Perché i benzinai scioperano da lunedì 14 marzo?

A partire da lunedì 14 marzo, i titolari di pompe di benzina, nelle ore notturne, chiuderanno gli impianti self service per protestare contro un caro carburanti

Perché i benzinai scioperano da lunedì 14 marzo?
Perché i benzinai scioperano da lunedì 14 marzo? Gli ultimi dati diffusi da Quotidiano Energia segnalano prezzi di benzina e gasolio a un passo dai 2,3 euro al litro nel servito. Per la prima il costo medio è a 2,275 euro/litro, con prezzi praticati tra 2,222 e 2,378 euro/litro. La media del gasolio sale a 2,270 euro/litro, con i punti vendita delle compagnie con prezzi compresi tra 2,246 e 2,359 euro/litro.

Quindi, a partire da lunedì 14 marzo, i titolari di pompe di benzina, nelle ore notturne, chiuderanno gli impianti self service per protestare contro un caro carburanti di cui sostengono di essere loro stessi vittime.

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Enzo Nettis, presidente di Faib-Confesercenti (l’associazione dei gestori delle pompe di benzina), ha detto: “Lo avevamo annunciato nei giorni scorsi e ora siamo costretti a farlo. Benzina e gasolio aumentano, ma il ricavo dei benzinai rimane fisso: circa 3 centesimi e mezzo al litro. In compenso, i litri erogati diminuiscono a causa dell’incremento dei prezzi e i costi di gestione aumentano“.

L’aumento medio delle bollette elettriche per i benzinai, secondo Nettis, “è del 135%; in un anno sarebbero 10.000 euro in più per ciascun un impianto. Così si mette a rischio la sopravvivenza stessa di molte imprese. Siamo coscienti che la nostra decisione potrà comportare qualche disagio per i consumatori, ma siano anche convinti di avere la loro solidarietà, perché noi e loro siamo ugualmente vittime di questa situazione“.

Il presidente di Faib-Confesercenti ha, poi, aggiunto: “Abbiamo scritto ai parlamentari perché sensibilizzino il governo sulla necessità di un intervento immediato che consenta a tutti (benzinai, consumatori, imprese) di almeno mitigare gli effetti di un fenomeno sempre più preoccupante. Ci indigna l’assoluta indifferenza del governo, che non può limitarsi a far cassa grazie all’incremento del gettito dovuto a Iva e accise varie. È proprio in tema di accise che lanciamo una proposta, magari non risolutiva ma certamente in gradi di alleggerire i contraccolpi della crisi: il governo intervenga immediatamente dando applicazione a quanto previsto dalla legge 244/07, in tema di ‘accisa mobile (o anticiclica)’ che consente , da una parte, di sterilizzare gli aumenti della tassazione sui carburanti e, dall’altra, di creare un minimo di stabilità per famiglie ed operatori economici. Come si vede, gli strumenti ci sono: è necessario che vi sia anche la volontà politica“.

L’Unem (l’associazione che rappresenta le aziende di raffinazione stoccaggio e distribuzione di prodotti petroliferi e energetici low carbon), ha spiegato che in Italia il prezzo rilevato alla pompa, “prima delle tasse“, è più basso di 9,7 cent/litro sulla benzina e di 14,2 cent/litro sul gasolio “rispetto alla media Europea“. Per cui non potendo agire sul prezzo industriale, “occorre intervenire sulla fiscalità che rappresenta oltre la metà del prezzo finale“.

Cos’ha detto il ministro della Transizione ecologica

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ospite di SkyTg24 Progress, parlando dell’impennata del costo del carburante, ha detto: “Non esiste una motivazione tecnica per cui questi carburanti siano così costosi, il mercato ha alzato i prezzi in maniera irragionevole e lo stanno pagando le nostre imprese. […] I prezzi dell’energia stanno crescendo in maniera assolutamente scollegata dalla realtà dei fatti. Siamo in presenza di una colossale truffa che viene dal nervosismo del mercato ed è fatta a spese delle imprese e dei cittadini“.

Il Ministro ha, poi, avanzato una proposta: “Se mettiamo un tetto ai prezzi blocchiamo questa spirale speculativa. È necessario stabilire un prezzo massimo oltre il quale gli operatori europei non possono andare, è fondamentale. Chiunque esporta gas non può fare i conti senza l’Europa: serve un costo appetibile da non affossare il mercato; si può discutere intorno ad una cifra di 80 euro megawatt/ora che è già il doppio di quanto pagavamo un anno fa. Se lo fa uno stato da solo è un mercato troppo piccolo; se lo fa la Ue no. E se fisso il prezzo del gas, fisso anche il prezzo per l’ energia elettrica“.

Infine, a proposito del gas russo, il Ministro ha aggiunto che “negli ultimi giorni abbiamo dato in media circa 1 miliardo di euro al giorno per l’acquisto di gas, tutta l’Europa alla Russia, forse più di quanto costi la guerra a Putin. Ed è la dimostrazione evidente che i mercati seguono concezioni proprie. Paghiamo errori storici per non aver diversificato la nostra dipendenza dal gas e la spinta di un falso ambientalismo che ha ridotto in modo incomprensibile, il modo di sfruttare il nostro gas sul nostro territorio“.

Cos’ha detto il Codacons

L’aumento senza sosta dei listini ha spinto il Codacons a presentare un esposto a 104 Procure in tutta Italia e all’Autorità garante della concorrenza. L’associazione a tutela dei consumatori “chiede di indagare sugli abnormi rincari dei prezzi e su possibili speculazioni in atto a danno di consumatori e imprese“.

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha detto che il costo della benzina segna in media un +39,3% “rispetto allo stesso periodo del 2021“, mentre il gasolio “sale addirittura del +51,3%“. In zone più difficili da raggiungere, come le isole, gli aumenti sono ancora più significativi che nel resto d’Italia. A Ischia la benzina è arrivata a 2,629 euro/litro, a La Maddalena a 2,589 euro/litro e a Ventotene 2,579 euro/litro.

Secondo il Codacons, l’entità degli aumenti non sembra giustificata né dalle attuali quotazioni del petrolio, né da riduzioni delle forniture sul territorio legate alla guerra in Ucraina, ricordando che benzina e gasolio venduti oggi presso i distributori sono stati acquistati mesi fa a prezzi sensibilmente inferiori.

La protesta degli autotrasportatori

In segno di protesta contro le “insostenibili condizioni” che segnano il mercato dei carburanti, Trasportounito ha annunciato “per forze di causa maggiore” uno sciopero nazionale degli autotrasportatori a partire da lunedì 14 marzo.

E’, però, arrivato lo stop dalla Commissione di garanzia per lo sciopero. Una comunicazione del commissario delegato della Commissione, Alessandro Bellavista, ha rivelato il “mancato rispetto del termine di preavviso di 25 giorni” e ha richiamato “l’obbligo di predeterminazione della durata dell’astensione“.

Trasportounito, però, ha replicato che la sospensione dei servizi si farà. Il segretario generale Maurizio Longo ha spiegato che l’iniziativa è motivata dalla volontà di “evitare l’indebitamento” degli autotrasportatori, che i rincari avrebbero messo nella situazione di non poter svolgere il proprio lavoro senza andare in perdita. Longo ha fatto notare come, dopo l’annuncio dello stop, siano già arrivati i primi risultati. “Molti committenti hanno chiamato le imprese di trasporto garantendo la copertura della maggiorazione dei costi“.

Altre associazioni, però, hanno contestato la sospensione, decidendo di aspettare prima gli eventuali risultati che potrebbe portare l’incontro con la viceministra alle Infrastrutture Teresa Bellanova, in calendario martedì 15. Longo, però, alle altre sigle, ha risposto: “Non dovrebbero contestare chi ha evidenziato il problema. Hanno accettato gli 80 milioni messi a disposizione dal governo pur sapendo che non sono sufficienti”. In merito alle dichiarazioni del ministro Cingolani, Longo si dice perplesso: “Se vi è speculazione, bisogna dotarsi di contromisure e strategie“.

Si stima che in Italia, sul totale delle merci circolanti, almeno l’85% viaggi su strada grazie agli autotrasportatori. Quindi, l’annuncio della protesta fa temere il blocco delle merci (soprattutto dei prodotti alimentari, e dei rifornimenti di carburante). In alcune regioni si sono già registrati maggiori acquisti. In Sardegna, in alcuni supermercati sono stati svuotati molti scaffali, mentre alcuni distributori di carburante sono rimasti temporaneamente a secco. Lo stesso si sta verificando anche in altre regioni.

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