Ogni 5 giorni un poliziotto (o carabiniere) si suicida

Sono tanti i suicidi che vedono protagonisti le forze dell’ordine: 51 nel 2020, 57 nel 2021 57 e 18 dal inizio 2022

Ogni 5 giorni un poliziotto (o carabiniere) si suicida
Ogni 5 giorni un poliziotto (o carabiniere) si suicida. Sono tanti i suicidi che avvengono nelle forze dell’ordine: 51 nel 2020, 57 nel 2021 57 e 18 dal inizio 2022. La media è di 1 ogni 5 giorni. Siccome il trend è in aumento, è stata presentata una mozione alla Camera per chiedere “al Governo di fornire i dati ufficiali, di monitorare il fenomeno e le sue cause e soprattutto di adottare misure immediate ed efficaci per fermare questa onda terribile che da anni si abbatte sulle nostre forze dell’Ordine“.

Nel 2019, quindi prima della pandemia da Covid, i casi erano stati addirittura 69. Quindi, la causa del successivo calo di vittime potrebbe essere da ricercare nel periodo di lockdown per il Covid.

I reportage dall'Italia e dal Mondo

Alessandra D’Alessio, responsabile Psicologia Militare del Nuovo Sindacato Carabinieri, ha detto: “Durante la fase pandemica ho notato che tanti sono andati in convalescenza, alcune patologie latenti sono emerse e molti hanno preso un periodo di riposo. È come se la pandemia li avesse fatti sentire autorizzati a prendere una pausa. E anche chi ha lavorato, specie nel lockdown, ha visto diminuire la pressione. L’aumento, che notiamo oggi, nel numero di suicidi, di fatto, segna una sorta di ritorno alla normalità“.

I dati

Il dato di suicidi in divisa è più alto di quella della popolazione italiana. Al primo posto ci sono i carabinieri. Infatti, l tasso di suicidi ogni 100 mila persone oscilla tra 6,5 e 7,2 nella popolazione, ma passa tra il 9,65 del 2015 e il 26,82 del 2012 per i Carabinieri.

Negli ultimi 3 anni, secondo l’Osservatorio suicidi in divisa, si sono verificati 55 casi tra i Carabinieri, 36 nella Polizia di Stato.

Le cause

D’Alessio ha spiegato che “le ragioni che spingono al suicidio sono molteplici e ci deve essere anche una predisposizione ad agire. Quando un militare manifesta problemi psicologici, gli vengono tolti tesserino, pistola e manette, a scopo precauzionale. Questo però può farlo sentire privato della sua identità“. L’intervento, quindi, rischia di aggravare la situazione.

Il fenomeno deve essere discusso, gli strumenti attuali non sono sufficienti. L’impegno ora è a calendarizzare rapidamente la mozione – annuncia Martelli – farò il possibile affinché questo avvenga presto, magari già nella prossima seduta“.

Interviste

Massimiliano Zetti, segretario generale Nuovo Sindacato Carabinieri, è stato intervistato dal Messaggero.

Il numero più alto di suicidi si registra nell’Arma. Come si spiega questo fenomeno?

Siamo la forza armata con il più alto numero di appartenenti. E la disciplina è rigorosa. Quando si verificano suicidi, spesso nell’Arma ci si affretta a dire che non sono maturati in ambiente lavorativo. Le cause possono essere diverse certo, le problematiche possono essere di natura personale, sanitaria, debitoria e via dicendo, ma certe volte se anche nell’ambiente di lavoro le cose vanno male, diciamo che è la goccia che fa traboccare il vaso. Una sanzione disciplinare non sarà la causa ma può essere la scintilla“.

Come si può intervenire?

I carabinieri, ma anche i poliziotti, non si fidano degli psicologi interni al Corpo. Occorre pensare a una rete di professionisti esterni. Rivolgersi allo psicologo è difficile e, spesso, quando ci sono problemi, i colleghi vengono privati di pistola e tesserino, e poi mandati a casa, dove sono soli. Questo non migliora, di certo, la situazione“.

Dovrebbero rimanere in servizio?

Sì, con altre mansioni, magari svolgendo lavori d’ufficio. Chi ha un problema psicologico non deve essere isolato, facendolo così sentire abbandonato, è fondamentale anzi che rimanga accanto ai suoi colleghi“.


Anna Maria Giannini, docente di psicologia all’ateneo Sapienza (Roma) ed esperta dell’area di Psicologia dell’Emergenza dell’Ordine Psicologi Lazio, che collabora con la Polizia, è stata intervista da Leggo.

La disponibilità di un’arma può influire sul numero di suicidi?

Possedere un’arma offre una via immediata, diciamo, a chi decide di commettere un suicidio ma non è il fattore determinante. Le cause sono da ricercare in più fattori e spesso non sono immediate. Molti credono che togliersi la vita sia una scelta dettata da una malattia mentale, a volte invece è una decisione lucida“.

Come viene affrontato il problema nella Polizia?

Il problema è sempre stato affrontato in tavoli istituzionali in modo molto serio. Viene, inoltre, offerto supporto psicologico e si fa formazione agli agenti“.

In che modo?

Si insegna loro a riconoscere determinati segnali nei colleghi. Chi vive tutti i giorni accanto a una persona e la vede operare sul lavoro, può cogliere cambiamenti nel suo comportamento e nell’umore, notare un’improvvisa tendenza a isolarsi. O può venire a conoscenza di problematiche personali importanti. Una presenza vicina aiuta la persona con un problema psicologico e può essere utile per sollecitarla a chiedere aiuto“.

L'informazione è di parte. Ci sono giornali progressisti e giornali conservatori. La stessa notizia ti viene raccontata in modo diverso. Se cerchi un sito che ti spieghi le cose con semplicità, e soprattutto con imparzialità, allora questo è il posto giusto per te.

Cerchiamo le notizie del momento e te le spieghiamo meglio, senza giri di parole e senza influenzarti con le nostre opinioni.

FonteUfficiale.it è un sito di informazione generalista approvato da Google News. Per ricevere i nostri aggiornamenti e restare informato ti invitiamo a seguirci sul nostro profilo ufficiale di Google News.