Qual è la differenza tra scala Richter e scala Mercalli?

Quando si verifica una scossa sismica i media parlano di scala Richter e scala Mercalli per indicare l’intensità del terremoto

Qual è la differenza tra scala Richter e scala Mercalli?
Differenza tra scala Richter e scala Mercalli. Quando si verifica una scossa sismica i media, per indicare l’intensità del terremoto, parlano di scala Richter e scala Mercalli. I 2 sistemi di misurazione sono molto differenti tra loro. Le combinazioni tra le 2 scale possono darci un quadro completo di danni e forza del terremoto, ma la misurazione scientifica più efficace è la scala Richter.

Scala Mercalli

Questa scala prende il nome dal sismologo Giuseppe Mercalli e misura l’intensità di un terremoto in base agli effetti distruttivi su edifici e persone. Quindi, maggiori sono i danni e le vittime, maggiore è il valore nella scala (in numeri romani).

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La scala:
  • I – Strumentale: avvertita solo dagli strumenti;
  • II – Debole: avvertita solo da poche persone sensibili in condizioni particolari;
  • III – Leggera: avvertita da poche persone;
  • IV – Moderata: avvertita da molte persone. Tremiti di infissi e cristalli. Oscillazioni di oggetti sospesi;
  • V – Piuttosto forte: avvertita da molte persone, anche addormentate. Caduta di oggetti;
  • VI – Forte: qualche lesioni agli edifici;
  • VII – Molto forte: caduta di comignoli. Lesione agli edifici;
  • VIII – Distruttiva: Rovina parziale di alcuni edifici e vittime isolate;
  • IX – Rovinosa: rovina totale di alcuni edifici, molte vittime e crepacci evidenti nel terreno;
  • X – Disastrosa: crollo di parecchi edifici, innumerevoli vittime e crepacci evidenti nel terreno;
  • XI – Molto disastrosa: distruzione di agglomerati urbani e moltissime vittime. Crepacci, frane e maremoto;
  • XII – Catastrofica: danneggiamento totale, distruzione di ogni manufatto, pochi superstiti, sconvolgimento del suolo e maremoto.
Scala Richter

Questa scala (ideata nel 1935) prende il nome dal sismologo Charles Francis Richter ed è basata sul calcolo dell’ampiezza delle oscillazioni del suolo rilevate dai sismografi (mostra quanta forza è stata sprigionata dal terremoto). In questo caso, l’intensità del sisma viene misurata in magnitudo, e ha come punto di partenza il grado zero.

La scala:
  • 0-1,9: Può essere registrato solo mediante adeguati apparecchi;
  • 2-2,9: Solo chi è sdraiato avverte la scossa e i pendoli oscillano;
  • 3-3,9: Vibrazioni piuttosto forti;
  • 4-4,9: Viene avvertito da molti. Un pendolo si muove notevolmente, e piatti e bicchieri tintinnano;
  • 5-5,9: Tutti lo sentono, i muri si crepano e gli edifici più pericolanti subiscono crolli;
  • 6-6,9: Crollo delle case, rischio maremoto e popolazione in pericolo;
  • 7-7,9: Panico, pericolo di morte negli edifici (i quali crollano in maggior parte);
  • 8-8,9: Ovunque pericolo di morte. In mare le onde sono alte fino a 40 metri;
  • 9-9,9: Totale allagamento dei territori in questione o spostamento delle terre e numerosissimi morti. Popolazione fortemente colpita;
  • 10 o più: Spaccature della Terra, totale distruzione di strutture artificiali e formazione di maremoti. Al momento non esistono faglie abbastanza lunghe da provocare un sisma così energetico.

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