Quali sono i ragni più velenosi al mondo?

Gli aracnidi possiedono ghiandole velenifere con le quali difendersi dai pericoli, ma la maggioranza possiedono morsi innocui per l’uomo

Quali sono i ragni più velenosi al mondo?
Quali sono i ragni più velenosi al mondo. La presenza di questi animali sulla Terra risale a milioni di anni fa. Infatti, quando la vita era isolata nelle acque, i primi organismi viventi ad ispezionare la terraferma furono gli Aracnidi. Non appartengono, appunto, alla categoria degli insetti, ma a quella degli Aracnidi (e all’ordine degli Araneidi). Si distinguono dagli insetti per il numero di zampe (i ragni ne possiedono 8, mentre gli insetti 6) e per la divisione del corpo (i ragni hanno il corpo diviso in 2 parti mentre gli insetti in 3).

Nel mondo esistono circa 42.000 specie di ragni conosciute e sono tutte carnivore, tranne una specie (scoperta nel 2007) descritta come “vegetariana“. Solo 200 specie (circa) sono considerate pericolose per l’uomo. A prescindere, però, dalla pericolosità, tutte le specie dei ragni presentano ghiandole velenifere le cui secrezioni servono come arma da difesa e come mezzo per procurarsi il cibo.

I reportage dall'Italia e dal Mondo

In Italia esistono soltanto 2 specie di ragni pericolosi per l’uomo: la malmignatta (Latrodectes tredecimguttatus) e la tarantola (Lycosa tarentula). La malmignatta (non mortale per un adulto in buona salute) può rivelarsi mortale per bambini, anziani e persone con precarie condizioni di salute. La tarantola, invece, infligge una puntura molto dolorosa e può rivelarsi fatale a chi è allergico alle tossine contenute nel suo veleno.

I ragni più velenosi al mondo
Ragno lupo

La famiglia dei “ragni lupo” (Lycosidae) presenta molte specie, alcune delle quali vivono in Italia (dove a volte vengono erroneamente associate alle tarantole). I “ragni lupo” vivono nascosti nelle buche (o sotto i tappeti di foglie cadute) e solo qualche specie tesse la ragnatela. Non sono aggressivi, ma reagiscono se provocati. Non sono tra i ragni più velenosi, ma il morso può provocare reazioni allergiche (sfoghi cutanei e gonfiore).

Ragno dal sacco giallo

Ii “ragni dal sacco giallo” (Cheiracanthium), piccoli, pallidi e apparentemente innocui, non sono per nulla amichevoli. Il veleno contiene alte concentrazioni di “citotossina” (una sostanza che uccide le cellule dell’organismo con cui viene a contatto). Il morso (molto doloroso) è seguito da rossori e gonfiori che possono degenerare in brutte piaghe. La morte non è molto comune, ma è meglio evitare una simile esperienza.

Ragno eremita marrone (o ragno violino)

Con i “ragni eremita marroni” (Loxosceles) si inizia a fare sul serio. Il morso (molto doloroso) è estremamente tossico, tanto da provocare nell’uomo una reazione chiamata “loxoscelismo” (una forma di “necrosi” che comporta morte delle cellule e gravi lesioni della pelle nell’area colpita). Fortunatamente l’eremita marrone è molto schivo e preferisce fuggire piuttosto che affrontare la minaccia.

Vedova nera

La “vedova nera” (Latrodectus mactans) è probabilmente il ragno più famoso. E’ facilmente riconoscibile dal corpo nerissimo, punteggiato solo da una macchia rossa sull’addome. Il veleno contiene “Alfa-latrotossina” (una sostanza che agisce velocemente sul sistema nervoso e che, se non trattato velocemente con un adeguato antidoto, può portare alla morte della persona morsa).

Vedova marrone

La neurotossina contenuta nel veleno della “vedova marrone” è più potente di quella della “vedova nera“. Ciò rappresenta un problema perché questo ragno (diffuso in America ma originario dell’Africa) frequenta anche zone abitate da noi esseri umani.

Ragno dei cunicoli (o ragno della tela imbuto di Sidney)

Il nome “ragno dei cunicoli” (Atrax robustus) deriva dal tipo di tela intessuta per catturare con maggiore efficacia le prede. Vive in Australia e il morso è molto doloroso. E’ dotato di zanne sviluppatissime, lunghe circa 6 millimetri. Il veleno contiene una neurotossina micidiale, ma nel 1981 è stato messo a punto un antidoto e da allora nessuno è più morto dopo un incontro ravvicinato con questo aracnide.

Ragno della sabbia a 6 occhi

I “ragni della sabbia a 6 occhi” (Sicarius hahni) vivono nel deserto del Kalahari (Africa Meridionale) ed il morso è tanto indolore quanto letale. Le secrezioni delle ghiandole veneniere contengono la tossina “sphingomyelinase D” che disintegra i tessuti e causa violente emorragie interne. Il morso non dà scampo e non esiste antidoto.

Ragno delle banane

Il “ragni delle banane” (Phoneutria nigriventer) sono diffusi in Sud America (soprattutto in Brasile) e adorano nascondersi tra i bananeti. L’uomo non gli fa affatto paura. Il veleno di questo ragno è pericolosissimo (7 volte più potente di quello della “vedova nera”): ne bastano poche gocce per causare difficoltà cardio-respiratorie, asfissia e morte.

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