Gli italiani sono neutrali su Putin e 1 su 3 non vuole sanzioni

Sondaggio Ipsos: il 57% degli italiani dice di stare con l’Ucraina, il 5% con la Russia e il 38% degli intervistati sceglie equidistanza

Gli italiani sono neutrali su Putin e 1 su 3 non vuole sanzioni
Gli italiani sono neutrali su Putin e 1 su 3 non vuole sanzioni. Secondo l’ultimo sondaggio curato da Ipsos, solo il 57% dice apertamente di stare con l’Ucraina, mentre il 5% non si fa problemi ad ammettere di parteggiare per la Russia. In mezzo troviamo il 38% di intervistati che non prende posizione, scegliendo l’equidistanza tra aggressori e aggrediti. Ma non è tutto. Infatti, secondo i ricercatori di Ipsos “esiste la percezione che i filorussi siano molti di più“. Non tutti dicono apertamente di parteggiare per Putin, ma lo lasciano intendere.

1 italiano su 3 sostiene che Mosca abbia ragione a sentirsi minacciata dall’allargamento della Nato, anche se quasi tutti ritengono ingiustificata l’invasione dell’Ucraina, a parte un 6% allineato sulle mosse del Cremlino. Continuando con i dati, circa il 50% del campione è favorevole a mantenere le sanzioni nei confronti della Russia (anche a fronte di un aumento dei prezzi) il 32%, invece, è poco o per niente d’accordo (un’opinione in crescita rispetto alle prime settimane di guerra).

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Il 48% degli intervistati preferirebbe evitare qualsiasi coinvolgimento nel conflitto, astenendosi anche dall’inviare armi all’Ucraina (un’azione sostenuta solo dal 29% degli intervistati). Per il 28% il governo fa bene a insistere con le sanzioni, e una percentuale analoga chiede, invece, di scegliere la neutralità (il nostro Paese dovrebbe ritirare le sanzioni e proporsi come mediatore, anche a costo di creare contrasti con Stati Uniti e alleati europei).

Per oltre il 50% resterà una questione tra Russia e Ucraina o, al massimo, si estenderà ad altri Paesi dell’Est Europa. Per il 45% è poco o per niente probabile il ricorso ad armi nucleari. E’, però, in aumento, fino al 30%, anche il timore di un coinvolgimento diretto dell’Italia nelle operazioni militari.

Tuttavia, l’85% degli italiani resta molto preoccupato delle conseguenze economiche di questo conflitto, sia per la propria famiglia che per il Paese in generale: rincari di beni e servizi, rischi per i risparmi, peggioramento dei conti pubblici, rallentamento dell’export e della produzione industriale.

Infine, per quanto riguarda l’offerta informativa dei media italiani, solo 3 intervistati su 10 la giudicano neutrale e oggettiva. Per il 37% del campione, inoltre, è troppo sbilanciata a favore dell’Ucraina e del presidente Zelensky. In generale, il 28% si considera poco o per nulla informato, mentre il 42% si ritiene informato solo in parte.

Cosa dovrebbero fare le aziende italiane?

1/3 degli italiani ritiene che le nostre aziende debbano prendere una posizione pubblica sul conflitto, mentre un 43% auspica che restino distanti e neutrali, per evitare di compromettere gli affari.

Il 58% sostiene che le aziende dovrebbero partecipare alle sanzioni nei confronti della Russia, ritirando i loro prodotti dal mercato di Mosca e chiudendo eventuali fabbriche ed uffici. Ma il 40% ritiene giusto non penalizzare i cittadini russi, assicurando loro i prodotti cui sono abituati.

Per quanto riguarda le azioni a sostegno dell’Ucraina, per l’85% degli intervistati le aziende dovrebbero inviare aiuti materiali ai profughi, mentre il 72% vorrebbe che arrivassero a donare parte dei loro ricavi a beneficio di chi è scappato dalla guerra.

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