Chi ha inventato il telefono?

La paternità dell’invenzione del telefono è stata per anni disputata tra Meucci, Manzetti e Bell

Chi ha inventato il telefono?
Chi ha inventato il telefono. Come molte invenzioni, anche il telefono è il risultato dello sforzo collettivo di molte persone. Persone che, a volte, senza sapere nulla l’una dell’altra, sono giunti allo steso risultato. Charles Grafton Page scoprì che il passaggio dell’elettricità poteva trasmettere dei suoni nel 1840. Poi, Innocenzo Manzetti formulò una prima teoria di telefono nel 1844. Poi, ancora, Charles Bourseul, Johan Philipp Reis e così via.

Nei primi anni del 1800, si comincio a teorizzare il passaggio di informazioni tramite un sistema elettromagnetico. Il primo dispositivo elettromagnetico è datato 1833, quando Weber e Gauss crearono un telegrafo all’Università di Gottingen. Si erano, però, già gettate le basi per l’invenzione del telefono tramite la scoperta che il suono potesse essere trasmesso dalle vibrazioni (ad esempio, i telefoni a bicchiere, quelli collegati da un filo teso tra 2 persone che, vibrando, trasmette il suono da un bicchiere all’altro).

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Meucci o Bell?

A scuola ci insegnano che l’inventore del telefono è stato il fiorentino Antonio Meucci. Mentre in alcuni libri (o anche film) ci dicono che sia stato l’americano Bell ad aver realizzato il primo apparecchio per comunicare a distanza.

In Europa si è sempre ritenuto Antonio Meucci come il primo inventore del telefono. Tra gli anni ’50 e ’60 dell’800 Meucci era riuscito a costruire uno strumento che chiamò “telettrofono“. Questo sistema univa 2 apparecchi dotati entrambi di una cornetta con all’interno una membrana metallica. Tale membrana vibrava ogni volta che veniva colpita dalle onde sonore (ogni volta che qualcuno parlava nella cornetta) e tali vibrazioni venivano trasmesse all’altro capo del “telettrofono” per poi essere ritrasformate in onde sonore. In questo modo i 2 interlocutori potevano comunicare tra loro.

Nello stesso periodo, però, anche altri arrivarono molto vicini allo sviluppo di un apparecchio telefonico. Nel 1860, il tedesco Johann Philipp Reis costruì un prototipo di telefono in grado di far comunicare 2 apparecchi ad un centinaio di metri di distanza. Poi, nel 1865, Innocenzo Manzetti (più o meno in contemporanea con Meucci) presentò un telefono a induzione magnetica perfettamente funzionante. Nato in Valle d’Aosta, in una famiglia che si interessava di meccanica e di studi scientifici, Manzetti fece anche altre invenzioni (tra cui, un tipo di automobile a vapore, la macchina per fare la pasta e un automa che suonava il flauto). Meucci (che aveva condotto studi avanzatissimi sulla trasmissione per via elettrica della voce) lesse del lavoro di Manzetti e gli scrisse delle lettere per confrontarsi sui rispettivi lavori.

Il brevetto

Il brevetto è un certificato legale che garantisce la paternità di un’invenzione. Manzetti non ci pensò proprio a brevettare il suo telefono e Meucci non aveva abbastanza denaro (nel 1871 potè permettersi di depositare solo un brevetto temporaneo per il suo “telettrofono”). Meucci non è mai riuscito a commercializzare la sua invenzione a causa di una combinazione di ustioni a seguito di un incidente e una scarsa conoscenza dell’inglese (tanto che l’inventore fu costretto a vivere sulle spalle della pubblica assistenza).

Quando il certificato superò la scadenza, secondo la legge americana Meucci non aveva più alcun diritto di essere considerato l’inventore del telefono. Così, nel 1876, un inventore di origini scozzesi, Alexander Graham Bell, si impadronì dell’invenzione di Meucci brevettando la proprio versione del telefono e fondando una compagnia telefonica: la Bell Telephone Company.

L’11 giugno del 2002, dopo una “battaglia” lunga più di un secolo, il Congresso degli Stati Uniti ha proclamato Antonio Meucci il vero e unico inventore del telefono (avendolo creato nel 1854).

Chi ha inventato il telefono cellulare?

L’antenato del telefono cellulare risale alla Seconda guerra mondiale: si trattava del “radiotelefono” ed era usato come mezzo di comunicazione per l’esercito.

Poi, negli anni ‘60, in Svezia, venne costruito il primo telefono mobile. Era, però, un marchingegno pesantissimo (di oltre 40 kg), alimentato dalla batteria dell’auto, con un’autonomia molto ridotta, e poteva effettuare solo 2 chiamate.

Il primo vero cellulare portatile è stato, poi, inventato dall’ingegnere americano Martin Cooper: fece la prima chiamata il 3 aprile del 1973. I cellulari, quindi, hanno meno di 50 anni ed è solo negli ultimi 15 anni che si sono diffusi. Il prototipo di telefono cellulare pesava 1 kg, si scaricava dopo 30 minuti e impiegava 10 ore per ricaricare la sua batteria. Funzionava solo in poche zone della città di New York ed era un bene di lusso.

Oggi, con appena 40 euro si può comprare un telefono cellulare 1000 volte più potente di quello di Cooper.

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