Non è possibile multare i non vaccinati perché manca l’elenco di chi non si è vaccinato

Da quando il 1° febbraio è scattato l’obbligo vaccinare per gli over 50, nessuno è stato sanzionato con la multa di 100 euro

Non è possibile multare i non vaccinati perché manca l'elenco di chi non si è vaccinato
Non è possibile multare i non vaccinati perché manca l’elenco di chi non si è vaccinato. Da quando il febbraio 2022 è scattato l’obbligo vaccinare per gli over 50, nessuno è stato sanzionato con la multa di 100 euro.

Sono circa 1,4 milioni gli italiani sopra i 50 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose. Non è, però, sanzionabile solo chi non è vaccinato, ma anche chi non ha completato il ciclo vaccinale secondo i tempi stabiliti (per chi ha fatto la prima dose ma non la seconda, o chi ha fatto le prime 2 ma non la dose di richiamo).

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A bloccare il sistema è la mancanza dell’elenco di chi andrebbe multato. All’Agenzia delle entrate, che si occupa di far partire le sanzioni, i nomi non sono arrivati.

A stilare l’elenco dovrebbe essere la Sogei (la società informatica a cui il ministero dell’Economia ha affidato la gestione dei dati), incrociando le informazioni sulle vaccinazioni nel Sistema tessera sanitaria e i codici fiscali dei cittadini. Poi, le liste dovrebbero passare al ministero della Salute. Liste che al momento non esistono, perché manca il “” del Garante della privacy che sta valutando se (e come) si possono far circolare queste informazioni.

Infatti, durante un’audizione che si è tenuta il 10 febbraio alla commissione Affari sociali della Camera, il presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, ha detto che il ruolo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione “non è pienamente giustificabile, anzitutto in termini di protezione dati“. Stanzione ha spiegato che l’ADER (l’Agenzia delle Entrate-Riscossione) dovrebbe intervenire solo in ultima fase, esclusivamente per l’invio della sanzione, e non durante il processo di verifica delle esenzioni. Invece, per come è stata pensata la procedura, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione viene coinvolta nel trattamento di dati sensibili (come quelli relativi alla condizione vaccinale di persone esenti).

Come funziona la procedura

Se la procedura fosse gestita dalle aziende sanitarie sarebbe più semplice, invece a causa del carattere sanzionatorio dell’obbligo vaccinale è stata coinvolta anche l’ADER, che si occupa di recapitare le multe.

L’Agenzia delle entrate, prima della multa vera e propria, deve far partire un avvertimento. Questo perché il cittadino potrebbe essere guarito dal Covid o avere un’esenzione. In mancanza di una giustificazione all’Asl (che deve pervenire entro 10 giorni), il nominativo torna al ministero che lo inserisce nella lista dei sanzionabili da inoltrare all’Agenzia.

Oltre a comunicare l’esenzione all’azienda sanitaria, la persona multata ingiustamente deve comunicare all’ADER di aver chiarito la sua posizione. Entro altri successivi 10 giorni l’azienda sanitaria deve dire all’Agenzia delle Entrate-Riscossione se confermare la sanzione oppure no. Se viene confermata, l’ADER deve comunicare l’addebito alla persona multata entro 180 giorni. La persona sanzionata ha 60 giorni per pagare oppure 30 giorni per presentare un ricorso al giudice di pace. Nel caso di sentenza non favorevole del giudice di pace, questa persona potrebbe essere condannata al pagamento delle spese di giudizio. Avrebbe, poi, la possibilità di presentare un ulteriore appello entro 30 giorni dalla notifica della sentenza del giudice di pace. Il processo potrebbe concludersi dopo l’estate, a obbligo vaccinale non più in vigore.

Infine, se una persona decidesse di vaccinarsi dopo aver ricevuto la comunicazione dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrebbe comunque pagare la multa.

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