre la sharia nel Paese. Inoltre, ha incoraggiato e dato supporto ai giovani che volevano partire per Siria e Iraq. Infine, esulta pubblicamente a ogni attentato, giustificando le stragi dell’11 settembre 2001 fino a quelle di Londra del 2005 e altre ancora. Con lui sono cresciute figure come Mizanur Rahman, Yasser Al-Sirri, Abu Haleema (alias Shakil Chapra), Mohammed Shamsuddin, Abu Qatada Al-Filastini, Omar Bakri Muhammad, Abdullah El-Faisal e molti altri.

L’intelligence britannica attualmente sta monitorando più 30.000 persone, delle quali circa 3.500 sono ritenute essere estremisti islamici pronti a compiere attacchi nel Regno Unito. L’Mi5, il servizio interno, stima che più di 800 cittadini britannici sono andati a combattere nel “Siraq“.

A fomentarli sono i cosiddetti “predicatori del male” liberi di spargere odio nelle strade della Gran Bretagna, sul Web, nelle tv e radio islamiche e nelle carceri.

Corti islamiche britanniche

In Inghilterra, inoltre, esistono anche le “Sharia Court“, le cosiddette Corti islamiche (sono circa un centinaio). Nel 2013 la Bbc (con un documentario dal titoloThe secrets of Sharia courts“) ha rivelato al pubblico l’esistenza di questo sistema legale parallelo al quale fanno riferimento sempre più musulmani britannici.

Le principali si trovano a Londra, Birmingham, Bradford, Manchester e Nuneaton. Mentre sono già iniziati i lavori per istituirne di nuove a Leeds, Luton, Blackburn, Stoke e Glasgow. Il primo tribunale islamico in Gran Bretagna fu creato nel 1982 a Leyton (est di Londra) con il nome di “Consiglio della sharia islamica“.

Le Corti analizzano e giudicano molte materie (tra le quali la poligamia, il ripudio della moglie, l’eredità, l’affidamento dei bambini e molti altri aspetti della vita di un musulmano). Si attivano anche nel caso di matrimoni misti (atto ritenuto gravissimo a meno che non vi sia un’immediata conversione all’islam del coniuge appartenente a un’altra religione).

A sovraintendere il lavoro dei tribunali della sharia è Suhaib Hasan, decano e segretario generale delle Corti islamiche britanniche, nonché membro del Cerf (Consiglio europeo della fatwa e della ricerca) diretto dal religioso Yusuf Qaradawi, membro dei Fratelli musulmani al quale in passato le autorità britanniche hanno negato il permesso di entrare nel Paese.

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